09/07/2008

L'incontro del sottosegretario Mantica con la comunitá italiana: Una curiosa terapia di gruppo

Cala la notte su Buenos Aires quando si è appena concluso un “vertice” della comunità italiana e il pubblico comincia a ritirarsi dopo aver partecipato alla riunione che aveva creato certe attese. La descrizione senza eufemismi della dura realtà economica italiana, che ha fatto il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, ha spezzato le speranze e ha lasciato posto alla rassegnazione e allo scetticismo, sul futuro immediato della collettività. “L'Italia sta attraversando un momento difficile e poiché avete voi fatto riferimento ad essa, ad alcuni fa temere di essere sull'orlo di una crisi simile a quella vissuta dall'Argentina nel 2001”, ha spiegato il Senatore.

Il marciapiede del Consolato e qualche caffè delle vicinanze, sono stati testimoni delle reazioni che provocano eventi importanti come questo di cui ci occupiamo. “Acta est fabula”, (lo spettacolo è finito) ha detto un anziano dirigente, veterano di questo tipo di incontri. In un tavolo si sviluppava un acceso dibattito: “Ci risiamo, ci trattano sempre come cittadini di serie B”. Suo interlocutore, più esplicito gli ha ricordato: “I funzionari usano sempre lo stesso argomento della crisi”. “Questo film l’ho già visto”, ha aggiunto un altro, mentre più in là una signora rimproverava il marito: “Che siamo venuti a fare? Ad applaudire i tagli?”

La riunione si era tenuta nel salone Felice Lora, gremito fino all’incomodità. Persone anziane sono rimaste in piedi o sedendosi a turno, anche nei posti riservati alla stampa che, quindi, è stata costretta a lavorare in piedi sgomitando con il pubblico.

La riunione è cominciata con mezz’ora di ritardo. Nel tavolo degli espositori si sono seduti il sottosegretario Mantica, il Direttore generale per gli italiani all’estero della Farnesina min. Carla Zuppetti, l’ambasciatore Ronca e il Console generale Curcio. In prima fila era seduto il deputato Giuseppe Angeli. Assenti invece i sen. Caselli e Giai e l'on. Merlo.

E’ la prima volta che mi occupo degli italiani nel mondo - ha esordito Mantica - ho chiesto io a Frattini questa delega, cosi come quella per la cultura, un compito che sicuramente non sarà facile”.

Il Senatore ha creato una certa attesa con l’annuncio: “Vi do un anticipo, una primizia. Nonostante qualche taglio, la Conferenza Mondiale del Giovani si terrà a Roma, tra il 15 e il 19 dicembre.” Una persona accanto - la voce del popolo? - ha reagito, dicendo a bassa voce: “quale primizia? Se l’hanno già annunciato tutti i mezzi. Ci prende in giro?”

Il Sottosegretario ha continuato: “Comincio la mia gestione da Buenos Aires, perché siete i più lontani e anche i più italiani degli italiani”, ricevendo una ovazione. Ma la voce del vicino accanto aggiungeva: “Un’altro che viene a scoprirci!”

“Fra noi c’è sempre un po’ di anarchia, ma se siamo ordinati, adesso vi voglio vedere, ascoltarvi, per capire cosa pensate...”, ha invitato Mantica.

La proposta ha avuto una risposta immediata, segnando l’inizio di una serie di interventi, una specie di catarsi collettiva, una terapia di gruppo attraverso la quale ogni espositore ha manifestato a modo suo attese e preoccupazioni.

L’invito al dialogo inoltre, ha avuto l’effetto di disinnescare presunte contestazioni previste da qualche commento previo, per una riunione carica di attese. Lo tsunami della collettività di Buenos Aires, che avrebbe potuto abbattersi sul sottosegretario, come qualcuno presagiva, si è invece tramutato in leggero venticello, un incontro nel quale sono prevalsi la misura e il senso comune nel dibattito al tema dei tagli, alla luce delle posizioni che ogni settore ha manifestato, aggiudicandosi una parte di ragione.

La riunione ha transitato anche per altre tematiche, ma ha invitato il cronista a immaginare alcuni titoli: “E’ stata la serata degli appelli”, un termine ricorrente, sia negli interventi di Mantica (“Faccio appello alla comprensione...”) che in quelli dei nostri dirigenti (“facciamo appello alla Sua sensibilità e a quella del governo italiano”).

Ad ogni modo se si tratta di stabilire un protagonista dell’incontro, la locuzione “chiediamo” conquista il podio per l’ampio utilizzo, di questo verbo coniugato in ogni suo tempo.

Quindici sono stati gli interventi tra il pubblico, contabilizzati. Ci sono stati per tutti i gusti, sia da parte di dirigenti, che “dei soliti ignoti”, che in queste riunioni spuntano come per incantesimo.

Ma pur se il Sottosegretario non ha mancato di insistere sull’enormità della crisi economica italiana, si è avuta l’impressione che il messaggio non sia arrivato a molti dei presenti, e c’è stato il paradosso delle richieste di aiuto, di ogni tipo.

Bisogna fare una premessa, prima di ricordare alcune di esse. Un conto è leggerle sulla carta e un altro è stato ascoltarle, manifestate con fervore e sentimenti durante la riunione.

Nel quadro di un fantasioso ranking delle richieste, il “no ai tagli” ha occupato un posto comunque importante. Basti ricordare il dirigente che ha chiesto “che il taglio non sia doloroso” (ignoriamo quale tipo di anestesia si può utilizzare in questi casi), mentre un altro ci ha sorpreso dicendo: “mentre stiamo dibattendo, molti tra i nostri anziani si preparano per dialogare con San Pietro”! E, nello stesso stile: “Noi qui riuniti e i nostri anziani stanno morendo!”

Ci sono state anche alcune candide: “perché i politici non annunciano i tagli durante la campagna elettorale e non dopo?”

Sulla situazione del contratto con la Swiss Medical ci sono state posizioni controverse. Alcuni hanno demonizzato la ditta e hanno chiesto senza mezzi termini che il contratto fosse stracciato. Altri hanno detto che “è una vergogna come assistono i nostri anziani”, mentre altri hanno ricordato che ci sono poche alternative e comunque la situazione tende a migliorare.

Non è mancato l’elogio per la gestione del console generale Curcio. “E’ finito il tempo del Consolato degli amici”.

Nel campo delle richieste, è stata esibita una maggiore vivacità creativa: “Chiediamo un Consolato nella Patagonia/ più personale e fondi nei consolati di Morón e di Lomas de Zamora/ corsi gratuiti di lingua italiana/ borse di studio/ riduzione del costo dei passaporti/ contributi per i programmi radiofonici/ linee di microcrediti/ assegno di solidarietà/ ecc.

Tra gli altri argomenti ci sono stati il mancato pagamento in euro delle pensioni italiane in alcune succursali del Banco Itaú e nel Banco Patagonia; l’inesistenza del requisito della lingua italiana per accedere alla cittadinanza; l’attuale situazione di freddezza nei rapporti tra l’Italia e l’Argentina “che oggi non si guardano in faccia...”

L’intervento discordante è toccato a uno dei soliti ignoti, che ha caricato contro tutte le istituzioni di rappresentanza: parlamentari eletti all’estero, Comites, Cgie, “non servono a niente, non fanno niente, sono una spesa per lo Stato inutile per noi, cacciateli via tutti!, per poi ponderare l’atteggiamento solidale e generoso di uno dei dirigenti presenti nel salone. Poi una signora “col cappello bianco”, come l’ha identificata il Sottosegretario, che oltre a raccontare la sua vita, una volta completato il lungo elenco delle richieste, ha messo il capello al suo intervento ...mettendosi a cantare!

Fra tanti interventi e richieste, questo cronista è rimasto sorpreso dalla completa mancanza di partecipazione da parte dei giovani presenti nel salone, così come il fatto che nessuno parlasse della pessima programmazione di Rai Italia.

Sul tema della cultura non ci sono stati nè annunci nè definizioni, ma semplicemente manifestazioni di intenzioni da parte del Sottosegretario. E parafrasando la battuta “in tempi di guerra la prima vittima è la verità”, si potrebbe dire che nella nostra esperienza, “in tempi di crisi economica, la prima vittima è la cultura”.

C’è stato quindi il tempo delle repliche e delle risposte del Senatore Mantica, il quale ha sottolineato: “Nelle vostre richieste avete usato argomenti di carattere emotivo, propio all’italiana e che mi hanno colpito”. Ha risposto sulla Swiss Medical (“proviamo ancora sei mesi, il contratto scade a fine 2009 e se sarà necessario ritornerò per rimediare la situazione”); sui rapporti con l’Argentina (“per ballare bisogna essere i due”); sull’aiuto agli indigenti ha ricordato che c’è il nuovo assegno di solidarietà che sarà pagato quest’anno a oltre seimila connazionali in Argentina, un'erogazione per la quale sono stati predisposti 5.069.000 euro.

Nel suo lungo intervento anche il Sottosegretario ha fatto la sua catarsi per essere a tono con la terapia di gruppo, con dichiarazioni fuori dal protocollo e della retorica politica: “mi sento come a casa in Italia, siete casinari come noi”. “L’Italia è come un’orchestra dove tutti suonano la tromba - ha detto - eppure ogni tanto esce fuori un Puccini, un Verdi...” E non si è lasciata sfuggire l’occasione per dare un consiglio: “Chiedete soldi alle Regioni”.

Infine queste riunioni sono importanti anche perché in un certo senso ci consentono di prendere il polso della situazione, specialmente ai nostri dirigenti. valutare atteggiamenti, espressioni, preparazione. Sicuramente quanto abbiamo ascoltato nella riunione ci servirà perché ognuno di noi possa trarre le proprie conclusioni.

Il senso comune ci indica che dobbiamo prendere coscienza della crisi economica italiana e dei suoi effetti. Forse i tagli si possono fare su altri capitoli e non proprio su quelli che riguardano i settori più deboli, come quello dei nostri anziani. Dobbiamo rimboccarci le maniche e usare tutta la nostra creatività per risolvere i problemi che ci affliggono. Le crisi offrono occasioni.

Per quanto riguarda il sen. Mantica, non dimentichiamo che ha preso pubblicamente un impegno: “Non diminuiremo nemmeno una lira della spesa per l’assistenza rispetto al 2007”, per cui merita a priori una apertura del credito da parte della nostra comunità.

WALTER CICCIONE