Tra le nuove iniziative, un conto aperto dagli Scalabriniani fino alla festa del 2 Giugno al Coliseo. Cambiano le date di alcuni degli eventi organizzati per raccogliere fondi. L’on. Angeli con il Presidente Chiodi.
Tante iniziative per raccogliere fondi e per partecipare alla campagna
Dicono che i quotidiani marcano i secondi nell’orologio della storia, che è dinamica, cambiante e che le copertine rispecchiano la realtà, le notizie “che fanno notizia” fino a perdere attualità fino a quando si spengono i riflettori e l’informazione entra in un angolo di ombre, come è successo, per esempio, col terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo.
Quanto è successo nella regione, trattandosi di un avvenimento di grandi proporzioni, ha occupato tanto spazio nei media, di cronaca e di opinioni sugli effetti e le conseguenze. A modo si sintesi, possiamo ricordare che c sono state 297 vittime fatali, 1.600 feriti, 65mila sfollati, 15mila abitazioni ed edifici danneggiati numerosissimi danni a monumenti storici, chiese, con danni difficili da quantificare.
Uno dei problemi più delicati che va affrontato è il difficile compito di ricostruire gli affetti, superare i traumi occasionati da un terremoto che, come ha detto il card. Bagnasco, “come un ladro nella notte, ha colpito la nostra Regione”.
Tragedia di cui quanti abbiamo vissuto la dolorosa esperienza dei bombardamenti con la sua scia di perdita di vite, distruzione e impotenza, conosciamo le conseguenze, un aspetto sul quale mi permetterò di ricordare l’esperienza personale, certamente simile a quella di molti lettori.
Un bambino e la sua famiglia, scappando dai bombardamenti a Pescara, sfollati, senza destinazione fisso e - guarda i paradossi del destino - rifugiata a L’Aquila, città dove poi siamo stati costretti a vivere le stesse scene. Anche se le cause sono diverse - allora per l’ambizione degli uomini, oggi per la volontà della natura - e anche se alcune cose sono cambiate - meglio le tendopoli che la stalla o l’aperto dove dormivamo allora - sono simili le terribili conseguenze.
Guardando la situazione da un altro angolo però, ci consente di scoprire che una società come l’attuale, apparentemente indifferente, quasi robotizzata, conserva ancora valori, principi, sentimenti che credevamo persi e di fronte ad una fatalità collettiva libera la sua sensibilità e prende atteggiamenti che in un certo senso ci riconciliano con la società.
Va sottolineato inoltre un aspetto forse minore, che rispecchia un cambiamento significativo nell’abitualmente rissoso ambito politico italiano, ripreso da un articolo di opinione di un importante periodico del Bel Paese, nel quale, tra l’altro, è scritto: "L'Italia politica sta faticosamente imparando a distinguere i compiti fondamentali su cui unirsi... La maggioranza e l'opposizione stanno recitando un ruolo inedito, hanno capito che sulle emergenze nazionali non deve avere spazio l'isteria di uno scontro primitivo (...) la tragedia rinsalda l'unità nazionale (...) in Italia questo spettacolo di unità e di coesione sorprende perché è inconsueto..."
Da sottolineare infine la decisione delle autorità regionali di ratificare lo svolgimento dei Giochi del Mediterraneo, il mese prossimo, a cui parteciperanno 6285 persone, tra atleti, accompagnatori, giornalisti, ecc, provenienti da 23 paesi che si affacciano sul “mare nostrum”. Come ha detto un dirigente pescarese responsabile della manifestazione: "Non c'è stata una sola volta che gli abruzzesi abbiano preso un impegno senza mantenerlo".
SIAMO TUTTI ABRUZZESI!
Superato l’iniziale impatto emotivo, l’adesione spontanea e gratificante della comunità tutta, “l’onda espansiva” tende ad attenuarsi e in qualche momento in Argentina abbiamo provato la sensazione che veneti, friulani, pugliesi, siciliani, calabresi, e perfino argentini, spagnoli, ecc ci facevano sentire che “Siamo tutti abruzzesi”. Passati i giorni e le settimane, comincia una nuova tappa, più realistica, nella quale quanti siamo legati all’Abruzzo, dobbiamo assumere più concretamente la nostra identità regionale e farci carico della gestione solidale e della responsabilità che essa comporta, perché in definitiva “gl abruzzesi siamo noi”. Bisogna quindi mantenere accesi gli entusiasmi, e mantenere i riflettori puntati sulla nostra Regione, sulle urgenze e l’emergenza, allo scopo di mantenere la solidarietà nella raccolta di fondi, per collaborare nel duro processo di riparare i danni provocati dal sisma.
COMITATO UNITI PER L’ABRUZZO
Per adempiere a quella missione, è stato costituito pochi giorni dopo il terremoto il Comitato Uniti per l’Abruzzo, presieduto dall’on. Giuseppe Angeli, “orsognese doc” . i tratta di una iniziativa creata per coordinare e promuovere tutte le iniziative che saranno prese nell’ambito delle nostre comunità, così come per organizzare eventi per raccogliere fondi. E`aperta alla collaborazione di tutti.
Oggi più che mai ci sentiamo abruzzesi e anche se viviamo un evento senza precedenti, se continueremo con gli sforzi comuni di tutti gli abruzzesi all'estero, dimostreremo di essere ancora più forti del terremoto".
WALTER CICCIONE
