TUTTO IL MONDO SI COMMUOVE PER L’ABRUZZO
L’AQUILA. Il mondo si commuove davanti alla tragedia che ha colpito l'Italia, davanti ai morti e alle distruzioni del terremoto.
E le Nazioni Unite si stringono attorno a chi ha perso tutto, dedicando un minuto di silenzio alle vittime.
Solidarietà e offerte di aiuto sono arrivate da tutto il mondo: dall'America alla Russia, dalla Francia alla Germania, dalla Serbia all'Egitto.
L'Onu e l'Unione europea si sono messe subito a disposizione. Una solidarietà mondiale che ha colpito e "confortato" anche il presidente della repubblica Giorgio Napolitano.
Le condoglianze degli Stati Uniti sono arrivate da Ankara, dove il presidente Barack Obama si trova in missione. Aprendo la conferenza stampa congiunta con il presidente della Turchia Abdullah Gul, Obama ha ricordato il terremoto, inviando all'Italia le condoglianze a nome dei due paesi.
E l'America ha anche messo a disposizione dell'Italia 50 mila dollari.
Il segretario generale dell' Onu Ban Ki-moon si è detto «rattristato» ed ha assicurato che l'organizzazione si è messa a disposizione delle autorità italiane.
L'Unione Europea ha immediatamente dato la disponibilità a fornire aiuti e dall'Italia è infatti arrivata la richiesta di accesso al fondo europeo di solidarietà per le catastrofi naturali. Messaggi di solidarietà sono giunti dal presidente della commissione Jose Manuel Barroso, dal presidente dell' europarlamento Hans-Gert Poettering e dall'alto rappresentante per la politica estera Javier Solana.
Dalla Francia è arrivata la solidarietà del presidente Nicolas Sarkozy, oltre alla disponibilità, espressa dai ministri degli esteri Bernard Kouchner e dell'interno Michele Alliot-Marie, a fornire tutto l'aiuto che si riterrà necessario: 100 pompieri sarebbero già pronti a partire. Anche il Belgio, come ha assicurato il vicepremier e ministro degli Esteri, Karel De Gucht, è pronto ad inviare aiuti, così come la Spagna che ha messo a disposizione squadre di soccorso e cani per la ricerca di persone rimaste sotto le macerie.
E per esprimere il cordoglio degli spagnoli, il re Juan Carlos ha contattato personalmente Napolitano.
La Russia è invece pronta a mandare i suoi specialisti per assistere l'Italia. Da Mosca sono arrivati al presidente Giorgio Napolitano e al premier Silvio Berlusconi i messaggi di condoglianze del presidente Dmitri Medvedev e del premier Vladimir Putin e un minuto di silenzio è stato osservato al museo Pushkin. Anche il premier Benyamin Netanyahu, che ha espresso le sue condoglianze a Berlusconi, ha assicurato che Israele è pronto ad inviare aiuti, se sarà necessario.
Messaggi di vicinanza e condoglianze sono giunti anche dalla Polonia che «si unisce -ha detto il premier Donald Tusk- al dolore delle famiglie delle vittime».
Dalla Serbia, con il presidente Boris Tadic, dal Kosovo con i telegrammi del presidente e del premier Fatmir Sejdiu e Hashim Thaci, dall'Albania, dove il governo guidato da Sali Berisha ha offerto un sostegno finanziario di 50mila euro per gli sfollati; dalla Romania, con messaggi del premier Emil Boc e del ministro degli esteri Cristian Diaconescu. Anche da Cipro e Malta sono giunte lettere di condoglianze. E poi ancora condoglianze sono giunte dal presidente dell'Egitto Hosni Mubarak e da quello dell'Afghanistan Hamid Karzai. Dal Libano, dove la cittadina di Baalbek, gemellata con L'Aquila, che si è detta pronta ad aiutare «in ogni modo possibile».
LA COMUNITA’ ABRUZZESE IN ARGENTINA
La comunità abruzzese in Argentina e quelle delle altre regioni italiane hanno seguito per tutta la giornata le tragiche notizie del terremoto di stamani in Abruzzo alla radio e alla televisione e sui siti on line. «Siamo sgomenti» ha detto Walter Ciccione, presidente del Centro Abruzzese di Buenos Aires, precisando che oggi i dirigenti dell'associazione si riuniranno per prendere delle iniziative «per esprimere una sentita adesione al dolore e allo sconforto dei nostri corregionali».
Molti abruzzesi hanno cercato di contattare telefonicamente i loro parenti delle zone colpite dal sisma ma, non riuscendoci, in preda all'apprensione, hanno chiesto ad esponenti dei media della comunità «l'elenco delle vittime».
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