
All’incontro hanno partecipato il presidente del Comites di Mar del Plata Raffaele Vitiello, il presidente della Federazione delle Società Italiane di Mar del Plata Giovanni Radina, il consigliere del CGIE Adriano Toniut e gli imprenditori Eugenio Sangregorio e Domenico Di Tullio.
La Tavola rotonda si è spostata a Mar del Plata. L’iniziativa presa dal nostro settimanale, per celebrare il suo 30º anniversario, di dibattere una volta al mese con personalità della nostra comunità o comunque legate alle nostre problematiche, è stata portata all’interno, alla città di Mar del Plata, a testimonianza dell’interesse che fin dal primo numero la TRIBUNA ITALIANA ha riservato alle comunità italiane residenti all’interno dell’Argentina.
Mar del Plata è stata la prima, anche perché risiede in essa una comunità non soltanto molto numerosa e con una tra le percentuali più alte di popolazione di origine italiana, ma anche per l’impegno che ha sempre dimostrato nell’operare come comunità organizzata, che effettivamente ha una grande importanza per la città che la ospita.
La manifestazione organizzata dalla TRIBUNA ITALIANA, si è svolta sabato scorso nella sede della Federazione delle Società Italiane di Mar del Plata e ad essa hanno partecipato il presidente della citata Federazione, Giovanni Radina; il presidente del Comites di Mar del Plata, Raffaele Vitiello; il consigliere del CGIE residente a Mar del Plata, Adriano Toniut; l’imprenditore e presidente del Movimento di partecipazione civica italo-argentino, Eugenio Sangregorio; l’imprenditore e avvocato Domenico Di Tullio. Per Di Tullio, che attualmente risiede a Mar del Plata e per Sangregorio si è trattato di un bis, visto che avevano già partecipato alla prima Tavola rotonda organizzata dalla TRIBUNA ITALIANA nel mese di agosto all’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires-
Tema del dibattito a Mar del Plata, è stato lo stesso del primo appuntamento e cioè: “Italiani all’estero, una risorsa? Il Tavolo è stato moderato dal nostro Walter Ciccione e la sintesi è stata affidata a Rocco Oppedisano, regista e docente universitario della carriera di comunicazione.
DI TULLIO: LAVORARE SU UN PROGETTO

Dopo il saluto e il ringraziamento del direttore Marco Basti, è iniziato il dibattito con l’intervento del dott. Di Tullio, il quale ha iniziato dicendo che non c’è un futuro importante per la nostra comunità se non si lavora ad un progetto comune, che coinvolga tutte le espressioni di rappresentanza delle comunità italiane (parlamentari, Comites, CGIE, Associazioni e Federazioni) dell’America latina.
Di Tullio ha ricordato quanto affermato dall’ing. Arizio durante la prima Tavola su questo argomento, nel senso che i dirigenti, attuali o nuovi, devono impostare in modo diverla loro azione, sia nella forma che nei contenuti. In questo senso, Di Tullio ha detto che bisogna promuovere nuove iniziative, lavorare su progetti molto concreti, su punti ancora in attesa di essere sviluppati anche dai nostri parlamentari. Di Tullio ha sottolineato la grande portata del voto, “ma è uno strumento che è utile solo se c’è un progetto che dev’essere di guida per le nostre attività.”
Lo studioso ha fatto notare che finora gli Stati Uniti non hanno avuto grande successo nella loro iniziativa di creare una zona di libero scambio in tutto il continente, l’ALCA. Dobbiamo proporre all’Italia e tramite l’Italia all’Ue di intraprendere una iniziativa simile, che coinvolga l’Ue e i Paesi dell’America Meridionale, ha detto Di Tullio.
Di Tullio ha anche proposto di creare la Casa d’Italia, un ente super partes di collegamento di tutte le strutture di rappresentanza della collettività. Di Tullio ha anche parlato della necessità di costituire organizzazioni di professionisti e camerali di origine italiana. Proponendo l’esempio di una piramide invertita, ha detto inoltre di allacciare rapporti in Italia con Comuni, Province, Regioni e con lo Stato. Infine ha ribadito che bisogna lavorare a un progetto comune come comunità italiane dell’America Meridionale, da proporre all’Italia, anche perché, purtroppo, oggi manca in Italia un progetto di Paese e quindi anche uno che coinvolga gli italiani all’estero.
Rispondendo a una domanda del pubblico, Di Tullio ha detto che il problema dei bond tra l’Argentina e l’Italia potrà continuare ad essere una difficoltà, e questo è un altro motivo per lavorare come comunità dell’America Meridionale o dell’America latina e non solo come Argentina.
TONIUT: IL POPOLO ITALIANO NON CI CONSIDERA UNA RISORSA

Il consigliere del C G I E Adriano Toniut, ha e s o r d i t o sottolineando che anche se noi siamo certi di essere una risorsa, di essere i m i g l i o r i ambasciatori dell’Italia nel mondo, come è stato ripetutamente detto da tanti politici italiani, il popolo italiano non è consapevole delle nostre potenzialità e quindi non ci considera una risorsa.
L’avv. Toniut ha detto che buona parte dell’ignoranza del popolo italiano sulla realtà degli italiani all’estero, è dovuta ai media e agli operatori della cultura.
L’avv. Toniut ha poi elencato diverse inquadrature per analizzare la nostra realtà come risorsa. Economica senz’altro, ha detto, perché siamo promotori e consumatori del prodotto italiano, ma anche perché facilitiamo la crescita degli scambi tra l'Italia e i Paesi ove risiediamo. A testimoniare tale realtà ha ricordato l’incontro della settimana scorsa tra il premier Prodi e il capo eletto del governo della Città di Buenos Aires Mauricio Macri, che ha invitato i capitali italiani a intervenire al piano di investimenti nella Città, quando si insedierà.
Una risorsa per la diffusione della lingua italiana, ha detto poi Toniut, ricordando che l’italiano si parla solo in Italia e in alcuni cantoni della Svizzera, mentre che nel mondo, la sua diffusione è trainata fortemente dai discendenti degli italiani. A questo riguardo ha ricordato che in Argentina ci sono 80mila alunni di italiano di cui 8mila nella circoscrizione consolare di Mar del Plata.
Gli italiani all’estero sono anche una risorsa dal punto di vista umano, ha detto Toniut, ricordando l’alta età media degli italiani, il fatto che fanno pochi figli e che l’Italia deve affidarsi all’immigrazione extracomunitaria per far crescere la sua popolazione. In America Latina ci sono milioni di discenderti di italiani, molti dei quali persone ben preparate, le cui radici sono italiane.
RADINA: FAR CAPIRE AGLI ITALIANI CHE POSSIAMO AIUTARE L’ITALIA
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Da parte sua il presidente della Federazione G i o v a n n i Radina, ha condiviso l’opinione di Di Tullio secondo la quale ci vuole un progetto comune da offrire all’Italia. “Dobbiamo far capire agli italiani - ha detto - che anche noi possiamo aiutare l’Italia”.
Radina ha detto che spesso e specialmente negli ultimi anni, nei rapporti con l’Italia siamo stati capaci solo di chiedere, mentre invece abbiamo tanto da offrire all’Italia, a cominciare dalla promozione del made in Italy. Le associazioni, ha detto Radina, possono cominciare a cambiare questa realtà, ogni volta che ricevono autorità regionali, provinciali o comunali, facendo capire ai dirigenti che arrivano dall’Italia che ci sono tante possibilità di collaborazione, sia in campo culturale che economico. In questa azione, ha detto il presidente della Federazione di Mar del Plata, dobbiamo appoggiarci ai nostri parlamentari.
VITIELLO: IL NOSTRO VOLONTARIATO E’ UNA RISORSA

Da parte sua il presidente del Comites di Mar del Plata, Raffaele Vitiello, ha detto che chi partecipa alla vita della comunità, chi ha fatto le associazioni o si è impegnato nelle varie istanze di rappresentanza, non lo ha fatto per interesse, ma per volontariato. Questa comunità basata sul volontariato, ha detto Vitiello, è una risorsa per l’Italia.
Vi t i e l l o ha ricordato che un tempo questa risorsa si manifestava attraverso le rimesse che servirono all’Italia per sostenere il suo sviluppo, al tempo che le associazioni son state promotrici dell’italianità all’estero. Oggi, ha detto il presidente del Comites di Mar del Plata, le forme nuove di manifestarsi di questa risorsa sono la promozione degli scambi e i giovani. A questo riguardo ha ricordato che recentemente l’on. Narducci, ex segretario del CGIE, ha detto che nelle associazioni ci vuole un cambio di mentalità per far posto ai giovani
. Vitiello ha detto che i congressi organizzati dalla FEDITALIA e altri incontri organizzati da Federazioni o Associazioni, per promuovere la partecipazione delle nuove generazioni, non hanno dato tutti i risultati che ci si attendeva e che ancora oggi manca una maggiore presenza dei giovani nelle istituzioni della collettività. Ha detto però che non è nemmeno giusto che i giovani vengano soltanto quando c’è qualcosa che possono ricevere, quando hanno un interesse a qualcosa di concreto, come può essere un viaggio in Italia, ma che poi non continuino a lavorare nelle associazioni, che non si sentano impegnati.
Vitiello quindi, ha detto di preferire i giovani che si sentono legati alle associazioni, che lavorano al loro interno, che le conoscono per cui gli eventuali benefici che possono ricevere dall’Italia, si traducano poi in un impegno maggiore con le associazioni.
Vitiello ha poi fatto notare che l’Italia non è quasi più presente nei media argentini e che ha perso molta influenza in Argentina. Il presidente del Comites marplatense, ha ricordato che il fondatore della TRIBUNA ITALIANA, dott. Mario Basti e l’avv. Dionisio Petriella, presidente della Dante di Buenos Aires, anni fa insistevano sull’importanza della piena integrazione anche nella vita politica argentina, manifestando che bisogna appoggiare i giovani su quella strada.
SANGREGORIO: SIAMO UNA GROSSA RISORSA PER L’ITALIA

L’imprenditore Eugenio Sangregorio, come aveva fatto a Buenos Aires, ha ribadito il suo convincimento sul fatto che gli italiani all’estero siamo una grossa risorsa per l’Italia. Oggi, ha detto, la politica pasavanzare delle proposte molto concrete all’Italia, partendo dalla premessa della complementarietà tra l’Italia e l’Ue e i Paesi dell’America Latina.
Sangregorio, che è consigliere dei gruppo argentino del Parlamento del Mercosur, ha detto che le imprese argentine hanno bisogno di essere rinnovate dal punto di vista tecnologico e che l’Italia da una parte ha bisogno di materie prime e dall’altra ha bisogno di aumentare i suoi mercati (ha detto che negli ultimi anni ha perso il 90 per cento delle sue posizioni in America Latina), per cui ci sono condizioni ideali di complementarietà. Siamo italiani con tutti i diritti degli italiani in Patria, ha detto Sangregorio, e dobbiamo far capire che una intesa è di mutua convenienza.
L’imprenditore ha ricordato che il 45 per cento degli imprenditori dell’America latina sono di origine italiana. Siamo una grande risorsa e dobbiamo farlo capire all’Italia.A una successiva domanda, Sangregorio ha detto che non siamo solo una risorsa economica, ma che se facciamo capire che nei rapporti economici con gli italiani all’estero l’Italia può ricavare un profitto, allora ci saranno anche maggiori risorse da investire in altri campi.
Ha informato inoltre che a novembre potrebbe essere firmata una intesa tra parlamentari del Mercosur e colleghi italiani, per promuovere la ricerca di corsie preferenziali per aumentare gli scambi e le possibilità di rapporti tra l’Ue e il Mercosur. Numerosi sono stati gli interventi e le domande del pubblico che ha seguito il dibattito e le risposte che le cinque personalità invitate hanno dato. Il problema dei bond, il modo come i nostri parlamentari vengono giudicati dagli italiani in Italia, l’immagine che si ha in Italia dell’Argentina e degli argentini, la concretezza dei progetti sui quali si lavora e se essi vanno sviluppati soltanto in campo economico o anche in altre realtà, sono temi che sono stati presenti nelle domande e negli interventi del pubblico, costituito principalmente da consiglieri del Comites, dirigenti di Federazioni e Associazioni italiane e giornalisti di media della collettività.





