Nonostante gli annunci del Direttore di Rai-International, Piero Badaloni, secondo il quale a partire di febbrario ci sarebero stati cambiamenti profondi el palinsesto, ancora oggi non si registrano novità, ma solo confusione.
Rai International, istituita nel 1995 con lo scopo, fra gli altri, di parlare degli italiani all’estero di tutti quanti si sentono legati al Bel Paese, per le loro radici, per la sua cultura o per semplice curiosità, continua a provocare polemiche. Il canale pubblico italiano è riuscito a provocare una sorte rapporto amore-odio con le comunità degli italiani nel mondo, sia per la scarsa qualità del servizio offerto, sia per l’alto costo del servizio di televisione via cavo che bisogna contrattare per ricevere il segnale della Rai.
Queste e altre ragioni sulle quali non è il caso di dilungarsi, sostengono la controversia e offrono materiale sufficiente per la polemica generale.
Negli ultimi tempi però, sono aumentate le critiche da parte di alcuni parlamentari eletti all’estero nelle file dell’opposizione, i quali accusano il nuovo Direttore di Rai International di parzialità, propaganda partitica e mancanza di pluralismo politico.
E’ il caso di Dario Rivolta e Salvatore Ferrigno, entrambi di Forza Italia, che in una recente interviste hanno manifestato tra l’altro: "RAI International è addirittura un disastro. Il servizio è peggiorato a vista d'occhio. Non piace agli italiani all'estero, ancor meno di quanto non piacesse anteriormente". "Stanno nascendo enti promotori di proteste contro Badaloni, come negli Stati Uniti, il Comitato Salva Rai International". Anche esponenti di An e del Ctim, come Gialuigi Ferretti, hanno manifestato le loro critiche ala nuova gestione di Rai International.
Anche la nostra TRIBUNA ITALIANA si è occupata in varie occasioni dell’argomento. La più recente lo scorso 7 febbraio, a commento della riunione del nuovo Direttore generale Badaloni con il Vice ministro Franco Danieli e i parlamentari eletti all’estero, con lo scopo di informare sui nuovi contenuti e le progressive modifiche del palinsesto.
Tra l’altro è stato annunciato un cronogramma che prevedeva cambiamenti profondi, che dovevano avviarsi a partire dal mese di febbraio con il 30% dei programmi per poi continuare a marzo e aprile con un altro 40% per concludere con un rinnovamento totale nel mese di giugno. Sul particolare Badaloni ha utilizzato una definizione categorica: "Stiamo generando una rivoluzione copernicana nel palinsesto", un modo non tanto velato di criticare la precedente gestione del direttore Massimo Magliaro e quindi anche del ministro Mirko Tremaglia, ai quali in precedenza anche Danieli aveva dedicato una frecciata: "I programmi di RAI International, sembrano pensati per sub normali".
E’ chiaro che ogni cambiamento comporta attese e quando queste non si verificano, viene fuori la delusione, sentimento che abbiamo provato quali assidui telespettatori che, giunti a metà aprile, epoca che secondo quanto era stato annunciato sarebbe stato modificato circa il 50% del palinsesto, constatano che se qualche cambiamento c’è stato, è impercettibile.
Nell’intento di essere il più obiettivi possibile, i presunti nuovi contenuti avrebbero dovuto enfatizzare la copertura e i servizi alle comunità italiane all’estero. Promuovere e diffondere informazione, cultura e intrattenimenti che lascino sedimenti positivi. Dare spazio all’informazione di ritorno della quale tanto si parla ma poco si fa e offrire lo schermo ai parlamentari eletti all’estero.
D’altra parte programmi emblematici che in qualche modo ci coinvolgono, come “Qui Roma” e “Sportello Italia”, sono stati sostanzialmente ristrutturati, perdendo in gran parte quella loro caratteristica.
Il primo, uno spazio quotidiano di approfondimento informativo, una rubrica molto seguita dagli italiani all’estero, nonostante quanto annunciato dal Direttore Badaloni ("dal mese di Marzo, Qui Roma durerà un'ora e torna la rassegna stampa"), continua ad avere il suo segmento di soli 15 minuti, con l’aggravante di essere diventato una specie di CNN in italiano, che si occupa principalmente degli avvenimenti del Medio Oriente, perdendo la sua caratteristica originale, quella di rispecchiare fatti e personaggi delle comunità all’estero.
Il secondo, una trasmissione che offre alcune risposte concrete su temi di stretta attualità quali cittadinanza, pensioni, ecc., continua ad essere trasmesso, nonostante l’annuncio di Badaloni secondo il quale "Il 31 marzo chiude Sportello Italia". Sportello Italia è ancora in onda, ma l’emissione adesso dura soltanto 15 minuti.
La “rivoluzione copernicana” quindi, ancora non c’è stata e fatto salvo per alcuni programmi intrascendenti, ancora non si possono intravedere elementi interessanti di cambiamento. Le modifiche sembrano limitate a cambiamenti di orari, di frequenze, allo spostamento di programmi da un orario all’altro senza preavviso, con l’unica conseguenza di provocare disorientamento tra i telespettatori.
Più che l’auspicato “effetto tsunami” l’annunciato nuovo palinsesto di Rai International ha generato un debole acquazzone d’estate, che è riuscito a trascinare alcuni programmi impresentabili quali “L’almanacco di Giove” ma non altri quali le soporifere “fiction” “Un posto al sole” o “Sottocasa”, che molti nella nostra comunità semplicemente deplorano.
C’è la diffusa sensazione che i dirigenti di RAI International non hanno ancora trovato la strada e che intanto si cerca di applicare una sorte di gattopardismo, quel cercare di far credere che "tutto cambia, perché tutto resti uguale".
All’inizio abbiamo parlato dei sentimenti estremi verso RAI Inrternational, come l‘amore e l’odio. Nel campo degli equilibri emozionali manteniamo la simpatia verso l’azienda televisiva, che è - o dovrebbe essere - uno dei ponti che ci uni all’Italia, per cui ci auguriamo che trovino soluzione gli inconvenienti descritti. A tale effetto, i parlamentari eletti all’estero dovrebbero far parte della strategia dell’azienda e dovrebbero intervenire con maggiore enfasi.
Walter Ciccione
(Nota publica en Tribuna Italiana 11/04/07)
12 abril 2007
Rai-International soltanto gattopardismo?
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1 comentarios:
Excelente nota, Walter. Coincido con tus apreciaciones.
Nelly, de Beccar.
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