<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540</id><updated>2011-08-28T21:53:24.430-03:00</updated><category term='terremoto'/><category term='ciccione. italia'/><category term='abruzzo'/><title type='text'>Blog di Walter Ciccione</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://walterciccione.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>69</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-2989681512899954277</id><published>2011-08-24T19:05:00.004-03:00</published><updated>2011-08-28T19:39:06.738-03:00</updated><title type='text'>Assistere, o non assistere, ecco la questione</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-xoRCKoJttkw/TlrDLCoxa2I/AAAAAAAAACo/HQFvZHZ5LOg/s1600/to_be_or_not_to_be.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 149px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-xoRCKoJttkw/TlrDLCoxa2I/AAAAAAAAACo/HQFvZHZ5LOg/s200/to_be_or_not_to_be.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5646039677316197218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Il Comites di Buenos Aires convoca, ma i parlamentari disertano l'incontro&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-top: 6pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 10.8pt; margin-left: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Sembra che i parlamentari italiani eletti nell’America Meridionale siano stati messi in crisi dall’invito del Comites di Buenos Aires, provocando in loro un dilemma &lt;span&gt; &lt;/span&gt;esistenziale, quasi shakesperiano, che peró, hanno risolto scegliendo il “voto negativo”. Cioè i senatori Caselli (Pdl) e Giai (Maie) ed i deputati Angeli (Pdl), e Porta (Pd) non si sono presentati all’appuntamento. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-top: 6pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 10.8pt; margin-left: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Unica eccezione quella del presidente del MAIE il quale fedele al suo stile di assoluta disponibilità, ha partecipato alla riunione, come è stato informato la settimana scorsa anche dalla &lt;span&gt;TRIBUNA ITALIANA&lt;/span&gt;: "L’On. Merlo unico protagonista, suo malgrado, dell’incontro organizzato dal Comites di Buenos Aires" &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-top: 6pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 10.8pt; margin-left: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Pertanto l’iniziativa, promettente quando è stata proposta, alla fine ha offerto molto di meno di quanto ci si attendeva, diventando un nuovo anello della catena di insuccessi, nell’aspirazione di riunire &lt;i&gt;“i nostri cinque&lt;/i&gt;”, obiettivo che risale al 2006 e che potrebbe unirsi ad un altra ambizione diventata chimera, quella di ottenere una semplice fotografia di gruppo dei nostri parlamentari, un modo di rispecchiare una supposta unità, obiettivo che, perfino per i più esperti collezionisti, è diventato una “&lt;i&gt;missione impossibile&lt;/i&gt;”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-top: 6pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 10.8pt; margin-left: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Questa ostinata negativa a riunirsi, propone di fronte alla comunità un’immagine negativa, che viene persino potenziata nel contesto di crisi generale nel quale siamo immersi, in un momento in cui i politici in genere, devono affrontare un vero e proprio tsunami di critiche, che comprendono argomenti di varia indole dal: “&lt;i&gt;non basta vincere un’elezione, contano la gestione, i risultati” &lt;/i&gt;passando per le “inadempienze delle promesse elettorali”, e “&lt;i&gt;che fino ad oggi, non c'è neanche un progetto di legge presentato dai parlamentari eletti all'estero, che sia stato approvato e quindi diventato legge&lt;/i&gt;”, fino all’imputazione del fatto che, nonostante la congiuntura, la cosiddetta “casta” continua a mostrarsi immune nell’esposizione dei privilegi e franchigie di cui gode. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-top: 6pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 10.8pt; margin-left: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;E’ evidente che la gente è stanca di una certa politica e la negativa di questi parlamentari a partecipare alla riunione di cui ci occupiamo, ha scatenato una reazione non frequente che, nonostante il tempo trascorso, non solo non accenna a diminuire, ma addirittura tende a crescere, dando voce a opinioni varie che hanno al centro concetti quali: “atteggiamento sconsiderato, mancanza di rispetto verso il Comites e i numerosi esponenti della collettività presenti alla riunione.” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-top: 6pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 10.8pt; margin-left: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Da parte nostra ci viene subito in mente una domanda: se i nostri parlamentari ritengono che i Comites non riuniscono i requisiti e i meriti sufficienti per convocarli, quale sarebbe l’istituzione nelle condizioni di farlo? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-top: 6pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 10.8pt; margin-left: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Per quanto riguarda gli argomenti per giustificare le assenze all’incontro, colpisce in particolare la risposta di un &lt;i&gt;senatore&lt;/i&gt; il quale avrebbe manifestato che secondo lui, “&lt;i&gt;l’unico ambito per dibattere è il Senato e con i suoi pari”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-top: 6pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 10.8pt; margin-left: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Presumiamo che il senatore non abbia letto, o abbia ignorato l’obiettivo dell’invito del Comites: "…&lt;i&gt;convocare i parlamentari perché espongano i loro punti di vista sulla "situazione politicoeconomica dell'Italia, nonché gli effetti di tale problematica per gli italiani residenti all'estero".&lt;/i&gt; &lt;u&gt;Cioè non menziona il termine dibattito e anche se lo facesse, è responsabilità dei parlamentari l’imperativo morale di rendere conto delle loro attività al sovrano, cioè, agli elettori.&lt;/u&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-top: 6pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 10.8pt; margin-left: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quanto al &lt;i&gt;“celebre”&lt;/i&gt; dibattito che non c’è stato, possiamo sottolineare che è diventato materia ricorrente nella nostra comunità, una assenza che si unisce ad un’altra, quella di nuove proposte da parte dei nostri parlamentari, che sostituiscano il solito discorso reclamando all’Italia fondi per l’assistenza, i consolati, la cultura o la lingua, fra gli altri. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-top: 6pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 10.8pt; margin-left: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Forse, ma sembra una &lt;i&gt;utopia&lt;/i&gt;, uno dei modi che potrebbero avere i nostri parlamentari di riscattarsi dalla figuraccia di non essersi presentati alla convocazione del Comites, sarebbe quello di prendere l’iniziativa di autoconvocarsi e, nell’ambito che riterranno adeguato, dibattere le problematiche che ci riguardano come italiani all’estero. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-top: 6pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 10.8pt; margin-left: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Come è noto, viviamo tempi difficili, un periodo nel quale una parola ha conquistato un protagonismo quasi ossessivo, sempre legata ad una serie di fatti drammatici: &lt;i&gt;la bolla&lt;/i&gt;. Ci sono la “bolla immobiliare”, la “bolla finanziaria”, la “bolla speculativa” e tante altre ancora. Siamo impegnati a promuovere la reazione dei nostri rappresentanti dato che tacendo rischieremmo di diventare complici del silenzio, di fronte a qualche “illuminato” che volesse screditare “i nostri” tacciando la loro presenza nelle aule di &lt;u&gt;“bolla parlamentare”.&lt;/u&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-top: 6pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 10.8pt; margin-left: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Un atteggiamento che deluderebbe il sogno, di un lottatore come Mirko Tremaglia, ostinato a portare in alto bandiere di uguaglianza e giustizia, e che dopo lunghe battaglie parlamentari, riuscì a rendere reale il sogno di esercitare il nostro diritto al voto. &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black; font-weight: bold; "&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color: rgb(119, 119, 119); "&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 6pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 10.8pt; margin-left: 0cm; "&gt;&lt;span style="color: black; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-2989681512899954277?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/2989681512899954277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/2989681512899954277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2011/08/assistere-o-non-assistere-ecco-la.html' title='Assistere, o non assistere, ecco la questione'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-xoRCKoJttkw/TlrDLCoxa2I/AAAAAAAAACo/HQFvZHZ5LOg/s72-c/to_be_or_not_to_be.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-7082233008060681977</id><published>2011-08-17T19:41:00.006-03:00</published><updated>2011-08-28T21:24:57.368-03:00</updated><title type='text'>L’On. Merlo unico protagonista, suo malgrado, dell’incontro organizzato dal Comites di Buenos Aires</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-aMKqnj43Gpo/Tlrao8wqzCI/AAAAAAAAACw/_tBKC3mowuM/s1600/merlo.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 231px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-aMKqnj43Gpo/Tlrao8wqzCI/AAAAAAAAACw/_tBKC3mowuM/s320/merlo.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5646065479902219298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Il Comites di Buenos Aires ha preso la valida e opportuna iniziativa di convocare i cinque parlamentari italiani eletti nell’America Meridionale, perché esponessero i loro punti di vista sulla “situazione politico- economica dell'Italia. nonché gli effetti di tale problematica per gli italiani residenti all'estero”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Una interessante proposta in coincidenza con la crisi finanziaria e politica che ha colpito il Bel Paese, che in seno alla nostra comunità pe stata accolta con grande attesa, dimostrata dal numeroso pubblico che ha colmato il salone “Felice Lora”, del Consolato generale. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Purtroppo l’invito non ha avuto la risposta che ci si attendeva e allegando ragioni diverse, i senatori Caselli (Pdl) e Giai (Maie) ed i deputati Angeli (Pdl), e Porta (Pd), non si sono fatti presenti, determinando che l’on. Ricardo Merlo, l’unico a farsi presente, diventasse protagonista dell’evento. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;L’indifferenza degli assenti verso l’iniziativa, anche se in qualche caso era prevedibile, ha suscitato sorpresa e malessere tra i presenti, specialmente nel presidente del Comites cav. Graciela Laino, che non ha nascosto la sua contrarietà per la mancata risposta ad un invito che non comportava grandi difficoltà per i politici, vista la generosa pausa estiva del Parlamento italiano, anche perché, ad eccezione dell’on. Porta che si trova in Brasile, gli altri trascorrono il periodo di ferie in Argentina, circostanza questa che faceva prevedere la possibilità della loro partecipazione. Per cui se la previsione si è rivelata inesatta, le assenze hanno provocato un evidente fastidio tra i presenti, molti dei quali hanno considerato tali assenze una mancanza di rispetto, verso i concittadini e verso le istituzioni come lo sono il Comites e il consolato generale, rappresentato nella riunione dal console Giuseppe Giacalone. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Comunque, al di la di qualsiasi interpretazione marginale sulle mancate presenze, “gli assenti” hanno sprecato l’occasione di un incontro che, tra l’altro, potava essere valido per prendere contatto con importanti esponenti della collettività e per superare alcune incomprensioni che si sono registrate negli ultimi tempi. Le assenze invece, avranno sicuramente l’effetto di approfondire ancora di più il solco che negli ultimi tempi divide gli elettori dai politici. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;In questo singolare contesto, la presenza dell’on. Ricardo Merlo ha acquisito un rilievo maggiore. Dirigente esperto, ha saputo capitalizzare l’opportunità e mettendo in mostra condizioni politiche e oratorie, ha saputo conquistare l’attenzione del pubblico, che lo ha seguito con interesse, apparentemente in linea con la sua linea strategica e, oltre al fatto di rispondere senza problemi alle domande che sono seguite alla sua relazione, ha avuto l’abilità di trasformare l’evento in un comizio del MAIE. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Dicono che “lo bueno, si breve, dos veces bueno”, una battuta che questa volta è stata lasciata da parte e di fronte alle assenze non previste e alla presenza di un solo parlamentare, gli organizzatori avrebbero dovuto modificare l’impostazione data allo svolgimento del programma w che prevedeva l’avvio con le esposizioni dei parlamentari, seguite dalle domande dei consiglieri del Comites e del Cgie, quindi per iscritto, le domande dei dirigenti delle associazioni e infine quelle della stampa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Una impostazione snaturata già col fatto che la riunione è iniziata con 45 minuti di ritardo e che in parecchi casi, le domande dei consiglieri del Comites, sono stati discorsi di campagna elettorale invece delle domande che ci si aspettavano. Quindi alle 21.30, di fronte alle domande e richieste ancora da porre da parte del pubblico, i giornalisti abbiamo “optato” per rinviare ad altre occasioni la possibilità di fare domande al parlamentare. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Superfluo osservare che con la presenza di un unico dissertante, l’unica campana che è stata ascoltata nella sala è stata quella che ha fatto suonare il presidente del MAIE, esperto nell’arte di rispondere a domande che, tra l’altro, non erano nemmeno troppo impegnative, per cui il tempo lasciato a disposizione dai suoi colleghi parlamentari, Merlo lo ha utilizzato con la libertà di mettere in evidenza la sua capacità e formazione, e anche per ricordare la sua laurea in Scienze politiche e i suoi tre anni del Corso di Diritto ed Economia Politica, al punto da “suggerire” al ministro dell’Economia Giulio Tremonti che, sulle difficoltà economiche e finanziarie italiane “dovrebbe imparare dall’esperienza della crisi argentina” e “consigliargli di approfondire la lettura” dei testi di John Maynard Keynes &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Partendo da questo suggerimento l’on. Merlo lungo quasi tre ore ha passato in rassegna diverse tematiche. In materia politica l’obiettivo preferito è stato il presidente del Consiglio Berlusconi “Al quale non interessano gli italiani all’estero”, ricordando che “siamo passati da un ministero per gli italiani all’estero a un vice ministro, per finire con un sottosegretario senza alcuna esperienza sull’argomento”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt; Più avanti ha detto: “Un premier che ha perso il consenso degli elettori e il prestigio in campo internazionale, occupato in particolare nella tentativa di far approvare leggi destinate a risolvere i suoi problemi personali. Nell’ultima decade è stato a capo del governo durante otto anni e in questo periodo la crescita dell’Italia è stata pari allo zero, lasciando scivolare il Paese al penultimo posto tra 179, per la percentuale di crescita, solo superiore a quella dell’Haiti.” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;“In Italia - ha continuato - la disoccupazione si aggira attorno all’8 per cento e, secondo dati ISTAT il 13.8% della popolazione si trova al di sotto della linea della povertà” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Sul voto all’estero, che ha fatto parte delle risposte alle numerose domande, ha ricordato che la proposta Calderoli, cioè l'eliminazione della Circoscrizione Estero, ha detto che non c’è possibilità che sia dibattuta alla Camera, dato che non c’è neanche il tempo materiale per farlo, dato che si tratta di una riforma costituzionale che richiede la doppia lettura di Camera e Senato, con almeno tre mesi tra la prima e la seconda lettura e visto che ci sono altre priorità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Sul tema giovani, ha sottolineato che si tratta un argomento prioritario, vitale per la nostra comunità e che alle nuove generazione lui chiede “partecipazione e militanza”, che devono conquistarsi gli spazi, visto che nessuno regala niente. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Poi ha parlato dei fondi elettorali, informando che il suo partito, il MAIE riceve 90mila euro all’anno, dei quali spende circa 10mila nella pubblicazione dei bilanci ed altri adempimenti legali e il resto viene utilizzato nella promozione politica, fatta di congressi che il Movimento organizza in America latina, Australia ed Europa, nonché in varie città dell’Argentina. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;“Inoltre, investiamo i soldi nella promozione della lingua e la cultura italiane, attraverso il finanziamento di diverse iniziative, quali l’edizione di un libro in Brasile, di un film documentario in Venezuela e nei prossimi giorni dando alla stampa l’edizione in italiano del libro già edito in spagnolo: "1856 - La Legione Italiana: El frente olvidado del Risorgimento". &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Quindi ha sfidato: “Vorrei sapere come spendono i partiti della maggioranza i 500mila euro annui che ricevono soltanto per i voti degli italiani all’estero”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Sulla riforma di Comites e Cgie, ha manifestato il suo disaccordo coi vari progetti allo studio del Parlamento alcuni dei quali prevedono, perfino, la loro eliminazione, iniziative, alcune, che sono sostenute da parlamentari eletti all’estero “coi quali vorrei mantenere un dibattito, guardandoci negli occhi”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Merlo ha detto che è necessaria una stretta sintonia tra i Comites e il Cgie, per farci arrivare le loro proposte. Infine ha sottolineato la sua soddisfazione per l0’annuncio di politiche di rilancio dei rapporti tra l’Italia e l’Argentina. &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black; "&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-7082233008060681977?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/7082233008060681977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/7082233008060681977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2011/08/lon-merlo-unico-protagonista-suo.html' title='L’On. Merlo unico protagonista, suo malgrado, dell’incontro organizzato dal Comites di Buenos Aires'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-aMKqnj43Gpo/Tlrao8wqzCI/AAAAAAAAACw/_tBKC3mowuM/s72-c/merlo.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-406705044552844051</id><published>2011-04-14T21:28:00.006-03:00</published><updated>2011-08-28T21:53:24.603-03:00</updated><title type='text'>Io c'ero: 50 anni fa la prima visita di un presidente italiano al Plata</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-8mIMfEDrpVU/Tlri8-NLN5I/AAAAAAAAAC4/PP_359GO8ng/s1600/president-giovanni-gronchi.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 227px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-8mIMfEDrpVU/Tlri8-NLN5I/AAAAAAAAAC4/PP_359GO8ng/s320/president-giovanni-gronchi.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5646074619980625810" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   &gt;Giovanni Gronchi in Argentina&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); font-family: verdana; font-size: small; "&gt;È trascorso mezzo secolo da quando, in una giornata come quella odierna, la collettività italiana partecipava ad un evento che oggi, cercando di attivare in tanti nostri lettori la memoria emozionale, quella che custodisce i ricordi significativi. Lo scopo è quello di far rivivere una giornata che questo cronista ebbe la fortuna di presenziare, e che si sente in grado di raccontare in quanto a quella manifestazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   &gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ero uno in più tra le migliaia che, entusiasti, celebravano la presenza di Giovanni Gronchi, primo capo di Stato europeo a sbarcare in Argentina dopo l’ultimo conflitto bellico mondiale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Accolto dal suo collega Arturo Frondizi, avvocato e politico, il presidente eletto dal popolo nel 1958, che governò l’Argentina fino al colpo di Stato del 1962. Argentino di nascita, ma con un cuore più italiano di molti italiani, figlio di genitori nati a Gubbio in Umbria ed emigrati in Argentina nel 1893, stabilendosi nella Provincia di Entre Ríos. Ebbero 14 figli dei quali quattro nati in Italia. Una famiglia che in un certo senso ha rispecchiato i sogni di ogni emigrato in Argentina, la sua voglia di superarsi, di vedere realizzate le proprie attese di vedere "mi hijo el doctor" e, nel caso di Arturo Frondizi, raggiunto abbondantemente diventando presidente della Nazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un modo di vedere concretizzato il "sogno americano" in questo caso in versione Argentina, un Paese generoso e di grandi opportunità nel quale, l’esempio Frondizi, la sua storia che ci è familiare, ci porta a considerarlo "uno dei nostri".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Frondizi aveva invitato Gronchi a visitare l’Argentina durante la sua visita in Italia, l’anno prima (durante il quale oltre a Roma e a Milano, era andato a Gubbio a conoscere la terra dei suoi genitori), nel quadro del suo viaggio in vari Paesi europei. L’ex presidente argentino morì nell’Ospedale Italiano di Buenos Aires nel 1995.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un viaggio nel tunnel del tempo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vorrei che i nostri lettori si associassero a questo amarcord, navigando insieme verso l’anno 1961 e, prima di introdurci nell’evento tanto significativo della visita del capo dello Stato italiano, l’incontro al Luna Park della collettività italiana con il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, cercare di rievocare come era allora la collettività italiana a Buenos Aires...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una collettività nella quale la stragrande maggioranza di quanti erano sbarcati nel dopoguerra cercavano di rimarginare le cicatrici dello sradicamento, ferite che si chiusero rapidamente grazie alla generosità e all’ospitalità della società locale e alla terra che ci offrì la possibilità di vedere realizzati i nostri sogni e dove abbiamo formato le nostre famiglie. "Questa terra argentina così umanamente ospitale e generosa", la definì Gronchi prima di rientrare in Italia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tanti di noi entrarono nelle numerose imprese italiane o create dagli italiani, che allora erano presenti in Argentina, come ad esempio Fiat (nella quale io ero uno dei tanti), Pirelli, Fratelli Branca, Olivetti, Techint, Galileo, Necchi, Lepetit, Finmeccanica, tra le altre.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cominciavamo ad accedere per muoverci prima alla "Siambretta", versione locale dell’italiana Lambretta, per poi aspirare alla "600", che la Fiat Concord aveva cominciato a produrre nei suoi stabilimenti in Argentina, nel 1960.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per i giovani (tra i quali "io c’ero") e meno giovani di allora il Caffè Le Caravelle della calle Lavalle, la via delle sale cinematografiche... quindi, dei sogni e delle fantasie... era il nostro ombelico del mondo, un luogo emblematico per ogni tipo di personaggio italiano che si trovasse a Buenos Aires. Dove marinai, artisti, diplomatici, sportivi, politici, imprenditori e persino i magliari costituivano una specie di babele regionale, dialettale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel nostro caso, eravamo comuni cittadini, i nostalgici che si incontravano in un posto che per i "tanos" era una vetrina nella quale esibirsi, mettendo in mostra la moda italiana, riproporre le battute dei protagonisti delle commedie all’italiana, allora al culmine della popolarità nei cinema locali, e provare soddisfazione per le acclamate presenze sui grandi schermi di creatori come De Sica, Visconti, Monicelli, Fellini, Risi e tanti altri, di film come "I soliti ignoti", "Rocco e i suoi fratelli", artisti del calibro e della fama di Gassman, Mastroianni, Sordi, Loren, Lollobrigida, Totò, Manfredi... Oppure la musica e le canzoni di Mina, Milva, Modugno, Carosone, Vanoni e tanti altri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma Le Caravelle era anche il luogo di ritrovo dei giovani italiani di allora, nel quale godere del programma ricreativo. Andare a vedere la partita dello Sportivo Italiano -ACIA, che dal 1959 era affiliato all’AFA e partecipava al campionato di calcio locale. O per decidere a quale festa andare tra quelle organizzate dall’Associazione Reduci di Guerra, dall’Unione e Benevolenza, dalla Nazionale Italiana, dall’Italclub, per ballare al ritmo di orchestre come quelle di Giuliano Verna, la Italjazz, Enzo e i suoi Solisti e in particolare quella del maestro Ardolino. O di cantanti, quali Filippo Vazza, Enzo De Luca, Rico Romeo, Franco Soma, Elio Jacobellis, Cosimo Bruni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Associazioni di collettività nelle quali dai balli nascevano fidanzamenti che spesso finivano in matrimonio. Luoghi adeguati a liberare la nostalgia, improvvisare cori e cantare "Terra straniera", "Volare" o "Luna Caprese".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I giorni della grande visita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quel 10 aprile dell’arrivo del presidente Gronchi, la città era piena di manifesti con l’immagine del presidente sotto la quale c’era scritto "Benvenuto Gronchi". Nelle cronache di molti giornali locali il nome del capo dello Stato fu registrato in modo sbagliato: al posto di Giovanni "Benvenuto" Gronchi! Un cambiamento che l’illustre visitatore accolse con rassegnata simpatia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La visita del presidente Gronchi in Argentina (comprese anche l’Uruguay e il Perú) segnò una svolta importante nella strategia italiana verso l'America latina.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel caso specifico dell’Argentina, comportò - tra l’altro - la firma di tre importanti accordi in materia culturale, di sicurezza sociale e di crediti agevolati per piccoli imprenditori italiani operanti in Argentina.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma torniamo al nostro percorso nella memoria, al giorno in cui la collettività italiana si mobilitò per tributare il suo omaggio al presidente, nello stadio del Luna Park. Fu riempito da 17mila persone, accorse per una dimostrazione d’affetto che riuscì a commuovere l’illustre ospite fino alle lacrime. Pianto che contagiò i tanti che occupavano le tribune e in quella cornice di italianità Gronchi improvvisò un discorso di enorme carica emotiva, cominciando con una frase che ci commosse: "O gente della mia terra, gente benedetta ovunque svolgi il tuo lavoro, se hai saputo conquistarti così profondamente l’affetto di tutti i Paesi nei quali, o per tristezza di tempi o per volontà di migliorare la tua situazione, ti sei allontanata dalla patria!".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quell’11 aprile 1961 risultò essere una giornata molto particolare e io c’ero tra quei connazionali coi quali condividemmo l’entusiasmo, la voglia di stare insieme e rendere un omaggio alla personalità che simboleggiava l’immagine di una Italia che ci ricordava e che apprezzava il nostro sacrificio.Dopo quell’autentico bagno di folla, Frondizi e Gronchi brindarono alla fratellanza dei due popoli nel salone della Residenza, invitati dall'ambasciatore Babuscio Rizzo. Con loro, il presidente del Comitato per le accoglienze, un grande imprenditore italiano, che stava già costruendo la storia dell'industria argentina: Agostino Rocca".&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;                                                                                 &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-406705044552844051?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/406705044552844051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/406705044552844051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2011/04/io-cero-50-anni-fa-la-prima-visita-di.html' title='Io c&apos;ero: 50 anni fa la prima visita di un presidente italiano al Plata'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-8mIMfEDrpVU/Tlri8-NLN5I/AAAAAAAAAC4/PP_359GO8ng/s72-c/president-giovanni-gronchi.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-6713523911076032558</id><published>2010-07-14T17:21:00.003-03:00</published><updated>2010-07-14T17:30:42.625-03:00</updated><title type='text'>Rocco Oppedisano: Un calabrese dalla Pampa a Roma per dirigere il grande Federico Fellini</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.tribunaitaliana.com/files/rocco250x143.gif"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 250px; DISPLAY: block; HEIGHT: 143px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.tribunaitaliana.com/files/rocco250x143.gif" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;In questi giorni in cui nei cinema di Buenos Aires viene proiettato il film “Complici del silenzio”, produzione italo-argentino- spagnola, con un cast internazionale di cui fanno parte, tra gli altri, Alessio Boni, Florencia Raggi e Jorge Marrale, l’autore della storia, sceneggiatore e co-produttore del film Rocco Oppedisano, conquista applausi e complimenti negli eventi collaterali alla presentazione dell’opera, nella sua veste di “papá de la criatura”.&lt;br /&gt;Una ricca personalità da raccontare, un personaggio che forse, neanche nella sua professione di sceneggiatore sarebbe stato capace di immaginare un protagonista - in questo caso lui stesso - capace di raggiungere i suoi obiettivi in campi tanto diversi come quelli delle scienze dure e del mondo dello spettacolo, interpretando tra l’altro, il ruolo dell’attore, dello sceneggiatore, del regista, del produttore, del giornalista, ecc.&lt;br /&gt;Eppure nella nostra collettività è poco noto che Rocco, come molti di noi, è un emigrato col quale ci identifichiamo, per il semplice fatto di condividere una storia come quella di molti di noi. Di coloro che portati per la mano, da papà e mamma, insieme a quattro fratelli, lasciarono la natia Rocella Jonica, per cominciare l’avventura alla ricerca di opportunità, un percorso avviato con una prima tappa a Napoli, dove si trasferisce la famiglia e trascorre la sua infanzia e poi, nel 1956, inizia una seconda, con la traversata dell’oceano, e, mentre la nave va, tessere i sogni di una nuova vita in America.&lt;br /&gt;Dopo una breve sosta a Buenos Aires, decidono di partire verso il lontano Sud, dove si uniscono la Pampa e la Patagonia, stabilendosi in un sobborgo di Bahía Blanca. Nella città il giovane Rocco riprende i suoi studi e per mitigare premature nostalgie, costituisce un gruppo musicale, che si presenta nei bar della città, interpretando canzoni italiane dei primi anni 60, e fa parte di un gruppo teatrale amatoriale.&lt;br /&gt;Intanto si diploma insegnante di matematica, cosmografia e fisica, iniziando ad insegnare. Per mettere un po’ di distanza dall’aridità di numeri e calcoli, alterna l’insegnamento con i gruppi teatrali e fa le prime esperienze come camarografo, negli albori della televisione bahiense.&lt;br /&gt;Ed è qui che la sua storia si stacca da quella della maggioranza di noi, dato che con gli anni, smentisce il proverbio secondo cui nessuno è profeta in patria, grazie alla sua capacità creativa, al suo impegno, alla volontà di farsi una strada, conquista un posto nello staff, dentro al difficile e competitivo mondo della Rai.&lt;br /&gt;Infatti, nel 1972, l’irrequieto Rocco vince una borsa di studio del governo italiano che gli consente di “tornare a casa”.&lt;br /&gt;Si stabilisce a Roma, studia a l’Università La Sapienza, dove si laurea dottore in matematica e allo stesso tempo, ottiene un master in ingegneria di sistemi e pubblica un libro, una guida per realizzare produzioni audiovisive, che diventa un best seller.&lt;br /&gt;Successi però, che non riescono a cancellare “i suoi sogni riposti nel cassetto”, la sua vocazione umanista, che canalizza incursionando nel mondo dello spettacolo, come una sorte di terapia per cominciare a evadere dal mondo preciso e logico, ma freddo, delle scienze esatte.&lt;br /&gt;Comincia a fare i primi passi nel cinema, prima come attore non protagonista in vari western spaghetti e film polizieschi, poi dietro alla cinepresa, dà via libera alla sua creatività e capacità, che le aprono le porte nello staff della Rai.&lt;br /&gt;E’ l’inizio di una serie di successi riconosciuti dalla stampa specializzata, quali il documentario "A colloquio con i protagonisti", sette monografie su altrettante personalità emblematiche del Bel Paese quali Carla Fracci (danze), Riccardo Muti (direttore d’orchestra), Giacomo Manzú (scultore) e un “gigante” del cinema quale Federico Fellini, che viene diretto da Oppedisano, un fatto davvero eccezionale per qualsiasi regista e ancora di più per un giovane emigrante rientrato dalla lontana Pampa Argentina, per vedere il suo sogno diventare realtà.&lt;br /&gt;E’ l’inizio di un susseguirsi di successi quali "L'America di Garibaldi", un documentario che in quattro puntate racconta le avventure dell’Eroe dei due mondi in Brasile, Uruguay, Peru e Argentina.&lt;br /&gt;Proprio in Argentina Rocco Oppedisano ritorna varie volte, e in particolar in una di esse, a capo della delegazione ufficiale di artisti, produttori e registi di cinema che partecipano alla mostra del cinema italiano, nel quadro della grande rassegna culturale “Italiana 86”.&lt;br /&gt;Lavora poi come regista o sceneggiatore, in film interpretati da tanti famosi (Ornella Muti, Giuliano Gemma, Giancarlo Giannini, Robert Powel, tra gli altri) e show televisivi, con Raffaella Carrà, Julio Iglesias, Henry Mancini, Francis Lai. Viene chiamato anche da produttori negli Stati Uniti e Puerto Rico per dirigere una serie di lavori.&lt;br /&gt;E’ un’epoca in cui, nella sua casa di Roma, fanno tappa tanti artisti argentini in visita nella Città Eterna: Palito Ortega, Sergio Renán, Susana Rinaldi, Andrea del Boca, Astor Piazzolla, “Los Chalchaleros”...&lt;br /&gt;Passati circa 25 anni dalla sua partenza da Bahía Blanca, durante i quali Oppedisano completa oltre un centinaio di lavori, va in pensione dalla Rai. La nostalgia, gli affetti familiari, lo decidono a prendere la via del ritorno a Bahía Blanca, per essere vicino ai genitori ormai anziani, e a rivivere piccole gioie come la tradizionale pasta della domenica in famiglia.&lt;br /&gt;Rocco riprende la sua attività come insegnante universitario (in varie università compresa l’UBA) nelle carriere legate alla produzione audiovisiva e cinematografica, tenendo lezioni di materie fondamentali delle citate carriere. E’ inoltre assessore all’immagine di alcuni politici italo-argentini e di imprenditori; membro del Direttivo dell’ENAIP, l’ente delle Acli per la formazione professionale e presidente della Sigma Argentina, associazione internazionale per le comunicazioni, di matrice cattolica.&lt;br /&gt;Grazie all’amicizia con un collaboratore della TRIBUNA ITALIANA, che gli parla della collettività italiana in Argentina, inizia a frequentare ambiti e associazioni, arrivando all’impegno concreto entrando nel Direttivo dell’Associazione Calabrese.&lt;br /&gt;Unendo la sua esperienza professionale e l’impegno nella collettività, si è fatto promotore della partecipazione in alcuni festival al teatro Coliseo di artisti di origine italiana - “los tanos” - tra i quali Piero, Gianfranco Pagliaro, Gino Renni, Silvana Di Lorenzo, Elena Roger, Rodolfo Ranni, Valeria Lynch e Luis Brandoni.&lt;br /&gt;Inoltre è ritornato dietro alla cinepresa per girare “Acqua, divino tesoro”, un documentario che mette a confronto realtà e possibilità di sviluppo tra il bacino del Tevere e quello del Rio Colorado, nel nord della Patagonia.&lt;br /&gt;L’ultima fatica di Oppedisano è “Cómplices del silencio”, in questi giorni nelle sale argentine. La storia di una famiglia calabrese residente a Buenos Aires, durante i mondiali di calcio del ‘78. Uno sceneggiato nel quale si è impegnato durante anni, in lavori di ricerca e di articolazione di situazioni quasi tutte tratte dalla realtà, vissute dai suoi amici, rispecchiando le due facce del Paese in quell’epoca, con l’euforia per il successo calcistico da una parte e la tragedia della dittatura e dei “desaparecidos”, con le madri che chiedevano per i loro cari dall’altra. Con un amore tra un giornalista italiano venuto per i mondiali e una dissidente locale.&lt;br /&gt;Un film che oltre ai premi ottenuti ai Festival di Malaga, dello Stretto d’Italia e di Pinamar, potrebbe portare a Rocco Oppedisano alla Legislatura della Città di Buenos Aires per ricevere un ambito riconoscimento, nei prossimi giorni.&lt;br /&gt;Fatti coi quali sono diventate concrete realtà molti dei sogni di Rocco. Chi conosce il suo spirito irrequieto però, sa che è lontano da essere sazio, per cui nella sua brillante carriera non si intravede la parole “fine”, bensì un’altra leggenda classica “...questa storia continuerà.”&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-6713523911076032558?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/6713523911076032558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/6713523911076032558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2010/07/rocco-oppedisano-un-calabrese-dalla.html' title='Rocco Oppedisano: Un calabrese dalla Pampa a Roma per dirigere il grande Federico Fellini'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-8218165319271569425</id><published>2010-01-27T09:14:00.008-03:00</published><updated>2010-06-13T01:04:37.350-03:00</updated><title type='text'>Abruzzesi in Argentina: Riunioni per costituire una nuova Federazione</title><content type='html'>&lt;p class="content" style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Per la numerosa comunità abruzzese residente in Argentina, l’anno 2009 si chiude con grandi novità. Nella città di Rosario, infatti, si è riunito un gruppo di dirigenti di varie associazioni abruzzesi dell’Argentina (provenienti da Buenos Aires, Santa Fe, Córdoba, ecc.) ed importanti esponenti della comunità abruzzese, operanti nei settori dell’economia, della cultura, della polìtica, dei media. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="content" style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="content" style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;La riunione è stata presieduta dal deputato italiano dell’America Meridionale, residente a Rosario Giuseppe Angeli, il quale, come è noto, nacque a Orsogna e da circa quarant’anni è un impegnato dirigente dei sodalizi della comunità abruzzese. L’on. Angeli un importante imprenditore del settore turistico (il suo gruppo opera come agente di viaggi, agente di borsa, linea aerea ed altre attività, che danno lavoro a settecento persone), è stato, tra l’altro, presidente e attivo dirigente dell’Associazione Famiglia Abruzzese di Rosario e consultore regionale per l’emigrazione. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="content" style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="content" style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;I dirigenti riuniti a Rosario, sono stati concordi nella necessità di costituire una nuova federazione per raggruppare le associazioni abruzzesi dell’Argentina. &lt;span style="color:#999999;"&gt;La &lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;F.A.R.A. (Federazione Abruzzese República Argentina)&lt;/span&gt; ha&lt;/span&gt; come obiettivo potenziare l’associazionismo regionale abruzzese in Argentina, dotandolo di nuovi strumenti, di un maggiore dinamismo che serva a promuovere e generare nuove iniziative per stabilire un nuovo rapporto con la Regine. Un nuovo modo di vincolarsi alla terra natia delle migliaia di abruzzesi emigrati al Plata e loro discendenti, sui vari piani di collaborazione tra la Regione e questo Paese, sia in ambito imprenditoriale, culturale, gastronomico, turistico (sia verso l’Abruzzo che verso l’Argentina), sviluppando da una parte le potenzialità sia a livello umano che naturali di cui dispone l’Argentina e dall’altra le tecnologie e gli strumenti di promozione di cui è dotato l’Abruzzo, che hanno portato la Regione, una volta terra povera, ad un salto di sviluppo che l’ha portata a molti posti in alto nelle classifiche di sviluppo e di benessere. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="content" style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="content" style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Si tratta di una proposta ambiziosa che si concreterà nel corso dell’anno che sta per cominciare. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="content" style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="content" style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Il progetto prevede inoltre la nascita della &lt;span style="FONT-WEIGHT: bold;color:#999999;" &gt;C.A.S.A. (Confederazione Abruzzese del Sud America)&lt;/span&gt; con l’obiettivo, tra gli altri, di stabilire vinicoli tra le varie federazioni abruzzesi del continente, per stabilire nuove strategie che consentano la nascita di nuove proposte per potenziare i rapporti tra l’America Latina e l’Abruzzo, generando nuovi benefici per gli uni e per gli altri, sviluppando le potenzialità di un ricco mercato di oltre 500 milioni di persone. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-8218165319271569425?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/8218165319271569425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/8218165319271569425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2010/01/abruzzesi-in-argentina-riunioni-per.html' title='Abruzzesi in Argentina: Riunioni per costituire una nuova Federazione'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-7054423179201459596</id><published>2009-11-18T12:19:00.003-03:00</published><updated>2010-06-13T00:58:10.253-03:00</updated><title type='text'>Festa siciliana nel Teatro Coliseo: Uno spettacolo... quasi perfetto</title><content type='html'>&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Con la cerimonia di chiusura che si è svolta domenica 8 u.s. nel teatro Coliseo, si sono concluse le attività organizzate nel quadro della VI Settimana Siciliana in Argentina, un evento che per la varietà di proposte culturali, artistiche e persino gastronomiche, riesce a suscitare in ogni edizione il crescente interessamento, naturalmente, della comunità siciliana in modo speciale, ma anche di tutta la comunità italiana. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Come in altre edizioni, anche questa volta la manifestazione si è svolta nel mese di novembre, cominciando lunedì 2 con la presentazione del noto attore catanese Gilberto Idonea, artista che ha alle spalle una carriera di tutto rispetto nel cinema, agli ordini di registi quali: Tornatore (Malena), Avati e Lizani, tra gli altri; alla tv protagonista di fiction quali “Don Matteo”, “La Piovra”, e “Gente di Mare; e nel teatro interpretando opere di autori classici siciliani. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In questa occasione Idonea ha offerto al pubblico il suo spettacolo unipersonale “One man show”, un tributo a illustri personaggi siciliani tra i quali uno dei più popolari attori siciliani in Italia negli anni ‘30, il catanese Angelo Musco. Uno show durante il quale, oltre a mettere in evidenza la sua versatilità, Idonea personifica in dialetto siciliano, personaggi comuni, protagonisti della vita di tutti i giorni. Uno spettacolo che Idonea ha presentato in tante città europee e americane e anche in Argentina, dove il pubblico in varie occasioni ha potuto apprezzare la sua arte. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Una Settimana Siciliana particolare per Buenos Aires, durante la quale la comunità siciliana è stata destinataria di tante iniziative tra le quali anche la presentazione della Camera di Commercio Siciliana in Argentina, della quale la TRIBUNA ITALIANA ha dato notizia nell’edizione dello scorso 11 novembre. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;UN COLISEO SICILIANO&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Come evento conclusivo della Settimana, domenica 8 al Teatro Coliseo - sala testimoniale dei grandi avvenimenti della nostra comunità - questa volta sotto il segno della Trinacria, si è presentato lo spettacolo “Sicilia ...cuore di mare”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Si tratta di uno spettacolo musicale “lirico- pop”, del giovane Paolo Martini, autore che ha ideato e diretto lo spettacolo, un’opera ben strutturata, grazie al corretto assemblamento di vari fattori quali l’adeguata illuminazione, l’eccellente suono e in particolare, per le suggestive scenografie audiovisive, a coronamento di un lavoro nel quale la professionalità è stata messa in evidenza in ogni aspetto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Considerate le caratteristiche di molti spettacoli visti in questo tipo di manifestazioni, ci azzarderemo a definire questo spettacolo ...quasi perfetto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ma prima di passare a spiegare il senso del “quasi”, va fatta una sintesi della cerimonia che è stata presenziata da un pubblico notevolmente più numeroso che l’anno scorso. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Come in altre edizioni, la serata è stata condotta da José “Pippo” Paratore, giornalista di lunga carriera professionale della città di Rosario, il quale ha ringraziato i dirigenti locali e la delegazione siciliana “che rendono possibile la realizzazione della Settimana, a dimostrazione che non si sono dimenticati di noi”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Quindi sono stati cantati gli inni nazionali argentino, italiano e l’ “Inno della Sicilia” a cui sono seguiti, secondo quanto è di norma, i saluti protocollari del presidente del Comites di Buenos Aires, Graciela Laino, del presidente di Fesisur, Carmelo Pintabona e del Console generale Giancarlo Curcio, il quale ha detto sugli elogi alla sua gestione, che se c’erano, andavano condivisi con i suoi collaboratori. Quindi ha fatto una serie di annunci tra i quali il rinnovo del contratto con la Swiss Medical e con l’Ospedale Italiano, per l’assistenza agli anziani indigenti. Inoltre ha annunciato due celebrazioni in programma nel Teatro Coliseo (“il vostro teatro”). Il primo il 6 dicembre, “La Festa di Natale” e il secondo nel mese di marzo per celebrare l'azzeramento delle domande di cittadinanza arretrate, occasione in cui potrà fare realtà il suo sogno di “quemar el fatídico buzón” nel quale venivano depositate le richieste per ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana, che si accumularono durante molti anni. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Infine il saluto dell’on. Francesco Cascio, presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, il quale ha detto: “Ho ascoltato vari ringraziamenti per la realizzazione della Settimana e vi dico che non c’è motivo per ringraziare, perche la Sicilia ha l'obbligo morale di essere vicina a Voi”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Quindi sono stati consegnati i premi “Luigi Pirandello”, una statuetta opera dell’artista Blas Gurrieri, con quale viene riconosciuta l’opera di emigrati siciliani o di loro discendenti che si sono distinti nel Paese. L’hanno ricevuto la Fondazione René Favaloro, alla memoria del famoso cardiochirurgo, il giornalista Héctor Maugeri, l’ex governatore di Salta sen. Juan Carlos Romero, discendente di siciliani per linea materna e la cantante Estela Raval, pseudonimo di Palma Nicolina Ravallo, una delle voci più popolari d’America negli ultimi 50 anni, che creò a suo tempo il famoso gruppo “Los Cinco Latinos”, una sorte di versione locale del “Quartetto Cetra” o di “Los Plateros”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Figlia di padre siciliano, ha ricordato il papá “che ho perso quando era bambina e del quale ricordo sempre le canzoni della sua terra natia in una lingua che ho accarezzato da allora”, concludendo con una emozione che ha contagiato la platea: “non avrei mai immaginato che questa sera avrei provato un’emozione e una gioia così forte. Mille grazie Sicilia, ti amo, Argentina ti amo”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Era già trascorso oltre un’ora della parte protocollare della manifestazione, quando è iniziato lo spettacolo, con l’originale presenza ai lati dello scenario, di due “statue viventi” e con la proiezione di una video, ci siamo immersi nelle profondità del Mediterraneo. “Mare ...cuore della Sicilia”, ci ha poi portato in superficie, per offrirci gli splendidi paesaggi dell’Isola, tra maestosi resti archeologici, a testimoniare il passato della Magna Grecia, per poi tornare a immergerci, questa volta nello show artistico. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;...QUELL’INCONTROLLABILE DESIDERIO DI BATTERE LE MANI&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sopra abbiamo manifestato la nostra opinione sullo spettacolo che è stata “quasi perfetto”, parere che forse avremmo modificato, se non ci fossero state alcune situazione più formali che sostanziali, che secondo noi, hanno condizionato in qualche modo la nostra valutazione. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sull’altare della conclamata “fratellanza siculo-calabrese”, il presidente della FACA Antonio Pisano e il segretario della federazione Julio Croci, hanno consegnato una targa in ricordo a Carmelo Pintabona. Ma è stata una scena muta! Non ci sono state dediche, nè ringraziamenti da parte dei protagonisti. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Un po’ scarso inoltre il “sapore siciliano” dello spettacolo, nel quale sono mancate una adeguata dose di colore, di allegria e del pittoresco contributo che danno i gruppi folcloristici con le loro danze, e in particolare con le tarantelle, frustrando il pubblico che non ha potuto liberare il suo incontenibile desiderio di accompagnare battendo le mani. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sorprendente anche l’assenza sullo scenario di un artista siciliano doc, come Gilberto Idonea. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Uno dei momenti più attesi della celebrazione è stato il sorteggio di due biglietti donati dall’Alitalia. Pintabona ha presentato ed elogiato il direttore generale della compagnia italiana di bandiera Fabio Fantini, che è stato applaudito calorosamente, come è avvenuto in varie recenti riunioni. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Applausi calorosi, in varie occasioni durante la serata, anche per Pintabona, dirigente la cui attività sembra orientata dal proverbio latino: “res non verba”, fatti e poche parole. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Brillante il finale con tutti gli artisti sullo scenario a ricevere gli scroscianti applausi di un pubblico sinceramente grato per la serata di chiusura della VI Settimana Siciliana in Argentina. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Per concludere, condividiamo la riflessione di Gilberto Idonea lunedì 2 al Borges, che nel finale del suo spettacolo unipersonale, indossando i pani tipici dell’emigrante con la valigia di cartone, diceva: “Sicilia, terra benedetta, con le sue virtù e i suoi difetti”, con la sua gente considerata a volte “malagente e mafiosi, portatrice invece dei valori della laboriosità, della famiglia, delle tradizioni, della cultura popolare, terra della Magna Grecia, culla di personalità illustri quali Empedocle, Archimede, musici quali Vincenzo Bellini, scrittori come Pirandello, Verga, Quasimodo, Sciascia” e tanti altri di un elenco interminabile. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-7054423179201459596?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/7054423179201459596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/7054423179201459596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2009/11/festa-siciliana-nel-teatro-coliseo-di.html' title='Festa siciliana nel Teatro Coliseo: Uno spettacolo... quasi perfetto'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-3449375058358215734</id><published>2009-11-12T12:21:00.002-03:00</published><updated>2010-06-13T01:05:42.511-03:00</updated><title type='text'>A Buenos Aires le “Giornate dell’Emigrazione Italiana”</title><content type='html'>&lt;div class="content"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;E’ stata organizzata dall’Ass. Mezzogiorno Futuro e ad essa hanno preso parte il suo presidente Salvo Iavarone, il console generale Giancarlo Curcio, la prof.ssa Alicia Bernasconi del CEMLA, il prof Emilio Franzina dell’Università di Verona e il vescovo di Avellaneda Lanús mons. Rubén Frassia.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Con la nostalgica evocazione di "Partono 'e bastimente pe' terre assaje luntane...Cántano a buordo: só' Napulitane!" si è concluso Buenos Aires l’evento organizzato dall’AS.ME.F (Associazione Mezzogiorno Futuro) col patrocinio delle Regioni Campania, Basilicata e del Ministero Affari Esteri. Le IV Giornate dell’Emigrazione, dopo la chiusura dell’edizione 2008 a New York nel quadro delle celebrazioni del "Columbus Day", quest’anno sono cominciate a luglio a Napoli, spostandosi ad agosto a Padula e a Muro Lucano, nel mese di settembre a Ischia per concludersi il 2 novembre nell’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires, dove si è tenuta la tavola rotonda dal titolo: "Nel prisma australe delle migrazioni: napoletani, campani ed altri italiani in Argentina". L’evento è stato trasmesso dal sito: (&lt;a href="http://www.italianos-argentinos.com.ar/"&gt;http://www.italianos-argentinos.com.ar/&lt;/a&gt;) &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ad essa hanno preso parte il Dr. Salvo Iavarone (Presidente ASMEF), la Prof.ssa Alicia Bernasconi (CEMLA), il Prof. Emilio Franzina (Univ.Verona) e il Dr. Giancarlo Maria Curcio (Console Generale d'Italia a Buenos Aires). Moderatore è stato Aniello Di Iorio. Tra i presenti nella sala "Benedetto Croce" dell'Istituto, suo direttore, Dott.ssa Giuliana Dal Piaz, il Dott. Ing. Gabriele Paparo (addetto scientifico dell’Ambasciata d’Italia, Lucio Cifarelli consigliere del Comites di Morón, Emilio Condó del Comites di Lomas de Zamora, il nuovo direttore dell'Alitalia in Argentina, Fabio Fantini, calorosamente applaudito dai presenti e destinatario degli elogi delle autorità presenti per la nuova impostazione che sta dando alla politica della compagnia italiana di bandiera da quando si è insediato a Buenos Aires e per il suo stretto rapporto con la collettività. Importante anche la presenza di un gruppo dell’Associazione Campani di Tucumán che, come ha informato Di Iorio, ha fatto 1.310 Km per partecipare alle Giornate. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E’ toccato al &lt;strong&gt;Console generale Curcio&lt;/strong&gt; il primo intervento, durante il quale ha ricordato che quella in Argentina è la maggiore comunità italiana residente all’estero, costituita da circa 700mila connazionali, di cui 350mila nelle circoscrizioni consolari di Buenos Aires, Lomas de Zamora e Morón. Una presenza che da sola è superiore a quella di tutti gli italiani residenti negli Stati Uniti e pari praticamente a una decima città d’Italia per numero di abitanti. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Quindi ha sottolineato lo sforzo realizzato dal Consolato e dal suo pe&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;rsonale per concludere le domande di cittadinanza che erano rimaste inevase, un lavoro che ha consentito di evadere una media di ventimila cartelle di cittadinanza, ad un ritmo che consentirà di completarle tutte verso il mese di marzo dell’anno venturo, secondo quanto ha spiegato. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il dott. Curcio ha poi messo in risalto alcune caratteristiche della nostra comunità, quale l’essere tra le più impegnate nella partecipazione alle elezioni politiche italiane; ha ricordato l’assistenza sanitaria gratuita a circa 8mila connazionali bisognosi che non hanno fatto l’America, tramite il contratto con un’assicurazione privata. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Infine ha annunciato che il 6 dicembre nel Teatro Coliseo, che ha definito luogo emblematico della collettività italiana in Argentina, ci sarà la “Festa di Natale”, aperta a tutta la comunità. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Da parte sua il &lt;strong&gt;Dr. Salvo Iavarone&lt;/strong&gt;, ha ringraziato i presenti e in modo particolare il Cav. Di Iorio, "ischitano doc”, per la sua intensa attività, per poi leggere i messaggi inviati dal sottosegretario Mantica, dall’Assesore alle Politiche sociali, emigrazione e immigrazione della Campania, Alfonsina De Felice e da Pietro Simonetti, Presidente della Commissione Regionale Lucani nel Mondo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Iavarone ha raccontato le Giornate che si sono svolte in Italia, parlando di Napoli quale “capitale del Mezzogiorno” e mettendo in risalto l’importanza della presentazione dell’ASMEF a New York, l’anno scorso. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;D’altra parte ha sottolineato l’importanza del “Museo dell'Emigrazione italiana”, che è stato recentemente inaugurato a Roma, che ha definito un dovuto riconoscimento dell’Italia ai suoi figli che per necessità furono costretti all’emigrazione, concludendo con un ricordo del porto di Napoli, che visita frequentemente, nei cui moli permangono i ricordi di quelle canzoni che cantavano in particolare i napoletani, come l’indimenticabile “Santa Lucia”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La &lt;strong&gt;prof.ssa. Alicia Bernasconi&lt;/strong&gt;, nipote di italiani, autrice, tra l’altro, di due interessanti articoli pubblicati nel libro "Buenos Aires Italiana", recentemente presentato e segretaria generale e direttore del settore ricerche del CEMLA (Centro de Estudios Migratorios LatinoAmericanos, fondato nel 1985 dallo scalabriniano Padre Luigi Favero), ha parlato specificamente dell’emigrazione campana in Argentina. Ha spiegato che nel periodo 1926-1950 costituì l’8% del totale dell’emigrazione italiana nel Paese, dietro al 16% dei calabresi e all’11% dei siciliani. Secondo la provenienza, il 34% era della provincia di Napoli, il 22% di Avellino, poi di Salerno, Benevento e Caserta con percentuali inferiori. Tra le personalità campane emigrate in Argentina, ha ricordato il fotografo Vincenzo Benincasa, il musicista e pianista Gennaro D'Andrea, e Pedro De Angelis, giornalista, editore, archivista, personalità di spicco delle scienze storiche argentine. Secondo la studiosa, i giornali di collettività di metà del XX secolo, evidenziavano un certo pregiudizio nei confronti dei "meridionali", spiegando inoltre che per gli argentini l’immagine del sud d’Italia erano i napoletani, di cui il termine "tano" che viene utilizzato localmente per designare tutti gli italiani. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;C’è stata infine la visita a sorpresa, e certamente gradita dai presenti, di &lt;strong&gt;monsignor Rubén Oscar Frassia&lt;/strong&gt;, Vescovo di Avellaneda e Lanus, importanti popolate città dei dintorni di Buenos Aires, il quale parlando perfettamente in italiano, ha manifestato la sua fierezza di essere nipote di calabresi e di avere la doppia cittadinanza.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Quindi ha parlato dell’Argentina come paese aperto e ospitale, dell’importanza della cultura del lavoro e della fede che gli italiani portarono in Argentina, per concludere sottolineando: “Non possiamo dimenticare la nostra identità italiana. Se si tagliano le radici, gli alberi cadono.." &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Infine il &lt;strong&gt;Prof. Emilio Franzina&lt;/strong&gt;, docente dell’Università di Verona, uno dei massimi esperti nei flussi migratori, esperto di emigrazione italiana in Argentina, il quale ha fatto curiosi e interessanti riferimenti al Martin Fierro di José Hernandez, per poi mettere in risalto il notevole contributo dato dai sacerdoti e religiosi italiani in Argentina, al punto che, ha detto, bisognerebbe scrivere una Storia dei Preti italiani in Argentina. Al riguardo ha citato i gesuiti, i salesiani, gli scalabriniani e altre congregazioni ecclesiastiche.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Una interessante chiusura del dibattito e una battuta da ricordare, del Dott. Salvo Iavarone sul Paese che ci ospita: "Argentina, paese lontano e contraddittorio, pieno di italiani e di italianità". &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-3449375058358215734?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/3449375058358215734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/3449375058358215734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2009/11/buenos-aires-le-giornate.html' title='A Buenos Aires le “Giornate dell’Emigrazione Italiana”'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-6676329024719228855</id><published>2009-11-07T12:04:00.001-03:00</published><updated>2009-11-30T12:08:52.432-03:00</updated><title type='text'>Celebraciones sicialianas y calabresas: Noviembre, mes de dos Semanas</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: verdana;" class="content"&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Acaba de finalizar un mes aciago que en el contexto de una economía global con una sociedad que se debate entre la crisis financiera, recesión y desocupación, algunos expertos califican a noviembre como uno de los peores en la historia contemporánea. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Una visión mas alentadora sobre la realidad que sustenta "la teoría de la compensación", ley natural que tiende a balancear, ante un hecho negativo corresponde otro positivo y de esta manera teoriza que entre los nubarrones de tormenta que nos amenazan, avizora un rayito de sol que simboliza la esperanza y el convencimiento que algunos sueños pueden convertirse en realidad corporizada en este caso por Barack Obama cuyo triunfo como candidato a presidente de los Estados Unidos, en el mes de noviembre, abre un nuevo y trascendente capítulo en la historia de nuestro planeta donde pareciera que soñar con un mundo mejor, socialmente más equitativo no supone en definitiva tratarse de una simple utopía. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Mientras estos acontecimientos buscan su destino, en la ciudad de Buenos Aires agobiada por una sofocante primavera, en el ámbito de la comunidad italiana y al margen de la premisa de austeridad imperante, el mes de Noviembre también nos ha reservado sorpresas de distinta índoles. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Entre ellas el preciado obsequio de parte de dos de las comunidades regionales entre las más numerosas en el país, la calabresa y la siciliana. Hecho que, de alguna manera nos permitió una tregua en nuestro diario trajín convirtiéndolo en un tiempo placentero para gratificar el espíritu y llenar algunos vacíos que la nostalgia nos produce. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Quienes habitamos la ciudad de Buenos Aires y alrededores tuvimos el privilegio de asistir y disfrutar de un nutrido programa de actividades que con una secuencia cronológica comenzó el día 11 para concluir el 23 de Noviembre. En ese ínterin cada una de las comunidades desarrollaron su repertorio con eventos para todos los gustos y si bien prevalecieron los acentos regionales, las manifestaciones artísticas fueron apreciados por toda la comunidad italiana en general. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;LOS PROGRAMAS&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;El inicio de la ronda de festejos estuvo a cargo de los sicilianos que transitan su 5ª edición de la Settimana. La organización del evento estuvo a cargo de manera conjunta entre la Región y FESISUR (Federación Entidades Sicilianas Sur de Argentina) cuyo hiperactivo presidente Carmelo Pintabona a todas luces desempeñó el rol de protagonista casi excluyente con una programación que comprendió una variada gama de actividades, desde funciones de teatro en sus distintos géneros, homenaje al 50º aniversario de la publicación del "Gattopardo", proyección de películas y conciertos de piano entre otros. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Por la parte calabresa y continuando una añeja tradición el evento fue organizado por la Asociación Calabresa Mutual y Cultural de Buenos Aires, pionera en esta clase de festejos transitando por su 53ª Settimana, entidad presidida por otra figura con un perfil de marcado protagonismo, la multifacética Irma Rizzuti, quien con su equipo de colaboradores elaboraron un programa sumamente variado y generoso con exposiciones fotográficas y pictóricas, concursos literarios, presentación de libros, muestras de distinta índole, teatro, proyecciones turísticas y culturales designación de la mujer calabresa del año e inclusive con un vino de honor para agasajar a los presidentes de las distintas asociaciones hermanas. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;En su fase conclusiva, "el fin de fiesta" de la Settimana, ambas instituciones lo presentaron en sociedad en el tradicional teatro Coliseo los domingos 16 y 23 de noviembre respectivamente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;En nuestra función periodística que acompañamos las distintas actividades de la comunidad italo- argentina y en algunos casos intentamos descifrar códigos y gestos de orden político, la sustancia para la observación y el comentario, sin lugar a dudas la encontramos en el teatro Coliseo, crónica que respetando cierto orden cronológico, trataremos de compartir con nuestros lectores. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;LA CONVOCATORIA&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sin lugar a dudas ambos eventos contaron con un aceptable respuesta, si bien a la hora de balances y comparaciones seguramente antipáticas, señalamos que los calabreses fueron mayoría tal vez en concordancia con las estadísticas que los ubica entre las comunidad regionales colo la más numerosa en el país. Por otra parte la Asociación es pionera en organizar esta clase de festejos y en su haber contabiliza un enorme caudal de experiencia. Sin embargo la amplia respuesta de su público adquiere mayor relevancia si consideramos que mientras los sicilianos optaron por el ingreso gratuito, los recursos corrieron por cuenta de la Región, los calabreses fijaron un valor para la entrada, motivado tal vez por un tema recurrente en el discurso de los funcionarios regionales, la crisis económica que atraviesa la Calabria. Un ingreso con cargo que tuvo valores agregados como por ejemplo el obsequio de una excelente revista editada por la Asociación, el sorteo gratuito entre el publico de un pasaje a Calabria y otro para la calabrisella que se consagrara Reina della Settimana. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;PROTOCOLO Y SALUDOS&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Es sabido que el protocolo en los eventos se ha convertido en una suerte de ritual donde, al margen de las autoridades diplomáticas y los titulares de los entes organizativos, para el invitado de turno subir al escenario, representa la concreción de un anhelo íntimo que por un instante lo posiciona en protagonista de la velada. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;En el caso de las dos comunidades regionales resultó notable la diferencia de estilo de discurso que se pronunciaron en ambas presentaciones. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Por el lado siciliano se evidenció una notable impronta política en los mensajes, tanto en el caso de Carmelo Pintabona, que además es vicepresidente segundo del partido del Popolo della Liberta (PDL) en Sudamérica, liderado por el Senador Esteban Caselli quien desde Roma brindó su saludo con un tono marcadamente político-partidista. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;En cuanto a la presencia de autoridades diplomáticas, en representación del Embajador de Italia la joven funcionaria Stefania Costanza, mientras que el Cónsul general Giancarlo Curcio en su saludo tuvo palabras de elogio para los organizadores, conceptos parecidos a los expresados por la Presidente del Comites de Buenos Aires Graciela Laino. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;En el caso de los calabreses, luego del emotivo saludo de la Presidente Irma Rizzuti, fue notable el grado de asepsia política evidenciado inclusive en la lectura de la adhesión del On. Ricardo Merlo, citándose su firma como Vicepresidente de la Comisión Interparlamentaria Italiana, omitiendo que es el titular del MAIE, (Movimento Associativo Italiani all'Estero). Se dio lectura de la adhesión del Jefe de Gobierno Mauricio Macri y se aplaudió calurosamente la presencia y el saludo del Secretario de Cultura y Turismo Hernán Lombardi. Cerraron la ronda de saludos el Dr.Franco Fiumara, presidente de la FACA (Federación de Asociaciones Calabresas en Argentina) y Graciela Laino como presidente del Comites &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Parte de los asistentes, en particular dirigentes de asociaciones, experimentó cierta sorpresa la ausencias en el evento calabrese de representantes diplomáticos, más aún en el caso del Cónsul Giancarlo Curcio cuyo saludo estaba anunciado en el programa correspondiente. Un caso similar ocurrió con el Vice Presidente de la Consulta Regional José Tucci, ubicado en la primera fila de la platea quien pese a figurar oficialmente en el programa no fue invitado al escenario en el momento correspondiente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;LA FRATELLANZA SICULO-CALABRESE&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Esta promocionada unión entre ambas comunidades con la supuesta intención de establecer en la sociedad que "el sur también existe" desde el punto de vista de lo observado en el Coliseo, evidencia algunas contradicciones. Por parte de los sicilianos y en particular del Presidente Pintabona se observa una marcado entusiasmo por la iniciativa, plasmado por ejemplo, en el cálido homenaje rendido en el teatro a dos referentes de la comunidad calabresa como Ricardo Laino y Atilio Laise. Por parte de los calabreses en cambio, no hubo "devolución de gentilezas" por cuanto al margen de la ausencia de Pintabona y otros exponentes de FESISUR, la eventual presencia de otros dirigentes sicilianos fue prácticamente ignorada por el protocolo. Aunque quizás la razón haya que buscarla en el hecho de que el acuerdo entre las dos comunidades es fogoneado por las dos federaciones, mientras que la fiesta calabresa fue organizada por la Asociación. Igual pareció raro. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;EL FESTIVAL ARTISTICO&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Para un análisis más resumido de ambas jornadas en el teatro Coliseo, separamos el evento en dos partes, por un lado el otorgamiento de reconocimientos a distintas personalidades y por el otro el Festival Artístico. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;En el primero de los casos es de destacar que los sicilianos se prodigaron en concretar la asistencia de destacadas personalidades en distintas disciplinas y sin lugar a dudas obtuvieron excelentes resultados, tanto en el homenaje a notables figuras del FEambiente artístico local, de origen siciliano, caso Juan Carlos Calabró, Leonor Benedetto y Jorge Marrale, como por la entrega delle insegne di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana entregadas por el Cónsul general Curcio al Dr. Emilio Noseda, como así también el emotivo tributo al fundador de la TRIBUNA ITALIANA, el recientemente fallecido Dr.Mario Basti en las personas de sus hijos Marco y Carlo Basti. Los calabreses evidenciaron cierta austeridad en este aspecto, limitándose a premiar como "joven del año" a la escritora Daniela Belén Laruffa, autora del libro "Ayres de Calabria", nominar al ganador del primer concurso literario "Mi familia Calabrese" y las conclusiones del 1º Encuentro Nacional de Nuevas Generaciones de Argentino de Origen Calabrés. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;En cuanto al espectáculo como síntesis cabe citar aquella locución latina "Nil novi sub sole", es decir, nada nuevo bajo el sol o más precisamente sobre el escenario. Pese a los esfuerzos, sacrificios y el tiempo que sabemos que se le brinda a la organización de estos eventos en su aspecto artístico- musical, salvo contadas excepciones, debemos señalar que en ambos casos se recurrió a la fórmula conocida, que consiste en un desfile de distintos intérpretes en su mayoría locales y algunos enviados por las regiones respectivas. Espectáculo digno que en general satisface a la gran mayoría del público que asiste a este tipo de evento. Tal vez sería el momento de innovar parte del repertorio para ofrecer algo distinto, novedoso. Sin lugar a dudas ha sido una ocasión desaprovechada el no utilizar la presencia de tres figuras artísticas del nivel de los mencionados Calabró, Benedetto y Marrale para integrarlos, por ejemplo, en la creación de algo distinto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;A manera de cierre señalamos una simple reflexión manifestada a este cronista por un circunstancial compañero de butaca "observe la paradoja de conceptos, mientras el Senador desde Roma pretende establecer antinomias al mencionar enemigos de izquierda y derecha, el legado del Dr. Mario Basti nos habla "&lt;em&gt;di impegnarsi per l'unione della collettivita, nella quale possono esserci divergenze, punti di vista anche contrastanti, ma non ci devono essere nemici&lt;/em&gt; " &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;WALTER CICCIONE&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-6676329024719228855?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/6676329024719228855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/6676329024719228855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2009/11/celebraciones-sicialianas-y-calabresas.html' title='Celebraciones sicialianas y calabresas: Noviembre, mes de dos Semanas'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-9172445623603698483</id><published>2009-10-15T12:34:00.003-03:00</published><updated>2009-11-30T12:58:20.930-03:00</updated><title type='text'>Italiani di Argentina: Un debito da saldare.</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: verdana;" class="content"&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;L’omaggio a Cristoforo Colombo e la possibilità di farlo con gli spagnoli. E sulla Giornata dell’Immigante Italiano in Argentina, perché non studiare la possibilità di spostarla, in modo da ridarle maggiore visibilità?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Se lasciando correre l'immaginazione accennassimo una specie di bilancio delle attività della comunità italiana in Argentina negli ultimi 50 anni, la colonna delle entrate, cioè dei successi, supererebbe di gran lunga quella delle uscite, cioè le cose da fare o non fatte, dando un risultato positivo, ottenuto grazie allo sforzo un una classe dirigente e di una collettività vitale e trascendente. Caratteristica che portò, tra le altre cose, ad un forte interesse dell'Italia verso la nostra comunità. Una serie di inziative sociali, culturali, politiche, artistiche e perfino sportive, il cui successo fu assicurato dalla risposta massiccia e partecipativa dela nostra comunità. Manifestazioni che hanno lasciato tracce, eventi diventati quasi pietre miliari della storia della collettività, che certamente occupano un posto di rilievo nella nostra memoria collettiva. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;AMARCORD…&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La memoria ci porta all'anno 1961, quando ricevemmo la prima visita del dopoguerra di un Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, invitato dal suo collega argentino Arturo Frondizi, figli o di emigrati dell'Umbria. Presenza che ci portò a riempire fino allo straripamento, lo stadio Luna Park, per tributare all'illustre ospite una dimostrazione di affetto che riuscì a commuoverlo fino alle lacrime, pianto contagiato a quanti occupavamo le tribune. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Poi nel 1978, l'anno dei mondiali di calcio in Argentina, quando la nazionale azzurra scese nel campo del Boca Juniors, per giovare un'amichevole con lo Sportivo Italiano. Oltre 35mila spettatori, festeggiammo il colorito spettacolo, una festa di fratellanza, emotiva e gratificante. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Più recentemente, nel novembre del 2000, le strade di Buenos Aires furono riempite da una collettività esultante, vibrando di entusiasmo e patriottismo, per accompagnare il percorso della "bandiera italiana più lunga del mondo". &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Infine nel 2004, la visita di Mirko Tremaglia, "il padre del voto degli italiani all'estero", protagonista esclusivo del meritato omaggio, di ovazioni in un teatro Coliseo stracolmo e col pubblico anche fuori, seguendo l'evento attraverso i maxischermi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Cari ricordi di fatti per i quali proviamo nostalgia, e che ci portano a riflettere con Manrico su quel pensiero sul tempo che trascorre (todo tiempo pasado fue mejor), o semplicemente a fermarci ad accarezzare le nostre nostalgie. Le quali però, dorrebbero servirci come stimolo per ricuperare quell'atteggiamento e con lo stesso impegno far fronte a realtà che ci si presentano oggi, perché altrimenti saremmo colpevoli di barattare il credito che con tanti sacrifici siamo stati capaci di mettere da parte. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;RICCHI E POVERI!&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"A lo lejos y hace tiempo" quando nel dopoguerra sismo emigrati in cerca di nuove opportunità verso il continente america, era abituale essere avvertiti da parenti o amici: chi partiva con destinazione al nord, avrebbe trovato l'America ricca; gli altri, come è capitato a noi, abbiamo optato per la Croce del Sud, l'America povera.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Senz'altro si tratta di opinioni soggettive e contrastabili. Ma possiamo coincidere nel riconòscere che come comunità organizzata, i nostri fratelli residenti nel nord si sono distinti con alcune iniziative che, in un certo senso, mettono in evidenza quella divisione tra "ricchi e poveri". &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;A tale riguardo sarebbe sufficiente citare solo un esempio: il modo di commemorare la gesta di Colombo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gli italo-americani sentono molto la festa del "Columbus Day" e sono particolarmente orgogliosi del fatto che sia stato un navigatore italiano a scoprire il continente americano, fierezza nuovamente messa in evidenza lunedì, quando si è svolta la "Parata dell'orgoglio italiano", durante la quale sfileranno circa 35mila membri della collettività italiana, lungo la 5th Avenue di New York, davanti ad una folla di circa un milione di persone, evento trasmesso in diretta dalla rete NBC e da Rai Italia. Celebrazione che, come al solito, si è chiusa con la serata di gala al Waldorf Astoria. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;LA UTOPIA DI UNA CELEBRAZIONE CONDIVISA&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Mentre guardiamo da lontano e con un pizzico di invidia, la portata della citata manifestazione (anche se ora il Corriere della Sera ci fa sapere che anche a New York cala l'interesse per la manifestazione), in Argentina, al di là del fatto che la celebrazione ha assunto una marcato accento spagnolo, col nome di "Día de la Hispanidad" con cui è nota la commemorazione, mettendo in secondo ordine la nostra celebrazione, per quanto la nostra collettività ha preferito mantenere un basso profilo, atteggiamento sostenuto nel tempo, come è testimoniato anche dall'editoriale del 18 ottobre 1995 del fondatore della TRIBUNA ITALIANA, dott. Mario Basti, il quale scriveva: :"come avevamo previsto- ma non era necesario essere indovini per prevederlo - soltanto il manipolo dei fedelissimi di tutti gli anni con console generale e un centinaio di alunni delle scuole italiane si é riunito per il - grande omaggio- a Cristoforo Colombo davanti al suo maestoso monumento …" Il compianto Dr. Basti faceta riferimento al monumento eretto con fondi apportati dalla collettività e donato all'Argentina come gesto di gratitudine in occasione delle celebrazioni del Centenario della "Revolución de Mayo de 1810". &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Monumento insolitamente espropriato per entrare a far parte dei giardini della "Casa Rosada" (sede del governo) e che è circondato da una cancellata (la cui apertura è stata autorizzata lunedì scorso dopo quattro anni di divieti) e con visite proibite al pubblico. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Anche se in questa occasione l'intervento dei dirigenti di FEDITALIA e FEDIBA ha consentito il permesso di accesso da parte del governo, per consentire alla nostra comunità di rendere omaggio allo Scopritore dell'America, va sottolineato che, in definitiva, si tratta di una semplice tregua al divieto, un paradosso di fronte al quale sarebbe conveniente da parte dei nostri dirigenti, un atteggiamento più fermo nella richiesta di "librare" il monumento e la sua piazza. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sull'omaggio al Grande Navigatore, e magari sognando ad occhi aperti, mi permetto di suggerire che, al di là della pretesa dei nostri "cugini" spagnoli, di aggiudicare l'origine spagnola all'illustre genovese, visto che Colombo ci ha messo il genio e la formazione marinara acquisita a Genova e gli iberici apportarono il finanziamento alla sua iniziativa, forse sarebbe il caso di condividere anche la celebrazione in un evento comune delle due comunità, come avveniva in altri tempi, se i dirigenti delle due comunità saranno disposti ad affrontare la sfida. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;GIORNATA DELL'IMMIGRANTE ITALIANO&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In una dimostrazione di generosa riconoscenza verso la nostra collettività, il Parlamento argentino, attraverso una legge approvata nel 1995, istituì la "Giornata dell'Immigrante Italiano", da celebrarsi ul 3 giugno, data della nascita di Manuel Belgrano, il cui padre Domenico, era oriundo di Oneglia, Liguria. Si tratta della prima legge approvata al mondo (anni più tardi una legge molto simile è stata approvata in Brasile) per renderci omaggio, privilegio che vuole sottolineare il valore simbolico della nostra presenza determinante nella formazione e lo sviluppo dell'Argentina. Si tratta però di una celebrazione trascurata dalla collettività che non arriva a dare alla manifestazione l'importanza adeguata. Forse la ragione va trovata nella coincidenza della data della Giornata dell'Immigrante Italiano, con quella della Festa della Repubblica, che si celebra il 2 Giugno, evento per la cui celebrazione, si occupano le autorità consolari, un fatto che toglie certo protagonismo alla nostra giornata, che in definitiva, si limita alla celebrazione della Santa Messa e all'omaggio a Belgrano davanti al suo mausoleo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Per risolvere questa sovrapposizione di eventi, forse si potrebbe pensare all'alternativa di rinviare la celebrazione della Giornata dell'Immigrante Italiano alla terza domenica di giugno, in modo da rispettare una specie di "mese belgraniano", tenendo conto che la data del suo decesso è il 20 giugno. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Anche se attualmente il dibattito sulle problematiche della collettività è incentrato sugli argomenti di carattere economico e sociale, ed è un debito morale da saldare dare risposte ai gravi problemi di molti anziani emigrati , ciò non toglie che non si debba pensare a celebrare nel modo più adeguato la nostra giornata come italiani all'estero. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La Bibbia ci ricorda che "non di solo pane vive l'uomo" e una comunità organizzata, con le responsabilità che derivano dal fatto di essere la più numerosa al mondo, dovrebbe assumere i propri impegni in quanto tale e anche di fronte alla società locale, dimostrandosi una comunità vitale e trascendente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;WALTER CICCIONE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-9172445623603698483?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/9172445623603698483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/9172445623603698483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2009/10/italiani-di-argentina-un-debito-da.html' title='Italiani di Argentina: Un debito da saldare.'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-8738997882046523165</id><published>2009-10-07T11:58:00.000-03:00</published><updated>2009-11-30T12:49:16.199-03:00</updated><title type='text'>El faro de la impronta italiana ilumina el cielo de Buenos Aires</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SxPemyPOydI/AAAAAAAAAB0/W4YrutzxDz0/s1600/hostnews.com.ar_5752_tapa_5102009_142316.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SxPemyPOydI/AAAAAAAAAB0/W4YrutzxDz0/s320/hostnews.com.ar_5752_tapa_5102009_142316.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409912335304149458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt;Sin temor a exagerar se podría calificar como “Celebración perfecta" el evento que el sábado a la noche se llevó a cabo sobre la Avenida de Mayo, integrando el programa denominado "Puertas del Bicentenario" implementado por el Gobierno de la Ciudad de Buenos Aires para celebrar los 200 años de la Revolución de Mayo de 1810. &lt;/span&gt;&lt;div class="content"  style="font-family:verdana;"&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Avalando el concepto antes citado, se toma en cuenta tanto el marco climático de la velada, espléndida noche donde inclusive la luna "llena" de curiosidad, brilló acompañando a los 10 mil espectadores que en respetuoso silencio disfrutaron un espectáculo que al margen del protagonismo del Palacio Barolo, como contó la actuación del prestigioso pianista Horacio Lavandera y un creativo juego de luces y sonidos y un particular valor adjunto, la disposición oficial que en esta oportunidad el evento se realizara como tributo a la comunidad italiana local invitando a tal efecto a todas las Asociaciones de Buenos Aires, tratamiento especial que en el 2010 estará dirigido a la comunidad española. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Como todo proyecto que se precie de tal y que, en este caso logra concretarse, existe un camino previo, una pequeña historia que comienza a gestarse por iniciativa del Gobierno de la ciudad con la aspiración de reparar el Faro del Palacio Barolo, símbolo porteño e inactivo en los últimos 40 años, decisión que contó con el entusiasta apoyo de la Embajada de Italia que se hizo cargo del arreglo técnico, mecánico y lumínico, mediante un convenio suscripto entre el Jefe de Gobierno Mauricio Macri y la Directora del Instituto Italiano de Cultura, Giuliana Dal Piaz. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La otra historia, la grande referida al Palacio, transita por un sueño compartido por dos italianos con un anhelo común, construir un edificio finalmente hecho realidad para convertirse en uno de los mas fascinantes de Buenos Aires, imán para turistas de todo el mundo, una leyenda ciudadana que desde su inauguración en 1923 y por 12 años supo ser el primer rascacielos de Argentina y el más alto de Latinoamérica. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Un sueño que tuvo como protagonistas, por un lado a Luigi Barolo (1869-1922) inmigrante italiano, que logró "hacerse l'America" y convertirse luego en próspero empresario, y a Mario Palanti (1885-1979) arquitecto, pintor y escultor llegado al Plata contratado para proyectar el Pabellón italiano para la exposición del Centenario en 1910, personajes unidos por una pasión, construir un palacio que reflejara la simbología de "La Divina Comedia" de Dante Alighieri, plasmado luego en un edificio de 22 pisos, divido en tres sectores: la planta baja representa "El Infierno", los primeros 14 pisos, "El Purgatorio" y los siguientes "El Paraiso", con un faro que simboliza a Dios. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;En cuanto al festejo, consignemos que al margen del protagonismo excluyente del Palacio Barolo, cuya belleza el sábado se acrecentó merced a la iluminación artificial de los focos y natural de la luna, el escenario instalado en el medio de la Avenida de Mayo - curiosa paradoja, un emblema de italianidad instalado en la más española de las arterias de la ciudad e Buenos Aires - contó además con un sorprendente show de luces y sonidos, imágenes fantasmagóricas alusivas a momentos de la Divina Comedia, proyectadas sobre la fachada del Palacio y las magistrales interpretaciones del Maestro Lavandera quién se lució con las sonatas Nº 8, "Patética” para el Infierno y 14, "Claro de Luna", para el Purgatorio, ambas de Beethoven y mientras imágenes de un azul intenso se reflejaban en el palacio para el Paraíso, tocó "Aurora", reservando para el emotivo final, en el momento de encender el Faro, el tango "Mi Buenos Aires querido". &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fueron casi dos horas de un espectáculo memorable, una noche para el recuerdo con la sensación de un palacio desperezándose de su letargo para vibrar junto al público. Evento que por otra parte exhibió otra característica, la ausencia de protocolo, discursos alusivos, referencias, que en este caso particular relegaron a cierto anonimato la participación de nuestra Embajada en la reinauguración del Faro. Una obra que para la comunidad italiana adquiere un valor simbólico, representando de alguna manera el gesto de gratitud de un inmigrante hacía el país que le dio posibilidades de concretar sueños. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Es de desear que la contribución de la Embajada de Italia, represente la primera de una serie de iniciativas que una "&lt;em&gt;collettivitá&lt;/em&gt;" vital y trascendente, a la altura de las circunstancias disponga para participar de manera activa en las celebraciones del Bicentenario de la Revolución de Mayo de 1810. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;WALTER CICCIONE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-8738997882046523165?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/8738997882046523165'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/8738997882046523165'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2009/11/el-faro-de-la-impronta-italiana-ilumina.html' title='El faro de la impronta italiana ilumina el cielo de Buenos Aires'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SxPemyPOydI/AAAAAAAAAB0/W4YrutzxDz0/s72-c/hostnews.com.ar_5752_tapa_5102009_142316.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-7574591666697083510</id><published>2009-08-19T09:48:00.005-03:00</published><updated>2009-08-25T10:05:25.439-03:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ciccione. italia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terremoto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='abruzzo'/><title type='text'>Raccolta di fondi per i terremotati In Argentina un bilancio deludente</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-weight: normal;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;In Venezuela, la comunità italiana di 100mila cittadini, ha raccolto 200mila euro. In Canada hanno costituito un grande comitato, che ha raccolto oltre 750mila euro e punta a raggiungere il milione. Invece la comunità italiana in Argentina, la più numerosa all’estero, da quanto è stato informato finora, è riuscita a malapena a raccogliere 18mila euro. Le assenze comune denominatore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.tribunaitaliana.com/files/abruzzo380x321.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sono trascorsi oltre quattro mesi dal fatidico 6 aprile, quando un cataclisma giunto nel buio prima dell’alba, si è accanito con la città de L’Aquila, distruggendola parzialmente, insieme a numerose località dei dintorni. La tragedia provocò 298 vittime fatali e lasciò una scia di feriti, case e palazzi distrutti o seriamente deteriorati ed enormi danni al patrimonio artistico. E’ stato uno sciame sismico le cui coseguenze, abbiamo seguito quasi in diretta alla televisione, insieme a immagini commoventi le quali, oltre a potenziare la sensibilità degli spettatori, provocarono un sentimento di empatia con i sinistrati e il fervente desiderio di accorrere in loro aiuto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Una decisione subito assunta in vari paesi del mondo, specialmente tra le comunità italiane all’estero e in particolare da quella abruzzese, le quali immediatamente hanno messo in atto una vigorosa gara di solidarietà, che ha stupito tutti, sia per la tempestività che per l’impegno messo in campo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E’ noto che la solidarietà è un valore, un fatto di generosità e un sentimento legittimo il cui risultato effettivo però, è molto legato alla volontà di aiutare, agli stimoli ricevuti e alle possibilità economiche dell’interessato. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Di fronte all’emergenza abruzzese, cercheremo di riassumere alcune reazioni, nell’intento di alleviare il citato dramma. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’INDIFFERENZA DEL GOVERNO ARGENTINO E LA SOCIETÀ ARGENTINA PREOCCUPATA DALLA CRISI. COSA HA FATTO LA NOSTRA COMUNITÀ?&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La società argentina, forse immersa nelle sue preoccupazioni per sopravvivere ad un’altra delle ricorrenti crisi economiche e sociali che scuotono il Paese, è rimasta lontana da questa crociata umanitaria, intanto che il governo argentino, ribadendo ancora una volta la freddezza che c’è nei rapporti con l’Italia, ha scelto la più assoluta indifferenza di fronte al dramma. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In vista di questa realtà, l’attenzione si è orientata verso le iniziative che avrebbe potuto intraprendere la collettività italiana locale, tenendo conto anche del fatto che è la più numerosa all’estero, un particolare che, purtroppo, non le assegna alcun privilegio nei confronti dell’Italia e invece, la mette di fronte ad una responsabilità morale e a sfide varie come, in questo caso, l’emergenza abruzzese, per la quale deve assumere un ruolo di un certo protagonismo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-weight: bold;" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;IN CERCA DI RISULTATI: RACCOLTI 90MILA PESOS, PARI A 18MILA EURO. SONO POCHI? SONO MOLTI? &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Superato il simbolico traguardo dei primi cento giorni, tempo entro il quale - secondo quanto è abituale - si fa un primo bilancio dell’operato, ci siamo messi in attesa delle prime informazioni su quanto era stato raccolto. Attesa frustrata, per quanto nessuno degli enti rappresentativi locali, sembra essersi proposto tale obiettivo, come nemmeno il lavoro di coordinare e controllare la destinazione dei fondi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Visto che la stampa, tra le altre funzioni ha anche quella di dare un servizio alla comunità e vista la mancanza di notizie sull’argomento, e anche per l’origine abruzzese di questo cronista, che lo porta ad un maggiore coinvolgimento, oltre ad una certa dosi di impazienza, ci siamo lanciati alla ricerca di informazioni sull’ammontare della somma raccolta. Missione davvero complessa, fatta superando enormi difficoltà. In principio siamo riusciti a stabilire che sono stati raccolti circa $90.000.- cioè circa 18.000 euro. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Anche se si tratta di un risultato provvisorio, visto che ancora devono svolgersi alcuni eventi, temiamo che tale somma non cambierà sostanzialmente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;SODDISFAZIONE O DELUSIONE? SI APRE UN DIBATTITO IL CONFRONTO CON LA COMUNITÀ ITALIANA DEL VENZUELA&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Presumibilmente la notizia dell’importo raccolto, provocherà un dibattito in seno alla nostra comunità, per stabilire se i risultati della gestione solidale dell’emergenza abruzzese, da parte degli italiani dell’Argentina, è soddisfacente o deludente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Anticipandoci all’eventuale dibattito, ci affrettiamo a opinare che quanto è stato raccolto ci provoca un certo stato di frustrazione. Le nostre attese non puntavano a risultati irreali, come ad esempio che la raccolta potesse risolvere i problemi dell’economia abruzzese, ma semplicemente a obiettivi più ragionevoli, quali ratificare il nostro tradizionale spirito solidale e consono alla nostra condizione di comunità italiana all’estero più numerosa. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Un giudizio critico personale, forse soggettivo, ma con degli argomenti precisi a giustificarlo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Visto che manca una formula obiettiva per determinare l’efficacia di un’opera di solidarietà, facciamo ricorso ad un altro parametro, cioè, mettere a confronto i risultati che abbiamo ottenuto, con quanto hanno raggiunto altre comunità italiane all’estero, in particolare quelle di altri paesi dell’America Latina, che sono più simili alla nostra in Argentina. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Esclusi il Brasile e l’Uruguay, per la scarsità di infromazioni disponibili, che ci fanno presumere risultati irrilevanti, scegliamo la comunità italiana in Venezuela. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Secondo “La Voce d’Italia” di Caracas, la collettività italiana ha raccolto fino ad oggi una cifra intorno ai 600mila bolivares, cioè circa 200mila euro al cambio ufficiale. Un risultato rilevante, specialmente se messo a confronto con quanto abbiamo ottenuto in Argentina, particolarmente prendendo in considerazione la consistenza numerica delle due comunità: 100mila connazionali nel paese dei Caraibi contro i 650mila dei residenti al Plata. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;I DIRIGENTI, NOI E GLI ALTRI. COME SI SONO ORGANIZZATI GLI ITALIANI IN CANADA? I NOSTRI DIRIGENTI ASSENTI&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Se i risultati di ogni iniziativa comunitaria sono condizionati dalla gestione che riuscirà a implementare la classe dirigente, tramite gli enti di rappresentanza, nel nostro caso, considerato l’esiguo importo raccolto, tale premessa sembra confermata, visto che non c’è stato un ente responsabile in testa a questa specie di operazione solidarietà. E’ mancato uno spirito trascendente che consentisse di raggiungere l’obiettivo, per cui è stato ottenuto un risultato opaco, a dimostrazione di una gestione defficiente della classe dirigente nella quale, salve poche eccezioni di iniziative di successo ampliamente diffuse da &lt;strong&gt;TRIBUNA ITALIANA&lt;/strong&gt;, è prevalso l’atteggiamento individualistico che ci è caratteristico negli ultimi tempi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Circostanze che ci portano ancora a mettere a confronto, le strategie implementate per ottimizzare i risultati. In questo caso prendiamo lo spunto di quanto informa “Il Cittadino Canadese”, che mette in risalto quanto ha fatto la comunità italiana in Montreal, di fronte all’emergenza Abruzzo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In testa all’azione solidale si è messo il presidente del Congresso Italo-Canadese il quale, oltre a presiedere il “Comitato di Grandi Donatori” (rara avis, specie in estinzione in Argentina), ha convocato i responsabili delle federazioni, associazioni, banche, raggruppamenti politici, imprenditoriali, associazioni abruzzesi e mezzi d’informazione. Un lavoro in comune che ad oggi ha portato a raccogliere ben 758mila euro e il cui obiettivo è di raggiungere il milione. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Si tratta in definitiva di un modello di gestione semplice, pratico, efficace che nel nostro caso non è stato implementato. Il che dovrebbe portarci a riflettere e forse a fare una profonda autocritica per capire le ragioni. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Anche sul particolare vogliamo apportare il nostro punto di vista, rilevando ad esempio che le assenze sono state il comune denominatore. Assenza dei nostri parlamentari, dei consiglieri del CGIE e dei Comites i quali, salve alcune poche eccezioni, si sono limitati ad inviare note esprimendo solidarietà. Assenti anche i politici locali di origine italiana, così come imprendtori e perfino personaggi dello spettacolo, alcuni dei quali, a modo di giustificazione,sostengono che non sono stati convocati. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;I DIRIGENTI E NOI&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Dicono che le crisi generano opportunità che, nel nostro caso, se si fosse verificata una convincente azione solidale, avrebbe contribuito a rialzare un pò la svalutata autostima di una comunità condizionata dalle successive crisi economiche degli ultimi anni, che di fronte all’Italia si è specializzata nel coniugare il verbo chiedere. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Comunità che affronta un presente preoccupante e un futuro incerto. Siamo convinti però che se riusciamo a mettere insieme le enormi risorse umane disponibili, i valori e i principi che abbiamo saputo evidenziare in altri tempi e in altre circostanze, che ci portarono ad essere segnalati come esempio di comunità organizzata in seno alla società di accoglienza, potremo ancora sperare di essere all’altezza di rappresentare la maggiore comuità italiana all’estero. I nostri dirigenti hanno l’ultima parola.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0); font-style: italic;font-size:85%;" &gt;Walter Ciccione (Tribuna Italiana)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-7574591666697083510?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/7574591666697083510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/7574591666697083510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2009/08/raccolta-di-fondi-per-i-terremotati-in.html' title='Raccolta di fondi per i terremotati In Argentina un bilancio deludente'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-4842721891142253377</id><published>2009-05-06T10:18:00.000-03:00</published><updated>2009-08-25T10:21:31.868-03:00</updated><title type='text'>COMITATO UNITI PER L’ABRUZZO: Siamo tutti abruzzesi, per essere più forti del terremoto</title><content type='html'>&lt;div class="content"&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Tra le nuove iniziative, un conto aperto dagli Scalabriniani fino alla festa del 2 Giugno al Coliseo. Cambiano le date di alcuni degli eventi organizzati per raccogliere fondi. L’on. Angeli con il Presidente Chiodi.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a href="http://www.tribunaitaliana.com/?q=node/1858"&gt;Tante iniziative per raccogliere fondi e per partecipare alla campagna&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Dicono che i quotidiani marcano i secondi nell’orologio della storia, che è dinamica, cambiante e che le copertine rispecchiano la realtà, le notizie “che fanno notizia” fino a perdere attualità fino a quando si spengono i riflettori e l’informazione entra in un angolo di ombre, come è successo, per esempio, col terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Quanto è successo nella regione, trattandosi di un avvenimento di grandi proporzioni, ha occupato tanto spazio nei media, di cronaca e di opinioni sugli effetti e le conseguenze. A modo si sintesi, possiamo ricordare che c sono state 297 vittime fatali, 1.600 feriti, 65mila sfollati, 15mila abitazioni ed edifici danneggiati numerosissimi danni a monumenti storici, chiese, con danni difficili da quantificare. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Uno dei problemi più delicati che va affrontato è il difficile compito di ricostruire gli affetti, superare i traumi occasionati da un terremoto che, come ha detto il card. Bagnasco, “come un ladro nella notte, ha colpito la nostra Regione”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Tragedia di cui quanti abbiamo vissuto la dolorosa esperienza dei bombardamenti con la sua scia di perdita di vite, distruzione e impotenza, conosciamo le conseguenze, un aspetto sul quale mi permetterò di ricordare l’esperienza personale, certamente simile a quella di molti lettori. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Un bambino e la sua famiglia, scappando dai bombardamenti a Pescara, sfollati, senza destinazione fisso e - guarda i paradossi del destino - rifugiata a L’Aquila, città dove poi siamo stati costretti a vivere le stesse scene. Anche se le cause sono diverse - allora per l’ambizione degli uomini, oggi per la volontà della natura - e anche se alcune cose sono cambiate - meglio le tendopoli che la stalla o l’aperto dove dormivamo allora - sono simili le terribili conseguenze. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Guardando la situazione da un altro angolo però, ci consente di scoprire che una società come l’attuale, apparentemente indifferente, quasi robotizzata, conserva ancora valori, principi, sentimenti che credevamo persi e di fronte ad una fatalità collettiva libera la sua sensibilità e prende atteggiamenti che in un certo senso ci riconciliano con la società. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Va sottolineato inoltre un aspetto forse minore, che rispecchia un cambiamento significativo nell’abitualmente rissoso ambito politico italiano, ripreso da un articolo di opinione di un importante periodico del Bel Paese, nel quale, tra l’altro, è scritto: "L'Italia politica sta faticosamente imparando a distinguere i compiti fondamentali su cui unirsi... La maggioranza e l'opposizione stanno recitando un ruolo inedito, hanno capito che sulle emergenze nazionali non deve avere spazio l'isteria di uno scontro primitivo (...) la tragedia rinsalda l'unità nazionale (...) in Italia questo spettacolo di unità e di coesione sorprende perché è inconsueto..." &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Da sottolineare infine la decisione delle autorità regionali di ratificare lo svolgimento dei Giochi del Mediterraneo, il mese prossimo, a cui parteciperanno 6285 persone, tra atleti, accompagnatori, giornalisti, ecc, provenienti da 23 paesi che si affacciano sul “mare nostrum”. Come ha detto un dirigente pescarese responsabile della manifestazione: "Non c'è stata una sola volta che gli abruzzesi abbiano preso un impegno senza mantenerlo". &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;SIAMO TUTTI ABRUZZESI!&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Superato l’iniziale impatto emotivo, l’adesione spontanea e gratificante della comunità tutta, “l’onda espansiva” tende ad attenuarsi e in qualche momento in Argentina abbiamo provato la sensazione che veneti, friulani, pugliesi, siciliani, calabresi, e perfino argentini, spagnoli, ecc ci facevano sentire che “Siamo tutti abruzzesi”. Passati i giorni e le settimane, comincia una nuova tappa, più realistica, nella quale quanti siamo legati all’Abruzzo, dobbiamo assumere più concretamente la nostra identità regionale e farci carico della gestione solidale e della responsabilità che essa comporta, perché in definitiva “gl abruzzesi siamo noi”. Bisogna quindi mantenere accesi gli entusiasmi, e mantenere i riflettori puntati sulla nostra Regione, sulle urgenze e l’emergenza, allo scopo di mantenere la solidarietà nella raccolta di fondi, per collaborare nel duro processo di riparare i danni provocati dal sisma. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;COMITATO UNITI PER L’ABRUZZO&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Per adempiere a quella missione, è stato costituito pochi giorni dopo il terremoto il Comitato Uniti per l’Abruzzo, presieduto dall’on. Giuseppe Angeli, “orsognese doc” . i tratta di una iniziativa creata per coordinare e promuovere tutte le iniziative che saranno prese nell’ambito delle nostre comunità, così come per organizzare eventi per raccogliere fondi. E`aperta alla collaborazione di tutti. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Oggi più che mai ci sentiamo abruzzesi e anche se viviamo un evento senza precedenti, se continueremo con gli sforzi comuni di tutti gli abruzzesi all'estero, dimostreremo di essere ancora più forti del terremoto". &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;WALTER CICCIONE&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-4842721891142253377?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/4842721891142253377'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/4842721891142253377'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2009/05/comitato-uniti-per-labruzzo-siamo-tutti.html' title='COMITATO UNITI PER L’ABRUZZO: Siamo tutti abruzzesi, per essere più forti del terremoto'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-1094694928444612977</id><published>2009-04-28T10:06:00.001-03:00</published><updated>2009-11-30T12:11:05.620-03:00</updated><title type='text'>Una gara di solidarietà in favore dei terremotati</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: verdana;" class="content"&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;El “Comitato Uniti per l’Abruzzo”, como se recordarà, es un ente constituido con la urgencia que demandó el imprevisto cataclismo que afectó la Región Abruzzo con la consiguiente necesidad de recaudar fondos para de alguna manera ayudar a superar la delicada situación que atraviesa, la tierra natal de tantos italianos residentes fuera de Italia. En nuestro caso nos hemos propuesto, al margen de generarlos, efectuar una acción coordinadora tendiente a canalizarlos hacia un objetivo puntual que como señalàramos en su oportunidad esté orientado hacia un ente publico escuela, hospital, casa de reposo de ancianos o asilo para niños entre otras. Nuestro proposito es individualizar hacia donde van nuestras remesas y eventualmente hacer un seguimiento de las mismas. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Con profunda satisfacción observamos que pese a su reciente constitución, el CUPA ha generado una enorme repercusión en la sociedad, prueba de ello son las innumerables adhesiones que recibimos de entes o gente común que expresa su interés en incorporarse a esta cruzada convertida en una suerte de gara di solidarietá donde la comunidad local en su conjunto y la abruzzese en particular están empeñadas en una generosa competición para ocupar la primera linea en esta acción que de alguna manera nos permite redescubrir valores aletargados como la solidaridad. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Entre la consternación y el dolor por las victimas y la destrucción en nuestra región, quienes con vocación de servicio, voluntarismo, pasión y perseverancia abruzzese conformamos el C.U.P.A. sentimos dolor, pero también reafirmamos el compromiso de trabajar juntos, en una accion altruista ajena a protagonismos o logros personales, intereses mezquinos que aunque en minima expresión, lamentablemente suelen presentarse en este tipo de circunstancias. Por nuestra parte, nos guía el propósito de trabajar en equipo de la manera más armonica posible posición que sin lugar a dudas nos facilita la compleja tarea que en esta emergencia nos hemos impuesto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;El C.U.P.A. es una entidad abierta a toda la comunidad conformada por personas que ofrecen su tiempo, esfuerzo y creatividad para llevar adelante el compromiso asumido. Fiel a este espíritu, en los ultimos dias se han incorporado a nuestra estructura ejecutiva, otros referentes de la comunidad abruzzesa como Alberto Alberici, originario di Popoli (Pescara), Ingeniero Mecánico, ex profesor en la Universidad Tecnologica Nacional, empresario titular de una firma dedicada a la provisión de elementos para la industria petrolera, centrales tèrmicas y nucleares a nivel nacional e internacional, y la señora en asesoramiento a entidades bancarias. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;EL PROGRAMA A DESAROLLAR&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Entre las múltiples iniciativas y otras que recibimos a diario, algunas ya en proceso de concreción, otras que continuamos evaluando y tratando de coordinar, por razones de espacio en este informe nos limitamos a señalar sólo algunas, como por ejemplo, la generada en la localidad de Escobar (Pcia. de Buenos Aires ) mediante la gestión de Daniel Santeusanio, miembro fundador del C.U.P.A. quien se encuentra en la fase conclusiva de la organización de un importante evento a celebrarse en el mes de Junio y que cuenta con la absoluta adhesión de la comunidad local y zonas vecinas. Al respecto cabe destacar el gesto de los hermanos portugueses del Centro Lusitano de Escobar quienes a través del presidente de la entidad, ofrecieron el amplio salón de fiestas de la institución con capacidad para mil comensales, objetivo de concurrencia que se ha propuesto alcanzar Santeusanio quien cuenta con la adhesión del Rotary Club local, entidad que asume la responsabilidad de supervisar y garantizar la transparencia de la recaudación de fondos canalizados luego a través de la &lt;strong&gt;cuenta abierta por la Familia Abruzzesa di Rosario en el Banco Bisel Macro :CBU 3880796140094526912958 &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Por su parte el Centro Abruzzese di Buenos Aires, (C.A.B.A.) que preside este cronista, está planificando organizar para el próximo 10 de Mayo, un encuentro, "&lt;em&gt;La merenda all'abruzzese&lt;/em&gt;" para degustar exquisitas creaciones de la gastronomia autóctona de la Región y donde mediante distintas actividades recreativas recaudar fondos para las víctimas del terremoto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Además y como Presidente de la institución, Walter Ciccione habitual colaborador de la TRIBUNA ITALIANA y coordinador del Comitato, ha mantenido un contacto telefónico con la popular actriz y cantante rosarina Lola Ponce quien reside transitoriamente en Italia donde está obteniendo un relevante suceso artistico y de popularidad. Recordemos que entre otros logros importantes ha ganado el Festival de San Remo del año pasado, acompañada por el cantante pescarese Gió Di Tonno, con el tema cuya autora es Gianna Nannini "Colpo di fulmine". La actriz y cantante, que actualmente protagoniza en Italia y Francia la comedia musical de Ricardo Cocciante, "El jorobado de Notre Dame" nos ha manifestado desde la ciudad de Roma su enorme interés en participar en algún espectáculo en beneficio dei terremotati, un Festival que se encuentran en fase de planificación y que en principio se efectuaria en el mes de Junio confirmando por el momento actuaciones en Rosario y en la ciudad de Buenos Aires. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Por otra parte, Ciccione y un grupo de colaboradores están evaluando otros proyectos que involucran en esta acción benefica al mundo artístico y cultural italoargentino, como por ejemplo efectuar una serie de "Concerti per l'Abruzzo" con artistas italianos y de origen como por ejemplo, Pepe Soriano, Gianfranco Pagliaro, Silvana Di Lorenzo, Piero, Susana Rinaldi, Luis Brandoni, Rodolfo Ranni,Gino Renni, Jorge Marrale y otros e inclusive la grabación de un CD y DVD donde se reflejen las distintas actuaciones. Sobre esta suerte de "epidemia de solidariedad" hacia la Regione Abruzzo de la cual se ocupan los medios en el mundo, por razones de espacio nos limitaremos por ahora a señalar algunos que se registran en el continente americano, comenzando por nuestro pais, en Mar del Plata donde el presidente del Centro Apruzzese, el Dr. Ruben Pilli nos informa del cambio de fecha del almuerzo previsto en la institución para recaudar fondos per i terremotati, en lugar del domingo 10, se efectuará el 17 de Mayo. Desde la ciudad de Rosario, el presidente del Comites Eugenio Carloni y el secretario Mariano Gazzola nos informan que en forma extraordinaria se han reunido el pasado 27 de abril, a los efectos de definir los detalles de los eventos a organizar en favor dei terremotati, información que proporcionaremos un vez obtenida su confirmación. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;En otros ambitos de nuestra America Latina se expande también esta epidemia solidaria, como en Venezuela donde se reunió la Federación de Asociaciones Abruzzesas. Dijo su joven presidente Gianni Marzotta: "&lt;em&gt;in queste circostanze se l'Abruzzo oggi ci chiama, impossibile non rispondere " para agregar, "Le nostre associazioni si stanno mobilitando, organizando eventi e sensibilizzando anche altre istituzioni regionali del Venezuela con grande collaborazione delle nostre autorità consolari e d'Ambasciata per dare una mano amica, di appoggio e conforto all'Abuzzo&lt;/em&gt;" &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;En Italia las repercusiones sobre el accionar de las comunidades en el exterior son prácticamente ignoradas, excepción hecha por el diario L'Avvenire, que siendo un medio católico generó tal vez un piccolo miracolo al dedicarle una pagina entera publicada el domingo 19 de abril con el titulo: "Abruzzesi nel mondo. Mobilitati per sostenere la ricostruzione", para destacar: "&lt;em&gt;Sarebbero complessivamente 1 milione e 200 mila emigrati abruzzesi e i loro discendenti diretti che vivono nel mondo...&lt;/em&gt;”. A continuación desarrolla un interesante y completo servicio de sus corresponsales en Statu Uniti, Svizzera e Sud America y de este último rescatamos lo siguiente en un servicio firmado por Gherardo Milanesi: “&lt;em&gt;La gara di solidarietá a favore delle vittime del terremoto che ha devastato l'Abruzzo passa anche dall'America Latina. Qui vivono infatti decine di migliaia famiglie origianere di Pescara, Teramo, Chieti e L'Aquila, che si sono subito mobilitate per aiutare i propri amici e parenti .Rapprsentano la piu numerosa comunitá di abruzzesi fuori dai confini italiani.Le iniziative principali si registrano in Brasile e, sopratutto , in Argentina, paese dove risiedono circa 100 mila tra immigrati di prima e seconda generazione proveniente dall'Abruzzo . “In Argentina, dove noi abruzzesi siamo numerosissimi&lt;/em&gt; - ci spiega Walter Ciccione, 69 anni, presidente del Centro Abruzzese di Buenos Aires - &lt;em&gt;sono partite numerose iniciative di raccolta di fondi , a cui stanno participando anche emigrati proveniente da altre región italiane. Noi del Centro Abruzzese abbiamo però pensato che occorreva una struttura capace di coordinare e unificare tutte queste iniziative. Per questo abbiamo creato il "Comitato per l'Abruzzo&lt;/em&gt;". &lt;em&gt;Vorremmo che i fondi raccolti in tutta America Latina venissero dirottati in un unico conto corrente, amministrato dalla Regione, e che servissero per realizzare un'opera pubblica specifica: un asilo, una scuola, un ospedale” Alla costituzione del Comitato ha partecipato anche l'onorevole Giuseppe Angeli, deputato del PDL per l'America Latina e Abruzzese doc (é originario di Orsogna in provincia Chieti ). Oltre all'aiuto materiale, gli abruzzesi in Argentina hanno offerto anche la propia preghiera. ¨Qualche giorno fa si è svolta a Buenos Aires una messa di suffragio nella capella di San Gabriele dell'Adolorata , patrono dell'Abruzzo. Celebrata in italiano da un sacerdote italiano, la messa è stata accompagnata da antichi canti abruzzesi che hanno suscitato in molti di noi lacrime di commozione, aggiunge Walter Ciccione…&lt;/em&gt;” y luego in extenso continua sobre la situación en Brasil que oportunamente señalaremos. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Otra misa, en este caso a partir de una iniciativa del padre Fabrizio Pesce quien conto con la inmediata adhesión del Consulado General de Buenos Aires a través de su titular Giancarlo Curcio, y el Comites local, se celebro el pasado 22 de abril en el Santuario Madre degli Emigranti una misa en italiano, que contó con numerosa asistencia. Ante la numerosa concurrencia profundamente conmovida por la tragedia abruzzese, el padre Fabrizio nella sua omelia, hizo un emotivo llamado a la solidaridad y la necesidad de generar gestos hacia i terremotati, actitud que no se limite a simples adhesiones sino por el contrario apeló a la unidad de la comunidad y a la creatividad italiana para generar aportes concretos que lleven una señal de caridad cristiana a los sobrevivientes del cataclismo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Servizio di Walter Ciccione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-1094694928444612977?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/1094694928444612977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/1094694928444612977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2009/04/una-gara-di-solidarieta-in-favore-dei.html' title='Una gara di solidarietà in favore dei terremotati'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-8670485310921133908</id><published>2009-04-14T15:40:00.000-03:00</published><updated>2009-04-15T15:46:22.678-03:00</updated><title type='text'>Il nuovo megacentro culturale della Spagna a Buenos Aires. Uno schiaffo!</title><content type='html'>Il Capo del Governo della Città di Buenos Aires e l’ambasciatore di Spagna in Argentina Rafael Estrella, hanno annunciato in conferenza stampa, la firma di un accordo secondo il quale la Città cederà il palazzo dell’ex Patronato dell’Infanzia (Padelai) all’Agenzia Spagnola della Cooperazione Internazionale per lo Sviluppo, a titolo gratuito durante trent’anni.&lt;br /&gt;Da parte sua il governo di Rodríguez Zapatero si è impegnato a investire alcuni milioni di euro per il recupero edilizio per fare in esso un Centro Culturale di Spagna a Buenos Aires. Dovrebbe essere inaugurato nel 2010, in occasione della celebrazione del Bicentenario della “Revolución de Mayo de 1810”.&lt;br /&gt;L’ex Padelai è un palazzo che si trova nel rione di San Telmo, centro nevralgico del centro storico della Città, a pochi metri da Piazza Dorrego e della Fiera degli Antiquari ed ha una fluida comunicazione con la zona di Puerto Madero, il settore più caro di Buenos Aires, costituendo un importante corridoio di interesse turistico e culturale.&lt;br /&gt;L’immobile originalmente destinato ad accogliere gli orfanelli, dispone di circa 3.500 mq, circondati da un ampio parco, costruito nel 1887, è un progetto dell’architetto piemontese Giovanni Antonio Buschiazzo, in stile rinascimentale fiorentino.&lt;br /&gt;Funzionò come asilo fino all’anno 1978, quando fu abbandonato e negli anni successivi occupato da decine di famiglie senzatetto.&lt;br /&gt;Anche se in seno alla nostra comunità la notizia provoca sentimenti di “sana invidia” verso i “cugini” spagnoli, per concretare il nuovo spazio culturale, un successo che certamente li colloca nella “pole position” di questa specie di gara tra le diverse comunità straniere residenti in Argentina in vista delle celebrazioni del Bicentenario, in fondo in fondo, tale successo è uno “schiaffo morale” per quanti vorremmo pe la nostra comunità un ruolo da protagonista in tali celebrazioni. L’augurio è che questo fatto sia di sprone per aiutarci a uscire dal letargo in cui viviamo.&lt;br /&gt;GLI ALTRI, NOI E IL SILENZIO&lt;br /&gt;E mentre le iniziative “degli altri”, cominciano a prendere forma, noi manteniamo il più completo silenzio. L’unica proposta resa nota, è stata l’iniziativa annunciata dalla TRIBUNA ITALIANA nella sua copertina del 15 ottobre u.s., il progetto “Rinascita 2010” convocando le nostre istituzioni a unirsi per elaborare insieme un piano per le celebrazioni.&lt;br /&gt;Fra le diverse considerazioni, era scritto: "Si tratta di un gesto di gratitudine verso il paese che in modo generoso ci ha aperto le braccia e per risaltare nella memoria collettiva della società il ruolo preponderante che ha avuto la nostra emigrazione nello sviluppo materiale e spirituale dell'Argentina, una realtà purtroppo sconosciuta o quel che é peggio, alcuni la conoscono in forma distorta. Rinascita 2010 risponde ad una ambiziosa iniziativa e la sua concretizzazione dipende della risposta e sostengo di tutta la comunità".&lt;br /&gt;Risposta che, salva l’entusiasta adesione della Dante Alighieri di Buenos Aires, al giorno d’oggi non si è concretizzata, purtroppo.&lt;br /&gt;Per un lettore poco attento, l’annuncio sul Centro Culturale Spagnolo e, per contro, il silenzio italiano, possono essere due fra le tante notizie che vengono pubblicate. Invece, per quanti seguono con attenzione il clima che si percepisce nella nostra comunità, il fatto è più significativo e il silenzio diventa un campanello d’allarme, un anello in più della lunga catena di eventi negativi che si stanno registrando negli ultimi tempi, di fronte ai quali scetticismo e inadempienze sono diventati moneta corrente.&lt;br /&gt;Chi frequenta la collettività e le sue istituzioni, per ragioni giornalistiche, raccoglie coincidenti commenti e critiche, che, pur se sono un classico di corridoio, tendono ad incentrarsi su tre aspetti in particolare.&lt;br /&gt;Il primato in questa speciale classifica è occupato dalla questione “effetto voto” e le sue conseguenze. L’irruzione della politica di partito genera discordia e conflitti nelle nostre associazioni. Si accentuano le critiche sull’esercizio del nostro voto politico nelle elezioni italiane, dissenso che si estende anche visti i magri risultati ottenuti.&lt;br /&gt;Un’altra lamentela riguarda la nostra classe dirigente la cui attività, salve poche eccezioni, sarebbe considerata deficitaria. Inoltre viene sottolineata la mancanza di rinnovamento generazionale e la perpetuazione di alcuni presidenti nei rispettivi incarichi.&lt;br /&gt;CAFFÈ PER QUATTRO!&lt;br /&gt;Un altro argomento sul quale è puntata l’attenzione e sul quale c’è una diffusa coincidenza di opinioni negative, riguarda i nostri rappresentanti al Parlamento italiano, “i quattro grandi”, diventati capri espiatori nel bene e nel male. Tra l’altro viene criticata l’assenza di dialogo con la comunità e un fatto forse irrilevante ma molto simbolico qual’è il fatto che passato un anno da quando sono stati eletti, non sono riusciti ancora a riunirsi nemmeno per per prendere un caffè, un gesto di convivenza che, in questi tempi in cui la politica sembra utile solo per dividerci, sarebbe gratificante. I nostri parlamentari dovrebbero tenere presente che in una società civile, le divergenze si superano col dialogo e con proposte.&lt;br /&gt;DOMANI È TROPPO TARDI&lt;br /&gt;Al di là di quanto segnalato, l’argomento che oggi ci occupa e ci preoccupa è il Bicentenario dell’Argentina, celebrazione che ci offre una opportunità storica per unirci per inseguire un obiettivo comune. Che sia Rinascita 2010 o un altro nome o iniziativa, ci vogliono idee, progetti, che devono essere presentati con sollecitudine, dato che tempi stringono.&lt;br /&gt;E’ una sfida che dobbiamo affrontare come tante altre che abbiamo superato lungo la nostra antica e prolifica presenza nel Paese.&lt;br /&gt;E’ importante ricaricare le batterie e aprire le porte alla capacità e alla creatività e specialmente ricuperare la passione che ci ha sempre caratterizzato.&lt;br /&gt;Convalidare il nostro ruolo di protagonisti è un i m p e g n o che dobbiamo assumere, dato che la nostra comunità è la più numerosa sia fuori d'Italia quanto tra le comunità straniere in Argentina.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il progetto del Centro di Cultura Spagnola assistiamo ad un paradosso, visto che i promotori locali del p r o g e t t o non sono Ramiro Pérez, Casimiro Fernández o Manuel Garcia, ma Mauricio Macri, Hernán Lombardi, Enzo Pagani e Oscar Muscariello, che certamente non sono di origine spagnola.&lt;br /&gt;Comunque va reso atto al Capo del Governo della Città di Buenos Aires Mauricio Macri del fatto che, pur se è considerato uno degli oriundi meno italofili fra tutti gli argentini, si è recato in Italia per riunirsi con Berlusconi e con i sindaci di Roma e di Milano per studiare iniziative comuni in vista del Bicentenario. Purtroppo, come è abituale, ha ottenuto soltanto le solite promesse. C’è da augurarsi che queste riflessioni portino a qualche risposta concreta, e ricordiamo il proverbio latino “Res non verba” e se nei tempi del Bicentenario il monumento a Cristoforo Colombo a Buenos Aires continuerà dietro alle sbarre e con accesso vietato e finiremo celebrando l’anniversario dell’Argentina con canzonette e tarantelle, non indichiamo poi col dito politici e dirigenti. La responsabilità dobbiamo assumerla fra tutti, istituzioni e comunità tutta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Publicado en Tribuna Italiana - 07/04/2009)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-8670485310921133908?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/8670485310921133908'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/8670485310921133908'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2009/04/il-nuovo-megacentro-culturale-della.html' title='Il nuovo megacentro culturale della Spagna a Buenos Aires. Uno schiaffo!'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-7926069515341353208</id><published>2009-04-14T10:21:00.002-03:00</published><updated>2009-11-30T12:12:40.847-03:00</updated><title type='text'>“Uniti per l’Abruzzo”: un invito a tutta la collettività a collaborare per aiutare</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Costituito un Comitato che sarà presieduto dall'on. Giuseppe Angeli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.tribunaitaliana.com/files/Bajada%2011-4%20lado%20B%20021.jpg" width="90%" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;p style="font-family: verdana;" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La comunità italiana dell’Argentina si mobilita e si organizza,  dando il via alle prime iniziative, in risposta al tragico terremoto in Abruzzo che dieci giorni fa ha colpito L’Aquila, capoluogo regionale e oltre venti centri della sua provincia, con un bilancio di 294 morti, oltre mille feriti e circa ventimila sfollati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La risposta dello Stato è stata sollecita ed efficiente, come hanno riconosciuto esponenti di quasi tutti i partiti e la stampa e la prima difficile e dolorosa fase, con la corsa per salvare le persone rimaste intrappolate tra le macerie, l’allestimento di alloggi provvisori per gli sfollati e il ricupero dei cadaveri, si è conclusa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Adesso si tratta di trovare nuove sistemazioni per gli sfollati, determinare in modo preciso i danni alle abitazioni, alle strutture  produttive e al patrimonio artistico, storico e monumentale e far partire la ricostruzione che si annuncia difficile e che viene stimata in svariati miliardi di euro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E’ propio in questa fase che si inseriscono gli aiuti che si stanno organizzando in tutto il mondo. Aiuti sostanzialmente economici, visto che ci vogliono soldi per affrontare la ricostruzione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Consci di questa necessità e commossi per la tragedia che ha colpito la loro terra, un gruppo di esponenti della comunità abruzzese dell'Argentina, convocati dall'on. Giuseppe Angeli, deputato al Parlamento italiano, nato a Orsogna e residente a Rosario, si è riunito sabato scorso a Escobar, dove risiede una numerosa comunità abruzzese ed ha costituito un Comitato per promuovere e coordinare iniziative, per raccogliere fondi da essere donati per contribuire alla ricostruzione di un edificio pubblico (scuola, ente culturale, ospedale, ecc) nella città de L'Aquila o in uno dei comuni colpiti dal terremoto. A tale riguardo, nei prossimi giorni l’on. Angeli accorderà con le autorità regionali la destinazione dei fondi, la metodologia e i necessari controlli per l’applicazione di quanto sarà ricavato. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il "Comitato Uniti per l'Abruzzo", sorge in risposta alle numerose iniziative e offerte di aiuto, espressioni di solidarietà e iniziative di collaborazione, avanzate sia dagli abruzzesi che da esponenti di altre comunità regionali ed enti della comunità italiana in Argentina. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Interpretando i sentimenti dei corregionali e di tutti gli italiani residenti in Argentina, il "Comitato Uniti per l'Abruzzo", si rivolge agli enti di rappresentanza, alla struttura associativa e ai singoli connazionali, sia in Argentina che nelle altre comunità dell'America Meridionale, invitandoli a partecipare - solidali e generosi  - alle varie iniziative che saranno annunciate nei prossimi giorni. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il "Comitato Uniti per l'Abruzzo", che è presieduto dall'on. Giuseppe Angeli, avrà sede presso l'Associazione Famiglia Abruzzese di Rosario, in via Santiago 1334, (2000) Rosario, Argentina, telefono (0341) 4488578, e-mail: &lt;a href="mailto:comitatounitiperlabruzzo@gmail.com"&gt;comitatounitiperlabruzzo@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Provvisoriamente la raccolta di fondi sarà fatta attraverso il conto speciale, aperto dalla stessa Famiglia Abruzzese di Rosario Banco Bisel Macro, CBU 3880796140094526912958.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Del "Comitato Uniti per l'Abruzzo", presieduto dall'on. Angeli, fanno parte il presidente della Famiglia Abruzzese di Rosario Domenico Lalla; il vicepresidente dello stesso sodalizio Marcelo Castello (consigliere del Comites di Rosario); il presidente del Centro Abruzzese Marplatense dott. Rubén Pilli (consigliere del Comites di Mar del Plata); il presidente del Centro Abruzzese di Buenos Aires Walter Ciccione; gli imprenditori avv. Domenico Di Tullio e Daniele Santeusanio; il prof. Franco Del Casale, medico psichiatra e docente universitario; Marco Basti, direttore della Tribuna Italiana di Buenos Aires; la dott.ssa Gabriella Migliazzo e Gabriel Ciccione responsabile del gruppo Giovani del CABA.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La riunione è stata coordinata da Walter Ciccione, il quale ha detto che l’iniziativa ha come obiettivo rispondere alla grave emergenza che si è creata nell’Abruzzo a causa del terremoto, e ha messo in evidenza che i partecipanti si sono fatti avanti, mossi dallo spirito di solidarietà e di fedeltà alle proprie radici. Ha inoltre proposto che il Comitato fosse presieduto dall’on. Giuseppe Angeli, proposta unanimemente accettata dai presenti, nonostante il deputato preferisse essere semplicemente il coordinatore. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Da parte sua l’on. Angeli ha sottolineato che, come ha fatto per tanti anni al servizio della collettività, ha preso l’iniziativa di convocare un gruppo di abruzzesi mossi, come lui stesso, dallo spirito di servizio. Il deputato eletto nella Circoscrizione estero per due volte, ha ricordato l'esperienza vissuta durante la guerra, quando la sua città, Orsoga, fu rasa a suolo dai bombardamenti. “Pur se si tratta di circostanze diverse - ha detto - capisco la situazione di chi ha perso i suoi cari e quanto possedeva e oggi vive con angoscia l’incertezza del futuro. Per questo dobbiamo impegnarci come comunità, non solo gli abruzzesi, ma tutti gli italiani dell’Argentina e del Sudamerica, per dare il nostro contributo, per far sì che l’emergenza che sta vivendo questa gente, sia superata al più presto”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il dott. Franco Del Casale, riallacciandosi a quanto ricordava l’on. Angeli sul dramma degli sfollati, ha ricordato che le vittime del terremoto avranno bisogno di assistenza psicologia durante quattro o cinque mesi. Del Casale è un medico psichiatra di Vasto, che divide la sua vita professionale tra l’Italia dove tiene corsi e conferenze e l’Argentina, dove oltre ad esercitare la sua professione, insegna all’università.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il presidente e il vicepresidente dell’Associazione Famiglia Abruzzese di Rosario Domenico Lalla e Marcelo Castello, hanno spiegato quali sono state le iniziative immediatamente prese dal sodalizio, tra le quali l’apertura di un conto speciale per raccogliere  fondi, la pubblicazione dell’elenco delle vittime nel sito web dell’associazione, la ricerca, tramite il Consolato generale d’Italia che ha dato la massima disponibilità,  di persone che risiedono nella zona del terremoto. Massima disponibilità è stata data anche dai due dirigenti abruzzesi di Rosario a offrire le strutture del sodalizio e la segreteria. Offerta accolta dai presenti che hanno concordato che la segreteria del Comitato funzionerà presso la Famiglia Abruzzese di Rosario.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sulla destinazione  da dare ai fondi, il  presidente Pilli, medico residente a Mar del Plata, che presiede il locale Centro Abruzzese, ha detto che bisogna identificare con la Regione il posto e l’ente al quale sarà  donata la somma raccolta. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Un punto quest’ultimo che ha trovato concordi tutti i presenti, compreso l’avv. Domenico Di Tullio il quale, ha parlato anche della necessità di assicurare la massima trasparenza e i maggiori controlli e inoltre  la massima diffusione, coinvolgendo non solo gli abruzzesi, ma tutta la comunità italiana e anche la società argentina.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;A fare gli onori di casa Daniel Santeusanio, figlio di abruzzesi, già presidente del Club Italiano di Escobar, una cittadina a nord della Capitale, nella quale risiede una numerosa comunità abruzzese. La riunione si è svolta nell’accogliente e centralissimo salone e ristorante “Die Angel”, di fronte alla piazza centrale di Escobar, che Santeusanio ha gentilmente messo a disposizione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Presenti inoltre i giovani Gabriella Migliazzo e Gabriel Ciccione, i quali hanno avanzato varie proposte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In questo ore l’on. Angeli è a contatto con funzionari della Regione Abruzzo per identificare e definire dove e per quale ente pubblico saranno destinati i fondi che si stanno raccogliendo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-7926069515341353208?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/7926069515341353208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/7926069515341353208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2009/04/uniti-per-labruzzo-un-invito-tutta-la.html' title='“Uniti per l’Abruzzo”: un invito a tutta la collettività a collaborare per aiutare'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-7447384602536097378</id><published>2009-04-13T14:48:00.000-03:00</published><updated>2009-04-13T14:50:04.140-03:00</updated><title type='text'>GLI ABRUZZESI IN ARGENTINA SI MOBILITANO PER AIUTARE</title><content type='html'>GLI ABRUZZESI IN ARGENTINA SI MOBILITANO PER AIUTARE. COSTITUITO IL COMITATO UNITI PER L´ABRUZZO, SARA´ PRESIEDUTO DALL´ON. GIUSEPPE ANGELI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commossi per la tragedia che ha colpito la loro terra, un gruppo di esponenti della comunità abruzzese dell´Argentina, convocati dall´on. Giuseppe Angeli, deputato al Parlamento italiano, nato a Orsogna e residente a Rosario, si è riunito a Escobar, vicino a Buenos Aires ed ha costituito un Comitato per promuovere e coordinare iniziative, per raccogliere fondi da essere donati per contribuire alla ricostruzione di un edificio pubblico (scuola, ente culturale, ospedale, ecc) nella città de L´Aquila o in uno dei comuni colpiti dal terremoto. A tale riguardo, nei prossimi giorni l´on. Angeli accorderà con le autorità regionali la metodologia nonché i controlli per l´applicazione dei fondi ricavati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il "Comitato Uniti per l´Abruzzo", sorge in risposta alle numerose iniziative e offerte di aiuto, espressioni di solidarietà  e iniziative di collaborazione, avanzate sia dagli abruzzesi che da esponenti di altre comunità regionali ed enti della comunità italiana in Argentina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interpretando i sentimenti dei correginali e di tutti gli italiani residenti in Argentina, il "Comitato Uniti per l´Abruzzo", si rivolge agli enti di rappresentanza, alla struttura associativa e ai singoli connazionali, sia in Argentina che nelle altre comunità dell´America Meridionale, invitandoli a partecipare - solidali e generosi  - alle varie iniziative che saranno annunciate nei prossimi giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il "Comitato Uniti per l´Abruzzo", che presieduto dall´on. Giuseppe Angeli, avrà sede presso l´Associazione  Famiglia Abruzzese di Rosario in via Santiago 1334, (2000) Rosario, Argentina, telefono (+54 341) 4488578, e-mail: abruzzesarosario@hotmail.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Provvisoriamente la raccolta di fondi sarà fatta attraverso il conto speciale, aperto dalla stessa Famiglia Abruzzese di Rosario presso il Banco Bisel Macro &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nº 479609452691295 CBU 3880796140094526912958&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del "Comitato Uniti per l´Abruzzo", presieduto dall´on. Angeli, fanno parte il presidente della Famiglia Abruzzese di Rosario Domenico Lalla; il vicepresidente dello stesso sodalizio Marcelo Castello (consigliere del Comites di Rosario); il presidente del Centro Abruzzese Marplatense dott. Rubén Pilli (consiglire del Comites di Mar del Plata); il presidente del Centro Abruzzese di Buenos Aires Walter Ciccione; gli imprenditori avv. Domenico Di Tullio e Daniele Santeusanio; il prof. Franco Del Casale, medico psichiatra e docente universitario; Marco Basti, direttore della Tribuna Italiana di Buenos Aires; la dott.ssa Gabriella Migliazzo e Gabriel Ciccione responsabile del gruppo Giovani del CABA.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-7447384602536097378?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/7447384602536097378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/7447384602536097378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2009/04/gli-abruzzesi-in-argentina-si.html' title='GLI ABRUZZESI IN ARGENTINA SI MOBILITANO PER AIUTARE'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-5175356531693233313</id><published>2009-04-07T14:29:00.000-03:00</published><updated>2009-04-07T15:22:14.128-03:00</updated><title type='text'>L’Abruzzo ferito: la notte, l'università, il carcere in difficoltà, le ricerche</title><content type='html'>TUTTO IL MONDO SI COMMUOVE PER L’ABRUZZO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’AQUILA. Il mondo si commuove davanti alla tragedia che ha colpito l'Italia, davanti ai morti e alle distruzioni del terremoto. &lt;br /&gt;E le Nazioni Unite si stringono attorno a chi ha perso tutto, dedicando un minuto di silenzio alle vittime. &lt;br /&gt;Solidarietà e offerte di aiuto sono arrivate da tutto il mondo: dall'America alla Russia, dalla Francia alla Germania, dalla Serbia all'Egitto. &lt;br /&gt;L'Onu e l'Unione europea si sono messe subito a disposizione. Una solidarietà mondiale che ha colpito e "confortato" anche il presidente della repubblica Giorgio Napolitano. &lt;br /&gt;Le condoglianze degli Stati Uniti sono arrivate da Ankara, dove il presidente Barack Obama si trova in missione. Aprendo la conferenza stampa congiunta con il presidente della Turchia Abdullah Gul, Obama ha ricordato il terremoto, inviando all'Italia le condoglianze a nome dei due paesi. &lt;br /&gt;E l'America ha anche messo a disposizione dell'Italia 50 mila dollari. &lt;br /&gt;Il segretario generale dell' Onu Ban Ki-moon si è detto «rattristato» ed ha assicurato che l'organizzazione si è messa a disposizione delle autorità italiane. &lt;br /&gt;L'Unione Europea ha immediatamente dato la disponibilità a fornire aiuti e dall'Italia è infatti arrivata la richiesta di accesso al fondo europeo di solidarietà per le catastrofi naturali. Messaggi di solidarietà sono giunti dal presidente della commissione Jose Manuel Barroso, dal presidente dell' europarlamento Hans-Gert Poettering e dall'alto rappresentante per la politica estera Javier Solana. &lt;br /&gt;Dalla Francia è arrivata la solidarietà del presidente Nicolas Sarkozy, oltre alla disponibilità, espressa dai ministri degli esteri Bernard Kouchner e dell'interno Michele Alliot-Marie, a fornire tutto l'aiuto che si riterrà necessario: 100 pompieri sarebbero già pronti a partire. Anche il Belgio, come ha assicurato il vicepremier e ministro degli Esteri, Karel De Gucht, è pronto ad inviare aiuti, così come la Spagna che ha messo a disposizione squadre di soccorso e cani per la ricerca di persone rimaste sotto le macerie. &lt;br /&gt;E per esprimere il cordoglio degli spagnoli, il re Juan Carlos ha contattato personalmente Napolitano. &lt;br /&gt;La Russia è invece pronta a mandare i suoi specialisti per assistere l'Italia. Da Mosca sono arrivati al presidente Giorgio Napolitano e al premier Silvio Berlusconi i messaggi di condoglianze del presidente Dmitri Medvedev e del premier Vladimir Putin e un minuto di silenzio è stato osservato al museo Pushkin. Anche il premier Benyamin Netanyahu, che ha espresso le sue condoglianze a Berlusconi, ha assicurato che Israele è pronto ad inviare aiuti, se sarà necessario. &lt;br /&gt;Messaggi di vicinanza e condoglianze sono giunti anche dalla Polonia che «si unisce -ha detto il premier Donald Tusk- al dolore delle famiglie delle vittime».&lt;br /&gt;Dalla Serbia, con il presidente Boris Tadic, dal Kosovo con i telegrammi del presidente e del premier Fatmir Sejdiu e Hashim Thaci, dall'Albania, dove il governo guidato da Sali Berisha ha offerto un sostegno finanziario di 50mila euro per gli sfollati; dalla Romania, con messaggi del premier Emil Boc e del ministro degli esteri Cristian Diaconescu. Anche da Cipro e Malta sono giunte lettere di condoglianze. E poi ancora condoglianze sono giunte dal presidente dell'Egitto Hosni Mubarak e da quello dell'Afghanistan Hamid Karzai. Dal Libano, dove la cittadina di Baalbek, gemellata con L'Aquila, che si è detta pronta ad aiutare «in ogni modo possibile».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA COMUNITA’ ABRUZZESE IN ARGENTINA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La comunità abruzzese in Argentina e quelle delle altre regioni italiane hanno seguito per tutta la giornata le tragiche notizie del terremoto di stamani in Abruzzo alla radio e alla televisione e sui siti on line. «Siamo sgomenti» ha detto Walter Ciccione, presidente del Centro Abruzzese di Buenos Aires, precisando che oggi i dirigenti dell'associazione si riuniranno per prendere delle iniziative «per esprimere una sentita adesione al dolore e allo sconforto dei nostri corregionali». &lt;br /&gt;Molti abruzzesi hanno cercato di contattare telefonicamente i loro parenti delle zone colpite dal sisma ma, non riuscendoci, in preda all'apprensione, hanno chiesto ad esponenti dei media della comunità «l'elenco delle vittime». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.primadanoi.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-5175356531693233313?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/5175356531693233313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/5175356531693233313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2009/04/labruzzo-ferito-la-notte-luniversita-il.html' title='L’Abruzzo ferito: la notte, l&apos;università, il carcere in difficoltà, le ricerche'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-4285690545684104859</id><published>2008-12-02T13:59:00.000-02:00</published><updated>2009-04-07T14:22:27.400-03:00</updated><title type='text'>Celebraciones sicialianas y calabresas: Noviembre, mes de dos Semanas</title><content type='html'>Acaba de finalizar un mes aciago que en el contexto de una economía global con una sociedad que se debate entre la crisis financiera, recesión y desocupación, algunos expertos califican a noviembre como uno de los peores en la historia contemporánea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una visión mas alentadora sobre la realidad que sustenta "la teoría de la compensación", ley natural que tiende a balancear, ante un hecho negativo corresponde otro positivo y de esta manera teoriza que entre los nubarrones de tormenta que nos amenazan, avizora un rayito de sol que simboliza la esperanza y el convencimiento que algunos sueños pueden convertirse en realidad corporizada en este caso por Barack Obama cuyo triunfo como candidato a presidente de los Estados Unidos, en el mes de noviembre, abre un nuevo y trascendente capítulo en la historia de nuestro planeta donde pareciera que soñar con un mundo mejor, socialmente más equitativo no supone en definitiva tratarse de una simple utopía. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mientras estos acontecimientos buscan su destino, en la ciudad de Buenos Aires agobiada por una sofocante primavera, en el ámbito de la comunidad italiana y al margen de la premisa de austeridad imperante, el mes de Noviembre también nos ha reservado sorpresas de distinta índoles. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entre ellas el preciado obsequio de parte de dos de las comunidades regionales entre las más numerosas en el país, la calabresa y la siciliana. Hecho que, de alguna manera nos permitió una tregua en nuestro diario trajín convirtiéndolo en un tiempo placentero para gratificar el espíritu y llenar algunos vacíos que la nostalgia nos produce. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quienes habitamos la ciudad de Buenos Aires y alrededores tuvimos el privilegio de asistir y disfrutar de un nutrido programa de actividades que con una secuencia cronológica comenzó el día 11 para concluir el 23 de Noviembre. En ese ínterin cada una de las comunidades desarrollaron su repertorio con eventos para todos los gustos y si bien prevalecieron los acentos regionales, las manifestaciones artísticas fueron apreciados por toda la comunidad italiana en general. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LOS PROGRAMAS &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;El inicio de la ronda de festejos estuvo a cargo de los sicilianos que transitan su 5ª edición de la Settimana. La organización del evento estuvo a cargo de manera conjunta entre la Región y FESISUR (Federación Entidades Sicilianas Sur de Argentina) cuyo hiperactivo presidente Carmelo Pintabona a todas luces desempeñó el rol de protagonista casi excluyente con una programación que comprendió una variada gama de actividades, desde funciones de teatro en sus distintos géneros, homenaje al 50º aniversario de la publicación del "Gattopardo", proyección de películas y conciertos de piano entre otros. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Por la parte calabresa y continuando una añeja tradición el evento fue organizado por la Asociación Calabresa Mutual y Cultural de Buenos Aires, pionera en esta clase de festejos transitando por su 53ª Settimana, entidad presidida por otra figura con un perfil de marcado protagonismo, la multifacética Irma Rizzuti, quien con su equipo de colaboradores elaboraron un programa sumamente variado y generoso con exposiciones fotográficas y pictóricas, concursos literarios, presentación de libros, muestras de distinta índole, teatro, proyecciones turísticas y culturales designación de la mujer calabresa del año e inclusive con un vino de honor para agasajar a los presidentes de las distintas asociaciones hermanas. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En su fase conclusiva, "el fin de fiesta" de la Settimana, ambas instituciones lo presentaron en sociedad en el tradicional teatro Coliseo los domingos 16 y 23 de noviembre respectivamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En nuestra función periodística que acompañamos las distintas actividades de la comunidad italo- argentina y en algunos casos intentamos descifrar códigos y gestos de orden político, la sustancia para la observación y el comentario, sin lugar a dudas la encontramos en el teatro Coliseo, crónica que respetando cierto orden cronológico, trataremos de compartir con nuestros lectores. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA CONVOCATORIA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sin lugar a dudas ambos eventos contaron con un aceptable respuesta, si bien a la hora de balances y comparaciones seguramente antipáticas, señalamos que los calabreses fueron mayoría tal vez en concordancia con las estadísticas que los ubica entre las comunidad regionales colo la más numerosa en el país. Por otra parte la Asociación es pionera en organizar esta clase de festejos y en su haber contabiliza un enorme caudal de experiencia. Sin embargo la amplia respuesta de su público adquiere mayor relevancia si consideramos que mientras los sicilianos optaron por el ingreso gratuito, los recursos corrieron por cuenta de la Región, los calabreses fijaron un valor para la entrada, motivado tal vez por un tema recurrente en el discurso de los funcionarios regionales, la crisis económica que atraviesa la Calabria. Un ingreso con cargo que tuvo valores agregados como por ejemplo el obsequio de una excelente revista editada por la Asociación, el sorteo gratuito entre el publico de un pasaje a Calabria y otro para la calabrisella que se consagrara Reina della Settimana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PROTOCOLO Y SALUDOS &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Es sabido que el protocolo en los eventos se ha convertido en una suerte de ritual donde, al margen de las autoridades diplomáticas y los titulares de los entes organizativos, para el invitado de turno subir al escenario, representa la concreción de un anhelo íntimo que por un instante lo posiciona en protagonista de la velada. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En el caso de las dos comunidades regionales resultó notable la diferencia de estilo de discurso que se pronunciaron en ambas presentaciones. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Por el lado siciliano se evidenció una notable impronta política en los mensajes, tanto en el caso de Carmelo Pintabona, que además es vicepresidente segundo del partido del Popolo della Liberta (PDL) en Sudamérica, liderado por el Senador Esteban Caselli quien desde Roma brindó su saludo con un tono marcadamente político-partidista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En cuanto a la presencia de autoridades diplomáticas, en representación del Embajador de Italia la joven funcionaria Stefania Costanza, mientras que el Cónsul general Giancarlo Curcio en su saludo tuvo palabras de elogio para los organizadores, conceptos parecidos a los expresados por la Presidente del Comites de Buenos Aires Graciela Laino. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En el caso de los calabreses, luego del emotivo saludo de la Presidente Irma Rizzuti, fue notable el grado de asepsia política evidenciado inclusive en la lectura de la adhesión del On. Ricardo Merlo, citándose su firma como Vicepresidente de la Comisión Interparlamentaria Italiana, omitiendo que es el titular del MAIE, (Movimento Associativo Italiani all'Estero). Se dio lectura de la adhesión del Jefe de Gobierno Mauricio Macri y se aplaudió calurosamente la presencia y el saludo del Secretario de Cultura y Turismo Hernán Lombardi. Cerraron la ronda de saludos el Dr.Franco Fiumara, presidente de la FACA (Federación de Asociaciones Calabresas en Argentina) y Graciela Laino como presidente del Comites &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parte de los asistentes, en particular dirigentes de asociaciones, experimentó cierta sorpresa la ausencias en el evento calabrese de representantes diplomáticos, más aún en el caso del Cónsul Giancarlo Curcio cuyo saludo estaba anunciado en el programa correspondiente. Un caso similar ocurrió con el Vice Presidente de la Consulta Regional José Tucci, ubicado en la primera fila de la platea quien pese a figurar oficialmente en el programa no fue invitado al escenario en el momento correspondiente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA FRATELLANZA SICULO-CALABRESE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esta promocionada unión entre ambas comunidades con la supuesta intención de establecer en la sociedad que "el sur también existe" desde el punto de vista de lo observado en el Coliseo, evidencia algunas contradicciones. Por parte de los sicilianos y en particular del Presidente Pintabona se observa una marcado entusiasmo por la iniciativa, plasmado por ejemplo, en el cálido homenaje rendido en el teatro a dos referentes de la comunidad calabresa como Ricardo Laino y Atilio Laise. Por parte de los calabreses en cambio, no hubo "devolución de gentilezas" por cuanto al margen de la ausencia de Pintabona y otros exponentes de FESISUR, la eventual presencia de otros dirigentes sicilianos fue prácticamente ignorada por el protocolo. Aunque quizás la razón haya que buscarla en el hecho de que el acuerdo entre las dos comunidades es fogoneado por las dos federaciones, mientras que la fiesta calabresa fue organizada por la Asociación. Igual pareció raro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;EL FESTIVAL ARTISTICO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Para un análisis más resumido de ambas jornadas en el teatro Coliseo, separamos el evento en dos partes, por un lado el otorgamiento de reconocimientos a distintas personalidades y por el otro el Festival Artístico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En el primero de los casos es de destacar que los sicilianos se prodigaron en concretar la asistencia de destacadas personalidades en distintas disciplinas y sin lugar a dudas obtuvieron excelentes resultados, tanto en el homenaje a notables figuras del FEambiente artístico local, de origen siciliano, caso Juan Carlos Calabró, Leonor Benedetto y Jorge Marrale, como por la entrega delle insegne di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana entregadas por el Cónsul general Curcio al Dr. Emilio Noseda, como así también el emotivo tributo al fundador de la TRIBUNA ITALIANA, el recientemente fallecido Dr.Mario Basti en las personas de sus hijos Marco y Carlo Basti. Los calabreses evidenciaron cierta austeridad en este aspecto, limitándose a premiar como "joven del año" a la escritora Daniela Belén Laruffa, autora del libro "Ayres de Calabria", nominar al ganador del primer concurso literario "Mi familia Calabrese" y las conclusiones del 1º Encuentro Nacional de Nuevas Generaciones de Argentino de Origen Calabrés. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En cuanto al espectáculo como síntesis cabe citar aquella locución latina "Nil novi sub sole", es decir, nada nuevo bajo el sol o más precisamente sobre el escenario. Pese a los esfuerzos, sacrificios y el tiempo que sabemos que se le brinda a la organización de estos eventos en su aspecto artístico- musical, salvo contadas excepciones, debemos señalar que en ambos casos se recurrió a la fórmula conocida, que consiste en un desfile de distintos intérpretes en su mayoría locales y algunos enviados por las regiones respectivas. Espectáculo digno que en general satisface a la gran mayoría del público que asiste a este tipo de evento. Tal vez sería el momento de innovar parte del repertorio para ofrecer algo distinto, novedoso. Sin lugar a dudas ha sido una ocasión desaprovechada el no utilizar la presencia de tres figuras artísticas del nivel de los mencionados Calabró, Benedetto y Marrale para integrarlos, por ejemplo, en la creación de algo distinto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A manera de cierre señalamos una simple reflexión manifestada a este cronista por un circunstancial compañero de butaca "observe la paradoja de conceptos, mientras el Senador desde Roma pretende establecer antinomias al mencionar enemigos de izquierda y derecha, el legado del Dr. Mario Basti nos habla "di impegnarsi per l'unione della collettivita, nella quale possono esserci divergenze, punti di vista anche contrastanti, ma non ci devono essere nemici".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-4285690545684104859?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/4285690545684104859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/4285690545684104859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2008/12/celebraciones-sicialianas-y-calabresas.html' title='Celebraciones sicialianas y calabresas: Noviembre, mes de dos Semanas'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-9029200986944759503</id><published>2008-11-25T14:23:00.000-02:00</published><updated>2009-04-07T14:26:49.437-03:00</updated><title type='text'>Totòtruffa a Buenos Aires?</title><content type='html'>IL MONUMENTO A CRISTOFORO COLOMBO: L’ESPROPRIAZIONE  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.tribunaitaliana.com/files/colombo250x241.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il monumento opera dello scultore Arnaldo Zocchi, donato dalla collettività italiana, è diventato, nei fatti, parte dei giardini della Casa Rosada. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’humour in tempi di crisi. Una festa italiana diventata festa dei “fratelli” spagnoli. Nei tempi che corrono, problematici e conflittuali, colpiti dall’insicurezza, dal riscaldamento globale, dall’inquinamento, dallo tsunami finanziario, dalla recessione la cui origine con una certa leggerezza attribuiamo “agli altri”, succede di incontrare, durante la giornata, gente dalla faccia scura, dai gesti rigidi che, forse, ci restituiscono l’espressione del nostro stesso volto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a un panorama così ombroso, ci viene la voglia di unirci a quanti affermano che “l’humour è il sale del mondo”, che oltre ad essere salutare, aiuta ad affrontare i problemi con spirito e atteggiamento positivi. Mark Twain trovò questa definizione: “Il genere umano ha una sola arma veramente efficace: la risata. Nel momento in cui scoppia una risata, ogni nostra durezza crolla, ogni nostra irritabilità e i nostri risentimenti spariscono e uno spirito solare occupa il suo posto”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Applicare questa filosofia di vita non è semplice in genere e meno ancora nella nostra condizione di italiani all’estero, ipersensibili a tutto quanto arriva dalla nostra terra d’origine che, oltre a ignorarci e sottostimarci, ultimamente confina, con atteggiamenti di indifferenza sociale tramite i tagli nella Finanziaria, che colpiscono particolarmente i nostri connazionali più esposti agli effetti della crisi economica e sociale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se questo non fosse sufficiente, aggiungiamo il fatto che in Argentina e a Buenos Aires in particolar modo, riceviamo un altro colpo alla nostra autostima che, oltre a irritarci, ci provoca una confusione di sentimenti, tra l’amarezza, la rabbia e l’impotenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ESPROPRIAZIONE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In base a chissà quale strana elucubrazione burocratica, difficile da capire e da spiegare, lo Stato argentino ha deciso di espropriare, nei fatti, il monumento a Cristoforo Colombo, per annetterlo alla Casa Rosada, sede del governo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cioè, si è appropriato di un bene che appartiene a due proprietari: in quanto all’aspetto materiale e legale, alla Città Autonoma di Buenos Aires e nell’aspetto morale all’intera collettività italiana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ricordava un servizio del quotidiano “La Nación” dal titolo “La plaza y sus rejas” del 28-4- 2007, la città ha speso oltre 11 milioni di pesos (circa 2,6 milioni di euro) per restaurare e migliorare la Piazza Colón, una spesa che la fa diventare la più cara della città. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il monumento a Colombo, uno dei simboli emblematici della nostra comunità, si trova attualmente circondato da cancellate di protezione. La statua del grande navi gatore, si può solo vedere alla distanza dietro alle sbarre che circondano la piazza, senza poter accedervi, situazione che ha provocato al cronista un tremendo impatto emozionale, lo strano sentimento di chi è stato privato di qualcosa di sua proprietà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa specie di appropriazione indebita ci induce, tra l’altro, a due riflessioni: la prima, con un interrogativo: E mai possibile che di fronte ad un fatto così poco normale non ci siano state reazioni da parte dei nostri rappresentanti di ogni tipo? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda, con una certa dose di frivolità, a ricorrere a quel sense of humour di cui parlavamo prima, e di fronte ai fatti, certo insoliti, ci viene in mente di legarli a quei magnifici film che godevamo negli anni ‘50 e ‘60, della Commedia all’italiana, in questo caso, “made in Argentina”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA FAVOLA DI UN GESTO DI GRATITUDINE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di accomodarci nella poltrona del “cinema fantasia”, racconteremo una breve storia che, come quelle della nostra infanzia comincia con: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“C’era una volta ...in un lontano paese fra gli Ande e il Plata, una comunità italiana laboriosa, unita, generosa, che in un gesto di gratitudine verso il popolo che l’aveva accolta, in occasione delle celebrazioni del Centenario della Rivoluzione di Maggio 1810, inizio dell’emancipazione argentina, con una raccolta popolare di fondi, decise di regalare alla Città di Buenos Aires un monumento a Cristoforo Colombo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’opera fu commissionata allo scultore fiorentino Arnoldo Zocchi, che creò un gruppo scultoreo coronato con l’immagine del navigatore genovese di 6,25 metri di altezza e ai cui piedi ci sono le allegorie della Civiltà, delle Scienze, del Genio, dell’Oceano, della Fede e del Nuovo Continente trionfale. 40 tonnellate di marmo di Carrara, portati disarmati dall’Italia dallo stesso autore dell’opera. Il monumento trovò sistemazione nella piazza dedicata a Colombo, dietro alla Casa Rosada e alla famosa Plaza de Mayo. La prima pietra fu collocata il 24 maggio 1910 e l’opera completa fu inaugurata nel 1921. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SPAGNOLI E ITALIANI: IL PARADOSSO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diventato il luogo di ritrovo della comunità italiana per rendere omaggio al Grande Navigatore genovese, col passare del tempo - “il perché non lo so” - calò l’interesse della comunità italiana per la celebrazione della Scoperta dell’America, cedendo spazio ai “fratelli” spagnoli, i quali alla fine celebrano il 12 Ottobre come festa propria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre negli Stati Uniti il “Columbus Day è l’evento più importante dell’anno per la comunità italo-americana, “il giorno dell’orgoglio italiano” che tra le altre manifestazioni fin dal 1929 comprende una moltitudinaria sfilata per la Fifth Avenue, in Argentina paese dove risiede la prima o seconda comunità più numerosa al mondo, la commemorazione è diventata “Día de la Hispanidad”!!! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMMEDIA ALL’ITALIANA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è meglio rilassarci, far volare la nostra fantasia per condividere questa specie di revival cinematografica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricorderete “Totòtruffa, 62” nel quale “il Cav. Uff. Trevi”, in arte Totò, vende la famosa Fontana ad un turista italo-americano, tale Deciso Caciocavallo. Concluso il “bisnis” pensiamo per un attimo ad un personaggio stabilitosi a Buenos Aires, il Cav. Uff. Totus Columbus, il quale cerca di convincere il Juan Quesocaballo Rodríguez locale, che i giardini della Casa Rosada, guadagnerebbero in prestigio con un ornamento della portata del monumento a Colombo. Non riesce però a convincere il Juan Quesocaballo Rodríguez locale, a pagare, il quale preferisce una soluzione più rapida ed economica: l’espropriazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal momento di quell’atto di furbizia autoctona, scopriamo che per depositare la solita corona di fiori, aogni 12 ottobre nche se non è stato ancora fissato il prezzo del biglietto d’ingresso, bisogna richiedere il rispettivo permesso, che per ragioni diverse e sempre creative, viene denegato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2006, a causa di certa confusione, la pratica derivò in una scena degna di uno degli episodi di “Un giorno in pretura” (1954), quando nel momento di deporre la corona di fiori, si è presentata la polizia, per impedire a manifestazione e “invitare” i responsabili ad “accompagnarli”, nella Casa Rosada, per spiegare di cosa si trattava la manifestazione! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seguendo la stessa pratica, quest’anno l’autorizzazione è stata negata ancora, quando le autorità hanno spiegato che il luogo doveva essere utilizzato per dei restauri di un importante opera del famoso Sequeiros, per cui l’omaggio a Colombo è stato fatto in un altro posto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è da augurarsi che le autorità competenti si decidano ad intervenire seriamente, prima che un gruppo di fantasiosi decida di utilizzare appieno una forma di protesta molto corrente attualmente: allestire una tenda in mezzo alla Plaza de Mayo con davanti un grande striscione: “Ridateci Colombo!” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri, più intrepidi, elaborano un piano che, se diventasse realtà, riuscirebbe a sensibilizzare la stampa italiana sulla nostra comunità, anche se non altro per titolare: “Audace colpo dei soliti ignoti” (1959). “A Buenos Aires - si leggerebbe - un gruppo di temerari emulando Gassman, Mastroianni e compagnia, ricuperano il monumento a Colombo. L’unica pista delle autorità sugli eventuali autori di questa “appropriazione indebita” sono i resti di spaghetti e tortellini, ritrovati sul posto dove si ergeva la gloriosa statua”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Felici coloro che sanno ridere di sè stessi, perché non finiranno mai di divertirsi” (Tommaso Moro, 1478 - 1535)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-9029200986944759503?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/9029200986944759503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/9029200986944759503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2008/11/tototruffa-buenos-aires.html' title='Totòtruffa a Buenos Aires?'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-175156276924810979</id><published>2008-10-28T20:39:00.002-02:00</published><updated>2008-10-29T14:12:39.501-02:00</updated><title type='text'>Mio fratello in Italia, è figlio unico?</title><content type='html'>Molti di noi italiani che viviamo all'estero e proviamo ancora un profondo affetto per la terra che ci ha visto nascere, per i suoi valori e tradizioni, specialmente quelli che riguardano la famiglia, abbiamo incorporato ai nostri intimi sentimenti e perfino nel parlare di ogni giorno, una specie di lingua in codice per far riferimento al nostro Paese d'origine, usando una immagine di famiglia, nella quale la nostra madre è l'Italia, gli italiani residenti nel Bel Paese sono i nostri fratelli e sorelle e riservando u ruolo particolare, quello della moglie, alla terra che abbiamo scelto come seconda patria, l'Argentina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ieri, piccola storia di emigrante &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Col passare degli anni ci siamo integrati al paese che ci ha offerto le condizioni per farlo. In fondo ai nostri cuori però, conserviamo la nostra condizione di emigrati, coloro che costituiamo l'ultima ondata del dopoguerra. Nella nostra memoria conserviamo come un tesoro una feconda storia di vita, segni indelebili del gruppo di connazionali coi quali abbiamo condiviso la traversata oceanica verso il "Novomondo", gruppo eterogeneo di sopravvissuti di una guerra lacerante, di sognatori, di disperati, di illusi, di pionieri, di frustrati e di bambini, come nel mio caso, con gli sguardi colmi di fantasie, condividendo in solitudine, ansie, sogni e premature nostalgie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto è stato scritto, dibattuto e persino rimproverato da parte di un grande settore di italiani, sulle ragioni che indussero i nostri padri ad avviarsi verso questo moderno esodo, una decisione intima, personale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco Basti nel suo fondo dell'altra settimana "Da De Gasperi a Berlusconi" forse ci offriva un argomento valido quando, tra l'altro scriveva: "…alle parole di Alcide De Gasperi, rivolte ai milioni di italiani che nell'ultimo dopoguerra erano invitati a lasciare il paese per cercare altrove, pane, lavoro e un futuro che, l'Italia non poteva assicurare a tutti i suoi figli. Emigrate, un giorno l'Italia vi sarà grata". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La madre Patria adempì la promessa e durante anni è stata generosa coi suoi figli sparsi per il mondo, ha riconosciuto la valorosa decisione e i sacrifici e prese coscienza che le miliardarie rimesse degli emigrati alle loro famiglie contribuirono a far sì che l'Italia superasse la crisi del dopoguerra e facesse il miracolo economico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Oggi, crisi e conseguenze&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Il terremoto finanziario ed economico che sconvolge il mondo senza risparmiare paesi o classi sociali, con la crisi che suona alle porte, genera preoccupazione in ogni ambito e, naturalmente, anche la comunità italiana subisce gli attacchi su due fronti: su quello argentino e nei rapporti con il governo italiano, che ha assunto un atteggiamento drastico ed è passato da un rapporto armonico con le comunità italiane all'estero ad uno stato di alta tensione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo del premier Berlusconi sembra sull'orlo di un attacco di panico e tramite i "ministri della paura" ha preso la falce e cieco e sordo, senza anestesia, è partito all'assalto tagliando tutto quanto, nella sua ottica, è superfluo. Il cataclisma ha reso al suolo tutte le nostre deboli attese e i fondi per gli italiani all'estero, previsti nella Finanziaria 2009, sono stati drasticamente ridotti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un castigo che ci colpisce moralmente e materialmente, specialmente la comunità italiana in Argentina, dove le successive crisi hanno reso deboli coloro che subiscono di più questa politica, il settore più debole della società, gli anziani poveri nati in Italia, che vedono a rischio il sacrosanto diritto all'assistenza sanitaria, anche se va ricordato che grazie al contratto firmato l'anno scorso con la Swiss Medical, gli oltre ottomila assistiti con tale contratto, sono coperti fino alla fine dell'anno venturo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sedotti e abbandonati &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non siamo estranei alla dura realtà economica, ma non riusciamo a nascondere un sentimento di frustrazione verso le autorità italiane per l'insensibilità, il menefreghismo e persino la miopia politica verso l'altra Italia nella quale milioni di concittadini hanno saputo conquistarsi ammirazione e rispetto grazie alla loro creatività e laboriosità ed hanno un ruolo determinante nel portare in alto l'immagine dell'Italia in ogni aspetto, il che si traduce per il Bel Paese non solo in soddisfazioni morali, ma anche in concreti risultati economici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo imputa come spesa inutile l'assegnazione di fondi per le comunità all'estero, strano atteggiamento di transitare in senso contrario ad altre potenze europee come Francia o Spagna, che considerano i fondi per le loro comunità all'estero un investimento produttivo e una risorsa strategica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre non va dimenticata la lettera che ha inviato "agli italiani all'estero", l'allora candidato a premier Berlusconi, durante l'ultima campagna elettorale, nella quale manifestava tra l'altro: "…vi sosterremo con sempre maggiore impegno e cercheremo di intensificare il vostro legame con la madrepatria affinché siate fieri della vostra italianità". Di fronte alla realtà e in preda al sentimento di sentirci "sedotti e abbandonati", l'atteggiamento di indifferenza nei nostri riguardi ci genera certa confusione di sentimenti e la sensazione che i "fratelli d'Italia" sono figli unici e noi, gli stranieri, non siamo considerati nemmeno "cugini di campagna", relegati a una categoria che il rispetto per il lettore mi esime dal qualificare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vista la situazione, vale la pena di chiederci se i nostri appelli a sentimenti genuini come solidarietà, giustizia, diritto, gratitudine, avranno l'effetto che cerchiamo o se dall'altra parte dell'oceano pensano solo a quella battuta resa popolare da Bill Clinton: "E' l'economia, stupido". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Proteste e proposte &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a questo stato di cose, i nostri rappresentanti: parlamentari, Comites, Cgie, fanno riunioni e comunicati riaffermando i nostri diritti e, per sensibilizzare il governo perché riveda i tagli, propongono atteggiamenti piu duri, come mobilitare le comunità in manifestazioni pubbliche che, per adesso, rimangono nella carta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso di quanti siamo residenti in Argentina, che attraversiamo problematiche diverse da quelle di altri paesi come gli Stati Uniti, l'Australia o i paesi europei, manteniamo lo stesso atteggiamento, sapendo che di fronte alla crisi che stiamo attraversando, non esistono per adesso nè personaggi illuminati nè formule magiche per superarla facilmente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le grandi e le piccole potenze mondiali, vista la situazione generale di emergenza, stanno offrendoci però un esempio: i summit, le riunioni al vertice per dibattere e cercare soluzioni e alternative alla situazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fatte salve le distanze, sarebbe opportuno a livello locale di promuovere una specie di "Cumbre de Buenos Aires" che non si limiti ai quattro parlamentari italiani residenti in Argentina - è inquietante che non si siano ancora riuniti - Comites e Cgie, ma che coinvolga anche altri settori rappresentativi della comunità italiana in Argentina, come la FEDITALIA, le varie federazioni, le Associazioni, i Patronati, i giovani che si stanno preparando per partecipare alla Conferenza Nazionale dei Giovani Italiani nel Mondo che si svolgerà a Roma nel mese di dicembre e sulla quale non sappiamo se nel suo programma è incluso il tema dei tagli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'obiettivo concreto di questo vertice sarebbe il dibattito sulla situazione per cercare una proposta da presentare di fronte alla crisi dei tagli che circostanzialmente ci mette contro il governo italiano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma visto che tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare e conoscendo il nostro modo di essere, non sarebbe semplice organizzare una manifestazione di questo tipo e il primo scoglio da superare, la prova del nove, sarebbe: chi dovrebbe convocarla? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un interrogativo che lasciamo aperto facendo appello al senso comune. Di fronte ad una situazione di cruda emergenza e visto che siamo una comunità organizzata, dovremmo affrontare la sfida e dare un esempio di civiltà e solidarietà. Pensare a progetti ampi che ci consentano di "vivir con lo nuestro", senza dover dipendere tanto dal governo italiano, per toglierci l'etichetta che ci hanno appiccicato di italiani dell'Argentina che viviamo dell'assistenzialismo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In uno stato di democrazia è legittimo e a volte anche necessario protestare, manifestare dissenso e in questo campo, la creatività locale con i "cacerolazos", i "piquetes" e persino il famoso "que se vayan todos" si è diffusa in tutto il mondo con il timbro "made in Argentina". Sappiamo però che proteste senza proposte difficilmente portano a buoni risultati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia insegna che prima o poi le crisi sono superate, ci assiste la speranza, e inoltre coviamo alcuni sogni, piccoli ma di grande importanza per noi: da una parte che sia chiaro che non vogliamo fare nostra la canzone: "non piangere per me ...Italia" e dall'altra che il governo di turno smentisca la sensazione che ha un figlio unico, ma milioni di figli, fratelli milioni in Italia e milioni sparsi per il mondo che meritano di essere trattati alla pari dalla madre patria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-175156276924810979?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/175156276924810979'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/175156276924810979'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2008/10/mio-fratello-in-italia-figlio-unico.html' title='Mio fratello in Italia, è figlio unico?'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-6675827366238702127</id><published>2008-10-21T20:53:00.003-02:00</published><updated>2008-10-29T14:36:11.839-02:00</updated><title type='text'>“RINASCITA 2010” iniziativa della comunità italiana per il Bicentenario dell’Argentina</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;em&gt;Il secondo centenario della “Revolución de Mayo” una grande occasione per la nostra comunità per far conoscere il determinante contributo dato dall’immigrazione italiana allo sviluppo materiale e spirituale dell’Argentina. Da costituire un Comitato Permanente. C’è già un gruppo di lavoro del quale fanno parte, tra gli altri, Walter Ciccione - ideatore del progetto – Domenico Di Tullio e Rocco Oppedisano. L’iniziativa è promossa da TRIBUNA ITALIANA e dall’Associazione Dante Alighieri di Buenos Aires.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In vista delle celebrazioni del 2010, anno in cui sarà commemorata la gesta della “Revolución de Mayo de 1810”, che segnò l’avvio dell’epopea dell’Argentina per ottenere la libertà e l’indipendenza dalla corona spagnola, in tanti settori, sia ufficiali che privati, si registra una inusitata attività nell'organizzazione della Festa Patria Argentina. Riteniamo che la nostra comunità organizzata, che in questo Paese può vantare l’origine italiana di circa la metà dei 40 milioni di abitanti, oltre a partecipare alle manifestazioni ufficiali, come gesto distintivo, dovrebbe generare un contributo speciale all’evento, attraverso una serie di iniziative che tra gli altri obiettivi, dovrebbero riscattare e mettere in evidenza l’apporto dell’immigrazione italiana nella conformazione del nuovo Paese, un fatto avallato da eventi storici che evidenziano che fin dagli albori dell’Argentina, la nostra immigrazione ha saputo dare l’impronta italiana al nuovo Paese. Infatti, una breve rassegna cronologica mette in evidenza che al di là del contributo dato dagli iberici prima e dopo l’Indipendenza, gli italiani e i loro discendenti sono stati protagonisti di importanti capitoli della Storia argentina fin dalla scoperta del continente. A cominciare dall’italiano Leonardo Gribeo, scudiere di Don Pedro de Mendoza, che nel 1536 fu il primo a toccare terra in quella che poi sarebbe diventata l’Argentina, il quale, tra l’altro, sarebbe stato il suggeritore del nome della città di Buenos Aires, come tributo alla Patrona dei marinai, Santa Maria della Bonaria, venerata a Cagliari fin dal XIV secolo. A partire da quell’episodio si sono succeduti tanti altri, come la partecipazione attiva di figli di italiani alla gesta della Rivoluzione di Maggio (Belgrano, Castelli, Berutti, Alberti, solo per citarne alcuni) e alle successive guerre dell’Indipendenza. O il ruolo preponderante che hanno avuto gli italiani nella colonizzazione dal territorio a cominciare da quello pampeano. Coltivarono la terra, come architetti del progresso costruirono strade, ferrovie, grandi opere pubbliche, palazzi simbolici, come quelli del “Congreso&lt;br /&gt;Nacional”, la “Casa Rosada”, il Teatro Colón e lo stesso “Cabildo”, che fu sede della “Revolución de Mayo”. Fondarono città e paesi e le prime industrie. Ersero monumenti, furono educatori, divulgarono le scienze, diffusero le arti, dalla musica alla pittura, dal teatro al cinema, dalla radio alla tv e perfino la musica popolare come il tango. Costituirono famiglie che dalla gestazione dell’iniziativa si sono integrate alla stessa, convocano tutte le istituzioni rappresentative della comunità italiana a partecipare al progetto, il cui primo passo sarà la costituzione di un Comitato Permanente, con una struttura operativa che avrà come compito l’elaborazione dei programmi e il coordinamento delle manifestazioni. Comitato Permanente che sarà sostenuto da un Comitato Assessore, costituito da personalità prestigiose di diversi settori, dell’Argentina, dell’Italia e della nostra comunità. “Un gruppo di notabili” che, al di là delle proprie iniziative, collaborino nella valutazione e approfondimenti di tutte quelle idee e suggerimenti che saranno proposte dalla comunità. Non si tratta certo di costituire una semplice commissione feste, ma di un ente che dovrà promuovere diverse iniziative per tutta la comunità. Ma sono previste inoltre l'organizzazione di manifestazioni artistiche e musicali, concorsi per creare un simbolo, l’icona che dovrebbe identificare l’italiano in Argentina, documentare attraverso libri, filmati, portali&lt;br /&gt;web ed altre forme di testimonianza, la nostra storia in Argentina, così come l’omaggio, la riconoscenza in vita a personalità che nei diversi campi di attività hanno onorato le loro radici italiane. Siamo consapevoli che "RINASCITA 2010" risponde ad una ambiziosa iniziativa che ci impegna come comunità organizzata e che la sua concretizzazione dipenderà esclusivamente dalla risposta e dal sostegno che tutta la comunità saprà dare al progetto. Il Bicentenario infatti, è un’occasione imperdibile che non dobbiamo sprecare riducendolo alla semplice commemorazione festiva. Sarebbe come dilapidare un’altra occasione nella storia della nostra comunità. Hanno dato al Paese figli e nipoti illustri: presidenti, scienziati, magistrati, legislatori, ecc. Un elenco interminabile di personalità notevoli e trascendentali. Le celebrazioni del Bicentenario ci offrono una opportunità storica che non dovremmo far cadere, per rendere il nostro dovuto omaggio e sottolineare due obiettivi rilevanti. Il primo promuovere un gesto di gratitudine verso il Paese che in modo generoso ci ha aperto le braccia, offrendoci la possibilità di costruirci un futuro, concretare i sogni e plasmare opere mediante la creatività e la laboriosità che ci sono caratteristiche. L’altro, risaltare per la memoria collettiva della società il ruolo preponderante che ha avuto l’immigrazione nello sviluppo materiale e spirituale dell’Argentina, perfino della sua formazione come società. Si tratta di una realtà che, purtroppo, è sconosciuta a molti nella sua reale dimensione o, quel che è peggio, alcuni la conoscono in forma distorta.&lt;br /&gt;In questo quadro di situazione, un gruppo di connazionali si è impegnato nell’elaborazione di un progetto, che in principio hanno denominato “RINASCITA 2010” per promuovere questa iniziativa.&lt;br /&gt;Nella fase iniziale il gruppo di lavoro è costituito dal giornalista Walter Ciccione, abituale collaboratore della TRIBUNA ITALIANA ed entusiasta promotore dell’iniziativa; dall’imprenditore Domenico Di Tullio, noto avvocato; dallo sceneggiatore cinematografico e televisivo, prof. Rocco Oppedisano e da un gruppo di personalità della nostra comunità che stanno aderendo al progetto, partecipazioni tutte, assolutamente “ad honorem”.&lt;br /&gt;Per le ragioni citate, Tribuna Italiana e l’Associazione Dante Alighieri di Buenos Aires, che....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-6675827366238702127?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/6675827366238702127'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/6675827366238702127'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2008/10/rinascita-2010-iniziativa-della-comunit.html' title='“RINASCITA 2010” iniziativa della comunità italiana per il Bicentenario dell’Argentina'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-2133933919879732853</id><published>2008-09-11T20:49:00.000-03:00</published><updated>2008-10-28T20:50:36.336-02:00</updated><title type='text'>L’ESCLUSIONE DEI DIRIGENTI ANZIANI NELLE ISTITUZIONI DI RAPPRESENTANZA DELLA COLLETTIVITÀ</title><content type='html'>"Spinti forse dalla convocazione alla Conferenza Mondiale dei Giovani Italiani, alcuni media locali e di altri Paesi, tornano ad occuparsi del "conflitto generazionale", cioè, delle difficoltà provocate dallo scarso coinvolgimento delle nuove generazioni negli enti rappresentativi delle comunità italiane all’estero: Associazioni, Comites e CGIE tra gli altri. Tema ricorrente, una specie di "clamore classico della collettività". Anche se la comunità italiana in Argentina ha il privilegio di registrare una numerosa e attiva partecipazione giovanile, l’argomento continua a generare incertezza, costituendo una vera e propria sfida per quanti si preoccupano o interessano della buona salute delle nostre istituzioni di rappresentanza. Se la citata campagna dei media serve a promuovere azioni concrete, quali progetti creativi, sostenibili e anche il dibattito sull’argomento, non possiamo che aderire alla stessa. Se invece, l’obiettivo è di evidenziare antagonismi in seno alla nostra comunità, siamo in assoluto disaccordo". Il conflitto generazionale nell’associazionismo italiano in Argentina è al centro di questo misurato articolo di Walter Ciccione che, pubblicato sulla "Tribuna italiana" di questa settimana, riflette su come sia necessario oltrepassare gli stereotipi e i pregiudizi per far convivere l’entusiasmo dei giovani e l’esperienza degli anziani nelle dirigenze delle associazioni.&lt;br /&gt;"Nelle ultime settimane sono state pubblicate, tra le altre, queste affermazioni: "Sono proprio le prime generazioni ad impedire ai giovani di prendere parte alle attività e alle iniziative delle associazioni italiane...", "per conquistare i giovani prima ci vuole la capacità degli anziani di mettersi da parte..", "Che stupido e inutile strumento di presunto potere quello che tanti di noi anziani utilizzano per impedire alle nuove generazioni di prendere parte alle attività e alle iniziative" (La Fiamma di Sydney); "Cercansi giovani disperatamente", "come pensano gli adulti i "grandi" di attirare l'attenzione dei ventenni/trentenni se continuano a usare un linguaggio politico e comunicativo vecchio di 60 anni? ..non c’è speranza" (L'Italiano); "Quando i buoni e bravi "saggi" passeranno a miglior vita, chi porterà avanti certe battaglie?" (Italia Chiama Italia). &lt;br /&gt;A leggere tali frasi, qualche settore della comunità si ostina a dare impulso a una non necessaria dicotomia tra giovani e anziani. Ai primi, vengono attribuiti ogni sorta di capacità, perfino quella di "salvatori provvidenziali". Per gli anziani invece, si chiede l’esclusione e sono squalificati, additando loro tutti i presunti mali che affliggono la collettività. &lt;br /&gt;Sorprende però che questa specie di svalutazione gratuita verso i veterani dirigenti, destinatari inoltre di valanghe di riprovazioni tollerate con indulgenza e rassegnata passività, provengano da persone che in genere sono loro coetanei. Di fronte a questa confusa situazione giovani e anziani assumono atteggiamenti paradossali che - salve le dovute distanze - sembrano ispirarsi all’eterno dilemma dello shakespeariano Hamlet: "essere o non essere". &lt;br /&gt;Nel caso del dibattito sui giovani il dubbio è tra "non volere e non potere", mentre per gli anziani il conflitto sembra segnato dal "volere, ma...". Una controversia che per i primi può essere attribuita alla società competitiva in cui devono muoversi e che stabilisce delle priorità: la formazione professionale, la stabilità lavorativa, fare carriera, costituire una famiglia, oppure, semplicemente, la mancanza di interesse ad un impegno preciso. &lt;br /&gt;Per quanto riguarda gli anziani, anche se dispongono di "beni preziosi", quali il tempo e l’esperienza, subiscono il peso delle critiche, la mancanza di stimoli e in genere - ma ci sono eccezioni - stanchezza e noia. &lt;br /&gt;Comunque se non ci sarà un rinnovamento generazionale progressivo, probabilmente le nostre istituzioni, a cominciare dalle associazioni, rischiano di sparire. In diversi settori della collettività fioriscono considerazioni di ogni tipo, al punto di farci sentire subissati dagli "opinionisti". La dura realtà però, ci costringe a riconoscere che per ora abbiamo scarse proposte, per cui si intravedono poche possibilità di superamento. &lt;br /&gt;Magari la prossima Conferenza Mondiale dei Giovani potrà segnare il punto di partenza di un nuovo ciclo nella generosa storia della nostra comunità, un luogo propizio per l’avvio di idee e proposte di nuovi progetti realizzabili, anche se l’esperienza ci fa temere che questi mega-congressi siano sterili nella proposta di programmi sostenibili. Non dobbiamo dimenticare l’esperienza dell’anno 2000, la Conferenza nazionale degli italiani nel Mondo, che è stata un’occasione sprecata da molti personaggi per i quali l’evento solo servì per favorire alcuni amici, fare turismo e riunioni sociali, a spese dei contribuenti. &lt;br /&gt;Di fronte a questo panorama così complicato, ci si domanda come superare questa transizione. Ci troviamo fra coloro che non credono a formule magiche o illuminate. Ci sembra invece che una via di uscita possibile, dovrebbe passare dal rafforzamento della "squadra disponibile", cioè i dirigenti veterani, che vanno motivati perché ricarichino le batterie, e assumano decisamente il ruolo di capitani di tempeste, per trovare la via giusta verso il ricambio generazionale. Gestione che non dovrebbe limitarsi a coinvolgere giovani in stretto senso cronologico, ma a stimolare l’ingresso di "gente nuova", che porti aria nuova nelle istituzioni le quali, d’altra parte, sono aperte al pubblico di ogni età. Ricordiamo in definitiva che "abbiamo l’età dei nostri progetti". &lt;br /&gt;Naturalmente siamo consapevoli che la proposta che facciamo ha del teorico e, addirittura dell’utopia, ma potrebbe essere messa in pratica se riusciremo a spogliarci di alcuni preconcetti, come quelli che gli "opinologi" pretendono di dare per scontati nella comunità: lo stereotipo dell’anziano dirigente presentato come egoista, egocentrico, eternamente presidente, che pretende riconoscimenti e che è limitato dalla nostalgia, occupato nei balli e nel giochi di carte. &lt;br /&gt;Un’immagine grottesca con caratteristiche che, d’altra parte, non sono esclusive degli anziani. non è da escludere che qualche dirigente che gira tra le nostre istituzioni possa, facendo uno scarno esame di coscienza, riconoscersi in quello stereotipo e allora sarebbe bene che lasciasse, decisione che sicuramente la comunità saprebbe apprezzare. &lt;br /&gt;In una tappa di rivalutazione degli anziani, sarebbe da scartare l’atteggiamento dell’"usa e getta", che viene spesso utilizzato nella società moderna, specialmente con alcune persone che hanno superato una certa età. Ricordiamo che greci e romani, civiltà alla base della cultura occidentale, riservavano ai loro anziani posti rilevanti, di privilegio, persone che costituivano un riferimento di saggezza e di esperienza per la comunità. Virtù che non sono un dono implicito dell’età, ma conquiste di ordine morale lungo una vita che ha richiesto volontà, coraggio, fantasia e altruismo. &lt;br /&gt;Qualche tempo fa, dialogando con un anziano dirigente, un grande protagonista ma amante del basso profilo, in riferimento al tema dell’arbitraria esclusione degli anziani, si lasciava sfuggire alcune riflessioni rivolte ai giovani e, citava un antico epitaffio: "Quello che fummo siete, quello che siamo sarete", per concludere: "Vecchio è anche il vento, eppure soffia ancora!".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-2133933919879732853?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/2133933919879732853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/2133933919879732853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2008/09/lesclusione-dei-dirigenti-anziani-nelle.html' title='L’ESCLUSIONE DEI DIRIGENTI ANZIANI NELLE ISTITUZIONI DI RAPPRESENTANZA DELLA COLLETTIVITÀ'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-8143844841604651355</id><published>2008-07-09T11:42:00.001-03:00</published><updated>2008-07-14T11:53:01.950-03:00</updated><title type='text'>L'incontro del sottosegretario Mantica con la comunitá italiana: Una curiosa terapia di gruppo</title><content type='html'>Cala la notte su Buenos Aires quando si è appena concluso un “vertice” della comunità italiana e il pubblico comincia a ritirarsi dopo aver partecipato alla riunione che aveva creato certe attese. La descrizione senza eufemismi della dura realtà economica italiana, che ha fatto il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, ha spezzato le speranze e ha lasciato posto alla rassegnazione e allo scetticismo, sul futuro immediato della collettività. “L'Italia sta attraversando un momento difficile e poiché avete voi fatto riferimento ad essa, ad alcuni fa temere di essere sull'orlo di una crisi simile a quella vissuta dall'Argentina nel 2001”, ha spiegato il Senatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il marciapiede del Consolato e qualche caffè delle vicinanze, sono stati testimoni delle reazioni che provocano eventi importanti come questo di cui ci occupiamo. “Acta est fabula”, (lo spettacolo è finito) ha detto un anziano dirigente, veterano di questo tipo di incontri. In un tavolo si sviluppava un acceso dibattito: “Ci risiamo, ci trattano sempre come cittadini di serie B”. Suo interlocutore, più esplicito gli ha ricordato: “I funzionari usano sempre lo stesso argomento della crisi”. “Questo film l’ho già visto”, ha aggiunto un altro, mentre più in là una signora rimproverava il marito: “Che siamo venuti a fare? Ad applaudire i tagli?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riunione si era tenuta nel salone Felice Lora, gremito fino all’incomodità. Persone anziane sono rimaste in piedi o sedendosi a turno, anche nei posti riservati alla stampa che, quindi, è stata costretta a lavorare in piedi sgomitando con il pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riunione è cominciata con mezz’ora di ritardo. Nel tavolo degli espositori si sono seduti il sottosegretario Mantica, il Direttore generale per gli italiani all’estero della Farnesina min. Carla Zuppetti, l’ambasciatore Ronca e il Console generale Curcio. In prima fila era seduto il deputato Giuseppe Angeli. Assenti invece i sen. Caselli e Giai e l'on. Merlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ la prima volta che mi occupo degli italiani nel mondo - ha esordito Mantica - ho chiesto io a Frattini questa delega, cosi come quella per la cultura, un compito che sicuramente non sarà facile”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Senatore ha creato una certa attesa con l’annuncio: “Vi do un anticipo, una primizia. Nonostante qualche taglio, la Conferenza Mondiale del Giovani si terrà a Roma, tra il 15 e il 19 dicembre.” Una persona accanto - la voce del popolo? - ha reagito, dicendo a bassa voce: “quale primizia? Se l’hanno già annunciato tutti i mezzi. Ci prende in giro?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Sottosegretario ha continuato: “Comincio la mia gestione da Buenos Aires, perché siete i più lontani e anche i più italiani degli italiani”, ricevendo una ovazione. Ma la voce del vicino accanto aggiungeva: “Un’altro che viene a scoprirci!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Fra noi c’è sempre un po’ di anarchia, ma se siamo ordinati, adesso vi voglio vedere, ascoltarvi, per capire cosa pensate...”, ha invitato Mantica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La proposta ha avuto una risposta immediata, segnando l’inizio di una serie di interventi, una specie di catarsi collettiva, una terapia di gruppo attraverso la quale ogni espositore ha manifestato a modo suo attese e preoccupazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’invito al dialogo inoltre, ha avuto l’effetto di disinnescare presunte contestazioni previste da qualche commento previo, per una riunione carica di attese. Lo tsunami della collettività di Buenos Aires, che avrebbe potuto abbattersi sul sottosegretario, come qualcuno presagiva, si è invece tramutato in leggero venticello, un incontro nel quale sono prevalsi la misura e il senso comune nel dibattito al tema dei tagli, alla luce delle posizioni che ogni settore ha manifestato, aggiudicandosi una parte di ragione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riunione ha transitato anche per altre tematiche, ma ha invitato il cronista a immaginare alcuni titoli: “E’ stata la serata degli appelli”, un termine ricorrente, sia negli interventi di Mantica (“Faccio appello alla comprensione...”) che in quelli dei nostri dirigenti (“facciamo appello alla Sua sensibilità e a quella del governo italiano”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo se si tratta di stabilire un protagonista dell’incontro, la locuzione “chiediamo” conquista il podio per l’ampio utilizzo, di questo verbo coniugato in ogni suo tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindici sono stati gli interventi tra il pubblico, contabilizzati. Ci sono stati per tutti i gusti, sia da parte di dirigenti, che “dei soliti ignoti”, che in queste riunioni spuntano come per incantesimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma pur se il Sottosegretario non ha mancato di insistere sull’enormità della crisi economica italiana, si è avuta l’impressione che il messaggio non sia arrivato a molti dei presenti, e c’è stato il paradosso delle richieste di aiuto, di ogni tipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna fare una premessa, prima di ricordare alcune di esse. Un conto è leggerle sulla carta e un altro è stato ascoltarle, manifestate con fervore e sentimenti durante la riunione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel quadro di un fantasioso ranking delle richieste, il “no ai tagli” ha occupato un posto comunque importante. Basti ricordare il dirigente che ha chiesto “che il taglio non sia doloroso” (ignoriamo quale tipo di anestesia si può utilizzare in questi casi), mentre un altro ci ha sorpreso dicendo: “mentre stiamo dibattendo, molti tra i nostri anziani si preparano per dialogare con San Pietro”! E, nello stesso stile: “Noi qui riuniti e i nostri anziani stanno morendo!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono state anche alcune candide: “perché i politici non annunciano i tagli durante la campagna elettorale e non dopo?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla situazione del contratto con la Swiss Medical ci sono state posizioni controverse. Alcuni hanno demonizzato la ditta e hanno chiesto senza mezzi termini che il contratto fosse stracciato. Altri hanno detto che “è una vergogna come assistono i nostri anziani”, mentre altri hanno ricordato che ci sono poche alternative e comunque la situazione tende a migliorare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è mancato l’elogio per la gestione del console generale Curcio. “E’ finito il tempo del Consolato degli amici”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel campo delle richieste, è stata esibita una maggiore vivacità creativa: “Chiediamo un Consolato nella Patagonia/ più personale e fondi nei consolati di Morón e di Lomas de Zamora/ corsi gratuiti di lingua italiana/ borse di studio/ riduzione del costo dei passaporti/ contributi per i programmi radiofonici/ linee di microcrediti/ assegno di solidarietà/ ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra gli altri argomenti ci sono stati il mancato pagamento in euro delle pensioni italiane in alcune succursali del Banco Itaú e nel Banco Patagonia; l’inesistenza del requisito della lingua italiana per accedere alla cittadinanza; l’attuale situazione di freddezza nei rapporti tra l’Italia e l’Argentina “che oggi non si guardano in faccia...”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’intervento discordante è toccato a uno dei soliti ignoti, che ha caricato contro tutte le istituzioni di rappresentanza: parlamentari eletti all’estero, Comites, Cgie, “non servono a niente, non fanno niente, sono una spesa per lo Stato inutile per noi, cacciateli via tutti!, per poi ponderare l’atteggiamento solidale e generoso di uno dei dirigenti presenti nel salone. Poi una signora “col cappello bianco”, come l’ha identificata il Sottosegretario, che oltre a raccontare la sua vita, una volta completato il lungo elenco delle richieste, ha messo il capello al suo intervento ...mettendosi a cantare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra tanti interventi e richieste, questo cronista è rimasto sorpreso dalla completa mancanza di partecipazione da parte dei giovani presenti nel salone, così come il fatto che nessuno parlasse della pessima programmazione di Rai Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sul tema della cultura non ci sono stati nè annunci nè definizioni, ma semplicemente manifestazioni di intenzioni da parte del Sottosegretario. E parafrasando la battuta “in tempi di guerra la prima vittima è la verità”, si potrebbe dire che nella nostra esperienza, “in tempi di crisi economica, la prima vittima è la cultura”.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è stato quindi il tempo delle repliche e delle risposte del Senatore Mantica, il quale ha sottolineato: “Nelle vostre richieste avete usato argomenti di carattere emotivo, propio all’italiana e che mi hanno colpito”. Ha risposto sulla Swiss Medical (“proviamo ancora sei mesi, il contratto scade a fine 2009 e se sarà necessario ritornerò per rimediare la situazione”); sui rapporti con l’Argentina (“per ballare bisogna essere i due”); sull’aiuto agli indigenti ha ricordato che c’è il nuovo assegno di solidarietà che sarà pagato quest’anno a oltre seimila connazionali in Argentina, un'erogazione per la quale sono stati predisposti 5.069.000 euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel suo lungo intervento anche il Sottosegretario ha fatto la sua catarsi per essere a tono con la terapia di gruppo, con dichiarazioni fuori dal protocollo e della retorica politica: “mi sento come a casa in Italia, siete casinari come noi”. “L’Italia è come un’orchestra dove tutti suonano la tromba - ha detto - eppure ogni tanto esce fuori un Puccini, un Verdi...” E non si è lasciata sfuggire l’occasione per dare un consiglio: “Chiedete soldi alle Regioni”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine queste riunioni sono importanti anche perché in un certo senso ci consentono di prendere il polso della situazione, specialmente ai nostri dirigenti. valutare atteggiamenti, espressioni, preparazione. Sicuramente quanto abbiamo ascoltato nella riunione ci servirà perché ognuno di noi possa trarre le proprie conclusioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il senso comune ci indica che dobbiamo prendere coscienza della crisi economica italiana e dei suoi effetti. Forse i tagli si possono fare su altri capitoli e non proprio su quelli che riguardano i settori più deboli, come quello dei nostri anziani. Dobbiamo rimboccarci le maniche e usare tutta la nostra creatività per risolvere i problemi che ci affliggono. Le crisi offrono occasioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il sen. Mantica, non dimentichiamo che ha preso pubblicamente un impegno: “Non diminuiremo nemmeno una lira della spesa per l’assistenza rispetto al 2007”, per cui merita a priori una apertura del credito da parte della nostra comunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;WALTER CICCIONE&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-8143844841604651355?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/8143844841604651355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/8143844841604651355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2008/07/lincontro-del-sottosegretario-mantica.html' title='L&apos;incontro del sottosegretario Mantica con la comunitá italiana: Una curiosa terapia di gruppo'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-452636500197053440</id><published>2008-04-17T09:56:00.005-03:00</published><updated>2008-07-14T11:48:34.340-03:00</updated><title type='text'>Merlo y Angeli, diputados; Caselli y Giai, senadores</title><content type='html'>&lt;center&gt;&lt;img width=35% src="http://www.clarin.com/diario/2006/03/18/fotos/t038dh01.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Si bien, todavía no son datos oficiales, Ricardo Merlo (Movimento Associativo Italiani all’Estero), Fabio Porta (Partito Democratico) y Giuseppe Angeli (Popolo della Libertà) son los candidatos &lt;span style="font-style:italic;"&gt;per l’America Meridionale&lt;/span&gt; que han logrado una banca para la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Cámara de Diputados&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;En tanto, para el &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Senado&lt;/span&gt;, los elegidos son Esteban Caselli (Popolo della Libertà) y Mirella Giai (Movimento Associativo Italiani all’Estero).&lt;br /&gt;El Movimento Associativo Italiani all’Estero, liderado por Ricardo Merlo, es el tercer partido más votado del mundo, detrás de lo seguidores de Veltroni y Berlusconi. &lt;br /&gt;El diputado re-electo, Ricardo Merlo, es el candidato más votado de l’America Meridionale, con 50.599 votos. &lt;br /&gt;En Argentina, tanto Merlo como Angeli renovaron su banca. El gran derrotado fue Luigi Pallaro, que deberá dejar su lugar en el Senado.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-452636500197053440?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/452636500197053440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/452636500197053440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2008/04/merlo-y-angeli-diputados-caselli-y-giai.html' title='Merlo y Angeli, diputados; Caselli y Giai, senadores'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-1022139228936736625</id><published>2008-02-20T20:00:00.001-02:00</published><updated>2008-03-30T17:17:18.292-03:00</updated><title type='text'>Pepe Soriano, padrino de Buonasera Argentina</title><content type='html'>&lt;center&gt;&lt;img width=40% src="http://www.clarin.com/diario/2005/06/12/thumb/e008ch35.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;El talentosísimo actor, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Pepe Soriano&lt;/span&gt;, engalanó la primera emisión del ciclo 2008 de Buonasera Argentina (Lunes a viernes de 17 a 18 por Radio El Mundo AM 1070). En una emotiva entrevista realizada por Walter Ciccione, el creador del "Loro calabrés" aceptó con mucho gusto convertirse en el "padrino" del programa. Como es habitual en este querido personaje, Soriano transmitió un mensaje de amor a la vida, al arte, al trabajo y especialmente, a la comunidad italo-argentina. De excelentísimo humor, terminó la charla entonando una canción en italiano. Un grande!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-1022139228936736625?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/1022139228936736625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/1022139228936736625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2008/02/pepe-soriano-padrino-de-buonasera.html' title='Pepe Soriano, padrino de Buonasera Argentina'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-6520263974279449453</id><published>2008-02-19T12:03:00.003-02:00</published><updated>2008-02-26T12:01:06.846-02:00</updated><title type='text'>Un Comites ai confini del mondo</title><content type='html'>&lt;center&gt;&lt;img src="http://juan-carlos-paglialunga.neurona.com/templates/images/a1/f1/cc/34d7714825c85210cfe68b056687d951/thumbAeropuerto_JC_4745ret/juan-carlos-paglialunga-empresario.JPG"&gt;&lt;/img&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Juan Carlos Paglialunga&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Il presidente del Comites di Bahia Blanca  ci illustra  il lavoro dell’istituzione il cui raggio d’azione  supera  4 volte  il territorio italiano.&lt;br /&gt;Sottolinea la sua appartenenza  al Movimento Associativo. Manifesta riconoscenza  particolare a Ricardo Merlo per la sua disponibilità  nei confronti del Comites:” Ci fa sentire  parte attiva  dell’Associazionismo”. Si riferisce  alla problematica  dei giovani: ”Per inserirli bisogna dare loro libertà e autonomia”. Critica chi si eternizza nel potere e  lo sconcertano le ipocrisie  di alcuni dirigenti. Condivide  la proposta  che Ricardo Merlo  ha presentato al Presidente Napolitano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo tutti che nel mondo quasi non esiste un luogo  dove un italiano non abbia lasciato una traccia, un seme che, prima o poi,  sicuramente germoglierà.&lt;br /&gt;Una sorta di sentiero costante  che non ammette eccezioni  che, nel nostro caso,  si produce nel sud del sud  del continente americano e della Repubblica Argentina, più precisamente in Bahia Blanca, una città resistente, ubicata  a 11.731 Km. da Roma e a 670 da Buenos Aires. Un municipio che ostenta una marcata impronta peninsulare, per quanto,  fin dai suoi albori,  la comunità italiana qui ha saputo occupare  un ruolo di sicuro  protagonismo. &lt;br /&gt;                               &lt;br /&gt;Dall’inizio del secolo XIX, gli italiani furono pionieri nelle più diverse attività, quelle agricole in particolare. Con lo spirito che ci caratterizza, quello del sacrificio, della tenacia e della creatività, uomini e donne si cimentarono  in diversi compiti, come, tra gli altri, quello di stabilire colonie agricole,  tra le quali se ne evidenzia una, in particolare,  alla quale venne dato il nome emblematico di “Nuova Roma”, sicuramente un sogno di ricreare  un simbolo della patria lontana. &lt;br /&gt;Ispirati pienamente, quindi, dagli ideali mazziniani e garibaldini di diffondere i valori quali libertà e unità, nel 1856, si stabilirono nella colonia chiamata “La Legione Agrícola Militare Italiana”, istituzione destinata a scrivere  un capitolo eroico nella storia di questo distante  angolo del Nuovo Mondo, quando nel maggio del 1859 difesero con successo una  fortezza di frontiera, la Bahía Blanca, da un violento attacco indio.&lt;br /&gt;Un  libro di recente pubblicazione: “La Legione Italiana Bahía Blanca, 1856. El frente olvidado del Risorgimento”, il cui autore è il giovane bisnipote  di siciliani, César Puliafito, riporta una&lt;br /&gt;minuziosa descrizione  su tutto quanto accadde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel quadro dei citati accadimenti storici e sociali, a Bahia Blanca si insedia una delle istituzioni,  che ci rappresenta come italiani all’estero: il Comites,  che, in questo caso, e dato il suo raggio di azione,  ha la caratteristica particolare di essere collocato nel territorio più esteso al mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamo solo che  si tratta di un territorio  la cui superficie  supera 4 volte  quella della &lt;br /&gt;penisola italiana abbraccia parte della Provincia di Buenos Aires, attraversa il  territorio di La Pampa, una sorta di porta di ingresso alle immense pianure patagoniche, per andare a finire nell’estremo sud del continente nella mitica  Isola della Terra del Fuoco, il tutto con il confine  da un lato della cordigliera delle Ande e dall’altro dell’oceano Atlantico. &lt;br /&gt;Juan Carlos Paglialunga, nativo della provincia de La Pampa, 54 anni di età, sposato, 4 figli e orgoglioso della sua ascendenza marchigiana, è il Presidente del Comites di Bahía Blanca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dentro il suo corposo CV, scegliamo alcuni aspetti delle sue molteplici attività e incarichi. Oltre che del Comites, è   Presidente del Centro Marchegiano e della Camera di Commercio Italiana della città omonima, ma è anche Coordinatore  dell’ Inter-Comites,  entità che raggruppa le  9 istituzioni  che formano la  circoscrizione della Repubblica Argentina.&lt;br /&gt;Prima di ripondere alla nostra di domanda di riassumerci  le attività  portate avanti dall’ente della cui guida è incaricato, il Presidente   dichiara : ”Siamo membri del Movimento Associativo, la lista con cui abbiamo partecipato e trionfato in Bahia Blanca, militiamo nell’Associazionismo, una particolarità che, senza ombra di dubbio, ci permette di rappresentare, senza eccezioni,  tutta la comunità italiana della zona”. &lt;br /&gt;“Con i nostri elettori abbiamo assunto una serie di impegni, in particolare quello di fare rispettare  i nostri diritti, come cittadini  italiani all’estero, e siamo convinti  che stiamo raggiungendo l’obiettivo”, enfatizza.  &lt;br /&gt;In una zona tanto vasta, come riesce a stare in contatto con  le associazioni?&lt;br /&gt;“Sappiamo che, per l’estesione della nostra zona, risulta difficile  che la comunità nel suo complesso abbia conoscenza  dei nostri propositi  e delle attività che svolgiamo. Per rimediare a questa situazione, con il gruppo che mi affianca,  noi proponiamo un ambizioso piano di avvicinamento personale alle associazioni, per prendere contatto diretto e   raccogliere le domande  e le necessità della comunità.Coprire queste enormi distanze richiede  uno sforzo particolare,  che però viene ampiamente ricompensato  dalla calorosa accoglienza  che ci riservano i nostri connazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Come valuta la gestione del Comites?&lt;br /&gt;-Con profonda soddisfazione notiamo che,  senza fretta ma anche senza pausa,  stiamo  raggiungendo le mete che ci siamo prefissati  e ciò ci procura l’ intimo orgoglio  del dovere compiuto. Attraverso diversi mezzi, noi comunichiamo con le istituzioni per informarle e partecipare loro sia delle azioni in corso che di quelle programmate, tanto  nel caso  del Comites  che nel caso del CGIE.&lt;br /&gt;“ Un altro aspetto da sottolineare, continua Paglialunga,  è che nei contatti che stabiliamo  con le diverse autorità locali, tra le altre richieste, cerchiamo di fare in modo che nell’insegnamento pubblico locale possa utilizzarsi la lingua italiana in forma curricolare.”&lt;br /&gt;Tra quelli che lo conoscono, una delle caratteristiche di Paglialunga  è il suo basso profilo. Senza dubbio, almeno in questa occasione, sembrerebbe lasciare da parte  questa sua capacità, per far posto a dichiarazioni dirette e concrete; come quella in cui  segnala alla nostra attenzione l’on. Ricardo Merlo. “Voglio sottolineare la capacità di  Ricardo Merlo: che gli è valsa il suo intenso lavoro nel Parlamento italiano; fin  dall’inizio della nostra gestione ci ha affiancato e stimolato. Merlo è stato l’unico dirigente a livello nazionale che ha mantenuto una grande disponibilità  verso il nostro Comites,  ci ha convocato per conoscere le nostre opinioni, ha prestato attenzione alle nostre inquitudini, trovato soluzioni a situazioni di una certa complessità; gesti per cui vogliamo ringraziarlo pubblicamente  in quanto ci fa sentire parti attive  del movimento associativo della nostra comunità.”&lt;br /&gt;Un altro degli argomenti che  sicuramente  preoccupa e, ancor di più, ci descrive  il Presidente Paglialunga è quello connesso alla problematica dei giovani  e della loro partecipazione  nell’ambito associativo.&lt;br /&gt;Fedele al suo stile  frontale,  e senza giri di parole, egli esorta i suoi colleghi  ad una riflessione: ”La nostra classe dirigente deve riflettere attentamente su una attitudine molto radicata: quella, da un lato, di lamentarsi della scarsa partecipazione  dei giovani e, dall’altro, di  impedire loro l’opportunità della inclusione. Un sistema che, credo,  sia  utilizzato per   “incollarsi” alla poltrona del potere ed eternizzarsi nell’incarico”. &lt;br /&gt;Sullo stesso argomento  segnala: ”Abbiamo realizzato il 1° incontro dei giovani della nostra circoscrizione, nella città di Trelew,  un evento  in cui essi stessi  sono stati protagonisti esclusivi. Un appuntamento ottimamente riuscito, tanto  che gli stessi giovani, con molto entusiasmo, hanno pianificato un altro incontro nel prossimo mese di aprile”. &lt;br /&gt;In un altro tratto della conversazione, Paglialunga ribadisce i suoi dubbi, in questo caso,  sulla capacità di certi personaggi preminenti della nostra comunità”.&lt;br /&gt;Davanti alla insistenza  del cronista  per ottenere  alcuni indizi e identificare a chi  è  indirizzato il messaggio, le risposte evasive riescono a dissuadere  il proposito, perchè senza eufemismi egli segnala: “Mi sconcerta l’ipocrisia di alcuni  dirigenti, che dinanzi ad un gesto  solidaristico  di aiuto ad un connazionale, lo utilizzano per promozionare se stessi, secondo i miei principi  e il mio stile di vita,  quando aiuto, lo faccio nell’anonimato”.&lt;br /&gt;Ormai nella parte  finale dell’intervista, il Presidente del Comites ci lascia la sua opinione  su un tema di incandescente attualità, la recente caduta del Governo Prodi e la politica italiana in generale. “ Voglio manifestare la mia totale adesione alla  proposta che l’ On. Ricardo  Merlo ha consegnato al presidente Giorgio Napolitano sulla   priorità della riforma elettorale prima di andare al voto anticipato, un modo per non  cadere nuovamente in situazioni che diminuiscono la credibilità internazionale dell’ Italia e che la debilitano istituzionalmente. Credo, purtroppo, che si antepongano interessi personali e di potere alle necessità dei comuni cittadini”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.............................Walter Ciccione para Tribuna Italiana&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-6520263974279449453?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/6520263974279449453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/6520263974279449453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2008/02/un-comites-ai-confini-del-mondo.html' title='Un Comites ai confini del mondo'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-8751650674719189950</id><published>2008-02-07T13:48:00.002-02:00</published><updated>2008-02-18T14:00:43.660-02:00</updated><title type='text'>Gerardo Pinto sull’ On. Ricardo Merlo: "Mi identifico con il suo modo di concepire l’ associazionismo e la polìtica"</title><content type='html'>Discendente di prima generazione, consigliere del CGIE  e vice –presidente  di Fedital. Gerado Pinto, fervente difensore  dell’associazionismo, propone l’inserimento dei giovani  nelle commissioni direttive.”Senza la nuova generazione, non c’è un futuro”, segnala.Sottolinea  il sostegno  e l’appoggio costante  dell’on. Ricardo Merlo per la crescita di Fedital.Collaborò alla  chiamata alla licitazione pubblica  per l’assistenza sanitaria  di 8300 italiani residenti in Argentina. La sua ossessione:  ricategorizzare le agenzie consolari di Lomas de Zamora e  Morón.&lt;br /&gt;Non ci sono dubbi che in Argentina l’associazionismo è un incubatore  di dirigenti. A differenza di quello che si poteva sperare, non sono i raggruppamenti  politici  quelli che riescono a dare  luce  a questi uomini e donne  che ci rappresentano,  bensì le associazioni. E’ questo l’ambito  nel quale ha coltivato  la sua passione per l’italianità, questo ingegnere e docente argentino  di 53 anni,  decorato con il grado di ‘Cavaliere   dell’Ordine della Solidarietà italiana’ ricevuto dalle mani dell’ex Presidente  Carlo Azeglio Ciampi.&lt;br /&gt;Oriundo di Lomas de Zamora, una affollata  circoscrizione consolare di Buenos Aires e figlio di padre lucano  e madre campana ,Gerardo Pinto, cultore del basso profilo, si definisce  come un fervente  difensore  dell’associazionismo italo-argentino:”  E’ passato attreveso varie istituzioni, in particolare quelle legate alla Regione Basilicata, fino a diventare presidente - tra il 200  e il 2005 - della Federazione di Associazioni Italiane della Circoscrizione Consolare di Lomas de Zamora (Fedital),ente che comprende  più di 30 associazioni.&lt;br /&gt;Come membro del CGIE, a partire dal 2004, è membro  della Commissione “Scuola e Cultura” Pinto ha un interesse speciale  per la riforma della legge 153 del 1971:” Dobbiamo cambiare  il concetto del ‘sussidio  per l’insegnamento’ in quello per ‘ la promozione’ della lingua e della  cultura italiane “ enfatizza.&lt;br /&gt;L’insegnamento gratuito e obbligatorio della lingua  nelle scuole pubbliche e via internet, è una delle questioni centrali di questa proposta.&lt;br /&gt;Per modificare questa legge, sono state presentate 7 proposte alla Camera.Tra queste, si distingue quella presentata dall’on. Ricardo Merlo. “Mi identifico   con il suo modo  di concepire l’associazionismo e la politica” riconosce Pinto  e cita una dichiarazione del deputato italo-argentino:"Si deve garantire, in particolare nel paesi con grandi differenze sociali, non solo a pochi privilegiati, ma alla stragrande maggioranza, la possibilità di accesso alla cultura ed alla lingua d'origine, qualificando e indirizzando verso l'eccellenza i metodi didattici e soprattutto dando la stessa dignità e professionalità dei colleghi assunti in Italia, al personale docente assunto in loco".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Associazionismo e gioventù&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Che ruolo giocarono le associazioni nella vita  degli emigrati dalla metà del secolo XIX?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-La rappresentatività e la tutela degli italiani in Argentina fu coperta – nella maggioranza dei casi-  dalla creazione e partecipazione attiva  delle associazioni italiane, le quali svolsero un ruolo importantissimo  nel settore sociale, assistenziale, e, soprattutto, nella diffusione della lingua e della cultura italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che ha da dire a coloro che considerano la mancanza  di partecipazione dei giovani  come un rischio per la vita delle associazioni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Primo, che ho speranza  nella nostra gioventù,  che dobbiamo ascoltarla, trasmetterle responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E darle  partecipazione al processo  decisionale. Senza giovani  non c’è futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Però, come pensa di mettere tutto questo in pratica?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Considero che una percentuale  dei membri di ogni consiglio direttivo  deve essere coperto dai giovani. Oltretutto, le associazioni devono offrire un servizio adeguato ai loro soci. Sarebbe molto importante se lo Stato Italiano offrisse,  alle associazioni meritevoli, un sussidio annuale relativo al grado di diffusione  di tutto ciò che  è correlato alla cultura italiana. L’on. Ricardo Merlo ha presentato in parlamento insieme all’ On. Narducci un  interessante progetto  su questo argomento.&lt;br /&gt;Durante il discorso, Pinto menziona molte volte la Fedital, istituzione nella quale è impegnato da molti anni. Si mostra soddisfastto  della crescita della federazione. Commenta che in quest’ultimo anno e mezzo si è tradotto  in diverse attività artistiche e culturali, tra le quali si distingue il  Corso per la Formazione di Dirigenti italo-argentini,  nella Universidad Nacional de Lomas de Zamora finanziato dalla Fondazione Cassamarca e organizzato dalla Fedital insieme all’ UTRIM.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assistenza sanitaria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Quale fu la sua partiecipazione nella implementazione del nuovo piano di assistenza medica?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Con  un atto  che mi onora,  sono stato convocato dal Consigliere dell’Ambasciata italiana a Buenos Aires, Fabrizio Marcelli, insieme ai miei colleghi Adriano Toniut e María Rosa Arona, per partecipare alla fase   preliminare e  successiva della licitazione pubblica, per l’assistenza medica e farmacologica gratuita, per 8300 cittadini italiani  residenti in Argentina.Voglio mettere  in evidenza lo sforzo dei nostri parlamentari, affinchè tale iniziativa andasse a buon fine.           &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Ricategorzzazione delle Agenzie Consolari&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Uno dei principali obiettivi che si è prefissato, Gerardo Pinto, nella sua vita da dirigente,  è la "attesa ricategorizzazione" delle Agenzie Consolari di Moròn e Lomas de Zamora”. Racconta che nel 2005, il gruppo  argentino del CGIE  presentò all’Assemblea plenaria realizzata  a Roma questa richiesta,  che fu approvata all’unanimità.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;-E’ cominciato il  2008 e ancora  non ci sono novità...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-L’anno passato  ho presentato  una interpellanza  in aula  al responsabile dell’area competente e costui ha risposto che  il tema era latente  e allo studio, e che mentre si prendeva una decisione, avrebbero cercato di migliorare  l’organico di queste sedi consolari.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Pinto assicura che farà tutto il possibile  per raggiungere questo obiettivo, poichè “ è realmente necessario e urgente” per le due circoscrizioni  che contano quasi 3 milioni  di abitanti ognuna, dei quali il 40% sono discendenti di italiani  e 40.000 fanno parte dell’anagrafe.Anche se consapevole che non sarà un compito facile ribadisce: "Non mi fermerò fino all’ottenimento  della ricategorizzazione delle Agenzie Consolari d’Italia di Lomas de Zamora e Morón".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Walter Ciccione&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-8751650674719189950?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/8751650674719189950'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/8751650674719189950'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2008/02/pinto-mi-identifico-con-il-suo-modo-di.html' title='Gerardo Pinto sull’ On. Ricardo Merlo: &quot;Mi identifico con il suo modo di concepire l’ associazionismo e la polìtica&quot;'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-3028426307854046075</id><published>2008-02-06T12:00:00.000-02:00</published><updated>2008-03-30T17:16:37.631-03:00</updated><title type='text'>Buonasera Argentina, con Walter Ciccione</title><content type='html'>Desde el viernes 1º de febrero, Walter Ciccione volvió a la radio con &lt;strong&gt;&lt;em&gt;"Buonasera Argentina"&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. Esta vez en formato diario, de lunes a viernes de 17 a 18, por Radio El Mundo AM 1070.&lt;br /&gt;El ciclo 2008 del programa cuenta con la colaboración de Bibiana Fermoselle y Gabriel Ciccione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img width=90% src="http://a999.ac-images.myspacecdn.com/images01/40/l_94be24ae1efd0cc9c2e8ebea51ff4a9e.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-3028426307854046075?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/3028426307854046075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/3028426307854046075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2008/01/vuelve-buonasera-argentina-con-walter.html' title='Buonasera Argentina, con Walter Ciccione'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-393940049313282629</id><published>2008-01-09T14:23:00.002-02:00</published><updated>2008-02-18T13:47:43.639-02:00</updated><title type='text'>Gazzola: "Io credo nella forza dell’italianità"</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il Presidente del C.A.V.A., Segretario del Comites di Rosario e Consigliere del C.G.I.E. Mariano Gazzola, parla dell’identificazione delle nuove generazioni con i valori ereditati dagli emigrati e del ruolo chiave dell’Associazionismo. Al centro dell'attenzione anche il nuovo piano di assistenza sanitaria per gli italiani indigenti, basato sull’esperienza del Progetto A.V.A. (Anziani Veneti in Argentina), una iniziativa del C.A.V.A., allora presieduto dall’Onorevole Ricardo Merlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’italianità fra le nuove generazioni è una forza che spesso, è nascosta nel più profondo di ogni persona e che, come i fiumi carsici, quando si verificano determinate condizioni, tornano in superficie”. E’ quanto sostiene Mariano Gazzola che poi sentenzia: “Io credo nella forza dell’italianità, nel complesso di valori e opere che costituiscono l’eredità di migliaia di emigrati che arrivarono in questa terra”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gazzola è un esponente delle nuove generazioni. Di famiglia italiana, è nato a Rosario 35 anni fa, ha studiato Giurisprudenza ed è sposato con Maria Celeste. Nel 1991, quando aveva 19 anni, insieme ad un gruppo di giovani di origine veneta, costituirono la Gioventù Veneta di Rosario. Allora intraprese una strada che lo ha portato a occupare diversi incarichi nelle associazioni, fino a raggiungere alcuni obiettivi di maggiore rilevanza.&lt;br /&gt;Nel 2004 ha fatto parte della Lista Associativa e Federativa nella quale è stato eletto per far parte del Comites di Rosario (il secondo più importante dell’Argentina), nel quale più tardi è stato nominato segretario. Nel mese di luglio dello stesso anno è stato eletto Consigliere del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e nominato Segretario della Commissione tematica “Nuove Generazioni”. Dal 2006 è presidente del Comitato delle Associazioni Venete dell’Argentina (C.A.V.A), federazione che raggruppa 31 sodalizi veneti in tutta l’Argentina. Da ricordare inoltre la sua partecipazione a numerosi congressi e convegni, sia in Argentina che all’estero, e i vari corsi che ha frequentato, tra i quali, sottolinea, il corso di formazione per dirigenti, oggi organizzato dall’Utrim.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;-Nella sezione “Ricerche professionali” degli annunci dei giornali, è comune che chiedano “giovani con esperienza”, requisito che a volte sembra una contraddizione. Ma non è il tuo caso...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Il fatto è che non c’è alternativa alla partecipazione e in questo campo, l’associazionismo è fondamentale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;-Perché?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;L’italianità nel Sudamerica e specialmente nell’Argentina, è stata conservata, sviluppata e tramandata sempre a partire dalle associazioni. Ad oltre mezzo secolo dall’ultima ondata migratoria e con la progressiva scomparsa di tanti emigrati, per questioni anagrafiche, il fatto di coinvolgere i giovani nelle strutture della collettività italiana è diventato una necessità imperativa. Oggi il riferimento naturale delle nuove generazioni italo-sudamericane è Ricardo Merlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;-E come deve articolarsi tale integrazione?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;I giovani si avvicinano alle associazioni per il legame con le loro origini, tradizioni, pranzi o feste patronali, ma non devono farlo soltanto come utenti, devono integrarsi in un ruolo protagonico, come dirigenti. La simbiosi generazionale deve darsi in un ambito armonico, capace di rinnovare e di dare un nuovo senso alle associazioni, altrimenti il loro futuro è seriamente compromesso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;-Per quest’anno è in programma a Roma il Congresso Mondiale dei Giovani di origine italiana. Quali sono le tue attese?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Sarà di somma importanza. In quella sede si cercherà di seminare in un terreno fertile perché la forza dell’italianità emerga nelle nuove generazioni. Bisogna stimolare il dialogo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;-Come ha detto in qualche occasione l’On. Ricardo Merlo: “Non dobbiamo parlare ai giovani, dobbiamo ascoltarli”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Concordo al cento per cento. Il dialogo con i giovani è veramente una rivoluzione silenziosa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gazzola è un appassionato del tema delle nuove generazioni. Ricordo come chiuse il suo emotivo discorso al Congresso dei Giovani organizzato dalla FEDITALIA, a Rosario, nel 2004: “I giovani non vogliamo stare nè un passo avanti, nè un passo indietro. Vogliamo stare accanto a voi i maggiorenni!”&lt;br /&gt;Ma il nostro intervistato ha inoltre una grande sensibilità e vocazione di servizio verso gli anziani indifesi. E così, come nella vita, ma certamente più rapidamente, passiamo dalla tematica dei giovani a quella dei nostri anziani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;-Che ne pensi dell’implementazione del nuovo programma di assistenza sanitaria in favore degli anziani italiani indigenti?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;La convenzione con la Swiss Medical è partita dal 1º gennaio. Credo molto opportuna questa felice coincidenza con il 60º della Costituzione Italiana, che nel suo articolo 32 determina l’obbligo della Repubblica Italiana, della tutela della salute dei cittadini, garantendo “cure gratuite agli indigenti”. E’ la materializzazione di un diritto fondamentale della persona. Forse è la battaglia più importante portata avanti in seno al C.G.I.E. (dai colleghi Adriano Toniut, Maria Rosa Arona e Gerardo Pinto, fra gli altri) e dai parlamentari all’estero residenti in Argentina, Ricardo Merlo, Giuseppe Angeli e il Sen. Luigi Pallaro. E’ un passo importantissimo nell’equiparazione dei diritti degli italiani residenti all’estero con quelli degli italiani residenti in Italia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le radici di questo nuovo piano di assistenza sanitaria si trovano in una gestione del C.A.V.A. nell’anno 2004. In quel momento, l’allora presidente Onorevole Ricardo Merlo, firmò una convenzione con la Regione Veneto, per la quale la Regione si impegnava a finanziare l’assistenza medica integrale in favore di circa 600 anziani veneti, per il periodo di tre anni. Il così chiamato Progetto A.V.A. (Anziani Veneti in Argentina), una iniziativa solidale esemplare, ha avuto in Merlo il suo ideologo e promotore. “Ho il privilegio di aver collaborato nella veste di redattore e co-autore di quel progetto”, ricorda soddisfatto l’allora vicepresidente del C.A.V.A., Mariano Gazzola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                    Walter Ciccione&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-393940049313282629?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/393940049313282629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/393940049313282629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2008/01/io-credo-nella-forza-dellitalianit.html' title='Gazzola: &quot;Io credo nella forza dell’italianità&quot;'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-1859535924947165771</id><published>2007-12-27T11:22:00.000-03:00</published><updated>2007-12-31T12:23:06.764-02:00</updated><title type='text'>"IL BILANCIO DELL’ANNO E GLI AUGURI ALLA COLLETTIVITÀ ITALIANA DI EUGENIO SANGREGORIO"</title><content type='html'>Arriva la fine dell’anno, tempo di bilanci e, presente al recente Festival di Jazz italiano al Teatro Coliseo, dove è stata inaugurata una targa in ricordo del Conte Felice Lora, Eugenio Sangregorio non si è sottratto all’invito del cronista di parlare del suo bilancio del 2007.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Imprenditore di successo nel settore immobiliare, una intensa attività anche nel campo della politica, quale titolare dell’Unione Sudamericana Emigrati Italiani (USEI), presidente del “Movimiento Italo-Argentino de Participacion Cívica”, che ha promosso, a partire dal 1994, la partecipazione degli stranieri nelle elezioni argentine, ottenendo l’approvazione delle rispettive leggi nella Provincia di Buenos Aires (la legge Mercuri), e nella Città Autonoma di Buenos Aires.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sangregorio è inoltre consulente ufficiale dei membri argentini del Parlamento del Mercosur. E’ presidente della Camera Argentina Calabrese d’Industria, Commercio e Artigianato e delegato in Argentina dell’Associazione Internazionale della Magna Grecia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’imprenditore parla della situazione politica italiana, che vede davvero complicata, di crisi economica e sociale, “forse la situazione più critica degli ultimi anni, anche a causa dell’immobilismo, causato dalla rissosità tra i partiti politici”. Poi ricorda il recente articolo del New York Times che ha definito l’Italia Paese in decadenza e gli italiani il popolo meno felice d’Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sangregorio invece è molto ottimista sulla situazione argentina perché, dopo aver superato la crisi del 2001, il Paese continua a crescere a ritmi sostenuti. Per quanto riguarda la nostra comunità, “sappiamo che ci sono alcune cose ancora da risolvere - ricorda - come gli aiuti agli anziani bisognosi”, sostiene. Considera comunque molto importante la soluzione trovata per dare assistenza sanitaria a oltre 8mila anziani italiani indigenti, tramite la convenzione con la Swiss Medical.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul piano personale, Sangregorio considera il 2007 un anno molto positivo, specialmente per due iniziative che ha intrapreso. La prima, la firma di un accordo con il governo della Provincia di Mendoza per uno sviluppo urbanistico immobiliare in campo turistico, che si chiamerà "Dall'Italia alle Ande", su una frazione di 1000 ettari, di fronte a un lago artificiale nella zona di Potrerillos. “Un posto di straordinaria bellezza che svilupperemo con capitali argentini e italiani creando lavoro nella zona”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’altra iniziativa il “Progetto Sangregorio”, è stato annunciato dall’interessato in occasione delle Giornate della Magna Grecia all’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires, diffuso dalla stampa con il nome dell’imprenditore. Si tratta di un progetto per la costruzione in Argentina di un polo di produzione di energie alternative, di biocarburanti. Una iniziativa che eventualmente potrà essere finanziata dal governo italiano, che apporterebbe inoltre i macchinari utili alla trasformazione delle materie prime locali, cereali, alghe marine, colza, ecc. Un progetto ambizioso che creerebbe molti posti di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla domanda di un bilancio sulla Settimana della Magna Grecia, si dice molto soddisfatto, sia per le tematiche dibattute, sia per il prestigio delle personalità che ad essa hanno partecipato. “Inoltre - ricorda - abbiamo consegnato un riconoscimento a due importanti personalità: il capo del governo della Città Autonoma di Buenos Aires Mauricio Macri e il Console generale d’Italia a Buenos Aires Giancarlo Maria Curcio”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sangregorio, che è stato protagonista di alcune delle tavole rotonde organizzate dalla Tribuna Italiana sulle comunità italiane all’estero come risorsa dell’Italia, ha avuto tempo di parlare anche dei suoi progetti politici. “Sono entusiasta”, confessa, e racconta che ha aperto un ufficio dell’USEI a Roma e che sta costituendo gruppi di lavoro di esperti in diverse tematiche, che lo accompagneranno nei nuovi percorsi del complesso scenario globale “per creare nuovi strumenti e attuare nuovi discorsi per far capire agli italiani, politici e non, che noi emigrati siamo una davvero una risorsa”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sangregorio conclude con un augurio “in questo momento di serenità e di speranza voglio augurare a tutti i lettori di Tribuna Italiana buone feste e un prospero anno nuovo."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Walter Ciccione/Tribuna Italiana&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-1859535924947165771?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/1859535924947165771'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/1859535924947165771'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2007/12/il-bilancio-dellanno-e-gli-auguri-alla.html' title='&quot;IL BILANCIO DELL’ANNO E GLI AUGURI ALLA COLLETTIVITÀ ITALIANA DI EUGENIO SANGREGORIO&quot;'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-7769231074453010059</id><published>2007-12-04T11:34:00.000-03:00</published><updated>2007-12-12T11:43:59.569-03:00</updated><title type='text'>Lo spirito della Magna Grecia a Buenos Aires</title><content type='html'>L’VIII edizione si è tenuta all’Istituto Italiano di Cultura della Capitale argentina. Fedele alla diffusione dei valori del suo ricco patrimonio culturale, storico e di progetti, l’Associazione Internazionale Magna Grecia ha attraversato l’Atlantico per proporre  un’altra volta a Buenos Aires, i consueti incontri che per l’importanza delle tematiche e il prestigio dei partecipanti, costituiscono un avvenimento di rilevante importanza. Tali sono state le due giornate del 19 e 20 novembre all’Istituto Italiano di Cultura, quando illuminati dal titolo “Italia e Argentina, radici comuni”, si sono sviluppati intensi dibattiti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli antichi romani chiamarono Magna Grecia o Mayor Graecia il Sud d’Italia, corrispondente alle attuali regioni di Basilicata, Campania, Puglie, Calabria e Sicilia. Nel caso dell’Associazione Internazionale Magna Grecia, si tratta si una istituzione senza fini di lucro, apartitica, fondata nel 1986, con sedi principali a Roma e a New York, e una rete di delegazioni presenti in Italia e all’estero. Dal 1997 è presieduta dal dott. Nino Foti, e il rappresentante del sodalizio in Argentina è il comm. Eugenio Sangregorio. Tra i suoi obiettivi culturali, c’è la diffusione in Italia e presso gli italiani nel mondo dei valori della civiltá della Magna Grecia  nei suoi aspetti sociali, sviluppare relazioni con le comunitá italianeall’estero  per rinnovare i legami con  le loro radici e far conoscere, sopratutto  nel Bel Paese,  il lavoro degli italiani all'estero, una  presenza  di circa  60 milioni che, non solo popolano "ma  colorano il mondo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Mauricio Macri e il “premio apotropaico”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;La “Settimana della Magna Grecia”, che il sito www.bairesuno.tv ha trasmesso in tutto il mondo, è iniziata lunedì 19 a mezzogiorno, in Ambasciata, dove l’ambasciatore d’Italia Stefano Ronca e la gentile consorte, hanno offerto una colazione alle delegazioni italiana e argentina dell’Associazione. Della prima, a cui faceva capo il presidente Nino Foti, facevano parte  il prof. Giorgio Riondino della presidenza del Consiglio dei Ministri; l’economista Mario Pagnotta e il segretario generale dell’AIMG  Pasquale Cartella. Della seconda facevano parte Eugenio Sangregorio, presidente dell’Unione Sudamericana Emigrati Italiani, il dott. Claudio Zin delegato in Argentina del’Udc e futuro ministro della Sanità del governatore della Provincia di Buenos Aires Daniel Scioli, i deputati della Provincia di Buenos Aires e del Mercosur Osvaldo Mercuri e Roberto Filpo, il deputato della Città Autonoma di Buenos Aires Christian Asinelli, il giudice federale Franco Fiumara, presidente della Federazione Calabrese, Héctor Datoli, vice console onorario d’Italia a Tres de Febrero, Olga Martin funzionaria dell’Istituto Italiano per il Comercio Estero.  C’era inoltre un numero ridotto di invitati, tra i quali il Console generale d’Italia a Buenos Aires Giancarlo Curcio, Irma Rizzuti, presidente dell’Ass.Calabrese, il Dott.  Vincenzo Carrozzino professore dell’Università di Salerno, la Dott.ssa.  Valeria Sangregorio, il produttore televisivo Raul Lecuona e alcuni esponenti della collettività italiana.   Al centro della riunione, la consegna al Sindaco eletto della Città di Buenos Aires ing. Mauricio Macri del Premio Internazionale Magna Grecia. Nel porgergli la targa - una maschera “Apotropaica” - , il presidente del sodalizio Nino Foti, ha spiegato all’ing. Macri che si tratta di un portafortuna dell’antica tradizione greca "per tenere lontano il malocchio e gli spiriti maligni”. “Sicuramente quando il 10 dicembre assumerò il mio incarico ne avrò bisogno”, ha detto sorridente Macri, che ha poi sottolineato l’importanza del contributo dell’emigrazione italiana alla costruzione e alla crescita dell’Argentina, ha invitato l’Italia a investire nella Città di Buenos Aires  e ha concluso riferendosi alle sue radici italiane e alla sua intenzione di approfondire la sua conoscenza dell’italiano, per parlarlo fluidamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cerinomia si è conclusa con le parole dell’Amb. Ronca e del Console generale Curcio: “Le comunita italiane in Argentina. Radici culturali, voto e cittadinanza"&lt;br /&gt;Lunedì pomeriggio iniziarono le giornate di lavoro all’Istituto Italiano di Cultura, moderate dalla giornalista Liliana Caruso. Tema del dibattito, “Le comunità italiane in Argentina. Radici culturali, voto e cittadinanza”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il saluto della dott.sa Claudia Romano, a nome del nuovo direttore dell’IIC dott.ssa Giuliana Dal Tiaz, è iniziato il dibattito, introdotto dal presidente Foti, che ha citato una riflessione del fondatore dell’AIMG Dino Gullace, stabilendo un parallello tra i coloni achei che oltre 2500 anni fa salparono attraversando il mare verso il sud d’Italia in cerca di una nuova vita e i milioni di emigrati italiani che dalle stesse terre dove i primi erano arrivati salparono a loro volta ripetendo l’epopea verso altre latitudini, come l’America, “terra di speranze e di opportunità”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entrando nel merito specifico del convegno, Eugenio Sangregorio, nella sua veste di presidente del Movimento Italo Argentino di Partecipazione Civica, ha sottolineato un fatto del quale è stato protagonista. "Con l'aiuto del Deputato Mercuri nel 1994 abbiamo ottenuto  una riforma Costituzionale per  concedere il diritto di voto agli stranieri nella Provincia e nella Cittá di Buenos Aires,  una posizione di primato e di orgoglio, rispetto a moltissime altre Nazioni per  noi cittadini italiani che viviamo in Argentina".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel suo intervento, il senatore Luigi Pallaro, ha parlato su vari aspetti del tema in dibattito, per poi affermare:  "In questa Finanziaria abbiamo raddoppiato il sostengno economico ottenuto l'anno scorso per l'assistenza sanitaria agli anziani italiani disagiati".  Sul Congresso di Giovani di origine italiana, organizzato dalla  Feditalia, che si è svolto l’ultimo fine di settimana ha manifestato che aveva come obiettivo  "fare delle nuove generazioni, amici dell'Italia". Infine, rivolgendosi al dott. Foti ha detto: "Dobbiamo analizzare cosa possiamo fare assieme. Sono convinto che le cose importanti si concludono  guardandosi in faccia e stringendosi la mano".&lt;br /&gt;Categorico il  giudizio del dott. Claudio Zin  su una sgradevole sensazione: “Quando  ascolto  i politici italiani che ci visitano, ho la sensazione che sottovoce rivolgono una minaccia, guardate che se siete cattivi e non  fate  quello che dicono a Roma, vi togliamo il voto",  aggiungendo: "Per noi il voto è un diritto costituzionale,   sarebbe ora di  dire una volta per tutte ai politici,  rispettateci, perché anche  noi siamo cittadini italiani".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da parte loro i deputati Mercuri e Filpo hanno sottolineato coincidenti, l’importante ruolo della comunità italo-argentina (della quale si considerano componenti) nello sviluppo dell’Argentina. Inoltre hanno messo in rilievo l’atteggiamento di Sangregorio, che con la sua perseveranza e “passione calabrese” è riuscito a concretare una legge per far votare gli stranieri nella Provincia di Buenos Aires. “Un diritto  - ha detto Mercuri - che voglio estendere a tutto il Paese”.&lt;br /&gt;Dopo l’intervento del dott. Fiumara, incentrato sulle richieste argentine sulle Malvine, è intervenuto il dott. Giancarlo Curcio. Il Console generale in Buenos Aires ha ricordato il recente traguardo di iscrizioni all’Anagrafe, che portano questa sede, insieme a quelle di Lomas de Zamora e Morón, a 270mila iscritti all’Anagrafe, la più numerosa al mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludendo l’intensa giornata  e in una cerimonia calida e simpatica, Foti e Sangregorio hanno consegnato a Curcio una targa in riconoscenza per l’efficiente lavoro che sta svolgendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“Il progetto Sangregorio”&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il dibattito della seconda giornata, incentrato sulla “Cooperazione economica e scambi tra l’Italia e l’Argentina, è stato moderato da Walter Ciccione ed è stato aperto dal prof. Riondino, che ha fatto il punto sui rapporti tra i due Paesi.Eugenio Sangregorio, diretto e pragmatico com’è nel suo stile, ha iniziato il suo intervento annunciando un progetto concreto, per affrontare il cruciale problema delle fonti rinnovabili di energia, accolto con grande interesse dai presenti. "Mi propongo di  presentare al Parlamento Italiano il progetto della USEI per creare un polo industriale dei biocombustibili nelle aree del biodiesel e bioetanolo con finanziamenti dell'Italia per svilupparlo in Argentina e nel Mercosur". Quindi ha detto: "Dobbiamo potenziare al massimo l'associazione tra l’Italia e l'Argentina con un progetto strategico che si serva dei vantaggi tecnologici dell'Italia e dell'enorme disponibilitá agricola, le materie prime e la qualitá delle risorse umane dell'Argentina".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal canto suo l’on. Humberto Roggero, ex ambasciatore argentino in Italia è stato molto concreto nell’affermare: Dobbiamo metterci d’accordo con l’Italia per superare quel luogo comune di quanto l’Italia può vendere all’Argentina o quanto possiamo noi vendere all’Italia. L’obiettivo dev’essere quanto messi insieme possiamo vendere al mondo.”Sul tema delle fonti alternative di energia, Héctor Datoli ha sottolineato che ogni iniziativa deve considerare anche il rispetto della qualità della vita e dell’ambiente”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da parte sua il giovane deputato Asinelli ha sottolineato che le comuni radici con l’Italia certamente rendono più facili gli scambi, manifestando inoltre la sua più ampia disponibilità a collaborare nella crescita dei rapporti, mentre la lic. Martín ha riportato una interessante serie di dati raccolti dall’ICE, secondo i quali l’export argentino verso l’Italia, mettendo a confronto i primi sei mesi dell’anno scorso e di quest’anno, è aumentato dell’8,7%, per un totale di 599,1 milioni di dollari, mentre nello stesso periodo, l’Italia ha venduto all’Argentina per 489,2 milioni di dollari, con un incremento del 12,2% rispetto ai primi sei mesi 2006. Dall’Italia arrivano in Argenitna specialmente macchinari industriali, prodotti chimici e manifatture metalliche, mentre l’Argentina esporta soprattutto prodotti alimentari e cuoi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’on. Giuseppe Angeli da parte sua, ha detto che su suo intervento è prevista per l’anno venturo la visita in Argentina di un gruppo di imprenditori italiani che studieranno le possibilità di investimenti in vari settori. In riferimento all’Argentina ha detto che è una terra molto generosa, con enormi potenzialità, in campo agricola, energetico e turistico, ma che le maggiori potenzialità sono nel campo delle risorse umane.L’economista Mario Pagnotta è  stato categorico nell’affermare: "Allargare le relazioni fra l’Italia e l’America Latina oggi non é una scelta ma una necessità".&lt;br /&gt;In conclusione delle due intense giornate, Foti e Riondino hanno confermato il loro convincimento che si è trattato di due giornate di dibattiti estremamente positivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Epilogo &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Queste giornate sono state un evento importante che ha apportato riflessioni, suggerimenti, iniziative e progetti interessanti. La Magna Grecia adempie così al suo obiettivo di stimolarci e rinnovarci lo spirito e di rafforzare un ponte di comunicazioni nei due sensi, tra l’Italia e l’Argentina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;WALTER CICCIONE&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-7769231074453010059?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/7769231074453010059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/7769231074453010059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2007/12/lo-spirito-della-magna-grecia-buenos.html' title='Lo spirito della Magna Grecia a Buenos Aires'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-574847907186941305</id><published>2007-12-04T11:22:00.000-03:00</published><updated>2007-12-06T11:28:40.314-03:00</updated><title type='text'>El Comites de Buenos Aires ...eppur si muove!</title><content type='html'>Resulta auspicioso que el Comites, haya asumido una actitud de transparencia, de política de “puertas abiertas” para las reuniones especiales del Consiglio facilitando a los interesados el acceso a la información de argumentos que seguramente les interesan, un procedimiento que sin lugar a dudas testimonia el grado de madurez democrática que como comunidad organizada hemos alcanzado Sin embargo, esta suerte de “exposición pública ” ofrece a la platea las posibilidades de juzgar, tanto los temas en discusión como la forma de tratarlos que a veces puede generar efectos contrarios a los deseados y como ocurrió en la última reunión del 26 de noviembre, generar algún tipo de decepción en sus expectativas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entre quiénes asistimos a la citada reunión, publico y prensa entre otros, en un elevado porcentaje nos retiramos con cierto grado de frustración. De una parte por haber presenciado un debate desordenado, por momentos tumultuoso y en algunos casos, en público y privado, agraviante. Por la otra, la sensación de que en resultados concretos la reunión no aportó solución alguna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Por nuestro temperamento latino y posiblemente ante la actitud apática e indiferente, optamos por un tipo de disenso: aquel que es vital y apasionado.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la premisa de que no resulte ofensiva. La discusión es legitima si está animada por la grandeza conceptual y el respeto hacia la persona. Como primer balance de la reunión, deberíamos tal vez avalar el comentario de un ocasional vecino: “ vine desde lejos para dilucidar algunas dudas sobre temas que me interesan, me retiro confundido y además decepcionado.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;” Para el lector ajeno a los avatares de los entes que se ocupan de nuestra problemática comunitaria, el Comites en particular representa una suerte de “Parlamentino degli Italiani all’Estero” que en el caso de la Circunscripción de Buenos Aires, con alrededor de 200 mil inscriptos detenta el privilegio y la responsabilidad de ser el más numeroso del mundo y la potencialidad del más importante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Los 24 miembros que lo integran fueron electos en el 2004 tras una intensa campaña politica con 40.783 votos emitidos. Su mandato caduca en el 2009, año el que, elecciones mediante, se procederá a su renovación.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En su gran mayoría los componentes del Comites son elementos representativos de nuestra comunidad con una acentuada vocación de servicio y una encomiable actitud de volontariato. En muchos casos se trata de políticos o personas que están en condiciones de serlo. Sin embargo la manera de actuar en el seno del “Parlamentino” sorprende, vista la actitud individualista que practican y salvo excepciones, la característica predominante pareciera aquella contradictoria de “todos contra todos” .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Debemos suponer que el trajín de un intenso año de trabajo pueda generar algún tipo de desgaste en las relaciones, la convivencia. Sin embargo no deja de sorprender la actitud de un consejero del Comites, de recriminar públicamente a una de las secretarias de la institución, manifestando que su actitud de circular entre el público “le produce nervios!!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seguramente a esta altura de la crónica, el lector tendrá curiosidad por conocer en definitiva cuáles han sido los temas que generaron el enrarecido clima señalado, que por otra parte y pese a todo tampoco significa que “Ardió Troya “.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En lineas generales en la reunión se cuestionó por ejemplo, el hecho que el Comites no ha sido oficialmente informado de todo el proceso de licitación y adjudicación del Plan de Salud instituido por el Gobierno Italiano para los 8230 ancianos de quienes señalan: “ no disponemos siquiera de un listado”, de los supuestos beneficios.” También se reclamó el listado de los beneficiarios del “tesserino” que por el convenio con el Hospital Italiano se entrega a los connacionales.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sobre el particular alguien señalo que había sido creado con “fines electorales”, para luego debatir las eventuales consecuencias jurídicas que puede generar el citado tesserino. Más adelante, apareció en escena, el recurrente “ parere” todo un clásico para debatir como ocurriera en los casos del contributo a la stampa, los cursos de idioma italiano y en esta oportunidad “il progetto di corso di formazione professionale e PMI per l’anno 2008”, para finalmente y ante la propuesta de crear otra comisión varios de los integrantes se opusieron argumentando: “No tiene sentido, ¿por qué no intentamos hacer funcionar las 12 existentes?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En otro orden de cosas nos enteramos también de algunas novedades, por ejemplo que todavía falta el consentimiento de la Corte dei Conti di Roma para adjudicar oficialmente a Swiss Medical la atención de nuestros ancianos.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sobre la cuestionada gestión del Banco Itaú del pago de las pensiones se escucharon posiciones contrapuestas, por una parte en algunos sectores de Buenos Aires son óptimas, mientras que en otros son directamente caóticas. Si bien como indica aquel viejo refrán “para muestra basta un botón” entendemos que no podemos calificar toda una gestión por un hecho supuestamente aislado.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seguramente las autoridades del Comites al concluir el año nos ofreceran un balance sobre todo lo actuado. Por nuestra parte consideramos oportuno resaltar dos hechos de cierta significación acontecidos al finalizar la reunión.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Por una parte una suerte de catarsis pública manifestada por un calificado integrante de la institución. “No es posible que cuando los debates adquieren color y calor debemos interrumpirlos por una cuestionable directiva de las autoridades que nos hace sentir intrusos en nuestra propia casa” (recordemos que existe un limite de horario dispuesto por las autoridades consulares que finaliza a las 19, porque debe cerrarse el edificio)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ya en otro terreno, dirigiéndose a sus colegas con fervor y mayor énfasis “Se hace necesario establecer reglas claras para los debates. Los exhorto encarecidamente a superar esta modalidad de disentir, debemos en forma urgente implementar una metodología de trabajo”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al retirarse el cronista, un veterano y respetado miembro del ejecutivo lo saluda y esbozando la irónica sonrisa que lo caracteriza exclama:“Imagino que no vas a publicar el contenido de esta commedia !” sin darme tiempo a reaccionar, añadió: Ma va, anche in queste condizioni, credo che il Comites, eppur si muove ”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;WALTER CICCIONE&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-574847907186941305?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/574847907186941305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/574847907186941305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2007/12/gente-fatti-efantasia-el-comites-de.html' title='El Comites de Buenos Aires ...eppur si muove!'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-5884532195031206314</id><published>2007-11-21T09:41:00.000-03:00</published><updated>2007-12-06T09:51:33.027-03:00</updated><title type='text'>Intervista al Sen. Claudio Micheloni: 'Il mondo politico italiano non conosce la realtà degli italiani nel mondo'</title><content type='html'>Claudio Micheloni, presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato, sostiene che la Finanziaria, se verrà approvata con gli emendamenti richiesti dai senatori eletti all’estero, segnerà una svolta nella soluzione dei problemi degli italiani all’estero. In una intervista a Walter Ciccione della TRIBUNA ITALIANA, il senatore eletto nella Ripartizione Europa nella lista dell’Unione e residente in Svizzera, avverte sui pericoli che potrebbero esserci per il voto degli italiani all’estero, parla sulla cittadinanza la cui trasmissione dovrebbe fermarsi ai nipoti e del lavoro dei parlamentari eletti all’estero. Di ce che non è stata fatta la foto di gruppo, ma che hanno garantito la governabilità del Paese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://www.tribunaitaliana.com/files/micheloni.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TRIBUNA ITALIANA - Ci sono state riunioni tra i parlamentari eletti all'estero?&lt;br /&gt;Claudio Micheloni - Abbiamo organizzato un paio di incontri, però non al completo, sicuramente più per impegni che per mancanza di volontà. Sono stati incontri informali e non hanno avuto un grande risultato. C’era la speranza di lavorare il più unitariamente possibile, ma oggettivamente è una cosa difficile nel quadro politico italiano perché qui tutto si muove secondo le aree politiche.&lt;br /&gt;Ci sosteniamo volentieri insieme su alcuni punti. Adesso sull'assegno sociale alla Camera, si è fatto un passo unitario. Per un anno siamo stati sia alla Camera che al Senato senza uno strumento operativo per lavorare nelle istituzioni e questo é stato un handicap molto forte perché alla Camera dei Deputati era previsto un sottocomitato della Commissione Esteri che è stato insediato 2 mesi fa, dopo più di un anno! C’è voluto un anno per insediare una cosa che è prevista dal regolamento.&lt;br /&gt;Qui al Senato, non era previsto nulla e per creare un comitato e non una commissione del Senato per la questione degli italiani all'estero, ci abbiamo messo 15 mesi. Nel Comitato siamo presenti i 6 Senatori dell'estero piú 11 Senatori italiani e questo è estremamente importante.&lt;br /&gt;In questo Comitato si ragiona con uno spirito diverso che nelle altre commissioni, parliamo dei problemi ce rcando di limitare l'influenza partitica che, però, dopo riemerge nel momento che i temi arrivano in aula dove è molto difficile lavorare con lo stesso spirito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;T. I. - Non c’è mai scappata una fotografia di gruppo, una sorte di simbolo per gli italiani all'estero per diffondere un'immagine di cordialità tra i nostri 18?&lt;br /&gt;C. M. - Non lo abbiamo mai fatto e, ha ragione, come immagine potrebbe essere una cosa da utilizzare. Ma il vero problema non é quello della fotografia e non é neanche quello delle riunioni dei 18. Il vero grosso problema è che il mondo politico italiano non conos ce la realtà degli italiani nel mondo, questa è la vera difficoltà. Quando in politica si affrontano temi la cui base non è conosciuta dai politici locali, diventa difficile concretizzare.&lt;br /&gt;Qui non sanno cosa siamo diventati, cosa sono le nuove generazioni, non conoscono il nostro pro ce sso di integrazione, non hanno idea di quello che rappresentiamo. Ignorano questa realtà e questo rende tutto molto difficile.&lt;br /&gt;Per esempio far capire ai politici che ci sono in alcune parti dei bisogni; che abbiamo ne ce ssità di promuovere la lingua italiana e la cultura e che peraltro abbiamo bisogno anche di servizi nei consolati. E soprattuto debbono capire che siamo una risorsa per il Paese, uno slogan che tutti i politici italiani utilizzano e che noi dobbiamo far diventare una realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;T. I. - Con la TRIBUNA ITALIANA abbiamo fatto una serie di tavole rotonde sul tema della risorsa e siamo convinti che lo siamo. Il problema è che se in Italia non lo capiscono dipende da noi farlo conos ce re e forse da voi parlamentari che ci rappresentate.&lt;br /&gt;C. M. - In buona parte ha ragione, è responsabilità nostra, ma nella stessa misura lo è anche delle forze politiche che hanno avuto dei contatti, legami con le comunità all'estero, che ci anno sempre visto come un oggetto politico da utilizzare e non come un soggetto politico.&lt;br /&gt;Oggi siamo in Parlamento, siamo dei soggetti politici attivi nel parlamento italiano. Questa novità, non è stata ancora nè capita nè metabolizzata nel mondo politico italiano e neanche da noi.&lt;br /&gt;Qualche volta mi chiedo se noi parlamentari abbiamo coscienza di questa cosa, e me lo chiedo seriamente, non è una battuta perché ho l'impressione che non ci comportiamo sempre da parlamentari della Repubblica in rappresentanza di questa straordinaria risorsa. Un po’ sarà dovuto ai nostri vincoli, un po’ alle difficoltà oggettive che si incontrano, ma questa responsabilità ce l'abbiamo. Ancora oggi, qui in Parlamento, nelle fasi di riflessioni, di discussioni che si stanno avendo sulle riforme delle istituzioni, la tentazione di rimettere in questione il voto all'estero è molto forte. E questa tentazione c’è dopo 18 mesi che i parlamentari esteri sostengono e garantiscono la governabilita del Paese. Non dimentichiamo che se non ci fosse stato il collegio Estero, non è che vin ce va un'altra parte, il Paese era ingovernabile perché una Camera aveva una maggioranza e l'altra ne aveva un'altra. Il Paese si sarebbe trovato nel 2006 in una situazione politica estremamente complessa e pericolosa perché bisognava tornare a votare immediatamente con estreme difficoltà.&lt;br /&gt;Dunque, malgrado questa realtà, noi abbiamo garantito la governabilita, non faccio un discorso di parte, si è potuto fare un governo. Malgrado questo non c’è la consapevolezza della nostra ne ce ssità in Parlamento.&lt;br /&gt;Questo sarà superficialità del mondo politico italiano che è molto provinciale, che è molto chiuso in se stesso, ma in buona parte e anche responsabilità nostra, che non abbiamo fatto discorsi che ci portano dentro la politica italiana . Io dico sempre ai miei colleghi che non possiamo e non dobbiamo occuparci solo dei problema degli italiani all'estero. Se ci comportiamo in questo modo, diventeremo i rappresentanti di una riserva indiana - senza mancare rispetto agli indiani che mi stanno molto simpatici - non andremo a nessuna parte.&lt;br /&gt;Ma oggi sta cambiando un po’ questo clima. Devo dire in questi giorni, nella seconda Finanziaria che stiamo fa ce ndo, tutti gli emendamenti che abbiamo proposto per gli italiani all'estero, portano le 5 firme dei Senatori, 4 della maggioranza quelli della Unione, più la firma di Pallaro.&lt;br /&gt;Questo e un fatto estremamente positivo e importante. Abbiamo fatto una conferenza stampa tutto il gruppo prima della Finanziaria annunciando che saremo duri, lo abbiamo fatto assieme perché si sta ce rcando questa volta di dare un'immagine migliore, non credo che il problema sia risolto, però si sta tentando di dare un'immagine migliore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;T. I. - Cosa prevede questa Finanziaria per gli italiani all’estero?&lt;br /&gt;C. M. - Come era stata presentata inizialmente dal Governo, non ci riservava niente di buono e per questo non ci convin ce va. Ma abbiamo iniziato un lavoro unitario tutti e cinque, abbiamo presentato diversi emendamenti che rispondono alle esigenze urgenti della nostra comunità. Che vanno dalla rete consolare all'assistenza per gli indigenti dell’America Latina. La diffusione della lingua e la cultura. Abbiamo toccato insieme i problemi. E’ un lavoro politico il cui esito dipenderà dalla nostra capacità di difendere gli emendamenti. Le richieste fatte sono importanti. Credo che questa Finanziaria segnerà una svolta nella soluzione dei problemi degli italiani all'estero. Se il governo non dovesse accogliere queste nostre richieste, allora dovremmo fare una valutazione politica del comportamento della delegazione dei senatori della circoscrizione estero nel confronto del governo. Daremo questa valutazione il 15 novembre …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;T. I. - Lei parlava delle riforme istituzionali e dei pericoli per il nostro voto...&lt;br /&gt;C. M. - C’è un progetto costituzionale che secondo me non ha nessuna probabilità di andare avanti in questa legislatura, però secondo me, e posso sbagliare, spero per l'interesse dell'Italia di sbagliarmi, perché l'Italia ha bisogno di questa riforma, non credo che ci siano le condizioni politiche per farla, ma se si apre questo cantiere bisognerà essere estremamente vigilanti e convin ce nti per far sì che la tentazione trasversale, di ce ntrosinistra e di ce ntrodestra di togliere il voto all’estero, non diventi maggioranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;T. I. - Quali altri argomenti ci sono sul, tappeto?&lt;br /&gt;C. M. - Dobbiamo affrontare la riforma del CGIE e dei Comites. Abbiamo avuto una riunione nel Comitato per le questioni degli italiani all'estero del Senato , nella quale abbiamo messo come priorità il lavoro sulle riforme segnalate. Il nostro Comitato ha partecipato alle ultime tre riunioni continentali del CGIE , - Miami, Lussemburgo e Guayaquil -. Per me era importante la participazione dei Senatori italiani e non tanto di quelli dell'estero. Ed in effetti era giusta questa mia spinta perché sono tornati con la convinzione che il CGIE è un organo ne ce ssario, cosa che non credevano prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;T. I. - Crede realmente che il CGIE sia tanto necesario oggi che abbiamo i nostri parlamentari?&lt;br /&gt;C. M. - Non si può prescindere del CGIE perché se lo togli, tagli la possibilità ai parlamentari di funzionare. Il Consiglio rappresenta un gruppo di persone che hanno il ruolo e la competenza di far la sintesi dei Paesi. Si tratta di uno strumento indispensabile se vogliamo essere efficaci nelle rappresentanze.&lt;br /&gt;E’ importante un Consiglio Generale di raccordi tra il Parlamento e le comunità nazionali. Non si può immaginare che due senatori, per parlare solo del Senato possano correttamente rappresentare le istanze dell'America Latina o altri due quelle dell'Europa. I continenti sono immensi e le realtà molto diversificate.&lt;br /&gt;C’è bisogno di un'altro tipo di strumenti. Il CGIE dev’essere quell'organo che ha la missione di far la sintesi delle potenzialità e delle ne ce ssità di una comunità nazionale e diventare l'interlocutore dei parlamentari e il legame fra i parlamentari e le comunità nazionali. Sono contento della reazione dei senatori italiani che finalmente ac ce ttano che c'è bisogno di un CGIE , ma questa struttura va modificata, trasformata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;T. I. - E come sarebbe questo nuovo CGIE ?&lt;br /&gt;C. M. - Sull'argomento il lavoro è a l'inizio, ci sono molte idee sul tavolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;T. I. - E nel caso dei Comites?&lt;br /&gt;C. M. - Rappresentano le comunità locale e anch’essi vanno modificati. Se prende la legge dei Comites, in teoria possono fare tutto, ma in realtà non possono fare niente. Questa è la situazione di oggi. Io preferisco un Comites che all'inizio gli si di ce "tu puoi fare poco, ma questo poco lo puoi fare" e dunque chiarire i rapporti fra il Consolati e i Comites che non possono essere uno strumento utile se c’è un Console intelligente o che non serve a niente se c’è uno negativo.&lt;br /&gt;Bisogna chiarire questi aspetti.&lt;br /&gt;Ripeto, dare ai Comites meno funzioni, perché in teoria ne hanno molte ma nella pratica zero, però quelle poche devono averle e devono farle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;T. I. - Un parere sulla nuova legge di cittadinanza italiana?&lt;br /&gt;C. M. - Due parole le dico molto volentieri. Il progetto come disegno di legge, è attualmente alla Camera dei Deputati, il lavoro si trova in commissione e riguarda tutti i casi, compresa l’acquisizione della cittadinanza da parte degli immigrati. Abbiamo deciso tutti i parlamentari di mettere dentro la legge i punti che ci toccano a noi italiani all'estero.&lt;br /&gt;Per la cittadinanza degli emigranti la mia posizione, che difenderò quando arriverà al Senato, è che la cittadinanza si può richiedere se qualcuno ha un nonno italiano, e non si può andare al di là di questo.&lt;br /&gt;Ci dev’essere poi una corsia preferenziale, a con ce ssione praticamente a vista, per un cittadino nato in Italia, che ha dovuto rinunciare nel passato per motivi di leggi di altri Paesi.&lt;br /&gt;Risolvere l'annoso problema delle donne prima del 1948.&lt;br /&gt;Per me questo deve essere il con ce tto di cittadinanza e dobbiamo capire tutti, in particolare in America Latina che se noi dell'estero non siamo rigidi sulla cittadinanza ci togliamo moltissime probabilità di risolvere altri problemi, perché nel mondo politico italiano c'è una reazione, che, secondo me, è giustissima: qualsiasi legge che ci riguarda, che ha imputazioni di responsabilità dello Stato, economica, sociale, politica ecc. diventa difficile per noi difenderla, se non c'è un quadro chiaro di chi sono e quante sono le persone che a questi diritti potrebbero un giorno fare appello.&lt;br /&gt;Se noi continuiamo a raccontarci la favola che 15 milioni di argentini sono di origine italiana, che altri 50 milioni lo sono nel Brasile, ecc. ci raccontiamo una favola che spaventa - e giustamente - al mondo politico italiano.&lt;br /&gt;Ho intenzioni di battermi per questa storia. Dobbiamo avere l'onestà di presentare una visione chiara per dire: questa è la platea dei cittadini italiani e a questa viene dato il servizio, vanno riconosciuti i diritti e va valorizzata come risorsa. Per quelli di origine italiana che per altra parte hanno interesse di avere rapporti con l'Italia non hanno bisogno della cittadinanza, del passaporto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;WALTER CICCIONE&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-5884532195031206314?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/5884532195031206314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/5884532195031206314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2007/11/intervista-al-sen-claudio-micheloni-il.html' title='Intervista al Sen. Claudio Micheloni: &apos;Il mondo politico italiano non conosce la realtà degli italiani nel mondo&apos;'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-4670210101908680695</id><published>2007-11-21T09:00:00.000-03:00</published><updated>2007-12-06T10:22:49.796-03:00</updated><title type='text'>Brillante cierre de la 52ª Settimana di Calabria en el teatro Coliseo</title><content type='html'>A la luz de las generosas y populosas manifestaciones que suelen ofrecernos, resulta estimulante la dosis de vitalidad que el asociacionismo aporta a nuestra comunidad. Entre la variada gama de actividades que desarrollan, seguramente el capitulo fiestas y anexos detenta un rol protagónico entre los múltiples eventos desarrollados en el curso del año. Para quienes participamos de las mismas, el mes de noviembre tiene asignado un espacio particular en la agenda, una cita insoslayable, aquella de acompañar a la Asociación Calabresa de Buenos Aires en la celebración de su clásica Settimana della Calabria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un período en el que se ofrece una variada gama de actividades que dieron inicio el pasado 4 de noviembre y culminó el domingo 11 con el tradicional Festival Artístico en el teatro Coliseo. La oferta de artistas fue variada y generosa, entre otros se lucieron: Franco Mangone, Enzo Elmo, Rosario Montepaone, Rocco, Adriano Mori, el Gruppo Folklorico Calabrese del maestro Francomanno y el cantante Folk Serafino, figuras de prestigio, consagradas en particular dentro la comunidad calabresa puesto que en su gran mayoría suelen actuar en la institución organizadora. Antes de comenzar el espectáculo pudimos observar la presencia de destacados referentes de nuestra comunidad, dirigentes de asociaciones, del ámbito cultural, empresarial y político, como por ejemplo los presidentes del Comites de La Plata Guillermo Rucci, del USEI Eugenio Sangregorio, de la Nazionale Italiana Marcelo Pacifico. El conductor del programa radial "Voces de Nápoles" Aniello Di Dorio y el guionista y director cinematográfico, el Profesor Rocco Oppedisano entre otros.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La entonación de los himnos a cargo del Coro Metropolitano de Opera de la Asociación, marcó el comienzo del Festival que como de costumbre condujo Jose Conde con la colaboración de una debutante en estas labores, la joven Romina Birra. La lectura de adhesiones al margen de resultar tedioso para el público, insumió un espacio de tiempo más que considerable. Consideramos que para favorecer la dinámica del show, el trámite señalado debería limitarse a la sola mención del remitente obviando los fundamentos de las ausencias, que en todos los casos responden a lugares comunes: "razones de índole familiar" o "compromisos asumidos anteriormente". Estimamos también que sería conveniente acotar la sucesión de desfiles de las hermosas aspirantes a reina para procurar reducir la duración del espectáculo que una vez más superó las 4 horas, un tiempo que por lo extenso opaca el desarrollo del show y suele generar cansancio en el espectador.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA GENERACIÓN DE "LOS TRAIDOS "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le correspondió a Irma Rizzuti iniciar la ronda de saludos, presentándose como: "La primera mujer que a lo largo de 80 años de vida de la institución que tiene el honor y la responsabilidad de presidirla". Acto seguido procedió a completar la lectura de adhesiones, en este caso las correspondientes al Onorevole Ricardo Merlo y al Senatore Luigi Pallaro respectivamente. Con aplomo y el buen decir que la caracterizan y cierta dosis de emotividad, Irma Rizzuti se identificó como integrante de una nueva generación, aquella de "Los traídos, se trata de quienes llegamos a esta bendita tierra en los brazos o de la mano de nuestros mayores". Definición que sin lugar a dudas sorprendió gratamente generando un cálido aplauso de un público que, como en el caso del cronista, integra esta novedosa generación.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Acto seguido el joven presidente de la FACA, Franco Fiumara se ocupó de disipar la emotividad del clima reinante y en su breve intervención dió la bienvenida a tres de los invitados: la Lic. Gabriela Michetti, Vice-Jefa electa del Gobierno de la Ciudad de Buenos Aires, al Dr Claudio Zin, futuro Ministro de Salud de la Provincia de Buenos Aires y al Cónsul General Dr. Giancarlo Maria Curcio, sobre cuya figura expresó: "Se trata de un funcionario digno del cargo que ocupa, que con su eficiente proceder logró revolucionar la estructura consular". Concluyó el saludo con un anhelo y un mensaje al Parlamento Italiano "La adhesión tal como lo hiciera en 1982, para apoyar la gestión Argentina frente a Inglaterra y recuperar de manera pacifica Las Islas Malvinas "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fuera de programa, la Presidente Rizzuti invitó al Dr Claudio Zin al escenario quien en su saludo manifestó compartir los elogios dirigidos al Cónsul Curcio, para referirse luego a la generación de "Los traídos". Visiblemente emocionado señaló: "Nací en Italia, tenía un año de edad cuando me trajeron a este bendito país y me identifico plenamente con la definición de Irma Rizutti, en algún momento quiero volver a mi tierra. No logro explicarme las razones que fundamentan este deseo, se trata de algo muy íntimo…" Sobre el futuro cargo como Ministro de Salud, señaló contar con el beneplácito del Gobernador electo Daniel Scioli para formalizar un proyecto que viene acariciando hace tiempo, instituir una suerte de Casa de los Italianos en la Provincia de Buenos Aires que, entre otros objetivos "vuelva a traer a los italianos en el centro de la arena".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A su turno y en su calidad de Presidenta de FEDIBA la Dra. Pina Mainieri exaltó el nuevo rol que están cumpliendo las mujeres al frente de distintas instituciones, resaltando el exitoso caso de Irma Rizzuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Acto seguido Mario Molfi Assessore de la Provincia de Cosenza ofreció sus saludos para finalmente la Lic. Gabriela Michetti expresar todo su orgullo por su origen italiano "sin mezclas, ya que por parte de abuelos y bisabuelos nacieron en Italia." Para continuar con una exhortación, "a mantener vigentes aquellos valores que nos legaron, el espíritu de sacrificio, el tesón, la creatividad y la pasión de los italianos para que todos juntos logremos engrandecer a nuestra querida Argentina "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concluyendo el protocolo de los saludos el Cónsul General Dr. Giancarlo Maria Curcio agradeció los elogios recibidos señalando al respecto que "El aval que recibo para mi gestión, confirma que el rumbo que le di a la misma es el correcto" para agregar: " Mi empeño es desterrar el recuerdo de la calle Marcelo T de Alvear que por muchos años representó el Consulado de la vergüenza." Luego de exaltar el legado del Conde Felice Lora, la donación de los inmuebles donde funcionan el Consulado, el teatro Coliseo, la Camara de Comercio Italiana, entre otros, se refirió al tema de la ciudadanía "Me comprometí a que el 31 de diciembre estarían concluidos los tramites de las 20 mil carpetas que recibí de herencia de la gestión anterior, les confirmo que, inclusive con anterioridad a esa fecha la gestión estará terminada. A partir del 1 de enero 2008, comenzaremos con la tarea de regularizar las 43 mil solicitudes depositadas en los buzones", para luego enfatizar "La ciudadanía italiana es un derecho para todos aquellos que reúnan los requisitos, por lo tanto y a la brevedad serán convocados"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En el orden asistencial ratificó el anuncio que a partir del mes de enero del 2008, Swiss Medical adjudicataria de la licitación se hará cargo de atender los 8.230 italianos inscriptos en los registros consulares de todo el país, desmintiendo versiones sobre que la asistencia sería para todos aquellos que disponen del pasaporte, "seria imposible" señaló "atender a 550 mil personas" Para señalar finalmente que en la Ciudad de Buenos Aires se había renovado el convenio para que en 70 escuelas se dicte el idioma italiano y, dirigiéndose en particular a la Lic. Michetti manifestó: "ojalá que con su presencia en el Gobierno logremos incrementar esta cifra."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;WALTER CICCIONE&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-4670210101908680695?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/4670210101908680695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/4670210101908680695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2007/11/brillante-cierre-de-la-52-settimana-di.html' title='Brillante cierre de la 52ª Settimana di Calabria en el teatro Coliseo'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-2722749730689225452</id><published>2007-10-18T10:28:00.000-03:00</published><updated>2007-12-06T10:30:53.289-03:00</updated><title type='text'>Italiani all’estero risorsa o illusione? A Rosario la Tavola rotonda della TRIBUNA ITALIANA</title><content type='html'>Si è svolta nella sede dell’Associazione Famiglia Abruzzese e ad essa hanno partecipato l’on. Giuseppe Angeli, Domenico Di Tullio, Amedeo Lombardi e Gustavo Micatrotta. Il dibattito seguito da esponenti della comunità locale.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://www.tribunaitaliana.com/files/tvrosario.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Italiani all’estero, risorsa o illusione?” è stato il titolo della Tavola Rotonda che la TRIBUNA ITALIANA ha organizzato a Rosario e che si è svolta mercoledì scorso nella sede dell’Associazione Famiglia Abruzzese della seconda città dell’Argentina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’appuntamento, parte del ciclo organizzato dal nostro giornale per celebrare il suo 30º anniversario e che ha visto tre puntate a Buenos Aires e una a Mar del Plata, è stato seguito con grande interesse a Rosario. Al tavolo del dibattito, si sono seduti il deputato Giuseppe Angeli, l’avv. Domenico Di Tullio, l’ing. Amedeo Lombardi e il segretario della Camera di Commercio Italiana di Rosario Gustavo Micatrotta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il benvenuto del presidente della Famiglia Abruzzese Marcelo Castello, il nostro direttore Marco Basti ha rivolto un breve saluto, per ricordare i collaboratori che lungo i trent’anni della TRIBUNA ITALIANA hanno collaborato nella diffusione del nostro settimanale e nell’invio delle notizie da quella città che ha una importante percentuale di residenti di origine italiana. Silvio Poppi, Enzo Rotoloni, Bruno Corazza e l’indimenticabile Idria Meacci Vannacci, la cui figlia Sandra, presente alla riunione, ha raccolto il testimone. Ringraziamento rivolto anche a tutti gli abbonati e inserzionisti di Rosario, a cominciare dallo stesso Giusppe Angeli che è sempre stato un entusiasta sostenitore del nostro settimanale, e ai colleghi presenti, tra i quali José Paratore, che da 40 anni dirige uno tra i più ascoltati programmi radiofonici della collettività italiana.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tavola rotonda di Rosario, come le precedenti, è stata moderata dal nostro collaboratore Walter Ciccione, il quale ha ricordato alcune dichiarazioni del ministro D’Alema, dell’ex ministro Tremaglia e del Presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, sottolineando la realtà degli italiani all’estero come importante risorsa per l’Italia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lombardi: Le frontiere di un Paese arrivano fin dove arriva la sua cultura &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ing. Amedeo Lombardi, ex presidente dell’Associazione Dante Alighieri di Rosario ed ex segretario della Camera di Commercio Italiana di Rosario, ha esordito spiegando perché gli italiani all’estero siamo una risorsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Una risorsa - ha detto - perché gli emigrati sono stati capaci di trasmettere la cultura del lavoro,  del rispetto, dell’educazione, arricchendo le società dove si sono inseriti, conquistando stima e rispetto. Per questo sono diventati una risorsa per l’Italia. Ma possiamo essere una risorsa utile per l’Italia nella misura che l’Italia deciderà di diffondere la sua cultura. Oggi le frontiere di un Paese arrivano fin dove arriva la sua cultura”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro aspetto è quello politico, ha spiegato l’ingegnere, che è direttore generale della Verbano, importante stabilimento di produzione di stoviglie di porcellana. Anche la presenza di parlamentari eletti all’estero - ha detto Lombardi - è una risorsa per l’Italia e in questo settore “si apre una grande sfida e cioè l’impegno a mantenere viva l’identità italiana nei futuri parlamentari”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Micatrotta: Le Camere di Commercio italiane una risorsa per l’Italia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il segretario generale della Camera di Commercio Italiana di Rosario, specialista in marketing e in sviluppo regionale, ha detto di considerare gli italiani all’estero una risorsa per l’Italia, spiegando la sua visione, per quanto riguarda specificamente l’attività che svolge la Camera di Commercio di Rosario. Al riguardo ha detto che negli ultimi due o tre anni sono cresciuti gli scambi tra i due Paesi. Scambi che crescono perché ci sono spazi di complementarietà, dato che le imprese italiane trovano in Argentina materie prime a prezzi convenienti, un costo del lavoro ancora contenuto e alta qualificazione professionale della manodopera locale, ha spiegato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Micatrotta ha spiegato che gli scambi dovrebbero essere più agili e che è in questo campo che il sistema delle Camere di Commercio Italiane all’estero si rivela più prezioso, perché opera come una grande multinazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha ricordato che fra poco si svolgerà a Livorno la convention dell’Associazione delle Camere di Commercio all’estero, che è presieduta dal sen. Edoardo Pollastri, che si tratta di 75 Camere, che hanno sede in 49 Paesi, il cui lavoro va maggiormente diffuso, perché è una grande risorsa per l’Italia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Tullio: offrire i nostri progetti all’Italia che non cresce &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’avv. Domenico Di Tullio ha iniziato il suo intervento, ricordando che le Tavole rotonde organizzate dalla TRIBUNA ITALIANA sul tema degli italiani come risorsa, hanno visto la partecipazione anche dell’imprenditore Eugenio Sangregorio, il quale, nella sua veste di consultore del gruppo parlamentare argentino nel Mercosur, si sta adoperando per la conclusione di un accordo con parlamentari italiani, per ottenere una via preferenziale per i negoziati tra il Parlamento italiano e il Parlamento del Mercosur, che consentirebbe di rendere più agili i negoziati, per favorire da una parte l’accesso delle imprese italiane alle commodities nel Mercosur, e alle imprese di questa parte del continente, la possibilità di accedere a know how italiano, tre le molteplici possibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Tullio ha detto che da parte sua considera che il tema degli italiani come risorsa è un argomento fondamentale sul quale dovrà lavorare la comunità italiana. Quindi ha sottolineato l’importanza dell’elezione dei Parlamentari italiani all’estero, affermando che i parlamentari dovranno farsi portatori dei progetti della nostra comunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha quindi spiegato che i rapporti con l’Italia vanno impostati  ribaltando la piramide dei rapporti, partendo dai Comuni, continuando dalle Province, poi dalle regioni e quindi con lo Stato Italiano. Un'altra figura geometrica, in questo caso un triangolo equilatero, nel quale i lati sono costituiti dalle associazioni italiane, necessarie - ha detto - ma non sufficienti; dalle associazioni di professionisti e dalle associazioni di imprenditori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavorando insieme - sostiene Di Tullio - devono creare strumenti nuovi da offrire all’Italia. L’Italia, ha detto l’imprenditore, non sta crescendo, perché non pensa, perché è immersa in polemiche sterili. Non possiamo limitarci a chiedere, ma dobbiamo offrire i nostri progetti, che tendano ad allargare lo spazio produttivo dell’Italia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Angeli: L’Italia non sta pensando allo sviluppo  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il deputato Giuseppe Angeli, uno dei fondatori e per molti anni presidente dell’attiva Associazione Famiglia Abruzzese, ex presidente del Comites di Rosario, fondatore della locale Scuola Edmondo De Amicis, ha iniziato il suo intervento ribadendo il suo convincimento nel senso che gli italiani all’estero siamo una risorsa. “Lo siamo stati quando siamo emigrati, lasciando più spazio e possibilità a chi è rimasto e aiutando la rinascita e la crescita dell’Italia fino a diventare una potenza economica, con le nostre rimesse”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oggi l’Italia non pensa allo sviluppo ma a cose minori. Pensate alle primarie del Pd, nelle quali voteranno ragazzi di sedici anni e stranieri col solo permesso di soggiorno”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Argentina può offrire molte possibilità all’Italia, a cominciare dalle risorse umane, dato che nella maggior parte della popolazione di questo Paese, scorre sangue  italiano. Oltre alle risorse come capacità e come legame della società argentina, l’on. Angeli ha sottolineato le possibilità di sviluppo della risorsa del turismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad una domanda del pubblico, l’on. Angeli ha detto che le comunità italiane in Argentina e in Brasile vengono maggiormente percepite come risorsa, rispetto a quanto avviene con le comunità negli Stati Uniti, perché in questa zona si intravedono maggiori possibilità di espansione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pubblico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ iniziata quindi la serie degli interventi del pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così Miguel Lanese, consultore del Molise, ha detto che bisogna impostare un modo nuovo di rapportarci con l’Italia, mettendo sul tavolo progetti nuovi, iniziative diverse, altre possibilità, spiegando cosa siamo capaci di fare. Nino Nefonte, del Club Italiano, ha detto che se siamo una risorsa dobbiamo parlare in italiano e che il tema della risorsa va visto da diverse angolature, ma che comunque siamo una risorsa umana e territoriale. Ha concluso dicendo che le radici bisogna conservarle vive e bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disaccordo di Guido Bergonzi con l’affermazione di Micatrotta sulla crescita degli scambi italo-argentini, ricordando che non ci sono più banche italiane in Argentina, che l’Agip si è ritirata da tempo e non ci sono grandi imprese. A questo riguardo Micatrotta ha detto che le grandi imprese non passano dalla Camera di Commercio, mentre vi si rivolgono le imprese medie e piccole, alle quali le Camere offrono servizi a prezzi molto bassi e che sono quelle che stanno partecipando in modo crescente negli scambi. Ha detto inoltre che si sta superando il trauma fortissimo del default.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente del Comites Erugelio Carloni ha sottolineato che grazie alla presenza di Angeli nel Parlamento la comunità italiana di Rosario è più conosciuta e viene visitata da politici, sindacalisti e manager, come è avvenuto recentemente con il direttore di rai International Piero Badaloni. Carloni ha detto inoltre che in seno alla collettività italiana di rosario lavorano tanti giovani ed ha ringraziato l’Italia per i contributi aumentati ai Comites, all’assistenza sanitaria e alla diffusione culturale, grazie agli interventi dell’on. Angeli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lidia Sartoris in Angeli ha manifestato che l’Italia deve sapere cosa siamo stati capaci di fare in questo Paese, ma che ci vuole una voce forte per far giungere il nostro messaggio, perché sappiano che siamo la risorsa più importante che ha in questa zona del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto l’ing. Lombardi  ha ricordato che ogni volta che si reca in Italia e parla della Dante di Rosario, una scuola frequentata da 2.500 alunni, rimangono colpiti. Questa è una risorsa, come lo sono tutte le scuole che abbiamo costruito all’estero, con grande sforzo. Continuiamo a diffondere cultura - ha detto Lombardi - che è la base necessaria per i futuri scambi. Inoltre ha sottolineato la fratellanza fra i due popoli, perché siamo prodotto della stessa cultura”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da parte sua José Paratore, dopo aver ricordato che il dott. Mario Basti, direttore emerito della TRIBUNA ITALIANA e uno tra i più grandi giornalisti italiani all’estero, ha manifestato il suo convincimento sul fatto che siamo una risorsa, ricordando che gli emigrati hanno pagato con sforzi e sacrifici il loro biglietto per costruirsi una nuova vita all’estero e che con la loro capacità  hanno fatto tanto, onorando l’Italia e “grazie ai nostri genitori non abbiamo dimenticato l’Italia”. In riferimento alla presenza dei nostri parlamentari a Roma, ha detto che non sono andati per chiedere l’elemosina, ma per esserci in parità di condizioni e di dignità, italiani a pieno titolo come lo sono gli italiani residenti in Italia, a tutti gli effetti uguali a loro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dott. Javier Lucca, presidente della Famiglia Marchigiana, ha detto che i trentamila marchigiani residenti in Argentina sono una risorsa che la Regione Marche promuove, favorendo la nascita di associazioni e i raggruppamenti di professionisti e imprenditori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prof.ssa Bona dell’Ass. Alcara Li Fusi e insegnante della Dante, ha detto che “lottiamo per mantenere vive le nostre radici, ma che l’Italia deve reagire per appoggiarci”.Infine Raffaele Fragapane dell’Ass. Siciliana ha voluto rendere omaggio “a due campioni della diffusione della cultura italiana nel mondo: l’ex ministro Mirko Tremaglia e il dott. Mario Basti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;WALTER CICCIONE&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-2722749730689225452?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/2722749730689225452'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/2722749730689225452'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2007/10/italiani-allestero-risorsa-o-illusione.html' title='Italiani all’estero risorsa o illusione? A Rosario la Tavola rotonda della TRIBUNA ITALIANA'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-3863946227923757043</id><published>2007-10-17T10:31:00.000-03:00</published><updated>2007-12-06T10:41:47.979-03:00</updated><title type='text'>CALOROSA ACCOGLIENZA DELLA FAMIGLIA ABRUZZESE ALLA TRIBUNA ITALIANA</title><content type='html'>Calorosa, amichevole accoglienza alla TRIBUNA ITALIANA, da parte dell’Associazione Famiglia Abruzzese di Rosario. Il sodalizio, che per anni è stato presieduto dall’on. Giuseppe Angeli, che continua ad essere profondamente legato ad esso. Oggi è presieduto da Marcelo Castello e mercoledì scorso ha offerto gentilmente l’accogliente salone conferenze, per lo svolgimento della Tavola rotonda organizzata dal nostro settimanale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro direttore Marco Basti, l’ideatore delle tavole rotonde Walter Ciccione e il dott. Domenico Di Tullio, unico partecipante alla Tavola non residente a Rosario, sono stati accolti dal presidente Castello e da vari membri del Direttivo e poi accompagnati da lui, dall’on. Angeli e dalla gentile consorte signora Lidia Sartoris, a conoscere la sede del sodalizio. Una sede che comprende, oltre al salone conferenze, due piani di aule, per l’insegnamento dell’italiano, per la biblioteca, per la sala del gruppo folclorico e del coro e le aule a pianterreno, dove funziona l’asilo della Scuola Edmondo De Amicis. Inoltre a pianterreno, funziona il ristorante Abruzzo, diventato in poco tempo uno dei luoghi di ritrovo preferiti degli amanti della buona cucina. Buona cucina abruzzese, apprezzata non solo dagli originari dell’Abruzzo forte e gentile o delle altre regioni d’Italia, ma in genere da buona parte dei rosarini che ogni notte riempiono il grande locale del ristorante che, i fine di settimana e d’estate, riceve solo chi ha prenotato il posto. Anzi, non bastano nemmeno i tavoli che d’estate vengono allestiti nel cortile dell’Associazione. Un successo basato, come del resto succede per altre attività della Famiglia Abruzzese di Rosario, nella genuinità dei prodotti, nell’impegno dei responsabili, nella voglia di fare meglio e di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come succede anche col gruppo folcloristico della Famiglia Abruzzese, che viene invitato da tante associazioni a Rosario e in altre città, per esibirsi nella sua arte, eseguita con professionalità e simpatia. Doveroso e sentito ringraziamento e complimenti all’Associazione Abruzzese di Rosario.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-3863946227923757043?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/3863946227923757043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/3863946227923757043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2007/10/calorosa-accoglienza-della-famiglia.html' title='CALOROSA ACCOGLIENZA DELLA FAMIGLIA ABRUZZESE ALLA TRIBUNA ITALIANA'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-3520162225618427103</id><published>2007-09-26T13:03:00.000-03:00</published><updated>2007-09-26T15:08:51.361-03:00</updated><title type='text'>La nostra Tavola rotonda si è spostata a Mar del Plata per parlare degli italiani all’estero come risorsa dell’Italia</title><content type='html'>&lt;center&gt;&lt;img src="http://www.tribunaitaliana.com/files/tavola%20mdp.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;All’incontro hanno partecipato il presidente del Comites di Mar del Plata Raffaele Vitiello, il presidente della Federazione delle Società Italiane di Mar del Plata Giovanni Radina, il consigliere del CGIE Adriano Toniut e gli imprenditori Eugenio Sangregorio e Domenico Di Tullio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Tavola rotonda si è spostata a Mar del Plata. L’iniziativa presa dal nostro settimanale, per celebrare il suo 30º anniversario, di dibattere una volta al mese con personalità della nostra comunità o comunque legate alle nostre problematiche, è stata portata all’interno, alla città di Mar del Plata, a testimonianza dell’interesse che fin dal primo numero la TRIBUNA ITALIANA ha riservato alle comunità italiane residenti all’interno dell’Argentina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mar del Plata è stata la prima, anche perché risiede in essa una comunità non soltanto molto numerosa e con una tra le percentuali più alte di popolazione di origine italiana, ma anche per l’impegno che ha sempre dimostrato nell’operare come comunità organizzata, che effettivamente ha una grande importanza per la città che la ospita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La manifestazione organizzata dalla TRIBUNA ITALIANA, si è svolta sabato scorso nella sede della Federazione delle Società Italiane di Mar del Plata e ad essa hanno partecipato il presidente della citata Federazione, Giovanni Radina; il presidente del Comites di Mar del Plata, Raffaele Vitiello; il consigliere del CGIE residente a Mar del Plata, Adriano Toniut; l’imprenditore e presidente del Movimento di partecipazione civica italo-argentino, Eugenio Sangregorio; l’imprenditore e avvocato Domenico Di Tullio. Per Di Tullio, che attualmente risiede a Mar del Plata e per Sangregorio si è trattato di un bis, visto che avevano già partecipato alla prima Tavola rotonda organizzata dalla TRIBUNA ITALIANA nel mese di agosto all’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tema del dibattito a Mar del Plata, è stato lo stesso del primo appuntamento e cioè: “Italiani all’estero, una risorsa? Il Tavolo è stato moderato dal nostro Walter Ciccione e la sintesi è stata affidata a Rocco Oppedisano, regista e docente universitario della carriera di comunicazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DI TULLIO: LAVORARE SU UN PROGETTO&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://www.tribunaitaliana.com/files/di%20tullio.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Dopo il saluto e il ringraziamento del direttore Marco Basti, è iniziato il dibattito con l’intervento del dott. Di Tullio, il quale ha iniziato dicendo che non c’è un futuro importante per la nostra comunità se non si lavora ad un progetto comune, che coinvolga tutte le espressioni di rappresentanza delle comunità italiane (parlamentari, Comites, CGIE, Associazioni e Federazioni) dell’America latina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Tullio ha ricordato quanto affermato dall’ing. Arizio durante la prima Tavola su questo argomento, nel senso che i dirigenti, attuali o nuovi, devono impostare in modo diverla loro azione, sia nella forma che nei contenuti. In questo senso, Di Tullio ha detto che bisogna promuovere nuove iniziative, lavorare su progetti molto concreti, su punti ancora in attesa di essere sviluppati anche dai nostri parlamentari. Di Tullio ha sottolineato la grande portata del voto, “ma è uno strumento che è utile solo se c’è un progetto che dev’essere di guida per le nostre attività.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo studioso ha fatto notare che finora gli Stati Uniti non hanno avuto grande successo nella loro iniziativa di creare una zona di libero scambio in tutto il continente, l’ALCA. Dobbiamo proporre all’Italia e tramite l’Italia all’Ue di intraprendere una iniziativa simile, che coinvolga l’Ue e i Paesi dell’America Meridionale, ha detto Di Tullio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Tullio ha anche proposto di creare la Casa d’Italia, un ente super partes di collegamento di tutte le strutture di rappresentanza della collettività. Di Tullio ha anche parlato della necessità di costituire organizzazioni di professionisti e camerali di origine italiana. Proponendo l’esempio di una piramide invertita, ha detto inoltre di allacciare rapporti in Italia con Comuni, Province, Regioni e con lo Stato. Infine ha ribadito che bisogna lavorare a un progetto comune come comunità italiane dell’America Meridionale, da proporre all’Italia, anche perché, purtroppo, oggi manca in Italia un progetto di Paese e quindi anche uno che coinvolga gli italiani all’estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rispondendo a una domanda del pubblico, Di Tullio ha detto che il problema dei bond tra l’Argentina e l’Italia potrà continuare ad essere una difficoltà, e questo è un altro motivo per lavorare come comunità dell’America Meridionale o dell’America latina e non solo come Argentina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TONIUT: IL POPOLO ITALIANO NON CI CONSIDERA UNA RISORSA&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://www.tribunaitaliana.com/files/toniut.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Il consigliere del C G I E Adriano Toniut, ha e s o r d i t o sottolineando che anche se noi siamo certi di essere una risorsa, di essere i m i g l i o r i ambasciatori dell’Italia nel mondo, come è stato ripetutamente detto da tanti politici italiani, il popolo italiano non è consapevole delle nostre potenzialità e quindi non ci considera una risorsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’avv. Toniut ha detto che buona parte dell’ignoranza del popolo italiano sulla realtà degli italiani all’estero, è dovuta ai media e agli operatori della cultura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’avv. Toniut ha poi elencato diverse inquadrature per analizzare la nostra realtà come risorsa. Economica senz’altro, ha detto, perché siamo promotori e consumatori del prodotto italiano, ma anche perché facilitiamo la crescita degli scambi tra l'Italia e i Paesi ove risiediamo. A testimoniare tale realtà ha ricordato l’incontro della settimana scorsa tra il premier Prodi e il capo eletto del governo della Città di Buenos Aires Mauricio Macri, che ha invitato i capitali italiani a intervenire al piano di investimenti nella Città, quando si insedierà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una risorsa per la diffusione della lingua italiana, ha detto poi Toniut, ricordando che l’italiano si parla solo in Italia e in alcuni cantoni della Svizzera, mentre che nel mondo, la sua diffusione è trainata fortemente dai discendenti degli italiani. A questo riguardo ha ricordato che in Argentina ci sono 80mila alunni di italiano di cui 8mila nella circoscrizione consolare di Mar del Plata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli italiani all’estero sono anche una risorsa dal punto di vista umano, ha detto Toniut, ricordando l’alta età media degli italiani, il fatto che fanno pochi figli e che l’Italia deve affidarsi all’immigrazione extracomunitaria per far crescere la sua popolazione. In America Latina ci sono milioni di discenderti di italiani, molti dei quali persone ben preparate, le cui radici sono italiane. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RADINA: FAR CAPIRE AGLI ITALIANI CHE POSSIAMO AIUTARE L’ITALIA&lt;br /&gt;http://www.tribunaitaliana.com/files/radina.jpg&lt;br /&gt; Da parte sua il presidente della Federazione G i o v a n n i Radina, ha condiviso l’opinione di Di Tullio secondo la quale ci vuole un progetto comune da offrire all’Italia. “Dobbiamo far capire agli italiani - ha detto - che anche noi possiamo aiutare l’Italia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Radina ha detto che spesso e specialmente negli ultimi anni, nei rapporti con l’Italia siamo stati capaci solo di chiedere, mentre invece abbiamo tanto da offrire all’Italia, a cominciare dalla promozione del made in Italy. Le associazioni, ha detto Radina, possono cominciare a cambiare questa realtà, ogni volta che ricevono autorità regionali, provinciali o comunali, facendo capire ai dirigenti che arrivano dall’Italia che ci sono tante possibilità di collaborazione, sia in campo culturale che economico. In questa azione, ha detto il presidente della Federazione di Mar del Plata, dobbiamo appoggiarci ai nostri parlamentari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VITIELLO: IL NOSTRO VOLONTARIATO E’ UNA RISORSA&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://www.tribunaitaliana.com/files/vitierllo.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Da parte sua il presidente del Comites di Mar del Plata, Raffaele Vitiello, ha detto che chi partecipa alla vita della comunità, chi ha fatto le associazioni o si è impegnato nelle varie istanze di rappresentanza, non lo ha fatto per interesse, ma per volontariato. Questa comunità basata sul volontariato, ha detto Vitiello, è una risorsa per l’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi t i e l l o ha ricordato che un tempo questa risorsa si manifestava attraverso le rimesse che servirono all’Italia per sostenere il suo sviluppo, al tempo che le associazioni son state promotrici dell’italianità all’estero. Oggi, ha detto il presidente del Comites di Mar del Plata, le forme nuove di manifestarsi di questa risorsa sono la promozione degli scambi e i giovani. A questo riguardo ha ricordato che recentemente l’on. Narducci, ex segretario del CGIE, ha detto che nelle associazioni ci vuole un cambio di mentalità per far posto ai giovani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;. Vitiello ha detto che i congressi organizzati dalla FEDITALIA e altri incontri organizzati da Federazioni o Associazioni, per promuovere la partecipazione delle nuove generazioni, non hanno dato tutti i risultati che ci si attendeva e che ancora oggi manca una maggiore presenza dei giovani nelle istituzioni della collettività. Ha detto però che non è nemmeno giusto che i giovani vengano soltanto quando c’è qualcosa che possono ricevere, quando hanno un interesse a qualcosa di concreto, come può essere un viaggio in Italia, ma che poi non continuino a lavorare nelle associazioni, che non si sentano impegnati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vitiello quindi, ha detto di preferire i giovani che si sentono legati alle associazioni, che lavorano al loro interno, che le conoscono per cui gli eventuali benefici che possono ricevere dall’Italia, si traducano poi in un impegno maggiore con le associazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Vitiello ha poi fatto notare che l’Italia non è quasi più presente nei media argentini e che ha perso molta influenza in Argentina. Il presidente del Comites marplatense, ha ricordato che il fondatore della TRIBUNA ITALIANA, dott. Mario Basti e l’avv. Dionisio Petriella, presidente della Dante di Buenos Aires, anni fa insistevano sull’importanza della piena integrazione anche nella vita politica argentina, manifestando che bisogna appoggiare i giovani su quella strada. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SANGREGORIO: SIAMO UNA GROSSA RISORSA PER L’ITALIA&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://www.tribunaitaliana.com/files/sangregorio.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;L’imprenditore Eugenio Sangregorio, come aveva fatto a Buenos Aires, ha ribadito il suo convincimento sul fatto che gli italiani all’estero siamo una grossa risorsa per l’Italia. Oggi, ha detto, la politica pasavanzare delle proposte molto concrete all’Italia, partendo dalla premessa della complementarietà tra l’Italia e l’Ue e i Paesi dell’America Latina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sangregorio, che è consigliere dei gruppo argentino del Parlamento del Mercosur, ha detto che le imprese argentine hanno bisogno di essere rinnovate dal punto di vista tecnologico e che l’Italia da una parte ha bisogno di materie prime e dall’altra ha bisogno di aumentare i suoi mercati (ha detto che negli ultimi anni ha perso il 90 per cento delle sue posizioni in America Latina), per cui ci sono condizioni ideali di complementarietà. Siamo italiani con tutti i diritti degli italiani in Patria, ha detto Sangregorio, e dobbiamo far capire che una intesa è di mutua convenienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’imprenditore ha ricordato che il 45 per cento degli imprenditori dell’America latina sono di origine italiana. Siamo una grande risorsa e dobbiamo farlo capire all’Italia.A una successiva domanda, Sangregorio ha detto che non siamo solo una risorsa economica, ma che se facciamo capire che nei rapporti economici con gli italiani all’estero l’Italia può ricavare un profitto, allora ci saranno anche maggiori risorse da investire in altri campi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha informato inoltre che a novembre potrebbe essere firmata una intesa tra parlamentari del Mercosur e colleghi italiani, per promuovere la ricerca di corsie preferenziali per aumentare gli scambi e le possibilità di rapporti tra l’Ue e il Mercosur. Numerosi sono stati gli interventi e le domande del pubblico che ha seguito il dibattito e le risposte che le cinque personalità invitate hanno dato. Il problema dei bond, il modo come i nostri parlamentari vengono giudicati dagli italiani in Italia, l’immagine che si ha in Italia dell’Argentina e degli argentini, la concretezza dei progetti sui quali si lavora e se essi vanno sviluppati soltanto in campo economico o anche in altre realtà, sono temi che sono stati presenti nelle domande e negli interventi del pubblico, costituito principalmente da consiglieri del Comites, dirigenti di Federazioni e Associazioni italiane e giornalisti di media della collettività.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-3520162225618427103?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/3520162225618427103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/3520162225618427103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2007/09/la-nostra-tavola-rotonda-si-spostata.html' title='La nostra Tavola rotonda si è spostata a Mar del Plata per parlare degli italiani all’estero come risorsa dell’Italia'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-6170905665768090582</id><published>2007-09-12T09:24:00.000-03:00</published><updated>2007-09-12T10:23:16.938-03:00</updated><title type='text'>Coincidenze fra i nostri parlamentari sul tema della cittadinanza</title><content type='html'>TAVOLA ROTONDA ORGANIZZATA DALLA TRIBUNA ITALIANA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://www.tribunaitaliana.com/files/tavola%202.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interessante confronto giovedì scorso nella Tavola Rotonda organizzata dal nostro settimanale nel quadro delle celebrazioni del 30º anniversario della TRIBUNA ITALIANA, svoltasi nel Salone Benedetto Croce dell’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires. Il Senatore Pallaro: “Prima di modificare la legge devono essere completate tutte le domande. L’on. Merlo: “Prima di modificare la legge sulla cittadinanza, risolvere i problemi della rete consolare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cittadinanza italiana è stata l’argomento sul quale si è sviluppata la Tavola Rotonda - seconda del ciclo organizzato dalla TRIBUNA ITALIANA per celebrare il suo 30º anniversario - che si è tenuta giovedì scorso nella Sala Benedetto Croce del Circolo Italiano, al quale hanno partecipato come invitati, il senatore Luigi Pallaro, i deputati Giuseppe Angeli e Ricardo Merlo e l’avvocato italiano Tullio Zembo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Tavola è stata moderata da Walter Ciccione, ideatore dell’iniziativa, ed è iniziata dopo il saluto del Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, prof. Ennio Bispuri, che si è congratulato con la TRIBUNA ITALIANA per l’iniziativa e dal nostro Direttore, Marco Basti che ha ringraziato il prof. Bispuri e i suoi collaboratori per l’accoglienza all’iniziativa, agli invitati per la loro disponibilità al dibattito e al pubblico, ricordando che l’obiettivo della TRIBUNA ITALIANA è quello di essere tribuna del dibattito delle tematiche che riguardano gli italiani all’estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pubblico nella sala ha seguito gli interventi degli invitati con grande interesse e dopo un primo giro di interventi del “panel” è intervenuto con numerose domande, anche su questioni molto precise, alle quali gli invitati hanno risposto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra essi c’è stata una grande coincidenza nel senso di reclamare che siano evase tutte le pratiche di cittadinanza iniziate o da iniziare, prima che sia approvata una modifica all’attuale legge di cittadinanza. Inoltre hanno sottolineato il fatto che la riforma in Italia è promossa non tanto per le questioni degli italiani all’estero e dei loro discendenti, ma per le questioni legate alla cittadinanza come strumento di integrazione degli immigrati extracomunitari. Su questo punto, il dott. Zembo ha detto che oggi un terzo principio si è aggiunto ai tradizionali “ius sanguinis” e “ius soli” e cioè lo “ius domicili”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://www.tribunaitaliana.com/files/zembo.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;ZEMBO: UN NUOVO PRINCIPIO: “IUS DOMICILI”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo a intervenire è stato l’avvocato italiano Tullio Zembo, il quale ha parlato di due dei diritti che riguardano gli italiani all’estero e che sono molto legati: il voto e la cittadinanza. Zembo ha sottolineato che è molto difficile che sia cambiata la legge che ha creato la Circoscrizione estero, in quanto è inserita nella Costituzione e quindi per cambiarla ci vorrebbe una nuova riforma costituzionale, con le complicazioni politiche e di procedura che essa comporta. La possibilità che venga modificata - ha detto - è limitata dalla procedura complessa prevista per cui il nostro voto non è in pericolo. Diverso, ha fatto notare, il discorso per quanto riguarda la cittadinanza, che è regolata da una legge ordinaria, che quindi può essere più facilmente modificata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dott. Zembo ha ricordato che tradizionalmente la legge italiana si è basata sul principio dello “ius sanguinis”, cioè della trasmissione della cittadinanza da padri a figli, senza tener conto del luogo di nascita dei discendenti. Un principio - ha spiegato l’avvocato che dirige inoltre il programma radiofonico “Alguno dice que no” - la cui applicabilità si tende a limitare in varie delle 19 proposte di legge che sul tema sono state presentate in Parlamento. Infatti, ha spiegato, a causa della crescente presenza di immigrati, si tende a spostare il principio su cui si basa la legislazione italiana sulla cittadinanza, verso lo “ius soli”, cioè il riconoscimento della cittadinanza in base al luogo di nascita. Cioè ci può essere un cittadino di un Paese che dopo un certo numero di anni di residenza in Italia - i progetti parlano di 5 o addirittura 3 anni - possono chiedere la cittadinanza, così come potrebbe essere concessa automaticamente a chi nasce sul territorio italiano. Oggi si parla perfino dello “ius domicili”, il che significa che un cittadino di un Paese che per residenza ha preso la cittadinanza italiana, se eventualmente più tardi sposta la sua residenza a un altro Paese, prende la cittadinanza del terzo Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’avv. Zembo ha ricordato che per certi settori il diritto all’acquisto della cittadinanza da parte dei discendenti degli emigrati è motivo di forti perplessità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://www.tribunaitaliana.com/files/angeli85_0.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANGELI: “PRENDIAMO IN GIRO CHI VUOLE ESSERE ITALIANO”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’onor e v o l e Giuseppe Angeli ha parlato della proposta che egli ha presentato alla Camera, p e r c h é s i a n o riaperti i termini per il riacquisto della cittadinanza da parte di persone nate in Italia e poi emigrate, che per ragioni di lavoro hanno dovuto rinunciare alla cittadinanza italiana. A suo tempo è stata fatta una legge che ha consentito di richiedere la cittadinanza italiana, prima per un termine di due anni, successivamente ampliata per un altro anno. Angeli ha ricordato inoltre le altre proposte di modifica della legge sulla Cittadinanza, per consentire alle donne che hanno perso la cittadinanza italiana per matrimonio con uno straniero, o alle donne che hanno avuto figli nati prima del 1948, quando la Costituzione della Repubblica ha sancito la parità di diritti tra uomini e donne - compreso quello della trasmissione della cittadinanza - di riacquisire il diritto di trasmetterla ai loro discendenti. Proposte queste che ha trovato concordi i tre parlamentari. Il deputato Angeli ha detto però che la ricerca dell’avo cittadino italiano, rischia di essere una catena interminabile, una possibilità che forse andrebbe limitata, chiudendola per esempio al nonno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Però bisogna dire pure - ha detto l’on. Angeli - che non è possibile che la gente debba aspettare anni ed anni prima che sia ammessa la pratica per il riconoscimento della cittadinanza. Se c’è la legge, che sia rispettata”. Dopo aver reclamato che sia assunto personale in loco per dare una soluzione al problema degli arretrati, ha ricordato che a Rosario ci son 7000 pratiche e che ci sono file di oltre cento metri davanti al Consolato per chiedere un turno per iniziare la pratica fra anni. “Così prendiamo in giro chi vuole essere italiano”, ha detto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://www.tribunaitaliana.com/files/merlo%200.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MERLO: PRIMA DI MODIFICARE LA LEGGE, RENDIAMO EFFICIENTE LA RETE CONSOLARE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L ’ o n . R i c a r d o Merlo ha iniziato il suo intervento fac e n d o una premessa e cioè che n o n dev’essere messo in dubbio il principio dello “ius sanguinis” che è alla base delle successive leggi di cittadinanza italiana del 1912, 1983, 1986 e 1992. Quindi ha ricordato che la principale ragione che viene data, per reclamare un limite alla trasmissione della cittadinanza ai discendenti, è l’impossibilità, per la rete consolare, di affrontare la mole di domande che si sono accumulate negli anni e le possibili che potrebbero ancora essere presentate. Il deputato Merlo ha fatto notare che si pretende di mettere un limite alla legge, invece di mettere la rete consolare in condizioni di rispondere alle esigenze che la legge prevede, rete che, d’altra parte, è insufficiente e, in non pochi casi caotica, per dar un servizio adeguato a chi è già cittadino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’on. Merlo ha fatto notare che si tratta di un problema che riguarda principalmente l’America Latina e in modo speciale l’Argentina, il Brasile e l’Uruguay. Infatti, ha ricordato, in Brasile ci sono 490mila pratiche di riconoscimento della cittadinanza in attesa di essere completate e in Argentina 170mila, quindi circa l’80 per cento delle 800mila pratiche giacenti in tutto il mondo. “Allora cosa dobbiamo fare, limitare la legge o mettere la rete consolare nelle condizioni di rispondere alle richieste basate sulla legge?” si è chiesto Merlo. Il deputato ha quindi ricordato che in Argentina ci sono sette consolati e due agenzie consolari per circa seicentomila cittadini; in Brasile ci sono 5 sedi consolari per 250mila cittadini e quasi 500mila in attesa di diventare cittadini italiani; negli Stati Uniti ci sono invece 9 sedi consolari e in Francia 10, per una utenza attorno alle 350mila persone che, nel caso della Francia, sono cittadini del’Unione europea, per cui le loro esigenze di rapporti con i consolati sono minori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; “Quindi - ha ribadito - prima di pensare a modificare i principi sui quali si basa la legge di cittadinanza o di limitarne il diritto, bisogna mettere la rete consolare nelle condizioni di svolgere le sue funzioni”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://www.tribunaitaliana.com/files/pallaro%20180%20x%20223.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PALLARO: IMPEGNO DEL GOVERNO PER CONCLUDERE TUTTE LE PRATICHE ARRETRATE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel suo intervento il senatore Luigi Pallaro ha ricordato che quando è stato costituito il nuovo governo, è stato interpellato su quale sarebbe stata la sua posizione nei confronti dell’esecutivo appena insediatosi. “Ho detto che noi non siamo venuti in Italia per cambiare i governi, ma per sostenere il governo scelto dalla maggioranza degli italiani. Abbiamo detto però che c’erano cinque punti, sui quali ci saremo battuti sin dall’inizio”. Tre dei cinque punti riguardano la cittadinanza italiana e gli altri due riguardano l’assistenza agli anziani indigenti e la rete consolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pallaro ha raccontato che quello dell’assistenza è un problema in via di soluzione, perché si sta lavorando al nuovo piano di assistenza sanitaria che consentirà di assicurarla a circa diecimila anziani italiani in Argentina, a partire dall’inizio dell’anno venturo, che, per i casi più difficili, potrà essere completata anche con un sussidio annuo di 1400 dollari. Per quanto riguarda le rete consolare, il Senatore ha ricordato che pochi giorni fa sono stati assunti 40 digitatori nelle sedi consolari di Buenos Aires, Lomas de Zamora e Morón con contratti per sei mesi e che intanto si prepara l’assunzione di altri centotrenta digitatori e altri cento impiegati di ruolo. Sugli altri tre punti, che sono legati alla cittadinanza, (riapertura dei termini per riacquistarla ai cittadini che hanno dovuto rinunciarvi per ragioni di lavoro, la possibilità di riacquistarla per le donne che l’hanno persa per aver sposato uno straniero e la possibilità di trasmetterla per le donne che hanno avuto figli nati prima del 1948).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pallaro ha detto che il governo dovrà garantire che siano messi nella nuova legge di cittadinanza. Garanzia che dovrebbe prevedere inoltre, che prima di qualsiasi cambiamento della legge, siano completate tutte le pratiche giacenti e che trascorra successivamente un anno per consentire di smaltire altre eventuali presentazioni di domande. Specificamente per quanto riguarda il dibattito sulla riforma della legge di cittadinanza, il sen. Pallaro ha spiegato che si parla sia della convenienza e delle forme di dare la cittadinanza agli immigrati extracomunitari, sia della trasmissione della cittadinanza italiana ai discendenti degli italiani all’estero. “Sono due temi diversi - ha affermato Pallaro - che non devono confondersi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha ribadito che ci dovrà essere l’impegno del governo a completare tutte le pratiche arretrate e che dovranno trascorrere 12 mesi prima che entri in vigore una nuova legge di cittadinanza. Pallaro ha ricordato che in un recente dibattito alla Rai oltre il 50 per cento del pubblico intervenuto a un sondaggio, si diceva d’accordo con la possibilità di rendere la legge più aperta, mentre le risposte dall’estero, in favore di una legge più aperta, superavano l’80 per cento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La domanda è: di quale ampliamento parliamo? Per gli immigrati o per i discendenti degli emigrati?” C’è in Italia chi sostiene che dare la cittadinanza ai discendenti degli italiani all’estero comporta un aumento delle spese - ha detto Pallaro - . Ma io mi domando, quali spese, visto che se si tratta di una persona nata all’estero, non ha diritto a nessuno dei diritti sociali di chi vive in Italia. Si tratta solo di un pezzo di carta, che gli serve per viaggiare nel mondo e niente più.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL TURNO DELLE DOMANDE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conclusi i cinque minuti di esposizione da pare di ognuno dei quattro invitati, è iniziato il giro delle domande del pubblico, costituito da dirigenti della collettività, giornalisti ed esperti del tema cittadinanza. Tra l’altro si è tornato sulla questione delle eventuali limitazioni della possibilità di trasmissione della cittadinanza ai discendenti. A questo punto l’on. Merlo è tornato a dire che prima di parlare di limiti alla trasmissione della cittadinanza è meglio risolvere la questione dei servizi consolari e della rete consolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il senatore Pallaro ha insistito nella sua risposta, ricordando che il passaporto in sè è solo un pezzo di carta che non dà diritti come la pensione sociale e, a questo riguardo, ha raccontato che in Italia le Questure stanno facendo accertamenti sui presunti residenti che prendono l’assegno sociale, per controllare se effettivamente risiedono nel Paese. A un’altra domanda sull’atteggiamento dei Comuni, riguardo alle domande dei Consolati, ha detto che non tutti i Comuni agiscono allo stesso modo e, in particolare sul comune di Trento, che era stato segnalato nella domanda, ha detto che non risponde mai alle domande dei Consolati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi è stato chiesto se non si pensa a chiedere un esame di italiano prima di concedere la cittadinanza ai discendenti degli italiani. E’ stato ancora il Senatore a rispondere: “Su questo siamo inflessibili - ha detto - non è vero che si debba imparare la lingua per avere la cittadinanza, perché l’Italia non si è occupata di insegnare l’italiano ai nostri figli”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche l’on. Merlo si è detto contrario a limitare attraverso la lingua, l’accesso alla cittadinanza: “E’ assurdo”, ha detto, ci sono tanti italiani, nati in Italia, anche qui in Argentina che non parlano l’italiano. Mio padre parla solo il dialetto veneto, non parla l’italiano. Da parte sua l’on. Angeli ha ricordato che in Parlamento siedono deputati e senatori che non conoscono la lingua italiana, che parlano male l’italiano, immigrati extracomunitari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’avv. Zembo ha detto che un conto è volere qualcosa e un altro riuscire ad ottenerlo, in riferimento a quando avevano appena detto i parlamentari. E’ vero che loro tre si battono e si batteranno con grande impegno e capacità per ottenere la migliore delle leggi per gli italiani all’estero. Nei progetti di riforma della legge di cittadinanza di cui si discute in Parlamento però, è previsto l’esame di lingua italiana. E questo perché - ha spiegato il dott. Zembo - in Italia chiedono questa legge come una forma di regolare i rapporti con gli immigrati. “Certamente la legge di cittadinanza dovrà equilibrare le esigenze dei 18 parlamentari eletti all’estero e la realtà di chi in Italia vuole questa riforma”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;***Publicado en Tribuna Italiana***&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-6170905665768090582?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/6170905665768090582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/6170905665768090582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2007/09/coincidenze-fra-i-nostri-parlamentari.html' title='Coincidenze fra i nostri parlamentari sul tema della cittadinanza'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-3323329592492120276</id><published>2007-08-14T17:19:00.000-03:00</published><updated>2007-12-11T17:38:18.242-03:00</updated><title type='text'>Gli italiani all’estero siamo una risorsa. Ma... (II parte)</title><content type='html'>Coincidenze e dissidenze in un interessante dibattito. Riportiamo oggi gli interventi del pubblico e le risposte dei cinque esponenti della comunità che hanno partecipato alla riunione che si è tenuta lo scorso 2 agosto all’Istituto Italiano di Cultura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scorso 2 agosto è cominciato il ciclo delle Tavole rotonde su temi che riguardano la nostra comunità, un ciclo mensile che la TRIBUNA ITALIANA ha organizzato per celebrare il suo 30º anniversario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo appuntamento, che, come i successivi, si è tenuto nella Sala Benedetto Croce che il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura ha gentilmente messo a disposizione, è stato coordinato da Walter Ciccione che ha moderato gli interventi dei cinque esponenti della comunità e degli invitati che hanno seguito gli interventi e poi hanno fatto delle domande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cinque esponenti sono stati l’ingegnere Raffaele Arizio, responsabile dell’EnAIP Argentina, l’ente di formazione delle Acli; l’avv. Domenico Di Tullio imprenditore e studioso, uno dei fondatori della TRIBUNA ITALIANA; l’ing. Francisco Nardelli, Vice segretario del CGIE per l’America Latina; Eugenio Sangregorio, imprenditore e dirigente della comunità calabrese, ex candidato al Parlamento italiano alle elezioni politiche dell’anno scorso; il dott. Claudio Zin, medico e giornalista, rappresentante dell’Udc ed ex candidato del citato partito, alle elezioni dell’anno scorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Argomento di questa prima Tavola rotonda, è stato una domanda: “Gli italiani all’estero una risorsa: realtà o fantasia?” La settimana scorsa abbiamo pubblicato una sintesi degli interventi di apertura di Arizio, Di Tullio, Nardelli, Sangregorio e Zin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi pubblichiamo una sintesi degli interventi del pubblico che ha seguito l’evento e degli interventi conclusivi delle cinque personalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al momento delle domande, tante opinioni ma pochi interrogativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fuoco è stato aperto dalla presidente dell’Associazione Calabrese Irma Rizzuti, che ha detto che la collettività è stata un risorsa, grazie al lavoro degli italiani in questo Paese. Ma che oggi ci troviamo a un punto di inflessione, che richiede un aggiornamento della collettività, che dovrà fare politica italiana e argentina, organizzarsi in un modo diverso da come è stato fino ad oggi. E inoltre che dobbiamo essere convinti di essere veramente una risorsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente del Comites di Buenos Aires, Santo Ianni ha detto che gli italiani all’estero abbiamo il dovere di cominciare a lavorare per sensibilizzare sulle possibilità di collaborazione che ci sono tra i due Paesi. Da parte italiana con il mondo delle piccole e medie imprese, da parte argentina con le grandi risorse di questo Paese ancora da sviluppare. Quindi si tratta di sensibilizzare politici, governo, la società italiana tutta, perché veramente capiscano che siamo il patrimonio più importante della nostra cara Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da parte sua il giornalista Aniello Di Iorio, collaboratore dell’IIC, ha sottolineato che gli italiani all’estero siamo anche una risorsa dei Paesi che ci hanno accolto. Inoltre ha condiviso l’opinione secondo la quale bisogna fare politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanni Di Raimondo, imprenditore, vice console d’Italia a San Isidro fino a pochi mesi fa, ha ricordato di aver detto “che man mano che ci si allontana da Roma diventiamo meno cittadini e più sudditi. C’è una tendenza dello Stato italiano a considerarci una specie di zavorra. Quindi dobbiamo spiegare in Italia che molte volte noi italiani all’estero diamo un servizio che gli italiani stentano a dare, e ha fatto il caso del Vice consolato onorario a San Isidro, dove “durante cinque anni siamo stati capaci di dare a 42mila italiani un servizio che lo Stato italiano non riusciva a dare o perché non aveva le risorse o perché non aveva la vocazione di servizio che molte volte non ha l’Italia.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque ha detto che l’Italia sa che siamo una risorsa, sa che esiste una rete della quale l’Italia si avvale. Ogni imprenditore sa quante strade ha aperto per l’Italia in questi anni. Basta essere coscienti di questa realtà, per alzare la morale, per far crescere queste possibilità.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La giornalista Edda Cinarelli della Voce d’Italia, ha chiesto come si può risolvere il problema che i prodotti italiani sono troppo cari per l’Argentina, mentre il collega Enzo Rapisarda ha manifestato che ci sono grandi possibilità di collaborazione tra l’Italia e l'Argentina, ma ha detto che va sviluppata maggiormente la cooperazione in campo scientifico. Ha invitato quindi ad essere più propositivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La dott.ssa Anna Maria Claps ha invitato a chiarire in che senso siamo una risorsa e, in riferimento all’invito a far politica, ha detto che molti degli italiani fano parte delle associazioni sottolineato che anche in seno alle associazioni si fa politica, ma non politica di partito, per cui ha invitato a chiarire anche il significato dell’espressione “fare politica”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il dott. Franco Del Casale, medico psichiatra ha invitato a chiarire il senso dell’espressione risorsa. Inoltre si è chiesto cosa sappiamo gli italiani sull’Italia e cosa sanno gli italiani si di noi come risorsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marcelo Pacifico, presidente dell’Associazione Nazionale Italiana, si è chiesto se sappiamo effettivamente chi e quanti siamo e se veramente l’Italia è interessata a questa presunta risorsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il momento delle risposte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giro delle risposte è stato cominciato dal dott. Zin, che ha ribadito che la via per essere considerati una risorsa dall’Italia è quella politica. Zin ha ricordato che il centrosinistra si sta organizzando attorno al nascente Partito democratico e che molto probabilmente nascerà, successivamente anche un grande partito del centrodestra, in modo tale che l’Italia entrerà nella norma di quasi tutti i grandi Paesi dell’Ue, che hanno due grandi partiti, uno di centrodestra e uno di centrosinistra e che in un simile schema, anche le comunità all’estero dovranno incanalarsi, per dialogare con l’Italia. Quindi ha invitato la comunità a interessarsi di politica, a discutere, di politica italiana, che ha detto di considerare molto interessante e che bisogna farla adesso e non solo quando ci saranno le elezioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dott. Di Tullio ha detto che bisogna concentrarsi su dei punti molto concreti, cominciando col riconoscere che effettivamente siamo una risorsa che però, va sviluppata, sia attraverso la partecipazione politica, sia attraverso una intensa attività di cooperazione economica. Ha detto però che si tratta di una realtà cambiante che va spiegata all’Italia e che dobbiamo essere capaci di cogliere le occasioni, altrimenti potremo avere i nostri parlamentari, ma non riusciremo a svilupparci come risorsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nardelli ha detto che fare politica, in una realtà come la nostra non è solo fare politica di partito, visto anche che i partiti italiani hanno scoperto gli italiani all’estero da relativamente poco tempo. Invece le associazioni, i patronati, le istituzioni culturali, ecc. che fino ad oggi hanno promosso la cultura, la crescita, gli interscambi, hanno saputo fare politica e per questo oggi siamo una risorsa. Strutture che, d’altra parte, hanno evitato che ci fosse una assimilazione totale al Paese che ci ha accolti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha detto che nel pensare alla partecipazione politica italiana bisogna ricordare che il futuro della collettività è fatto da cittadini di due Paesi, da persone nate all’estero che hanno la doppia cittadinanza, pienamente integrate nei Paesi dove sono nati, che hanno la possibilità di scegliere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sangregorio ha riaffermato quanto manifestato all’inizio, nel senso che l’integrazione va fatta principalmente in campo economico, per far sviluppare le possibilità dell’Argentina con il know how italiano. E in risposta alla domanda sui prezzi cari dei macchinari italiani, ha detto che la soluzione è far scendere le tasse, promuovendo tra i politici di due Paesi vie preferenziali per gli scambi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arizio ha detto che oggi abbiamo bisogno di una nuova dirigenza che incorpori la complessità della situazione. Se vogliamo essere una risorsa, facciamola noi la risorsa. Il ritorno si ottiene quando la risorsa lo è veramente. e per farlo ci vogliono progetti concreti, coordinati da uno stato maggiore, creando masse critiche in ogni zona dell’America del Sud, come sta facendo l’EnAIP, con il progetto dello sviluppo del bacino del fiume Limay.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella chiusura il giornalista Rocco Oppedisano ha avuto il difficile, ma riuscito compito di fare la sintesi di quanto era stato detto, sottolineando la voglia di partecipazione della collettività, anche se forse si è andato un pò fuori argomento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-3323329592492120276?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/3323329592492120276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/3323329592492120276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2007/08/gli-italiani-allestero-siamo-una.html' title='Gli italiani all’estero siamo una risorsa. Ma... (II parte)'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-7715035147195717855</id><published>2007-08-07T09:43:00.000-03:00</published><updated>2007-09-12T09:49:35.929-03:00</updated><title type='text'>Iniziato il ciclo di tavole rotonde organizzato per i 30 anni della TRIBUNA ITALIANA</title><content type='html'>Si è svolto all’Istituto Italiano di Cultura e si ripeterà mensilmente. Giovedì scorso è stato iaugurato il ciclo di tavole rotonde organizzato dalla nostra TRIBUNA ITALIANA per celebrare il suo 30º anniversario. La manifestazione si è svolta nella Sala Benedetto Croce dell’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires, gentilmente messa a disposizione dal Direttore dell’IIC prof. Ennio Bispuri, il quale ha dato il benvenuto e salutato l’iniziativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://www.tribunaitaliana.com/files/dib1.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli italiani all’estero siamo una risorsa, ma... Coincidenze e dissidenze in un interessante dibatito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Italiani all’estero, risorsa o fantasia?” il titolo del primo dibattito al quale hanno partecipato Raffaele Arizio, Eugenio Sangregorio, Francisco Nardelli, Domenico Di Tullio e Claudio Zin, tutti nella fotografia davanti al tavolo, mentre a sinistra c’è Walter Ciccione che è stato moderatore del dibattito e a destra Rocco Oppedisano, che alla conclusione ha fatto una sintesi di quanto esposto dai cinque. “Italiani all’estero risorsa o fantasia? Questo il quesito con cui è partito il ciclo di tavole rotonde che la TRIBUNA ITALIANA ha organizzato nel quadro delle celebrazioni del suo 30º anniversario. Il primo appuntamento si è concretato giovedì sera nella sala Benedetto Croce dell’Istituto Italiano di Cultura, il cui direttore prof. Ennio Bispuri ha dato il benvenuto e augurato successo all’iniziativa, al tempo che annunciava che il dibattito era trasmesso in diretta da www.bairesuno.tv. Poi è seguito il saluto del direttore della TRIBUNA ITALIANA, Marco Basti che ha spiegato il senso dell’iniziativa e dell’anniversario raggiunto e ha ceduto il microfono a Walter Ciccione, coordinatore dell’iniziativa e moderatore dell’incontro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così è cominciata una serata che i partecipanti hanno definto in modo praticamente unanime come molto interessante, sia nella forma che nella sostanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tavola rotonda, impostata con il format di un programma televisivo - dei quali ha avuto i pregi e i limiti - ha avuto il grande merito di offrire uno spazio di dialogo, di riflessione e di proposta, uno dei principali obiettivi nelle intenzioni degli organizzatori, che quindi è stato pienamente centrato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cinque personalità si sono succedute in brevi interventi sull’argomento sul quale è stato proposto il dibattito: L’ing. Raffaele Arizio, responsabile dell’Enaip, ente di formazione delle Acli, che è impegnato in un vasto lavoro sia in Argentina che in altri Paesi dell’America latina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’avv. Domenico Di Tullio, impreditore, uno dei fondatori della TRIBUNA ITALIANA e studioso di politica e problemi sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ing. Francisco Nardelli, che è Vice segretario genertale del CGIE per l’America Latina e coordinatore delle Associazioni Trentine dell’Argentina, discendente di italiani di terza generazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’imprenditore Eugenio Sangregorio, presidente del Movimento di partecipazione civica che ha promosso l’approvazione del voto degli stranieri nella Provincia di Buenos Aires, nota come “Ley Mercuri” e di un’analoga legge nella Città di Buenos Aires e presidente della Camera di Commercio Calabrese in Argentina. Sangregorio è stato candidato dell’Unione Sudamericana Emigrati Italiani, nelle elezioni politiche italiane dell’anno scorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dott. Claudio Zin, medico specializzato in nefrologia e giornalista di radio e tv, nonché rappresentante dell’Udc nell’America del Sud, partito del quale è stato candidato nelle elezioni politiche italiane dell’anno scorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cinque minuti per ogni espositore, minuziosamente controllati e segnalati con una campana alla scadenza dell’ultimo dei secondi disponibili, è stata una delle regole della tavola rotonda che è stata rispettata dai partecipanti. Alle esposizioni dovevano seguire le domande del pubblico. Di domande però se ne sono sentite poche. La maggior parte degli interventi sono stati per esprimere i propri pareri, modalità molto comune negli incontri della nostra comunità, che comunque stanno a segnalare, anch’esse, la necessità della gente di esprimersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Opinioni che in genere non si sono discostate molto da quanto avevano detto i cinque espositori. C’è stato anche il tempo per un secondo giro di interventi delle cinque&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; personalità che hanno partecipato a questo primo dibattito, occasione durante la quale si è verificato l’unico contrappunto tra due di loro - Sangregorio e Zin - senza però eccedere e mantenendo il clima di cordialità generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finiti gli interventi è giunto il momento della sintesi, affidata a Rocco Oppedisano, regista e docente di comunicazione, che ha perfettamente adempito alla missione che non si presentava semplice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è stato detto, una esperienza positiva, che si ripeterà il primo giovedì di ogni mese fino al mese di dicembre. Nelle fotografie, di Enzo Rapisarda, sopra il saluto del Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura prof. Ennio Bispuri e in quella di sotto il moderatore dell’incontro, il nostro Walter Ciccione e i cinque partecipanti al dibattito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso quesito, analizzato da vari angoli, ha dato risultati pressoché uguali. Si può affermare che per i cinque partecipanti al dibattito organizzato dalla TRIBUNA ITALIANA all’Istituto Italiano di Cultura la risposta alla domanda “Italiani all’estero, una risorsa o una fantasia?” è stata che effettivamente siamo una risorsa. I distinguo e il grado di certezza però, non consentono di evitare il “ma”, il condizionale reclamato da quasi tutti i partecipanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SANGREGORIO SENZA INCERTEZZE: SIAMO UNA RISORSA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ toccato ad Eugenio Sangregorio aprire la serie di interventi sull’argomento in discussione e lo ha fatto manifestando la sua assoluta certezza sul fatto che gli italiani all’estero e specificamente gli italiani in Argentina e nel Mercosur siamo una risorsa preziosa per l’Italia. “Possiamo aprire per l’Italia i mercati dell’America Latina a partire dal Mercosur”, ha detto l’imprenditore che è consulente del Parlamento del Mercosur. L’Italia ha bisogno di conquistare nuovi mercati - ha spiegato - e certamente l’America Latina può offrire un mercato di milioni di consumatori. L’Argentina da parte sua, ha proseguito, ha bisogno di accelerare il processo di reindustrializzazione e l’Italia ha il know how di cui ha bisogno il Paese ove risiediamo. Sangregorio quindi ha chiesto di creare poli di sviluppo binazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’imprenditore ha spiegato inoltre che fra poco una missione del Parlamento del Mercosur si recherà in Italia per portare una proposta concreta di collaborazione, che prevede vie preferenziali per l’accesso ai rispettivi mercati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sangregorio ha ribadito il suo convincimento sulla realtà degli italiani all’estero come risorsa, “ma dobbiamo spiegarlo, farlo sapere in Italia”, ha detto ed ha manifestato che personalmente è già al lavoro per costruire un ponte tra imprenditori italiani e argentini, chiedendo di lavorare uniti nel presentare in Italia i progetti di cui abbiamo bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ARIZIO: PRIMA DEFINIRE I TERMINI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da parte sua l’ing. Raffaele Arizio nel suo intervento sull’argomento in discussione, ha chiesto di chiarire i termini. Cos’è una risorsa e chi sono italiani all’estero, si è chiesto, per spiegare subito che quando si parla di risorsa è implicito il riferimento al futuro. “Si parla di risorsa al potenziale, è qualcosa che potrà succedere, ma se non si avvera, se non si concretizza, non è una risorsa”. Quindi ha chiesto di chiarire anche il concetto di italiani all’estero, per sapere se si riferisce a chi fa parte delle strutture organizzate, o a tutti quelli che hanno la cittadinanza, oppure a tutti quelli che potrebbero accedere ad essa. Un chiarimento non di poco conto, perché è in base a tale definizione, ha spiegato Arizio, che eventualmente l’Italia dovrebbe impostare una politica sugli italiani all’estero come risorsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arizio ha quindi sviluppato il concetto di risorsa strategica, spiegando che in definitiva quando si parla di risorsa ci si riferisce a una strategia di occupazione, naturalmente non militare in questo caso, del territorio in cui si trova la risorsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine ha detto che per parlare di risorsa, bisogna far capire ai presunti interessati alla risorsa, cioè all’Italia, quali sarebbero i benefici di svilupparla, per cui ci vogliono progetti concreti, ben studiati e presentati, coinvolgendo in modo triangolare le comunità italiane all’estero, i territori ove essi risiedono, con le rispettive autorità, e l’Italia e ha fatto l’esempio del progetto al quale lavora l’Enaip, di confronto tra i bacini del tevere e quelli dei fiumi patagonici, prospettando alle autorità dei due Paesi, le possibilità di sviluppo nei fiumi argentini sul modello del fiume italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DI TULLIO: DECISIONE POLITICA E PROGETTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per l’avv. Domenico Di Tullio, non basta dire che gli italiani all’estero siamo una risorsa. Ci vuole decisione politica per promuovere questa realtà e progetti concreti per portarla a compimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’imprenditore ha ricordato che tra l’Italia e i Paesi dell’America latina e specialmente con l’Argentina, c’è una profonda identità e ha fatto notare che la risorsa ha componenti associative e culturali. “Apparteniamo ad uno spazio territoriale molto vicino all’Italia”, ha spiegato, per sottolineare la complementarietà tra i due Paesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Tullio ha detto che l’Italia, non è che non ha fatto niente con questa risorsa. Per svilupparla, ha spiegato, ha creato prima i Comites e poi il CGIE e infine ha stabilito la possibilità, per gli italiani residenti all’estero, di eleggere con il loro voto, i propri rappresentanti, tra i residenti all’estero, al Parlamento italiano. Di Tullio ha sottolineato la portata di tale decisione anche se - ha chiarito - la maggior parte degli italiani, non ci percepiscono ancora come una risorsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi ha invitato a trovare una sintesi tra i vari gradi di rappresentanza degli italiani all’estero, “che oggi hanno funzioni che si sovrappongono”, per meglio lavorare con l’Italia. Dobbiamo far capire all’Italia - ha spiegato - che ha grandi possibilità di crescita se lavora insieme agli italiani all’estero e ai loro discendenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NARDELLI: LA LINGUA STRUMENTO PER UNIRE LA RISORSA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal canto suo il Vice segretario del CGIE per l’America Latina Francisco Nardelli, ha detto che gli italiani all’estero sono una risorsa per l’Italia, che lo sono stati fin da quando iniziarono i movimenti emigratori che a suo tempo diedero equilibrio all’Italia. Gli italiani all’estero, ha riaffermato Nardelli, sono una risorsa che va potenziata, che è da sviluppare. “L’Italia, ha detto, ha il dovere di tracciare una strategia e di investire in questa risorsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Nardelli il primo requisito è dotare questa risorsa, costuita dalle comunità italiane sparse per il mondo, con lo strumento della lingua, la cui diffusione va potenziata. Uno strumento perché gli italiani all’estero possano comunicare tra di loro e con l’Italia. Nardelli ha detto che in questo campo qualcosa è stato fatto negli ultimi anni, ma che resta ancora molto da fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ZIN: POLITICIZZARE LA COLLETTIVITA’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizio “a gamba tesa” del dott. Claudio Zin, che ha detto inizialmente che gli italiani all’estero non sono una risorsa, almeno dal punto di vista politico e che non lo saranno fino a quando non capiranno che bisogna politicizzare i rapporti con l’Italia. In Italia, ha spiegato, tutto passa dalla politica, tutti parlano di politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi - ha detto - se non politicizziamo la comunità italiana, non riusciremo a far capire in Italia che siamo una risorsa. Se non riusciamo a politicizzare la comunità, nel migliore dei sensi, come si fa in Italia, ha proseguito Zin, la nostra comunità rimarrà così, con le sue fantastiche riunioni, i suoi fantastici gruppo folcloristici e musicali, con la sua fantastica gente, ma non sarà una risorsa per l’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zin in riferimento alla sua partecipazione al recente congresso dell’Udc a Roma, ha ricordato che durante il suo intervento ha chiesto ai partecipanti e al partito di ribadire in modo fermo, chiaro, l’appoggio al voto degli italiani all’estero, che - ha sostenuto - in Italia non tutti appoggiano. E invece, ha detto, noi siamo cittadini italiani a pieno titolo e dobbiamo far parte della struttura politica italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dobbiamo fare politica italiana, politica europea, per cui ha invitato la collettività a imparare i codici della politica italiana. Io propongo con assoluta serietà di fare politica italiana. Non è che la storia e le associazioni non siano importanti, ha detto Zin, sono importantissime, grazie ad esse siamo qua, ma in futuro ci vorrà la politica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-7715035147195717855?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/7715035147195717855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/7715035147195717855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2007/08/iniziato-il-ciclo-di-tavole-rotonde.html' title='Iniziato il ciclo di tavole rotonde organizzato per i 30 anni della TRIBUNA ITALIANA'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-5529963500901005409</id><published>2007-08-06T09:56:00.000-03:00</published><updated>2007-08-06T10:01:36.720-03:00</updated><title type='text'>ITALIANI ALL’ESTERO: UNA RISORSA O UNA FANTASIA?</title><content type='html'>&lt;CENTER&gt;30º ANNIVERSARIO DELLA TRIBUNA ITALIANA &lt;br /&gt;CICLO DE MESAS REDONDAS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PRIMER ENCUENTRO: &lt;br /&gt;   &lt;em&gt;“ITALIANI ALL’ESTERO: UNA RISORSA O UNA FANTASIA?”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;EXPOSITORES INVITADOS:&lt;br /&gt;Raffaele Arizio &lt;br /&gt;Domenico Di Tullio &lt;br /&gt;Francisco Nardelli &lt;br /&gt;Eugenio Sangregorio &lt;br /&gt;Claudio Zin&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IDEA Y COORDINACIÓN: Walter Ciccione&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-5529963500901005409?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/5529963500901005409'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/5529963500901005409'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2007/08/italiani-allestero-una-risorsa-o-una.html' title='ITALIANI ALL’ESTERO: UNA RISORSA O UNA FANTASIA?'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-1675370914258961855</id><published>2007-07-02T11:18:00.000-03:00</published><updated>2007-07-02T12:09:09.516-03:00</updated><title type='text'>Agua, divino tesoro</title><content type='html'>&lt;em&gt;Un evento de confraternidad entre Argentina e Italia. El agua como factor clave y su valor estratégico. Un documental con imágenes de sugestiva belleza. Un viaje a través de la cuenca del Tevere y la Patagonia cordillerana. “Cuando el río suena…” y una particular interpretación. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://www.ips.it/musis/nazzano/graphics/riserva.gif"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;No debe ser un hecho corriente que el Palacio del Congreso de la Nación, en este caso en el elegante salón Arturo Illia del Honorable Senado, sea testigo de una proyección cinematográfica como la ofrecida la semana pasada. El evento organizado por el &lt;strong&gt;Grupo de Amistad Argentino-Italiano del Senado&lt;/strong&gt; y el Ente Nazionale Acli Istruzione Professionale (ENAIP) congregó una calificada concurrencia que colmó sus instalaciones. &lt;br /&gt;Representantes de distintos ámbitos como el político, diplomático, artístico, empresarial y medios de prensa, se dieron cita para asistir a la proyección, entre ellos, la senadora Alicia Mastandrea, Presidente de la Comisión Industria y Comercio del Senado y el Ingeniero Jorge Izarra, presidente de la Autoridad Interjurisdiccional de las Cuencas de los Ríos Neuquén, Limay y Negro (A.I.C.)&lt;br /&gt;En su carácter de Presidente del Grupo de Amistad…, el senador nacional, Pedro Salvatori, pronunció las palabras de bienvenida destacando los objetivos del encuentro que tiende a estimular relaciones de mutuo interés y beneficio entre Italia y Argentina para el desarrollo de las cuencas hídricas de la Patagonia y el uso del agua al servicio del progreso, gestión que, como señalara Salvatori, cuenta con la adhesión del Vicepresidente de la Nación y titular del Senado, Daniel Scioli.&lt;br /&gt;Por su parte, el Ingeniero Raffaele Arizio, Presidente del ENAIP y coautor junto a Rocco Oppedisano del guión del documental, manifestó el propósito de impulsar encuentros entre autoridades de las cuencas de los ríos italianos y argentinos para establecer sistemas de trabajo con una visión globalizada, donde el agua resulta un factor clave de desarrollo. Finalmente, señaló que &lt;em&gt;“la sociedad civil debe complementar aquellas iniciativas que el Estado por si solo no puede realizar”&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;A su turno, el vicepresidente del ENAIP y director del film, Rocco Oppedisano, se refirió a distintos aspectos de su realización como el hecho de haber contado con eficientes colaboradores de equipos técnicos italianos y argentinos. Agregó, además, que el documental es parte de un proyecto de largo alcance y concluyó, destacando las enormes posibilidades que, en materia de recursos hídricos, ofrece Argentina y la explícita disponibilidad de Italia para prestar toda suerte de colaboración. &lt;br /&gt;Finalizando el aspecto protocolar del encuentro, el Director del Instituto Italiano de Cultura, Ennio Bispuri y el Agregado Científico de la Embajada de Italia, Ing. Gabrielle Paparo, brindaron su saludo a la concurrencia.&lt;br /&gt;El interesante y ameno documental que, con marcado suceso viene proyectándose  en distintas instituciones tanto en la Capital Federal como en el interior del país, es una excelente realización de Rocco Oppedisano, quien logró armonizar aspectos técnicos, didácticos e históricos del guión que ofrece una visión sobre el agua como instrumento de desarrollo económico y social del territorio, comparando las cuencas del Tevere con las de los ríos Limay, Neuquén y Negro. El director logra plasmar en imágenes las sugestivas bellezas de la cuenca del río italiano que atraviesa regiones como &lt;em&gt;il Lazio y L’Umbria&lt;/em&gt;,  entre otras, y aquellas de la Patagonia en la zona cordillerana, escenario de agreste y singular atractivo. El uso expresivo del color y el marco de una excelente columna sonora, música original de Federico Marrale (hijo del querido actor Jorge), confluyen en el resultado de un documental de estupenda factura.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Cuando el río suena, agua lleva”&lt;/em&gt;, reza el viejo refrán. En este caso, deberíamos asignarle una interpretación diferente y agregarle un anhelo: &lt;em&gt;&lt;strong&gt;“Cuando el río suena… ojalá agua traiga”&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;. Recordemos que se trata de un recurso natural no renovable y que saber utilizarlo es prioridad absoluta, ya que, como todas las cosas y hechos que revisten transitoriedad, fundamenta aquello de &lt;em&gt;“El agua… divino tesoro”&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;pre&gt;                           Walter Ciccione&lt;/pre&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-1675370914258961855?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/1675370914258961855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/1675370914258961855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2007/07/agua-divino-tesoro.html' title='Agua, divino tesoro'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-3668702056342418807</id><published>2007-06-27T14:53:00.000-03:00</published><updated>2007-07-02T11:04:02.814-03:00</updated><title type='text'>Una targa in ricordo di Felice Lora nella nuova sede del Consolato</title><content type='html'>Venerdí prossimo sarà inaugurata nella nuova sede del Consolato Generale d’Italia a Buenos Aires, una targa in ricordo del Conte Felice Lora, il generoso&lt;br /&gt;piemontese emigrato in Argentina che alla sua morte, nel 1927, lasciò allo Stato Italiano e in favore della comunità italiana di Buenos Aires i fondi necessari per la costruzione della Casa degli Italiani, un posto che avrebbe dovuto ospitare la sede consolare, quella della Feditalia e un grande salone per le riunioni della collettività. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A suo tempo era stata affissa una lapide all’ingresso del Teatro Coliseo, il grande salone sognato dal Conte Lora, che ricordava il suo munifico gesto. Negli anni ‘80, quando fu disposta una ristrutturazione del Teatro, la lapide fu rimossa e col tempo si perse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 10 giugno, in occasione della festa della Repubblica, il console generale Giancarlo Maria Curcio ha annunciato che sarà reso un doveroso omaggio al generoso emigrate piemontese, con una targa in bronzo, che sarà collocata nel grande salone di riunioni nel secondo piano della nuova sede consolare in via Reconquista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dott. Curcio ha presentato la targa al pubblico presente al Coliseo (nella foto di Italo Catalano, Curcio insieme al Console Nicola Occhipinti e alla Vice console Alessandra Tognonato) e venerdì sarà affissa nel citato salone, durante una cerimonia alla quale parteciperà la presidente della regione Piemonte Mercedes Bresso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’uscita della cerimonia al Coliseo lo scorso 10 giugno, vari connazionali si sono congratulati con noi ricordando gli articoli pubblicati nel 2005 e nel 2006, supponendo che erano serviti a provocare l’interesse del Console generale. Ma non è così, il dott. Curcio, arrivato a Buenos Aires nel mese di dicembre dell’anno scorso, non ha mai letto i tre articoli firmati da &lt;font color=red&gt;Walter Ciccione&lt;/font&gt; nella TRIBUNA ITALIANA e nessuno glieli ha fatto vedere, per cui è suo tutto il merito della decisione di rendere omaggio al Conte Felice Lora, con la targa nella sede consolare, che, come lui ha sostenuto, è la Casa degli Italiani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per conto nostro, ci fa piacere la decisione del Console generale, che tra l’altro sapeva del lascito del Conte Lora dai tempi della sua precedente missione a Buenos Aires. Ci sembra però che comunque, andrebbe rimessa la targa nell’ingresso del Teatro Coliseo, sia perché in quella sede c’era già una targa, sia perché, anche se il Consolato generale è la Casa degli Italiani, il Teatro Coliseo è il luogo tradizionale di ritrovo degli italiani di Buenos Aires, per le grandi occasioni. Sia anche perché la generosità del Conte Lora e il suo esempio, meritano questo omaggio.&lt;br /&gt;&lt;center&gt;                ------------------------------------------------------&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;font color=green&gt;Me alegra y satisface, enormemente, que se haya tomado esta decisión por la que &lt;em&gt;-modestamente-&lt;/em&gt; tanto bregué. Es un justo reconocimiento que teníamos pendiente como comunidad. &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-3668702056342418807?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/3668702056342418807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/3668702056342418807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2007/06/una-targa-in-ricordo-di-felice-lora.html' title='Una targa in ricordo di Felice Lora nella nuova sede del Consolato'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-5879079655531007768</id><published>2007-05-23T10:12:00.000-03:00</published><updated>2007-07-02T11:13:17.278-03:00</updated><title type='text'>Elecciones en la Ciudad de Buenos Aires: A la conquista del voto italo-argentino.</title><content type='html'>&lt;em&gt;Mauricio Macri y Jorge Telerman, dos candidatos y dos estilos distintos para un mismo objetivo. Dentro de la politica argentina en los últimos tiempos asistimos al hecho novedoso del creciente interés por captar el voto de las comunidades extranjeras.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img width=50% src="http://muyboca.com.ar/wp-content/uploads/2007/01/311006macridetjpg.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;En el caso de la Capital Federal donde el mes próximo se elige Jefe de Gobierno, la pugna para seducir a los electores foráneos se circunscribe, por el momento, a Mauricio Macri y Jorge Telerman, candidatos que, según las encuestas, encabezan las preferencias. En cuanto a Daniel Filmus, el tercero con posibilidades de acceder, pareciera que todavía no ha decidido la estrategia para este segmento del electorado. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Para el 2007 el padrón electoral de la Ciudad de Buenos Aires registra un total de 2.573.731 votantes, de los cuales solamente 10.275 corresponden a extranjeros. Pese a tratarse de una cifra irrelevante y visto lo reñido que se presentan las elecciones, los candidatos consideran que cada voto cuenta y puede definir un ganador. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si nos atenemos a que alrededor del 50% de los habitantes de Buenos Aires tienen &lt;strong&gt;origen italiano&lt;/strong&gt; y que unos 80 mil han optado por la doble ciudadania, la comunidad italiana representa sin lugar a dudas una fuerza electoral llamada a desempeñar un rol protagónico en estas elecciones. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Por lo tanto las estrategias de los políticos apuntan al aspecto emotivo. Tal vez, alguien tuvo en cuenta un pensamiento de Blas Pascal: &lt;em&gt;"El corazón tiene razones que la razón no conoce"&lt;/em&gt; y apuestan a seducir al italiano, inscripto o no, para que dentro del ámbito familiar y de amistades sugiera la adhesión hacia algún candidato. Es sabido que por tradición y valores ancestrales la familia es el símbolo de la comunidad italiana y dialogar en su entorno para hacer valer las recomendaciones resulta un factor importante. Recordemos que dentro de la democracia las opiniones valen, votemos o no. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dentro del fragor de la campaña electoral, los candidatos aplican sus tácticas para captar los nuevos votantes. &lt;strong&gt;Mauricio Macri&lt;/strong&gt;, implementando un sector denominado "Segmento Colectividades", mientras que &lt;strong&gt;Jorge Telerman&lt;/strong&gt; alista "Comunidades en gestión", entidad ésta que ha recibido diversas adhesiones ecuménicas como la italiana en particular mediante la agrupación &lt;em&gt;"Italianos por Buenos Aires"&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obviamente nadie puede arrogarse la representación de la comunidad italiana, aunque ninguno es lerdo a la hora de hablar de presunta representatividad. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;EL PROTAGONISMO CALABRES &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pertenecen mayormente a la comunidad calabresa, los promotores de los movimientos politicos que sustentan a los candidatos a jefe de gobierno, decididos a motivarnos y participar de una contienda electoral. Tal vez, entre los objetivos -aquellos implícitos- figure aquel de ayudarnos a superar de una buena vez aquel hábito arraigado del &lt;em&gt;"no te metás"&lt;/em&gt;. Como impulsores de la iniciativa cabe señalar tanto a Irma Rizzuti, Presidente de la Asociación Calabrese e integrante del equipo de Macri y Miguel Mazzeo, también él miembro de la comisión directiva de la Asociación Calabresa, en calidad de Vicepresidente ejecutivo de la corriente "Italianos por Buenos Aires", que apoyan a Telerman. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Para completar el protagonismo calabrese en esta suerte de cruzada cívica, mencionamos a otro nativo de esa región, Eugenio Sangregorio, quién preside el Movimiento ItaloArgentino de Participación Cívica, entidad que viene bregando para la integración de los extranjeros, los italianos en particular, para obtener el derecho al voto. Gestión que logró concretarse, por cuanto, tanto en la Provincia de Buenos Aires como en la Capital Federal, los extranjeros pueden hacerlo una vez cumplimentado el requisito de inscribirse en el registro electoral, aunque se cuestiona que se trate de padrones separados, respecto a los que registran a los ciudadanos argentinos. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entre los objetivos de los candidatos, aquel de tomar contacto directo con la comunidad italiana adquirió cierta prioridad llevándose a cabo mediante sendas reuniones. La primera a través del "Segmento Colectividades" de Mauricio Macri eligió la sede del Circolo Italiano de la calle Libertad, mientras que "Corriente italianos…" optó por la sede de la Federación que nuclea las distintas asociaciones calabresas, la F.A.C.A. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DESAYUNO EN EL CIRCOLO ITALIANO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pese a que el evento tuvo lugar en un dia laborable, contó con la asistencia de unos 100 invitados en su mayoría representantes de Federaciones Regionales, Asociaciones, entidades representativas y la prensa en general. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entre los oradores Jorge Macri, hijo del recordado dirigente Tonino Macri, primo de Mauricio y legislador de la Provincia de Buenos Aires, quién brindó su saludo en un correcto italiano para luego referirse a las propuestas de su corriente politica. A su turno, Gabriela Michetti compañera de fórmula del candidato señaló: &lt;em&gt;"…desde lo emocional, me enorgullezco de mis origenes puesto que mis 4 abuelos son italianos además del efecto particular que me genera encontrarme en un sitio como el Circolo donde se celebró mi matrimonio"&lt;/em&gt;. Desde una óptica racional destacó los proyectos que para la ciudad comparte con el candidato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Para concluir, Mauricio Macri detalló los objetivos de su futuro gobierno en temas como salud, seguridad, educación, corrupción y tránsito entre otros y su compromiso para recuperar en la ciudad los valores éticos para finalizar apelando a los presentes con: &lt;em&gt;"Espero contar con el apoyo de todos ustedes"&lt;/em&gt;. Acto seguido se prestó a responder algunas inquietudes, ante la pregunta puntual sobre si en las escuelas publicas favorecerá la enseñanza del idioma italiano Macri señaló: &lt;em&gt;"Desde mi punto de vista resulta más útil el aprendizaje del inglés y en segundo término el portugués".&lt;/em&gt; Respuesta que generó cierto desconcierto entre los presentes, recordemos que se trataba de una reunión con la comunidad italiana y tal vez el exceso de sinceridad del candidato no haya sido políticamente adecuado. Alguien en la sala citó aquella locución latina: "No sabe reinar quién no sabe disimular." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al margen de sus aptitudes políticas y empresariales, una figura joven y prometedora y la eficiente gestión al frente de un club como Boca Junior un símbolo para la comunidad del Bel Paese, Mauricio Macri en su condición de hijo de italiano, cuenta a priori con cierto aval y un sentimiento de simpatía de parte de la colectividad que lo considera "uno dei nostri". Sin embargo dentro de una gestión política los valores señalados no son suficientes y sería conveniente que efectuara algunos ajustes en su estrategia para captar el voto de los italianos. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PIZZA Y TARANTELLA EN LA FACA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Por sus características fue la antitesis del "desayuno". La convocatoria en este caso para un día sábado a la tarde, fue abierta y popular. Mientras en los alrededores de la institución las paredes estaban cubiertas por los afiches de la "Corriente de italianos…" En el interior unas 400 personas, en mayoría integrantes de la comunidad calabresa matizaban la espera del candidato con algunos componentes del folclore popular, la ejecución en vivo de la pintoresca tarantella y la barra de jóvenes entonando cánticos como: "Y ya lo vé es para Macri que lo mira por TV " o "Jorge querido, los tanos están contigo "y "Esta es la banda calabresa que baila la tarantella y come pizza". Tal vez aludían al generoso servicio de lunch donde la pizza era un componente importante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En el orden protocolar, ausente por enfermedad el presidente de la FACA Franco Fiumara, el evento comenzó con el saludo y agradecimiento a Telerman de las distintas autoridades con un denominador común, el elevado grado de emotividad, sentimiento que inclusive evidenciaron los promotores del Movimiento, Miguel Mazzeo y Dario Ventimiglia. Este último candidato a diputado en las recientes elecciones politicas para el parlamento italiano en la lista de la Unione, que mientras algunos vecinos comentaban "Toh , chi si rivede!!" inició su alocución con " Carissimi paesani "para verter luego conceptos elogiosos hacia "Giorgio !!" frase que tomó por sorpresa al auditorio generando una incógnita sobre el destinatario del nombre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Telerman retribuyó la entusiasta bienvenida y utilizando el idioma italiano, dentro de un estilo Mattatore de Vittorio Gassman señaló : "Carissimi amici, fratelli italiani …" para luego exaltar los valores de la colectividad: nobleza, alegria, laboriosidad y creatividad y afirmar : "Cuando los italianos están tristes, todos los porteños estamos tristes." Para finalmente mencionar a Stendhal (escritor francés del siglo XIX) "Cuando estaba abrumado, deprimido viajaba a Italia para recomponerse." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En el capítulo propuestas se mostró generoso por cuanto al margen de concretar la entrega a la FACA del predio de dos hectáreas para la construcción de un complejo deportivo para todos los italianos, el Leonardo Da Vinci, prometió la ayuda social del ANSES, para otorgar pensiones a "800 viejitos italianos indigentes" y un plan de asistencia sanitaria. Además se explayó sobre la enseñanza del idioma italiano en las escuelas públicas de la ciudad y un programa de apoyo a las actividades culturales de las asociaciones regionales.Todas las iniciativas se reflejan en un folleto ilustrado que fue entregado a todos los presentes. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hubo tiempo también para mencionar la remodelación de Piazza Italia y en una actitud simpátíca presentar a su señora esposa… italiana. Finalizando su intervención y con sentido oportunista se ocupo de revelar la incógnita del nombre para señalar:" il caro Giorgio que mencionó el amigo Ventimiglia..sono io". La nonna, ubicada cerca nuestro alcanzó a comentar: "Ma allora questo Giorgio Tellermanno è propio italiano?" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sensación que experimentamos al retirarnos es que Giorgio!!! Telerman supo captar el clima del encuentro e interpretar la música que a los oídos de la mayoría les pareció adecuada y armoniosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A manera de un escueto balance y al margen de congratularnos con los organizadores por la feliz iniciativa, ambas reuniones surtieron el efecto de hacernos reflexionar sobre el valor que debe asignarse a nuestra participación cívica en la política local. Logramos recuperar el derecho de votar en Italia pero todavía no cumplimos con el deber moral de hacerlo en Argentina. Se trata de una asignatura pendiente que debemos saldar como comunidad arraigada en un país que nos ofreció una generosa hospitalidad y donde decidimos radicar afectos e intereses para proyectarnos a través de nuestros hijos, argentinos de origen italiano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En cuanto a los candidatos dependerá de la estrategia que utilicen en los últimos tramos de la campaña para sumar adhesiones. Por nuestra parte deberemos optar por aquel que encarne los intereses del conjunto de los ciudadanos porteños y que desde ya tenga "un occhio di riguardo verso la comunitá italiana." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;pre&gt;                         Walter Ciccione.&lt;/pre&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-5879079655531007768?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/5879079655531007768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/5879079655531007768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2007/05/elecciones-en-la-ciudad-de-buenos-aires.html' title='Elecciones en la Ciudad de Buenos Aires: A la conquista del voto italo-argentino.'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-7201069518092233404</id><published>2007-05-11T13:20:00.000-03:00</published><updated>2007-07-02T11:15:14.449-03:00</updated><title type='text'>Tributo a un patriarca del cine italiano</title><content type='html'>&lt;strong&gt;GENTE FATTI E… FANTASIA: Encuentro con Mario Monicelli&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;em&gt;El veterano cineasta, en su primera visita a la Argentina, se conmovió por la demostración de afecto del público local.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;img width=40% src="http://www.musicalstage.it/public/artisti/images/832_3_g.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con energía y vitalidad sorprendentes, por su edad -recordemos que está próximo a cumplir los 92 años-, &lt;strong&gt;Mario Monicelli&lt;/strong&gt;, con rigurosa puntualidad, ingresó al Teatro Coliseo que, engalanado como en las grandes ocasiones, ofreció el marco adecuado para agasajar al mito viviente del cine italiano. El público, de pie, ovacionó al maestro que, visiblemente sorprendido, agradeció la demostración&lt;br /&gt;de afecto para ubicarse de inmediato en el escenario y compartir el estrado con el director del Instituto Italiano de Cultura, Ennio Bispuri y el crítico de cine y escritor, Nestor Tirri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Allá, lejos y hace tiempo &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Para quienes evidenciamos cierta veteranía en la temática de la comunidad italo-argentina, reflejando experiencias a través de las páginas de Tribuna Italiana, la velada del pasado lunes 12, en el Teatro Coliseo, sin lugar a dudas, ocupará un lugar destacado en la memoria, etiquetada con la leyenda: "Vivencias emotivas y gratificantes". Muchos de los presentes -cronista incluido- allá, lejos y hace tiempo, en las décadas del '50 y '60, éramos jóvenes inmigrantes, "tanitos" intentando superar el desarraigo para integrarnos al generoso país que nos había cobijado. Una tarea compleja que logramos superar en diversos ámbitos, como el familiar, el laboral y el profesional, sustentados -de alguna manera- por el auge de "lo italiano", en esa época, simbolizado por los éxitos de las canciones, Modugno, Mina, el arte, la literatura, la moda, todos queríamos vestirnos como Marcello en "La Dolce Vita" y, en particular, la popularidad en cine de Gassman, Sordi, Lollobrigida, Loren y Cardinale, entre los actores y directores, como Fellini, Risi y Mario Monicelli. Seguramente, nuestra presencia y aplausos llevaron implícitos un valor agregado, la íntima satisfacción de haber cumplido, simplemente, con un gesto de gratitud. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La visita del cineasta es el resultado de una feliz y oportuna iniciativa del Istituto Italiano di Cultura, a través de su director Ennio Bispuri, cinéfilo por excelencia y de su equipo de colaboradores como Aniello Di Iorio, activo coordinador y anfitrión de la memorable velada. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;El intenso programa de actividades de Monicelli en Argentina, se inició con su asistencia al Festival de Cine de Mar del Plata, donde además de presentar su reciente creación, el film "Le rose del deserto", fue galardonado con el Astor de Oro, un merecido reconocimiento a su trayectoria entregado por el Vicepresidente de la Nación, Daniel Scioli. El extraordinario recibimiento impresionó al veterano director quién, conmovido, agradeció a la audiencia señalando que con su presencia, la primera visita a la Argentina, intentaba saldar una deuda con el público local, aquélla del premio que en el año 1964, el jurado le otorgó a "I compagni". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con bastante anticipación a la hora de inicio, una considerable cantidad de público se ubicó frente al Coliseo esperando el momento de ingresar a la sala. Un clima distendido y de agradable expectativa era el marco imperante, hecho que sorprendió gratamente al cronista habituado a otra clase de situaciones sobre la vereda de la calle Marcelo T. de Alvear. Con familiares y amigos invitados para la ocasión se incorporó a la fila y "la dulce espera" fue la oportunidad para dialogar sobre la figura del homenajeado conformándose una suerte de biografía express de Monicelli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Una storia, piccola, piccola &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Un director que se ubica entre los grandes protagonistas del cine italiano del último medio siglo, hijo de un prestigioso periodista y de una ama de casa, Mario Monicelli nació en Viareggio (Toscana), el 15 de mayo de l915. Cursó estudios en la Universidad de Pisa en la carrera de Filosofía y Letras. Apasionado por el cine desde muy joven, ejerció la crítica cinematográfica y, a partir de 1949, comenzó la tarea que lo consagró. Un creador al que, desde el neorrealismo de Roberto Rosellini (Roma città aperta) y con otro de los protagonistas del cine peninsular, Dino Risi, se les atribuye con justicia la paternidad della Commedia all'Italiana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un género con espíritu típicamente italiano, una marca registrada que trata argumentos serios, a menudo dramáticos, como el hambre, la miseria y la vejez, con cierto sentido del humor. Historias de personajes simples que desafían la durísima realidad de la posguerra de la mejor manera posible. Un estilo que combina el humorismo con la sátira y la ironía. El cineasta detenta una abultada producción, 65 películas con algunos éxitos que perduran en la memoria colectiva. Un genial realizador que supo contarnos historias sobre "Guardie e Ladri", "I Soliti ignoti", "La Armata Brancaleone", "Compagni", "Marchese del Grillo", "Un borghese piccolo, piccolo" o "Amici miei". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La ceremonia &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Entre los numerosos asistentes, logramos observar la presencia de autoridades diplomáticas como el embajador Stefano Ronca y señora, el Cónsul General Giancarlo Curcio e invitados especiales, como el presidente del Comites de Buenos Aires, Santo Ianni, la esposa del diputado Giuseppe Angeli, Señora Lidia Sartoris, nuestro conocido Gianfranco Pagliaro, entre otros, y la que fue una verdadera sorpresa, la excelente actriz, China Zorrilla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le correspondió a Ennio Bispuri presentar al prestigioso invitado quien, visiblemente sorprendido por el recibimiento, agradeció de manera "creíble" al auditorio. A continuación, se exhibieron algunas secuencias de películas como: "Guardie e Ladri", "Il marchese del Grillo", "La Grande Guerra" e "I soliti ignoti". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Las ausencias añoradas &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;El criterio utilizado para seleccionar los tramos de los films exhibidos, generó cierto debate entre el público. Sin lugar a dudas, se trata de un argumento que invita a la polémica, algo parecido a lo que ocurre con el fútbol donde cada uno tiene su propia selección in mente. Resulta difícil conformar a todos, sin embargo, suponemos que escenas de obras maestras como "I compagni", "La Armata Brancaleone", "Un borghese piccolo, piccolo" o "Amici miei", no deberían haber faltado a la cita. Finalizado el capítulo, le correspondió a Néstor Tirri trazar un perfil de Monicelli, complementado en forma amena por algunas anécdotas que, en su profesión periodística, lo vinculan con el eximio director. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Como conclusión del evento, el "padre della Commedia all'Italiana" se dispuso a conversar con el público. Una tarea seguramente compleja por la diversidad de las preguntas efectuadas a las que el maestro intentó dar la respuesta adecuada recurriendo a "su arma preferida", la fina ironía. Lamentablemente, el diálogo se vio dificultado por dos aspectos que suponemos de orden técnico que, en definitiva, no lograron empañar el brillo de la velada. El primero, los protagonistas del escenario parecían encandilados por la ubicación de las luces frontales que les hacían difícil la tarea de divisar al público y, en particular, saber quién formulaba la pregunta. La restante, la ubicación de parlantes que no permitía oír con claridad, como por ejemplo, en el caso de Pagliaro y China Zorrilla, situación que de alguna manera impulsó a la veterana actriz a manifestar sin micrófono y con un grito impactante: "¡Grazie Maestro!", expresión emulada y compartida por la toda la sala que nuevamente de pie despidió con un &lt;em&gt;"arrivederci"&lt;/em&gt; a Mario Monicelli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Walter Ciccione&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-7201069518092233404?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/7201069518092233404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/7201069518092233404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2007/05/tributo-un-patriarca-del-cine-italiano.html' title='Tributo a un patriarca del cine italiano'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-7628892437305051258</id><published>2007-04-12T09:53:00.000-03:00</published><updated>2007-04-16T10:58:09.724-03:00</updated><title type='text'>Rai-International soltanto gattopardismo?</title><content type='html'>&lt;em&gt;Nonostante gli annunci del Direttore di Rai-International, Piero Badaloni, secondo il quale a partire di febbrario ci sarebero stati cambiamenti profondi el palinsesto, ancora oggi non si registrano novità, ma solo confusione.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rai International, istituita nel 1995 con lo scopo, fra gli altri, di parlare degli italiani all’estero di tutti quanti si sentono legati al Bel Paese, per le loro radici, per la sua cultura o per semplice curiosità, continua a provocare polemiche. Il canale pubblico italiano è riuscito a provocare una sorte rapporto amore-odio con le comunità degli italiani nel mondo, sia per la scarsa qualità del servizio offerto, sia per l’alto costo del servizio di televisione via cavo che bisogna contrattare per ricevere il segnale della Rai. &lt;br /&gt;Queste e altre ragioni sulle quali non è il caso di dilungarsi, sostengono la controversia e offrono materiale sufficiente per la polemica generale. &lt;br /&gt;Negli ultimi tempi però, sono aumentate le critiche da parte di alcuni parlamentari eletti all’estero nelle file dell’opposizione, i quali accusano il nuovo Direttore di Rai International di parzialità, propaganda partitica e mancanza di pluralismo politico. &lt;br /&gt;E’ il caso di Dario Rivolta e Salvatore Ferrigno, entrambi di Forza Italia, che in una recente interviste hanno manifestato tra l’altro: "RAI International è addirittura un disastro. Il servizio è peggiorato a vista d'occhio. Non piace agli italiani all'estero, ancor meno di quanto non piacesse anteriormente". &lt;em&gt;"Stanno nascendo enti promotori di proteste contro Badaloni, come negli Stati Uniti, il Comitato Salva Rai International"&lt;/em&gt;. Anche esponenti di An e del Ctim, come Gialuigi Ferretti, hanno manifestato le loro critiche ala nuova gestione di Rai International. &lt;br /&gt;Anche la nostra &lt;strong&gt;TRIBUNA ITALIANA&lt;/strong&gt; si è occupata in varie occasioni dell’argomento. La più recente lo scorso 7 febbraio, a commento della riunione del nuovo Direttore generale Badaloni con il Vice ministro Franco Danieli e i parlamentari eletti all’estero, con lo scopo di informare sui nuovi contenuti e le progressive modifiche del palinsesto.&lt;br /&gt;Tra l’altro è stato annunciato un cronogramma che prevedeva cambiamenti profondi, che dovevano avviarsi a partire dal mese di febbraio con il 30% dei programmi per poi continuare a marzo e aprile con un altro 40% per concludere con un rinnovamento totale nel mese di giugno. Sul particolare Badaloni ha utilizzato una definizione categorica: &lt;em&gt;"Stiamo generando una rivoluzione copernicana nel palinsesto"&lt;/em&gt;, un modo non tanto velato di criticare la precedente gestione del direttore Massimo Magliaro e quindi anche del ministro Mirko Tremaglia, ai quali in precedenza anche Danieli aveva dedicato una frecciata: &lt;em&gt;"I programmi di RAI International, sembrano pensati per sub normali"&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;E’ chiaro che ogni cambiamento comporta attese e quando queste non si verificano, viene fuori la delusione, sentimento che abbiamo provato quali assidui telespettatori che, giunti a metà aprile, epoca che secondo quanto era stato annunciato sarebbe stato modificato circa il 50% del palinsesto, constatano che se qualche cambiamento c’è stato, è impercettibile. &lt;br /&gt;Nell’intento di essere il più obiettivi possibile, i presunti nuovi contenuti avrebbero dovuto enfatizzare la copertura e i servizi alle comunità italiane all’estero. Promuovere e diffondere informazione, cultura e intrattenimenti che lascino sedimenti positivi. Dare spazio all’informazione di ritorno della quale tanto si parla ma poco si fa e offrire lo schermo ai parlamentari eletti all’estero. &lt;br /&gt;D’altra parte programmi emblematici che in qualche modo ci coinvolgono, come &lt;em&gt;“Qui Roma”&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;“Sportello Italia”&lt;/em&gt;, sono stati sostanzialmente ristrutturati, perdendo in gran parte quella loro caratteristica. &lt;br /&gt;Il primo, uno spazio quotidiano di approfondimento informativo, una rubrica molto seguita dagli italiani all’estero, nonostante quanto annunciato dal Direttore Badaloni (&lt;em&gt;"dal mese di Marzo, Qui Roma durerà un'ora e torna la rassegna stampa"&lt;/em&gt;), continua ad avere il suo segmento di soli 15 minuti, con l’aggravante di essere diventato una specie di CNN in italiano, che si occupa principalmente degli avvenimenti del Medio Oriente, perdendo la sua caratteristica originale, quella di rispecchiare fatti e personaggi delle comunità all’estero. &lt;br /&gt;Il secondo, una trasmissione che offre alcune risposte concrete su temi di stretta attualità quali cittadinanza, pensioni, ecc., continua ad essere trasmesso, nonostante l’annuncio di Badaloni secondo il quale &lt;em&gt;"Il 31 marzo chiude Sportello Italia"&lt;/em&gt;. Sportello Italia è ancora in onda, ma l’emissione adesso dura soltanto 15 minuti. &lt;br /&gt;La &lt;em&gt;“rivoluzione copernicana”&lt;/em&gt; quindi, ancora non c’è stata e fatto salvo per alcuni programmi intrascendenti, ancora non si possono intravedere elementi interessanti di cambiamento. Le modifiche sembrano limitate a cambiamenti di orari, di frequenze, allo spostamento di programmi da un orario all’altro senza preavviso, con l’unica conseguenza di provocare disorientamento tra i telespettatori. &lt;br /&gt;Più che l’auspicato &lt;em&gt;“effetto tsunami”&lt;/em&gt; l’annunciato nuovo palinsesto di Rai International ha generato un debole acquazzone d’estate, che è riuscito a trascinare alcuni programmi impresentabili quali &lt;em&gt;“L’almanacco di Giove”&lt;/em&gt; ma non altri quali le soporifere &lt;em&gt;“fiction”&lt;/em&gt; &lt;em&gt;“Un posto al sole”&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;“Sottocasa”&lt;/em&gt;, che molti nella nostra comunità semplicemente deplorano. &lt;br /&gt;C’è la diffusa sensazione che i dirigenti di RAI International non hanno ancora trovato la strada e che intanto si cerca di applicare una sorte di gattopardismo, quel cercare di far credere che &lt;em&gt;"tutto cambia, perché tutto resti uguale"&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;All’inizio abbiamo parlato dei sentimenti estremi verso RAI Inrternational, come l‘amore e l’odio. Nel campo degli equilibri emozionali manteniamo la simpatia verso l’azienda televisiva, che è - o dovrebbe essere - uno dei ponti che ci uni all’Italia, per cui ci auguriamo che trovino soluzione gli inconvenienti descritti. A tale effetto, i parlamentari eletti all’estero dovrebbero far parte della strategia dell’azienda e dovrebbero intervenire con maggiore enfasi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                         Walter Ciccione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Nota publica en &lt;em&gt;Tribuna Italiana&lt;/em&gt; 11/04/07)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-7628892437305051258?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/7628892437305051258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/7628892437305051258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2007/04/rai-international-soltanto.html' title='Rai-International soltanto gattopardismo?'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-4719170100442355896</id><published>2007-04-12T09:31:00.000-03:00</published><updated>2007-04-12T12:04:52.007-03:00</updated><title type='text'>Caro 2006, ciao. Carissimo 2007, benvenuto</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Fugit irreparabile Tempus&lt;/em&gt;. Golpe a la autoestima. Votando por un sueño. Crisis 1ª Cine, 2ª Teatro. Programas para subnormales. Ah gente! y la nueva cartelera de estrenos. ¿Qué hora es? Mensajes para políticos y dirigentes. Cómo nos ven. La frase y personaje del año. Una nonna fértil. 2006 Sueños postergados 2007. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La creación de U.P.A.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;El fin de año tiene, entre otras cualidades, la virtud de hacernos detener la carrera para conjugar tiempos, pasado y futuro, omitiendo, en extraña actitud, el presente. Época propicia para las reflexiones profundas y las otras, sobre un mismo tema: El tiempo. Un argumento que nos desvela y genera todo tipo de consideraciones como las realistas del poeta latino Virgilio: &lt;em&gt;"Fugit irreparabile tempus"&lt;/em&gt; (El tiempo se va irreparablemente). Es de competencia periodística evaluar la avalancha de balances que los medios reflejan, destacando lo mejor y lo peor de las noticias, los personajes, hechos y frases. Esta tarea de encontrar indicios referidos a nuestra comunidad, en particular, resultó ardua y, en definitiva, infructuosa. Al margen de &lt;em&gt;"Italia Campeón del Mundial de Fútbol"&lt;/em&gt; y sus derivados, no existen elementos que nos asignen protagonismo alguno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aunque parezca presuntuoso el merecimiento, frente a lo irrelevante de algunas noticias destacadas, un hecho como el otorgamiento del derecho al voto y elegir representantes al parlamento que Italia otorgó a sus ciudadanos que viven en el exterior, alrededor de 4 millones de los cuales 250 mil votaron en Argentina que además envía 3 representantes, merecería tal vez un tratamiento particular. Habrá que evaluar si en el futuro resulta más meritorio protagonizar algún piquete callejero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frente a lo paradójico de la situación, deberemos consolarnos con los 15 minutos de popularidad que nos proporcionaron dos tanos: Ranni y Renni. El primero cantando y el restante bailando en pos de un sueño altruista. Por nuestra parte, los tanos anónimos hemos protagonizado otra clase de desafío, "Votando por un sueño". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;NUESTRO BALANCE&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;El mundo del espectáculo &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Como viene ocurriendo en los últimos años, la temporada 2006 se caracterizó por la escasa cantidad de estrenos. La cartelera que en otros tiempos ofrecía entre 50/60 películas italianas por temporada, se limitó a 4 títulos intrascendentes, inclusive la novedad de Benigni "El tigre y la nieve". Crisis que se manifestó también en otros segmentos como el de los ciclos de preestrenos. España, Francia y Alemania evidenciaron iniciativas y dinamismo, il Bel Paese brilló por su ausencia. Un hecho que tal vez logre revertir en parte la situación es la firma del convenio de coproducción cinematográfica entre el Ministero dei Beni Culturali, su titular Francesco Rutelli y el Secretario de Cultura argentino Jose Nun. Un acuerdo con vigencia quinquenal para estimular la producción y cuyo primer largometraje será "Cómplices del silencio" con guión de nuestro amigo y suscriptor Rocco Oppedisano. Se trata de una historia que transcurre en la época del Mundial de Fútbol 1978, la participación del equipo italiano y la temática de los desaparecidos. Sobre la actividad teatral,a nivel profesional, continuamos en "estado de cuarentena" y resignación, añorando otros tiempos, el "Rugantino" del año 1964, las actuaciones de Gassman, los ciclos de "Teatro como en Teatro "de Nino Fortuna Olazábal. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;TV or not TV &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;En cuanto a nuestra anhelada y bienvenida RAI.I, cara por afecto y cara por el alto costo del cable, salvo honrosas excepciones, se empecina en ofrecernos mediocridad. Compartimos la categórica definición de Franco Danieli: "I programmi della RAI.International, sembrano pensati per subnormali". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sobre política y protagonistas &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La política es sin lugar a dudas una temática sensible, inclusive a la hora de los balances. Cualquier tipo de observación estimula curiosidades. Como periodistas nos debemos a ciertos códigos como aquel de no revelar la fuente de información. Nuestra columna se caracteriza en particular por señalar protagonistas, GENTE, los hechos que generan, FATTI y cierta dosis de FANTASIA. Por lo tanto, en este resumen anual y para evitar suspicacias optamos por recurrir a un simpático personaje,"Caramelle" que en el film Pane Amore e Fantasia interpreta Tina Pica en el rol de ama de llaves, una suerte de informante del Maresciallo Carotenuto (Vittorio De Sica) a quien le proporciona noticias, los hechos que ocurren nel paese. Frente a la curiosidad del uninformado: "... ma chi lo dice Caramé ?" la respuesta es tajante, categórica, ".. a gente, Maresciá, a gente" En nuestro caso recurrimos a una fórmula análoga y poco comprometida sobre las fuentes de información y observación, es producto de lo que comenta "a gente" Visto los escasos estrenos cinematográficos del 2006 y con el fin de compensar la situación, ofrecemos nuestra cartelera particular que presenta algunos títulos que los cinéfilos y los otros también conocen. En algunos casos son reposiciones, otros remakes y las restantes adaptaciones con otros protagonistas. Recuerde aquella consigna: "Todo parecido con personajes y hechos reales es mera coincidencia" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cartelera &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;"La agonía y el extasis " Francisco Nardelli, apartado del CGIE y luego electo Vice-secretario para America Latina - " Perdidos en la noche" Ventimiglia, Aprile, Lardone, Arcari y otros. -"Nace una estrella" Jose Tucci -La fiesta inolvidable" El homenaje en el Congreso, a nuestros parlamentarios, Pallaro, Merlo e Angeli." Mentiras verdaderas" -"Gli italiani se ne fregano di voi" ¿La frase del añ ? Mássimo Magliaro ex director de Rai International dixit, marzo 2006 en el Circolo Italiano. -"Sin novedad en el frente" Las relaciones conflictivas, tango bons mediante entre Italia y Argentina. -"Stanno tutti bene". El criterio perverso de algunos funcionarios sobre nuestros ancianos carenciados." -"Lo conocen como.."Il Senador, Il Gaucho Italiano, L'uomo della Pampa e Luigi Il Grande. El Senador Luigi Pallaro. -"El tercer hombre" L'on. Giuseppe Angeli. ¿Las razones? vivir en Rosario, lejos de Buenos Aires. -"Hago política, luego existo" L'on. Ricardo Merlo -"El domicilio de la solidaridad "la sede del Comites de Buenos Aires. -"La grande abbuffata" El lunch en el Hotel Alvear ofrecido por Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio. -"Tango, asado, cataratas, calafate y rock and roll". El objetivo de la visitas de algunos políticos italianos. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cronometro &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Celebración en el teatro Coliseo del Festival de la 51ª Settimana della Calabria. Duración del espectáculo, 5 horas, 27 minutos y 18 segundos… * El preestreno del film "Novomondo" proyectado en el cine Atlas. Su director Emanuele Crialese se hizo esperar 1 hora, cincuenta y siete minutos y 20 segundos. . * Concerto di Natale.en el teatro Coliseo. Despedida a Placido Vigo. Record de discursos, 10 en total, duración: 1 hora, 5 minutos y 33 segundos *Inauguración del nuevo Consulado General de Buenos Aires a Franco Danieli hubo que esperarlo 57 minutos y 26 segundos. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mensajes imaginarios de fin de año &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;*Para políticos: " Quién no sabe disimular, no sabe reinar", Machiavello. * Para dirigentes, Parte I "Tenemos más ganas y entusiasmo para participar que ideas para aportar". Parte II, "Hay hombres que luchan un día y son buenos. Un año y son mejores. Hay quienes luchan muchos años y son muy buenos. Pero están los que luchan toda la vida esos son imprescindibles" Bertolt Bretch. * De carenciados "No queremos más realidades, preferimos promesas" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Como nos ven ... &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;* El slogan preferido " Gli italiani all'estero sono la grande risorsa " * "I parlamentari esteri non servono un c..." Il sottosegretario agli esteri Bobo Craxi. * ":Ognuno dei 18 parlamentari dell'estero costano piú o meno 500 euro per ora, e finora il loro apporto si limita a chiedere, piú soldi e piú calcio " Il quotidiano Libero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La nonna &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Toda la comunidad reconoce en la Unione e Benevolenza la nonna de las instituciones que acaba de cumplir 148 años de existencia, si bien experimenta algunos achaques, consecuencia de la edad, dicen! Al concluir el año 2006 la nonna ha presenciado el nacimiento en sus instalaciones de dos nuevas entidades: "Amici della Calabria" y " la Camera di Commercio Abruzzese in Argentina." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Personaje del año &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Se trata de un elemento infaltable en todo balance anual. Son varios los candidatos para la nominación puesto que el 2006 ha sido un año muy particular y en algunos casos sobran meritos para adjudicarlo. Sin embargo, "a gente" que pese a todo continúa demostrando sensibilidad social y solidariedad, optó por asignar el reconocimiento a nuestros "Ancianos Carenciados" quienes continúan padeciendo privaciones de toda índole. Una asignatura pendiente para cuya superación debemos unirnos parlamentarios, instituciones y comunidad en general, pues solo una dirección común le dará sentido a nuestra marcha. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2006 - Sueños postergados - 2007 &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Son varios los sueños y anhelos que no se cumplieron en el año que nos dejó. Desde el reiteradamente reclamado assegno sociale, a las ingratitudes que aún mantenemos con Felice Lora y su placa desaparecida, el homenaje omitido a Cristoforo Colombo, un teatro Coliseo todavía en deuda con la collettivitá por el limitado espacio que le asigna, pasando también por un replanteo de conceptos para otorgar la doble ciudadanía, no se trata de un simple despacho de pasaportes. Celebrar con la importancia que merece, nuestro "día del emigrante italiano", regularizar el anagrafe consular, peticionar modificaciones y actualizaciones en la gestión, objetivos del CGIE y Comites y finalmente encontrar la fórmula adecuada para que el idilio que no termina de encenderse entre jóvenes y ancianos de nuestras instituciones se pueda resolver. Estos y otros temas que ocuparía mucho espacio señalar forman parte de una nota remitida a: Reyes Magos, Papá Noel, Befana y a todos aquellos que además de buena voluntad, tengan poder de ejecución. Continuando con los balances, en este caso de vidas, la nuestra como comunidad italiana, residente en Argentina, señalamos que al finalizar el año 2006 sobre 505.915 ciudadanos con doble pasaporte, los nacidos en la península somos 120.000. Finalmente una reflexión y un anhelo."Seamos felices mientras estemos aquí" e intentemos promover en nuestra comunidad una nueva entidad que responda a la sigla U.P.A. (Unidos Por el Afecto) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                         Walter Ciccione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Nota publicada en Tribuna Italiana)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-4719170100442355896?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/4719170100442355896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/4719170100442355896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2007/04/gente-fatti-e-fantasia-caro-2006-ciao.html' title='Caro 2006, ciao. Carissimo 2007, benvenuto'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-117380187443112438</id><published>2007-03-13T13:33:00.000-03:00</published><updated>2007-04-02T03:14:29.440-03:00</updated><title type='text'>Una positiva visita a Buenos Aires di Enrico Paolini vice presidente della Giunta Regionale d’Abruzzo</title><content type='html'>&lt;img src="http://a824.ac-images.myspacecdn.com/images01/50/m_64be1276c19a7d53eba29c0854be0077.jpg" /&gt;&lt;/img&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Invitato dalla Camera di Commercio Abruzzese Italiana in Argentina, è stato la settimana scorsa a Buenos Aires il Vice presidente della Giunta Regionale d’Abruzzo Enrico Paolini, esperto del settore turismo che è anche vice presidente dell’Ente Nazionale Italiano per il Turismo, nonché coordinatore degli assessori al turismo delle regioni italiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obiettivo della visita, conoscere il mercato argentino e le possibilità di sviluppo di scambi turistici fra l’Abruzzo in particolare e l’Italia in generale, con l’Argentina. Una visita nata dall’invito della Camera di Commercio Abruzzese, recentemente costituita, che ha voluto un primo incontro proprio per prospettare al vice presidente della Regione, le possibilità di sviluppo in campo turistico, partendo dalla premessa che l’Abruzzo è una delle regioni meno note in campo turistico al pubblico argentino e che ci sono reali possibilità da parte della numerosa comunità abruzzese in Argentina di essere partecipe di tale sviluppo, insieme ad altre comunità regionali e al pubblico argentino in generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dott. Paolini ha avuto una serie di incontri di alto livello, che sono stati programmati dalla Camera i cui principali dirigenti - il presidente Giuseppe Russo, il vice, Alberto Alberici e il segretario generale, Walter Ciccione - lo hanno accompagnato alle varie riunioni. Il vice presidente della Regione Abruzzo, che dimostrando una austerità difficilmente riscontrabile in missioni di questo tipo è venuto senza comitiva e accompagnato solo dalla gentile consorte, facendosi carico delle relative spese, ha iniziato il giro di riunioni visitando il console generale Giancarlo Curcio. Nell’incontro, al quale ha preso parte anche il console Nicola Occhipinti, è stata prospettata la possibilità di riaprire la sede ENIT di Buenos Aires, in un contesto diverso da come era stato fino ad alcuni anni fa e sempre che ci siano concrete possibilità di sviluppo del mercato turistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolini è stato inoltre dall’Ambasciatore Stefano Ronca, che lo ha accompagnato alla riunione con il segretario al Turismo dell’Argentina Carlos Enrique Meyer. Col funzionario argentino si sono trovati d’accordo nella comune convenienza di sviluppare il traffico aereo tra i due Paesi. Meyer ha manifestato inoltre il suo interesse alla collaborazione nel campo del turismo termale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vice presidente dell’ENIT ha poi partecipato ad un incontro che la Camera e l’ICE (Istituto per il Commercio Estero) hanno organizzato al Circolo Italiano, con 40 agenzie e operatori turistici. Tra essi anche il deputato Giuseppe Angeli, abruzzese, anche lui operatore turistico, presidente del Gruppo Transatlantica che oltre all’agenzia di turismo opera nel settore cambi, ha una linea aerea di cabotaggio (Sol) e una agenzia grossista di biglietti aerei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ostacolo principale allo sviluppo degli scambi turistici tra i due Paesi, il dott. Paolini lo ha riscontrato nella mancanza di aerei e voli sufficienti tra l’Italia e l’Argentina. Infatti i due Paesi sono uniti con voli diretti da Aerolineas Argentinas e da Alitalia, voli che sono sempre pieni, per cui è difficile trovare posti e questi, inoltre, sono cari, specialmente per quanto riguarda la business class, che può arrivare a costare più di 4mila euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi non ci sono possibilità di aumentare i voli con destinazione a Roma Fiumicino o a Milano, perché questi aeroporti stanno operando quasi al limite delle loro capacità, per cui anche i costi di operazione in tali scali, è elevato. P&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;er questo motivo Paolini ha proposto di ripetere con l’Argentina uno schema già collaudato dalla Ryanair, vettore inglese che unisce Londra con l’aeroporto di Pescara che fra poco sarà `seguita dalla Airfly, che a partire dal 9 maggio unirà New York con Pescara, viaggio per il quale sono già stati venduti mille biglietti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In sostanza si tratta di proporre, come ha fatto il dott. Paolini nei suoi incontri con i responsabili di Aerolineas Argentinas e di Lan Chile, di unire Buenos Aires con altri scali italiani, al di fuori di quelli più frequentati, come è il caso degli scali di Pescara, di Perugia, di Ancora e altri ancora. In questo modo potrebbero essere offerti pacchetti turistici a prezzi più contenuti, sia perché i voli costerebbero meno, sia perché l’alloggio fuori dalle grandi città (Roma, Firenze, Milano, Venezia) è più contenuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Specificamente per quanto riguarda gli scali citati, sono città dalle quali può essere facilmente raggiunta Roma, dove gli alberghi costano tanto, perché sono sempre pieni. L'iniziativa interessa anche le autorità turistiche argentine, perché consentirebbe un aumento del flusso turistico verso il Paese, in un momento in cui i ceti medi trovano molto conveniente il cambio tra euro e peso. All’Italia interessano, ha spiegato il dott. Paolini, i settori medio alti della società argentina, che hanno possibilità di viaggiare e spendere in Italia. In campo turistico si vince la concorrenza riducendo i tempi e i costi per spostarsi, ha spiegato il dott. Paolini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se l’iniziativa riuscirà a decollare, sarannno coinvolte anche le associazioni regionali italiane in Argentina. E’ quanto ha spiegato Paolini durante una riunione con esponenti delle associazioni e federazioni regionali (presenti anche il console generale Curcio e l’imprenditore Oscar Andreani presidente di Marchigianar) che ha avuto luogo presso l’Unione e Benevolenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre in campo turistico, il vice presidente della Regione Abruzzo si è recato a Pinamar, dove è stato accolto dal sindaco Blas Altieri, figlio di pugliesi, che lo ha nominato visitante illustre. Nell’elegante balneario atlantico, Paolini ha avuto incontri con autorità locali, operatori del settore turistico ed esponenti della comunità italiana. E’ stata prospettata la possibilità di un gemellaggio tra Pinamar e Montesilvano, che sono accomunate dalla vocazione turistica, dal mare, dalle pinete e che hanno alcuni problemi simili, quali l’erosione delle spiagge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre all’attività direttamente collegata allo sviluppo del turismo, il vice presidente della Giunta abruzzese ha preso parte ad altre due riunioni. Una, nella sede degli Addetti militari italiani in Argentina, occasione durante la quale ha consegnato un riconoscimento al Vice ammiraglio Benito Rotolo, vice capo della Marina Militare argentina, figlio di emigrati abruzzesi di Atessa, in provincia di Chieti, fiero delle proprie origini. Nel ringraziare per il riconoscimento, il vice ammiraglio Rotolo ha messo in risalto i valori ricevuti dai suoi avi che, come tanti emigrati abruzzesi, hanno trasmesso ai loro figli valori quali la famiglia, il lavoro e la solidarietà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’altra riunione ha avuto luogo a San Isidro presso l’Associazione Radici Abruzzesi, presieduta da Antonio Dell’Ossa, alla quale hanno preso parte dirigenti delle associazioni abruzzesi aderite alla Federazione FEDAMO, nonché numerosi corregionali residenti nella zona, tutti accolti con la tradizionale cordialità abruzzese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una visita dalla quale si sperano positivi sviluppi e una prima iniziativa della Camera di Commercio Abruzzese Italiana in Argentina che ha saputo rispondere alle attese della vigilia. Tanto è vero che al suo arrivo a Roma, il dott. Paolini si è manifestato positivamente impressionato dai risultati del viaggio, che hanno superato quanto aveva previsto prima della partenza verso l’Argentina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-117380187443112438?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/117380187443112438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/117380187443112438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2007/03/una-positiva-visita-buenos-aires-di.html' title='Una positiva visita a Buenos Aires di Enrico Paolini vice presidente della Giunta Regionale d’Abruzzo'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-116250263641813251</id><published>2006-11-02T18:17:00.000-03:00</published><updated>2007-04-12T10:22:50.580-03:00</updated><title type='text'>Emotivo incontro con la nostalgia pescarese</title><content type='html'>Tre imprenditori pescaresi residenti in Argentina saranno premiati il 12 novembre al Circolo Italiano dalla Camera di Commercio di Pescara. Ma anche il nostro cronista Walter Ciccione ci sarà tra la quarantina di premiati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TRIBUNA ITALIANA ha considerato interessante la proposta di diventare il legame, il ponte, per collegare le persone nominate a ricevere il Premio “Fedeltà al lavoro e al progresso economico all’estero”, una valida iniziativa del Gr. Uff. Ezio Ardizzi, presidente della Camera di Commercio di Pescara, Abruzzo, un atto di riconoscenza per premiare chi  con la serietà dimostrata nel propio lavoro e per le manifestate capacità imprenditoriali e contatti culturali mantenuti con il paese e con l'Italia, ha onorato la terra natia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Circa 40 pescaresi, residenti dall’estremo nord dell’Argentina, a Salta fino al sud, in Bariloche, o in città come Mendoza, Santa Fe, Rosario, Mar del Plata, La Plata, località del Gran Buenos Aires o nella stessa Città di Buenos Aires, riceveranno questo premio, durante una cerimonia che si svolgerà nei prossimi giorni in questa città. Come si vede, la varietà di luoghi di residenza, può portare a riflettere sullo spirito dell’emigrante, la sua tenacia, la perseveranza, la convinzione per affrontare sfide, caratteristiche in questo caso dei pescaresi, ma chiaramente identità degli italiani in genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo incontrato tre dei nominati, che  abitano vicini tra di loro. Essi sono Piero Iezzi, di Manoppello, stabilitosi in Argentina nel 1947, titolare di una compagnia di assicurazioni, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, presidente dello Sportivo Italiano nel 1973, uno dei fondatori della TRIBUNA ITALIANA nel 1977 e quattro anni fa anche del Centro Abruzzese di Buenos Aires (CABA); Alberto Alberici di Popoli, emigrato nel 1949, ingegnere meccanico, docente universitario e titolare di una impresa industriale fornitrice ed esportatrice di componenti per l’industria petrolifera, socio del CABA; Silvano Alfini di Catignano stabilitosi a Buenos Aires nel 1950, titolare di una impresa edile che costruisce opere in tutta l’Argentina e specialmente nelle province della Patagonia, anche lui socio del CABA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riunione si è svolta nella casa della famiglia Iezzi con la premessa di un breve incontro attorno a un buon caffè, che col passare dei minuti è diventata una lunga chiacchierata fra vecchi amici, con le conseguenti storie da condividere. I padroni di casa, esponenti della tradizionale calda accoglienza abruzzese che fondamenta quella definizione di “forte e gentile”, hanno offerto un generoso menù, fatto di piccole porzioni di specialità della cucina regionale abruzzese, che hanno sorpreso il gruppo e specialmente Alberici, il quale, contenendo appena l’emozione, ha ritrovato squisitezze dai nomi persi nel tempo e nella memoria, ricuperati attraverso i sapori e gli aromi inconfondibili della cucina fatta in casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dialogo si è protratto ameno, condito da ricorrenti espressioni dialettali riprese con nostalgia e da aneddoti, con la condivisione di esperienze comuni, dal punto di partenza, Pescara, al punto di arrivo Buenos Aires, e i ricordi delle prime esperienze nella nuova terra, il dolore dello sradicamento e il progressivo adattamento a un Paese molto ospitale, nonostante i continui contrasti sociali ed economici, determinati dai veloci successi e le brutali cadute delle diverse attività. Storie di vita, con successi e insuccessi, evocazioni del passato, della realtà di oggi  e dei progetti per il domani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul piano personale, l’attesa dei padroni di casa per l’imminente arrivo della figlia e la nipote, docente universitaria nata in Argentina e residente a Pescara. Il sogno di Alberici di visitare ogni angolo dell’Abruzzo natio che sta per avverarsi; la gestione legale di Alfini per ricuperare una casa nella costa, che, chissà per quale paradosso, si segnala nella zona per un grande manifesto che dice “Il Gran Sasso”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giunti a questo punto, c’è da dire che l’obiettivo iniziale non è stato raggiunto per quanto il cronista che doveva preparare l’articolo è, anche lui un pescarese d.o.c. (di origine certificata) e che, pure lui, è tra quanti riceveranno il meritato riconoscimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per cui, preso dall’emozione dell’incontro, dall’entusiasmo (che dimostra in ogni suo servizio) ha dimenticato l’obiettivo iniziale, non ha preso appunti, ha lasciato da parte le domande e si è intrattenuto, uno in più nel gruppo dei pescaresi, nell’affabile incontro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In definitiva è stato un anticipo della serata di domenica 12 novembre, quando al Circolo Italiano di Buenos Aires si svolgerà la cerimonia ufficiale di consegna dei Premi, a pescaresi nativi e discendenti. Un evento che quest’anno giunge alla quinta edizione, dopo le precedenti in Australia, Brasile, Canada e Stati Uniti. Per consegnare i premi arriverà a Buenos Aires una importante delegazione della Camera di Commercio di Pescara con a capo il presidente Ezio Ardizzi. Saranno presenti dirigenti delle numerose Associazioni Abruzzesi dell’Argentina ed esponenti della comunità abruzzese così come autorità locali e diplomatiche, imprenditori e invitati speciali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agli amici Iezzi, Alberici e Alfini le nostre congratulazioni. Al nostro Walter Ciccione il “perdono” per questa prima mancanza ai suoi doveri e anche a lui le nostre congratulazioni per il meritato riconoscimento. Auguri Walter!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Nota publicada en Tribuna Italiana el 1/11/2006)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-116250263641813251?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/116250263641813251'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/116250263641813251'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2006/11/emotivo-incontro-con-la-nostalgia.html' title='Emotivo incontro con la nostalgia pescarese'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-115988284424311474</id><published>2006-10-03T10:40:00.000-03:00</published><updated>2006-10-06T01:19:51.440-03:00</updated><title type='text'>Questione di ingratitudine</title><content type='html'>&lt;img src="http://www.ordinemedici.como.it/anziani.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="1"&gt;Foto de www.ordinemedici.como.it&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Felice Lora, pensione sociale e la nuova sede del Consolato generale d’Italia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembrerebbe che nella conflittuale societá in cui viviamo, alcuni dei valori fondamentali dell’uomo, quali la solidarietá, la tolleranza, la generositá, sono oggi svalutati e al loro posto hanno preso l’avvento altri quali l’egoismo, l’indifferenza e, in modo speciale, l’ingratitudine.&lt;br /&gt;Se tra le funzioni del giornalismo, c’é quella di raccontare alla gente quel che succede e pensa la gente, é opportuno avvertirla su alcuni atteggiamenti di ingratitudine, nei quali starebbe incorrendo un settore della nostra comunitá.&lt;br /&gt;Il dizionario definisce l’ingratitudine come &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“il sentimento di indifferenza o perfino di avversione, per il propio benefattore”&lt;/span&gt;. Su queste caratteristiche vogliamo esprimerci e citarie alcuni casi in particolare. Il primo esempio é quello della scomparsa della targa in ricordo di Felice Lora, filántropo piemontese, che con un gesto di enorme generositá, lasció alla comunitá i fondi per la costruzione della Casa d’Italia, dove oggi hanno sede, tra gli altri, il Consolato generale e il Teatro Coliseo. Nella TRIBUNA ITALIANA ci siamo occupati del tema, e anche se i servizi hanno provocato l’interesse di alcuni enti, come la Fediba, al giorno d’oggi tutto rimane come prima, purtroppo, senza che la targa sia stata rimessa a posto.&lt;br /&gt;Nella classifica dell’ingratitudine, dovrebbe occupare uno dei primi posti anche lo Stato Italiano e i governi che si sono succeduti fino ad oggi, per il rifiuto di concedere ai nostri anziani, nati in Italia, che oggi versano in situazioni di estremo bisogno, una pensione o assegno sociale, col quale affrontare in modo dignitoso le ultime tappe del cammino della vita. Si tratta non di un gesto di magnanimitá, ma del rispetto di un diritto.&lt;br /&gt;Infine c’é un caso difficile da affrontare, complicato. Si tratta di quello dello strano ritardo nell’abilitare la nuova sede del Consolato generale d’Italia a Buenos Aires.&lt;br /&gt;La TRIBUNA ITALIANA  si é occupata varie vlolte dell’argomento sottolineando gli inconvenienti che la permanenza nell’attuale sede provoca alla nostra comunitá. Lo abbiamo fatto dal mese di settembre 2004 e nell’ottobre 2005 con due articoli dal titolo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“La tela di Penélope”&lt;/span&gt;, parte I e II, e recentemente con due fondi che hanno provocato svariate reazioni, compresa la possibilitá, da parte dell’on. Riccardo Merlo –ora rientrata- di presentare un'interrogazione parlamentare sulla questione.&lt;br /&gt;Sulle ragioni che provocherebbero il rinvio dell’inaugurazione ufficiale della nuova sede consolare, ci sono voci che assicurano che la stessa avverrebbe una volta che l’attuale Console Generale Placido Vigo, lasci Buenos Aires per insediarsi nella nuova sede diplomática. Se questo fosse vero, saremmo di fronte a un fatto di enorme ingratitudine. La memoria collettiva, a volte é fragile per cui un’altra, tra le funzioni del giornalismo é quella di far recordare, per esempio, che dal giorno del suo arrivo a Buenos Aires, c’é stato tra la comunitá e il Console generale Vigo una specie di amore a prima vista, in  parte per le sue qualitá umane e ampia disponibilitá ad essere vicino a quanta lo cercavano e in parte per la sua efficenza professionale, tenendo presente che durante la sua gestione, si sono susseguite le difficili esperienze delle elezioni peri l rinnovo dei Comites, i referéndum e le prime elezioni per eleggere i nostri rappresentanti al parlamento italiano.&lt;br /&gt;Secondo la nostra opinione, staremmo di fronte a un gesto di enorme ingratitudine se il Console generale Placido Vigo non partecipasse all’inaugurazione della nuova sede nella cui realizzazione –c’é da sottolinearlo– é stato attivo protagonista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="1"&gt;(Nota de opinión publicada en Tribuna Italiana el 27/09/06)&lt;/font&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-115988284424311474?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/115988284424311474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/115988284424311474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2006/10/questione-di-ingratitudine.html' title='Questione di ingratitudine'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-115833954909872141</id><published>2006-09-15T13:48:00.000-03:00</published><updated>2007-04-12T10:23:00.068-03:00</updated><title type='text'>Apostillas rumbo al Parlamento Italiano</title><content type='html'>(Publicado por Tribuna Italiana el 15 de marzo de 2006)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img width=85% src="http://www.consiglio.regione.fvg.it/Consreg/presidente/asp/files/news/%5B15072005_163907_grande%5D_AssEletti_Montecitorio_MEDIA.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size=1&gt;Foto de www.consiglio.regione.fvg.it&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA CAMPAÑA ELECTORAL (PARTE I)&lt;br /&gt;Días pasados, en reunión de amigos, manifestaban su decepción sobre la tibieza que caracteriza la campaña electoral que a 22 días del cierre, todavía presenta asignaturas pendientes. El más joven del grupo fantaseaba con ver impreso en un sensacionalista medio nacional el siguiente anuncio: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Explotó la campaña electoral!!!"&lt;/span&gt;. Un deseo que seguramente no se concretará en esta instancia pese a que, y es válido señalarlo, en los últimos días comienzan a observarse indicios que tienden a modificar la aparente calma de la campaña. Los medios de &lt;span style="font-style:italic;"&gt;collettivitá&lt;/span&gt;, la gráfica y radial mantienen la primacía de la información política, los candidatos conocen que las semillas de imágenes y propuestas difundidas por los mismos, se depositan en terrenos fértiles para sus objetivos electorales. En cuanto a los medios nacionales, insinúan cierta atención al tema de "los italianos a la búsqueda de parlamentarios". La semana pasada matutinos como Clarín y La Nación, le dedicaron espacios a los candidatos. Las radios también abrieron sus micrófonos, por ejemplo Jorge Lanata de Radio Del Plata, entrevistó a Ricardo Merlo. Los medios televisivos, de aire y cable comienzan a interesarse por el evento y Canal 11 en el noticiero del mediodía presentó una interesante servicio con reportajes a Luigi Pallaro, Franco Livini y Dario Ventimiglia. Esta difusión se observa con mayor frecuencia en los canales de cable, permitiéndonos elaborar una suerte de ranking de los más entrevistados que por ahora lideran Luigi Pallaro y Ricardo Merlo. Sin embargo, el candidato que más sacude el aparato publicitario es el referente de la lista U.S.E.I. Eugenio Sangregorio utilizando un característico rugido de león. Crisis económica mediante, por el momento todo parece transcurrir dentro de un marco de cierta austeridad, pese a las versiones sin demasiado fundamento que indican que algunos candidatos tienen previstas inversiones millonarias en este rubro. Sobre la necesidad de invertir tiempo y dinero no existen dudas, los especialistas en marketing político recomiendan cumplimentar algunos aspectos mínimos para una adecuada campaña electoral como por ejemplo: 1) El folleto color con fotos y propuestas de la lista y candidatos; 2) La tarjeta personal con foto ampliada del aspirante, para la memoria visual del elector, en Italia la denominan "Il santino"; 3) Los volantes para repartir masivamente; 4) Los spots televisivos, gráficos y radiales, erogaciones estas a las que los postulantes deben agregar: gastos de traslados, hoteles, recepciones, restaurantes y atenciones varias. Sin embargo, la "frutilla del postre" para todo político, es la televisión, medio que sin lugar a dudas otorga notoriedad a los candidatos, que les permite ser conocidos y reconocidos por la sociedad. Las aspiraciones, pasan por intervenir en programas de alto índice de audiencia e inclusive protagonizar un debate televisivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;EL AGRAVIO (PARTE II) &lt;br /&gt;En el firmamento de la serena y civilizada campaña, comienzan a asomar algunos nubarrones de tormenta. Un cable de la agencia AISE de fecha 8 de marzo titula: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Politiche 2006 / Sangregorio e D'Angelo (USEI) replicano a Iannuzzi (L'Unione) e respingono le accuse di immoralitá"&lt;/span&gt; Una parte del texto del articulo señala: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Il capolista del USEI ribatte alle affermazioni di Iannuzzi che durante un incontro con i dirigente della Federazione delle Associazioni Calabresi, aveva definito "immorale"&lt;/span&gt; votare Sangregorio. Un'aggresione verbale, replica l'interesato, che non solo è offensiva, ma che sembra insinuare chissá quali nefandezze commesse in un tentativo di linciaggio morale."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DISPAREN SOBRE LOS ITALIANOS EN ARGENTINA&lt;br /&gt;Pareciera que el periódico &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La Repubblica&lt;/span&gt; está empecinado en cuestionar a nuestra &lt;span style="font-style:italic;"&gt;collettivitá&lt;/span&gt;, tal vez porque le quedan resabios de su frustrado y breve período local. En efecto, recordemos que supo editarse como anexo del diario Clarín. Hoy se dedica a castigarnos y lo hace con una ordenada frecuencia mensual. Enero marcó su debut agraviante con un nefasto articulo firmado por el enviado especial Guido Rampoldi, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Questi italiani che sognano Montecitorio"&lt;/span&gt;, donde se ocupaba de ridiculizarnos, actitud que oportunamente generara el rechazo unánime de toda la comunidad en sus distintas expresiones. El segundo capítulo de la novela de agravios, se publicó el 6 de marzo; el encargado de la tarea fue otro enviado, Omero Ciai, quien tituló el articuló &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Tra milionari e volontari gli emigrati a caccia di un seggio"&lt;/span&gt; y señala textualmente: “E’ come se una febbre incurabile si fosse impossessata degli aspiranti dell'America del Sud" y agrega "Colpi bassi, tradimenti, migrazioni da una lista all'altra in un festival del trasformismo politico che ha assunto dimensioni spasmodiche". Luego arremete contra distintos candidatos e inclusive uno que pertenece a la misma tendencia politica del diario. "Marrazzo, presidente della Regione Lazio, ha organizzato un buffet da 15 mila Euro a base di salmone della Patagonia, nel principesco hotel Alvear, il piú caro di Buenos Aires". Soy un convencido que si viviera, el poeta Pietro Aretino (Arezzo-1492/1556) hubiera estado dispuesto a compartir con el diario romano el epitafio muy particular que escribió para su propia tumba: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Qui giace l'aretin poeta tosco che di tutti parló mal fuorché di Cristo, scusandosi col dir non lo conosco"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LOS SONDEOS&lt;br /&gt;Como en toda campaña electoral que se precie de tal, ya se ha puesto en movimiento la maquinaria que genera encuestas y sondeos, un termómetro necesario, para los candidatos y la sociedad en general, que marca las preferencias en el voto de los electores. Si bien todavía no se conocen mediciones de organismos profesionales, comienzan a circular informes, datos que establecen cierto ranking de posicionamiento de candidatos, que en algunos casos son simples pálpitos y en otros reflejan datos que la comunidad percibe. Inclusive, hubo un semanario colega que publicó un &lt;br /&gt;extenso editorial al respecto, colocando en su portada el siguiente título: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Vince l'Associazionismo. Pallaro, Merlo e, con l'appoggio dei calabresi, arriva la sorpresa Eugenio Sangregorio (USEI)"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;EL VOTO: EL DERECHO, EL DEBER Y LA OPORTUNIDAD&lt;br /&gt;Dentro de algunas semanas seremos protagonistas de un hecho histórico, elegir a nuestros representantes en el Parlamento Italiano. Obviando lo significativo del acontecimiento (TRIBUNA ITALIANA) se ha ocupado de manera exhaustiva del tema; a través de estas columnas quisiéramos trasmitirles un mensaje, simple y concreto: instarlos a que voten, que ejerzan ese derecho constitucional largamente anhelado, que lo hagan con lucidez y ponderando las propuestas y promesas de los candidatos. Si bien el votar es un derecho, representa también un deber, un compromiso cívico que nuestra comunidad ha sabido honrar y que le ha significado ubicarse entre las más participativas en el mundo, podio que seguramente retendremos pese a quienes manifiestan cierto desinterés en el acto eleccionario. Frente a esa inquietante actitud de escepticismo, quisiéramos también enviar nuestro modesto mensaje y señalarles que mal podremos construir una sociedad más comprometida y solidaria si asumimos un papel de indiferencia y pasividad: "los que se abstienen de votar, muchas veces ni siquiera saben lo que significa ser ciudadano".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=right&gt;Walter Ciccione&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-115833954909872141?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/115833954909872141'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/115833954909872141'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2006/09/apostillas-rumbo-al-parlamento.html' title='Apostillas rumbo al Parlamento Italiano'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-115824324149365485</id><published>2006-09-14T11:11:00.000-03:00</published><updated>2007-04-12T10:23:00.068-03:00</updated><title type='text'>Un argentino "sin obligaciones con nadie"</title><content type='html'>&lt;font size=1&gt;(Nota publicada en La Nación el viernes 28 de Abril de 2006)&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img width=60% src="http://www.lanacion.com.ar/anexos/imagen/06/513916.JPG"&gt;&lt;/img&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA (De nuestra corresponsal).- Llueve a cántaros a las seis de la tarde en el corazón de la capital. Frente a la Piazza Monte Citorio, sede de la Cámara de Diputados, Ricardo Merlo, nacido en Mataderos hace 43 años, morocho, ojos negros, porteño de alma, todavía no puede creer que hoy ingresará allí para asumir como diputado del Parlamento italiano, en representación de miles de sudamericanos.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al margen de ser el único legislador ítalo-argentino nacido en la Argentina, Merlo, hijo de un italiano oriundo de Treviso (noreste), fue el diputado más votado de toda la flamante circunscripción exterior. Es un dato que lo llena de orgullo ya que él no contó con los mismos medios que varios de sus rivales, sino que resultó electo gracias a su "militancia de base", según cuenta a LA NACION.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En la Cámara baja de 630 escaños también asumirá hoy el ítalo-argentino Giuseppe Angeli, por la centroderecha; y en el Senado, Luigi Pallaro, de la Asociación Italia en Sudamérica, la misma agrupación independiente a la que pertenece Merlo. En un inesperado revés, la ítalo-argentina Mirella Giai, que en un principio había sido electa senadora por La Unión, quedó afuera. Según un nuevo recuento, en su lugar quedó para el íitalo-brasileño Edoardo Pollastri, una decisión a la que Giai, de 77 años, dará batalla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Estoy tranquilo y contento, pero todavía no caí que voy a ser onorevole, como les dicen acá a los diputados", confiesa Merlo, a quien ayer ya le habían mostrado Monte Citorio, le habían sacado una foto para su acreditación, le habían dado un carnet para circular libremente en aviones y trenes de todo el país y también un mapita e información sobre el Parlamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"No pude leer mucho porque estamos en plenas negociaciones", dijo, al explicar que después de unas elecciones peleadísimas su agrupación independiente -formada por él y por Pallaro-, pasó a ser crucial.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La casi paridad en el Senado hizo que nosotros pudiéramos contar y lo bueno es que no tenemos obligaciones con nadie porque la gente que nos votó, no votó ni a Berlusconi, ni a Prodi. Lo único que nos va a convencer a la hora de apoyar a tal o cual, son los programas y los hechos", aseguró.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Licenciado en Ciencias Políticas con un posgrado en el exterior, con larga experiencia directiva en asociaciones italianas, casado, y con un hijo de 7 años, Merlo seguirá viviendo en la Argentina, aunque viajará "continuamente" a esta capital.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su primer objetivo será obtener una pensión social de 480 euros para los italianos indigentes que viven en nuestro país. También apuntará a un intercambio constante de docentes, estudiantes y profesionales entre Italia y la Argentina. "Eso no se hace en el Parlamento, y por eso no voy a quedarme sentado en una silla, sino que voy a moverme", dice, con seriedad y entusiasmo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;¿Cuál será su sueldo? "Todavía no lo sé. Cuando empecé a trabajar en esto no pensé en el dinero. Para mí la política es una pasión, tomo como un privilegio poder ejercerla."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-115824324149365485?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://buscador.lanacion.com.ar/Nota.asp?nota_id=801185&amp;high=ricardo%20merlo' title='Un argentino &quot;sin obligaciones con nadie&quot;'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/115824324149365485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/115824324149365485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2006/09/un-argentino-sin-obligaciones-con.html' title='Un argentino &quot;sin obligaciones con nadie&quot;'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-115824252512350372</id><published>2006-09-14T10:48:00.001-03:00</published><updated>2007-04-12T10:23:00.069-03:00</updated><title type='text'>Tres italoargentinos lograron bancas en el Parlamento de Italia</title><content type='html'>&lt;font size=1&gt;(Nota publicada en Clarín el 12 de abril de 2006)&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img width=30% src="http://www.clarin.com/diario/2006/04/12/fotos/t022dh01.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;img width=30% src="http://www.clarin.com/diario/2006/04/12/fotos/t022dh02.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;img width=23% src="http://www.italianosdargentina.com.ar/noticias/images/angeliprosa.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tres italoargentinos llegaron finalmente al Parlamento italiano. De los cinco lugares que correspondían a la circunscripción Sudamérica (dos para senadores y tres para diputados) sólo uno quedó para alguien de otro país, y fue para la periodista Mariza Bafile, una italovenezolana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La preponderancia argentina tiene que ver con el importante caudal de ciudadanos italianos que viven en el país. El padrón italiano de la Argentina es el mayor de la región y el segundo en el mundo luego de Alemania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Los italoargentinos ganadores fueron Luigi Pallaro —tal como adelantó ayer Clarín— y para Diputados fueron votados los candidatos Ricardo Merlo y Giuseppe Angeli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pallaro y Merlo, ambos de la Lista Asociaciones Italianas en Sudamérica, fueron además el primer y el tercer candidatos más votados en todo el mundo entre los italianos del exterior (el segundo fue un europeo, Claudio Micheloni, de L'Unione). Merlo es además único nacido en Argentina, ya que los otros, aunque viven hace muchos años aquí, nacieron en Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Por primera vez, las elecciones generales de la península europea pusieron en juego 18 bancas (6 a senadores y 12 a diputados) para ser ocupadas por italianos nativos residentes en el exterior o sus descendientes, que se dividieron en listas por continentes. En Sudamérica compitieron ocho listas, muy intensamente porque además de la rivalidad entre ellas, al interior de cada una de las listas hubo disputa, ya que se votaba por preferencia individual, no por lista completa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lista de Pallaro y Merlo, Asociaciones Italianas, independiente y con mucha base en la colectividad italoargentina, de la que ambos son sus máximos dirigentes, logró 102 mil votos. Unos 53 mil de ellos fueron obtenidos en Argentina. En la lista de L'Unione (que apoyaba a Prodi) se impuso Giai para senadora con 18 mil votos, apenas superando a su compañero brasileño Edoardo Pollastri. El otro ganador fue Angeli, por la Lista Italianos del mundo con Tremaglia (nombre del ministro de Berlusconi para Italianos del Exterior). Angeli obtuvo algo más de 11 mil votos.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Las otras listas que competían y fueron derrotadas en Sudamérica fueron las de Forza Italia, UDC, UDEUR, USEI y Liga del Norte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Debido a lo parejo que fue la votación general entre Silvio Berlusconi y Prodi, el voto a los italianos del exterior se siguió con mucha atención. Es que esos 18 legisladores del exterior —particularmente, los candidatos al Senado— pasaron a tener una influencia inesperada en la definición del próximo gobierno, en especial Pallaro, el único independiente. En una entrevista con Clarín, publicada en la edición de ayer, Pallaro ya había dicho que apoyaría la posición mayoritaria en Italia, aunque su prioridad sería "defender la posición de los italoargentinos".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ayer, diarios de Italia como La Reppublica y La Stampa reflejaron que "gracias al voto anunciado de Pallaro, la lista Unione de Prodi se aseguró 159 senadores", lo que amplió su ventaja estrecha contra Berlusconi en el Senado.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pallaro, oriundo de Padua, es presidente de Feditalia y de la Cámara de Comercio entre Italia y Argentina, y con casi 50.000 votos fue el más votado de los italianos del exterior.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;De los otros tres italorgentinos, su compañero de lista Ricardo Merlo es el más joven y en rigor el único nacido en Argentina, ha ce 43 años, en Buenos Aires. Presidente del Còmites local, órgano que reúne a toda la colectividad, licenciado en Ciencias Políticas en la Universidad del Salvador y con un posgrado en la de Padua, Merlo dijo ayer a Clarín que "la satisfacción es muy grande, logramos que en toda Sudamérica prendiera la idea de una lista asociacionista, independiente y con espíritu latinoamericano".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Angeli, de la lista de Tremaglia, aliada a Berlusconi, preside la colectividad italiana en Santa Fe. Es además empresario de turismo y presidente de la Asociación Familia Abruzzesa. Anoche, en un diálogo con Clarín, manifestó su alegría por la elección pero admitió que "todo esto que vivo es algo que aún no comprendo del todo".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-115824252512350372?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.clarin.com/diario/2006/04/12/elmundo/i-02201.htm' title='Tres italoargentinos lograron bancas en el Parlamento de Italia'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/115824252512350372'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/115824252512350372'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2006/09/tres-italoargentinos-lograron-bancas.html' title='Tres italoargentinos lograron bancas en el Parlamento de Italia'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-115824121312671058</id><published>2006-09-14T10:36:00.000-03:00</published><updated>2006-10-06T09:48:32.816-03:00</updated><title type='text'>Buscan una ley de ciudadanía por vía materna</title><content type='html'>&lt;font size=1&gt;(Nota publicada en Clarín el domingo 13 de agosto de 2006)&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img width=80% src="http://www.clarin.com/diario/2006/08/13/fotos/t031dh01.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Los legisladores italoargentinos que por primera vez ocupan bancas en el Parlamento de Italia presentaron su primer proyecto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"contra la discriminación de la mujer italiana"&lt;/span&gt; en la transmisión de la ciudadanía, una norma que, si prospera, beneficiará a miles de argentinos que buscan la doble nacionalidad.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Los diputados Ricardo Merlo y Giuseppe Angeli y el senador Luigi Pallaro, que llegaron al Legislativo de Roma en las últimas elecciones generales de Italia, en abril último, estuvieron estos días en Buenos Aires, adonde trajeron al vicepresidente del Senado italiano, Milziade Caprili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Fue toda una señal del nuevo gobierno de Romano Prodi de querer empezar a recomponer las relaciones con Argentina"&lt;/span&gt;, dijo Merlo a Clarín. Se sabe, el deterioro se dio sobre todo por el default argentino, que perjudicó también a bonistas italianos, y por la gestión de Silvio Berlusconi, con quien no comulgaba el gobierno de Néstor Kirchner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En Buenos Aires, los tres legisladores italoargentinos recibieron un homenaje de sus pares en el Senado local, en un acto presidido por dueño de casa y vicepresidente de la Argentina, Daniel Scioli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pero lo que más se destacó en la reunión es la presentación en Roma del primer proyecto de la bancada italoargentina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Como en la Constitución italiana de 1948 se estableció que sólo podían transmitir ciudadanía los hombres italianos emigrados, hasta ahora todas las mujeres italianas que se fueron de su país no pueden heredar su condición de italianas a sus hijos nacidos antes de aquella fecha (aunque sí a los que nacieron después).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Eso perjudica a miles de argentinos hijos de italianas que quieren y no pueden gestionar la doble ciudadanía y, sobre todo, es una discriminación a la mujer. Un país como Italia, uno de los más fuertes y avanzados de Occidente, no puede seguir sin poner a la mujer en un pie de igualdad con el hombre"&lt;/span&gt;, señaló Merlo, quien recordó que en 1948 se mantuvo el criterio de una ley de 1912.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En las últimas elecciones en Italia, por primera vez se habilitaron 18 bancas (12 para diputados y 6 para senadores) para italianos del exterior. Por el distrito Sudamérica ganaron tres argentinos (en realidad hubo una cuarta, la rosarina Mirella Giai, a quien luego un polémico fallo de la justicia electoral le quitó la banca), una venezolana y un brasileño, a quien le dieron el lugar de Giai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En el Senado italiano es muy parejo el bloque de centroizquierda de Prodi y el ahora opositor de la derecha que respaldó al perdedor Silvio Berlusconi. Por eso los 6 senadores del estero (exterior), entre ellos Pallaro, pasaron a ser decisivos en las votaciones legislativas.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-115824121312671058?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.clarin.com/diario/2006/08/13/elmundo/i-03101.htm' title='Buscan una ley de ciudadanía por vía materna'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/115824121312671058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/115824121312671058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2006/09/buscan-una-ley-de-ciudadana-por-va.html' title='Buscan una ley de ciudadanía por vía materna'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-115823832777814409</id><published>2006-09-14T09:21:00.000-03:00</published><updated>2006-10-06T09:49:32.836-03:00</updated><title type='text'>Fiesta de aniversario</title><content type='html'>&lt;font size=1&gt;(Nota publicada el jueves 3 de junio de 2004 en la sección Espectáculos del diario Clarín)&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img width=80% src="http://www.clarin.com/diario/2004/06/03/fotos/e005dh01.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size=1&gt;EL MISMO ORIGEN. RENNI, RICARDO MERLO, PAGLIARO, LYNCH, PLACIDO VIGO, DI LORENZO Y BRANDONI.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;El actor Luis Brandoni y los cantantes Silvana Di Lorenzo, Valeria Lynch, Gianfranco Pagliaro y Piero son algunos de los artistas de origen o ascendencia italiana que actuarán gratis el domingo a las 17 en el teatro Coliseo, de Marcelo T. de Alvear 1125.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Será una fiesta popular en celebración del 58ø aniversario de la República Italiana, en la que también tendrá una actuación destacada la Orquesta Astor Piazzolla y el tenor italiano Miro Solman.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fecha exacta del aniversario es el 2 de junio, ya que ese día del año 1946 el pueblo italiano se pronunció en un referendum que propuso decidir a través del voto si la gente prefería vivir en una república o bajo una monarquía. El festejo de la efeméride se trasladó al domingo, para facilitar la concurrencia del público.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pertenecer a la única república fundada por el voto popular es condición que subrayan con orgullo los integrantes de la colectividad de italianos y descendientes que residen en la Argentina, y entre quienes revistan prestigiosos artistas y personalidades del mundo de la cultura. Precisamente en ocasión de este festejo se entregará también una distinción al escritor Antonio dal Masetto, nacido en Intra, Italia, en 1938, y autor de Oscuramente fuerte es la vida, Siempre es difícil volver a casa o Hay unos tipos abajo entre otros títulos que indagan en cuestiones de la identidad vinculadas a personajes que han debido construirla después de migraciones y exilios.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Los festejos —que se iniciarán a las 10.30 con un homenaje a Manuel Belgrano en la basílica de Santo Domingo— han sido organizados por la Embajada de Italia, el Consulado General de Italia, a cargo de Placido Vigo y el Comites de Buenos Aires, institución que representa a los ítaloargentinos y descendientes de italianos, conducida por Ricardo Merlo. Las entradas podrán retirarse con dos horas de anticipación en el teatro Coliseo.&lt;br /&gt;&lt;hr width='90%' align='left'&gt;&lt;br /&gt;&lt;font color="violet"&gt;&lt;b&gt;Los amigos de Clarín me dejaron afuera!!!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ven a la derecha de Gino Renni o en el extremo izquierdo de la foto... ven!!! Ahí estoy yo. Gino me está comentando algo por lo bajo. No sólo "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;el gran diario argentino&lt;/span&gt;" no registró mi participación en ese evento. Algunos otros, también se olvidaron. Queda mal decirlo, tal vez no... La organización del espectáculo, la puesta en escena, la convocatoria de los artistas y otros menesteres, estuvieron bajo la responsabilidad de Rocco Oppedisano y de quien escribe, Walter Ciccione. Reunir a estos artistas fue un gran logro, un placer, y eso me satisface enormemente. Entiendo que para Clarín soy un perfecto desconocido pero para quienes me conocen... el que asoma en la foto de Clarín soy yo!!! Soy famoso, viva, viva!!!&lt;/font&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-115823832777814409?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.clarin.com/diario/2004/06/03/espectaculos/c-00501.htm' title='Fiesta de aniversario'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/115823832777814409'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/115823832777814409'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2006/09/fiesta-de-aniversario.html' title='Fiesta de aniversario'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-115808483291597003</id><published>2006-09-12T14:48:00.000-03:00</published><updated>2007-04-12T10:23:00.069-03:00</updated><title type='text'>Una singolare campagna elettorale</title><content type='html'>&lt;font size=1&gt;(Publicado por Tribuna Italiana el 1º de febrero de 2006)&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In seno alla comunità italiana si pensava che l'avvio del nuovo anno sarebbe stato diverso dai precedenti, in quanto, come aveva sottolineato Mirko Tremaglia, "Il 2006 é un anno storico per voi: é la prima volta nella vostra vita che andrete a votare per il Parlamento italiano". Invece le attese sembrano deluse e a poche settimane della data delle elezioni, c'è in molti italiani qui residenti, uno stato d'animo particolare, che si esprime in modo esplicito attraverso espressioni tra le quali prevalgono: delusione, sorpresa e disorientamento. La ragione di questo clima peculiare va cercata nel fatto più che significativo quasi assurdo, visto che viviamo la vigilia elettorale, nella mancanza di liste e candidati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA LISTA ASSOCIATIVA&lt;br /&gt;L'eccezione a questa insolita regola è costituita dalla Lista Associativa -MAISA le sigle- cui fanno capo Luigi Pallaro e Ricardo Merlo, i quali manifestano la &lt;br /&gt;loro assoluta indipendenza dai partiti politici, un atteggiamento coerente con i principi sostenuti nel campo dell'Associazionismo e che negli ultimi tempi, coniugando esperienza e nuove generazioni li ha portati in cima alle preferenze degli elettori delle recenti elezioni dei Comites, nelle quali furono i candidati ottenendo il maggior numero di voti di preferenza al mondo. Per quanto riguarda i partiti politici di destra, di sinistra o di centro, facenti parte di coalizioni, la situazione è più complessa per quanto sono soggetti alle direttive che arrivano dall'Italia. Si tratta di una curiosa strategia, che consiste nel coprire con un manto di mistero i nomi dei possibili candidati, provocando in realtà la crescita di un generoso elenco di quelli che si considerano "papabili", che salgono e scendono dalle presunte liste.&lt;br /&gt;Tribuna Italiana, in due fondi del direttore Marco Basti "Pochi candidati" e "Vigilia elettorale" lancia l'allarme su questa strana situazione che al giorno d'oggi non ha ancora subito modifiche sostanziali. Abbiamo preso contatto con diversi rappresentanti di partiti politici che con risposte dirette, con voci od off de record, esprimono le stesse spiegazioni: "Stiamo valutando le candidature; è ancora prematuro nominare candidati; siamo subissati di proposte e interessati; non sappiamo quando si vota e se si vota". Crediamo che questo strano silenzio stampa non benefica nessuno e, al contrario, complica le strategie dei partiti, per quanto diventerà&lt;br /&gt;sempre più difficile dare visibilità ai propri candidati nell'opinione pubblica.&lt;br /&gt;L'eccesso di prudenza e la mancanza di informazione provocano illazioni di ogni genere, il che, sommato alle elevate dosi di "suspense" nella definizione delle liste, finisce per togliere agli elettori la possibilità di partecipare, di confrontare proposte e seguire i necessari dibattiti, cioè i diritti fondamentali dei cittadini nel contesto di una società democratica. Nel nostro caso ricercare informazioni non significa impazienza giornalistica e quando dalle fonti arriva solo silenzio e confusione, come in questo caso, si rischia di generare indifferenza tra gli elettori. I fatti che abbiamo passato in rassegna svelano aspetti fortemente&lt;br /&gt;contraddittorio. La nostra comunità non è solo una tra le più numerose al mondo, ma ha già dimostrato concretamente un forte spirito di partecipazione nelle recenti&lt;br /&gt;prove elettorali, sia per le elezioni dei Comites, sia nelle due tornate referendarie. Ma per ragioni difficili da capire, si presenta suggestivamente orfana di candidati in tempi che, va sottolineato ancora, dovrebbero essere utilizzati  appieno in una intensa campagna elettorale, quando siamo già in vista del traguardo, quando è già iniziato il conto alla rovescia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VISTO E ASCOLTATO&lt;br /&gt;L'argomento di cui ci occupiamo offre alcuni aspetti curiosi e persino coloriti da raccontare. C'è chi afferma che i ritardi nella definizionedelle liste da parte dei partiti non sono frutto di una strategia, ma semplicemente della mancanza di candidati all'altezza, con sufficienti possibilità per garantire la vittoria. Ci sono poi quelli che con ironia sostengono che visto il soffocante caldo estivo, i nostri dirigenti indulgono a un ozio creativo come a una siesta riparatrice. Un programma radiofonico rivolto alla collettività italiana, che rappresenta un partito politico, immerso come gli altri nella ricerca dei candidati, parte a testa bassa contro tutti, rinfacciando il fatto che non sono ancora in condizioni di presentare le liste! Un chiaro esempio che si rifà al rimprovero del Vangelo: "Vedono il fuscello nell'occhio altrui ma non la trave nel proprio! Ci sono poi quelli che con sarcasmo suggeriscono di pubblicare inserzioni pubblicitarie nei quotidiani nazionali per cercare i candidati ideali. Infine ci sono quelli che hanno manifestato giustificata invidia per i connazionali residenti in Spagna, perché il Comites di Madrid ha organizzato un tavolo di dibattito con i candidati del Ctim, della Margherita, dei Ds e di Forza Italia, per far conoscere le rispettive proposte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SARANNO PROTAGONISTI?&lt;br /&gt;Tornando alle voci che non trovano conferma, agli annunci non ufficiali ma comunque non smentiti, ai "si dice" ci sono nomi, alcuni già noti da tempo, di probabili candidati a Montecitorio e palazzo Madama.&lt;br /&gt;Nel centrodestra, in particolare nel Ctim, viene segnalato Giuseppe Angeli, di Rosario come uno dei più probabili candidati delle liste del Tricolore. E' nota anche l'offerta personale fatta dal Ministro Tremaglia all'ing. Franco Livini, di essere&lt;br /&gt;candidato nella sua lista, così come l'annunciata candidatura del medico giornalista Claudio Zin, che cerca di riprendersi dalle poco felici dichiarazioni fatte in una intervista e la cui nomina è resistita da settori dello stesso Ctim. Per quanto riguarda il centrosinistra, che lunedì ha riunito a Buenos Aires vari possibili precandidati, non ha prodotto ancora nessuna definizione dopo il rifiuto della signora Estela de Carlotto alla proposta avanzata dai Ds. Ad ogni modo tra i nomi che vengono menzionati come possibili candidati di questa coalizione, spicca quello&lt;br /&gt;dell'ex ambasciatore Giovanni Jannuzzi, residente nella Patagonia. Si fa anche il nome di Francisco Rotundo, presidente del Comites di Morón il quale si è detto disponibile a candidarsi così come Alfonso Grassi, presidente delle Acli in Argentina, il quale, pur se non si è ancora manifestato in modo ufficiale, è considerato "candidato in pectore". Sempre per quanto riguarda il centrosinistra, l'ultimo fine di settimana è stato in Argentina il siciliano residente in Brasile, Fabio Porta, proposto candidato dalla socialista UIM. Da Mar del Plata si dice che si presenterà il consigliere del CGIE Adriano Toniut nelle liste del centrosinistra Per quanto riguarda la quota rosa, vengono segnalate Micaela Bracco della Margherita e Maria Rosa Arona e Mirella Giai dei Ds. Graciela Laino, nonostante le offerte che sostiene di aver ricevuto da vari partiti, ha deciso di autoescludersi. Felisa Pomilio, segretaria del Comites di Mar del Plata, si presenterebbe nella lista associativa. Nell'ampio campo delle candidature in liste ancora da definire, si segnalano tra gli altri, anche i nomi dell'imprenditore Eugenio Sangregorio e del presidente del CCI di Olivos Michele D'Angelo. E' evidente che i nomi dei candidati formano il capitolo più interessante, dinamico e sorprendente di questa storia e sicuramente a breve termine potrebbero venire fuori candidature che oggi sembrano impensabili. Come quella annunciata dal citato programma radiofonico, una stravagante notizia che nell'improbabile azzardato caso che si verificasse, sarebbe una vera e propria bomba informativa: la candidatura nelle liste del centrosinistra dell'ex ministro dell'economia dell'Argentina Domingo Cavallo. Comunque al di là della mancanza di notizie sicure sui candidati, i primi sondaggi di opinione confermano le marcate preferenze degli elettori per la lista Associativa, che propone come candidati al Senato e alla Camera Luigi Pallaro e Ricardo Merlo rispettivamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E LA NAVE VA!&lt;br /&gt;Si avvicina il tempo di levare le ancore e partire con destinazione al Parlamento italiano. La nave porterà il suo carico di attese e di illusioni, di speranze poste in quelli che saranno eletti. La nave che li porterà è ancora nel porto in attesa&lt;br /&gt;dei privilegiati passeggeri che partiranno disposti a fare tante battaglie quando arriveranno alla terraferma, nelle aule di Montecitorio e di Palazzo Madama. Quando partiranno, molti di noi saremo in quello stesso porto che è testimone del nostro arrivo, decine d'anni fa, a salutare quelli che dovranno difendere i nostri diritti e amministrare con saggezza, le nostre speranze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;Walter Ciccione&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32090540-115808483291597003?l=walterciccione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/115808483291597003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32090540/posts/default/115808483291597003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://walterciccione.blogspot.com/2006/09/una-singolare-campagna-elettorale.html' title='Una singolare campagna elettorale'/><author><name>Walter Ciccione</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02140343872793342193</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://3.bp.blogspot.com/_ds-ZDnIKNpg/SOF8oxOA_-I/AAAAAAAAABE/2Q_gKMpIsqk/S220/waldorf.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32090540.post-115808235538596495</id><published>2006-09-12T14:01:00.000-03:00</published><updated>2007-04-12T10:23:00.069-03:00</updated><title type='text'>Zin: “Sono una alternativa nuova”</title><content type='html'>&lt;font size=1&gt;(Publicado por Tribuna Italiana en marzo de 2006)&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.psicofxp.com/forums/customavatars/avatar85429_1.gif"&gt;&lt;/img&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size=1&gt;Foto de www.psicofxp.com&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché alla fine ha deciso di candidarsi nell’UDC. La smentita sulle sue dichiarazioni in una intervista. Nato a Bolzano nel ‘47 emigrato con la famiglia nel ‘50 è socio del Circolo Trentino, ma critica le associazioni. Il Dr. Claudio Zin, primo candidato a deputato por la Unione Democratica Cristiana e di centro (U.D.C.) è una persona nota ai telespettatori di canale 9 e agli ascoltatori di Radio 10. In alcuni programmi delle due emittenti a degli spazi in cui si occupa principalmente di salute e benessere.&lt;br /&gt;Medico nefrologo, ricercatore scientifico e giornalista su argomenti legati alla salute, il dott. Zin, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti in campo medico, è nato a Bolzano nel 1947 ed emigrò con la famiglia in Argentina nel 1950. Nel suo ampio appartamento dove ci accoglie e ci fa sentire comodi, ci sono numerose fotografie della sua famiglia, moglie e quattro figli, dei quali è orgoglioso, due maschi e due femmine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Tribuna Italiana&lt;/span&gt;: Lei è stato richiesto da varie liste, Perché di è deciso a candidarsi nell’UDC?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Claudio Zin:&lt;/span&gt; Perché ha un leader carismatico come Pierferdinando Casini presidente della Camera e perché è un partito di centro, moderato e cristiano che oltre tutto ha una struttura di dimensioni quasi umane.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Tribuna:&lt;/span&gt; Dicono che il cammino si fa strada facendo e Lei quando è partito con la sua candidatura ha avuto qualche intoppo, come quelle dichiarazioni poco felici su &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"aiutare agli italiani che si muoiono di fame..."&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Zin:&lt;/span&gt; Non ho mai fatto tali dichiarazioni. Quel che dissi nell’intervista &lt;br /&gt;fu messo totalmente fuori contesto e ho diritto a pensare che si è trattato di un’operazione di stampa, non so se pagata o spontanea. Ciò che ho detto allora si riferiva puntualmente al dono da parte del governo italiano di fiocchi di patate, col quale si dava l’impressione che in Argentina c’erano italiani che morivano di fame.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Tribuna:&lt;/span&gt; E’ un po’ sorprendente che un professionista delle comunicazioni come Lei sia caduto in una trappola del genere.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Zin:&lt;/span&gt; Anche se posso sembrare ingenuo e sembri poco credibile, è stato proprio &lt;br /&gt;così, mi hanno teso una trappola.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Tribuna:&lt;/span&gt; Dicono anche che Lei non ha una attiva partecipazione nella collettività...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Zin:&lt;/span&gt; Non è così. Con i miei genitore frequentavamo la Bellunese e il Circolo&lt;br /&gt;Trentino del quale sono socio. Non sono un out sider, ho vissuto l’associazionismo&lt;br /&gt;e poi, come a tanti della mia generazione, non sono riusciti a trattenermi, anche se certamente ci saranno delle eccezioni. Ho lavorato sodo per raggiungere una certa posizione economica per cui ho la possibilità di investire quel poco che spendo nella mia campagna elettorale. Sono italiano, non sono nato a Quilmes e so cosa rappresenta l’Italia per me, per la mia famiglia, per i miei fratelli che vivono nel Bel Paese e non penso che ci voglia il servizio di leva nelle associazioni per essere candidato.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Tribuna:&lt;/span&gt; Nel mese di ottobre proclamavano la sua candidatura nella lista Tremaglia, oggi è candidato dell’UDC. Perché il cambiamento?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Zin:&lt;/span&gt; La mia candidatura fu proposta da un gruppo di persone che mi appoggiava come Franco Arena. Portarono la proposta a Tremaglia il quale disse di avere altri candidati. Poi mi presentarono altre alternative, di &lt;span tyle="font-weight:bold;"&gt;Forza Italia&lt;/span&gt;, di Sangregorio, il quale mi visitò per offrirmi una candidatura a senatore nella sua lista.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Tribuna:&lt;/span&gt; Ci parli delle sue proposte elettorali&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Zin:&lt;/span&gt; La stragrande maggioranza delle proposte dei candidati sono simili. Non condivido alcune, come la promessa di aumentare le pensioni a 800 euro. Mi &lt;br /&gt;sembra insensato. L’economia italiana non riesce a decollare, l’anno scorso la crescita è stata zero e quest’anno si prevede lo 0,2%.. Dobbiamo essere &lt;br /&gt;realisti. L’Italia sta uscendo da una crisi e credo che non possiamo presentarci &lt;br /&gt;al Paramento per reclamare un aumento di 300 euro per tutte le pensioni.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Tribuna:&lt;/span&gt; Dicono che i candidati dei partiti politici sono condizionati dalle forze politiche nelle quali sono eletti. Cosa ne pensa?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Zin:&lt;/span&gt; L’Italia è una repubblica parlamentare e l’essere parlamentare è molto importante, più ancora se si rappresenta una comunità all’estero. Dove stabilire ponti con la Penisola. Vorrei che la comunità capisse e si renda conto che siamo a una svolta. Nessuno dei candidati si è s
