
Foto del Diario La Capital
La sua popolarità a Rosario. Successi imprenditoriali e nella comunità. I ricordi di un emigrante. Lidia Sartorio e una svolta nella sua vita. Il legame con Tremaglia. Dove sedersi nel Parlamento. Una casa di riposo a Rosario. Il suo pronostico sulle prossime elezioni.
Dicono che i tassisti sono validi riferimenti di ogni città, loro che oltre a conoscere ogni angolo, danno un giudizio sulla notorietà degli abitanti, una specie di termometro che misura il chi è del luogo. Per questo è significativo che arrivando a Rosario, seconda città dell’Argentina per la quantità di abitanti, indicando al tassista l’indirizzo dove ci dirigiamo commenta: La porto alla Transatlantica, dal “tano” Angeli?
Giuseppe Angeli occupa il primo posto tra i candidati deputati della lista “Italiani nel Mondo con Tremaglia” . Ci accoglie nel suo ufficio, nell’ampio edificio dove ha sede la sua agenzia, e con familiarità ci dice: "Mi piace sentirme chiamare Peppe. Così mi chiamano nel mio paese e mi fa sentire comodo”
Così comincia il dialogo con questo dirigente di grande esperienza, che non è certo loquace, anzi, è piuttosto prudente per parlare, riflessivo, preciso, fedele esponente del proverbio romano “Res non verba”, cioè fatti, non parole.
In questo senso i suoi successi imprenditoriali sono importanti: presiede il Gruppo Transatlántica S.A., nato nel 1966 come agenzia di viaggi e che oggi opera nei settori di turismo, cambio, titoli e immobili, tra gli altri, dando lavoro a circa 500 persone, spiega soddisfatto.
Maggiore soddisfazione però, dimostra quando parla delle opere comunitarie attraverso le quali mette in evidenza il suo spirito di servizio. In modo particolare con la Scuola Edmondo De Amicis, fondata nel 1986, “un istituto bilingue italiano-spagnolo frequentato da circa mille alunni di cui duecento adulti della terza età che in modo gratuito, partecipano a corsi di canto, musica, computazione, storia e cultura", racconta Angeli.
Presidente dell’Associazione Famiglia Abruzzese, tra il 1981 e il 2005, Presidente del Comites di Rosario dal 1986, riconfermato nei quatto periodi successivi, Angeli è stato anche consigliere del CGIE dal 1991 al 2004.
I ricordi personali occupano un tempo importante dell’intervista ed essi sono testimoniati dalle fotografie che ornano il suo ufficio.
“A 19 anni e con una valigia carica di illusioni" -racconta Peppe- "lasciai Orsogna e arrivai in Argentina nel 1950. Sono un immigrante come tanti altri e come la maggior parte di loro, anch’io sono stato assalito dalla nostalgia, con notti di pianto e di tristezze".
"Con Lidia abbiamo formato una famiglia in base a sacrifici, perseveranza, tenacia e siamo riusciti a concretizzare i nostri sogni. Mia moglie è stata una compagna eccezionale e grazie a lei la mia vita ebbe una svolta. Sono arrivati tre figli e più tardi tre nipoti che completano l’armonica squadra familiare". Lidia Sartoris, ha saputo pure fare la sua strada per raggiungere importanti obiettivi: è presidente della O.A.M.E. (Organización Argentina
de Mujeres Empresarias) e vicepresidente Mondiale della F.C.E.M. organizzazione pioniere nell’unificazione dell’imprenditoria femminile nel mondo. “Nonostante le nostre attività, riusciamo a mantenere un ottimo rapporto e mi vanto di far parte di una tipica famiglia italiana, fedele alle sue tradizioni e valori”, dice Angeli.
TRIBUNA ITALIANA: Come è nato il suo rapporto con Mirko Tremaglia?
GIUSEPPE ANGELI: Ho conosciuto il ministro nel 1991 e da allora ho un rapporto cordiale e pe certi versi di ammirazione e rispetto per una persona che negli ultimi quarant’anni ha dedicato ogni sforzo e sacrificio agli italiani che risiediamo all’estero.
T.I.: Nella sua lista alcuni candidati manifestano che non fanno parte di nessun partito, ma il ministro Tremaglia è dirigente di Alleanza Nazionale. Non c’è una contraddizione al riguardo?
G.A.: Per conto mio appoggio la persona e non il colore politico. Sono con Tremaglia per quello che lui rappresenta come persona, al di là delle sua attività di partito. Ci vuole una certa ampiezza di criteri. Durante 15 anni nelle riunioni del CGIE ho avuto ottimi rapporti con colleghi di tutti i partiti e se sarò eletto non mi preoccupa il posto che dovrò occupare, se a destra, a sinistra o in centro. Mi infastidiscono le critiche di quelli che oggi criticano Tremaglia, dimenticando che senza di lui oggi non voteremmo.
T.I.: Cosa pensa della proposta di Livini di un controllo gratuito per tutti i connazionali nell’Ospedale Italiano?
G.A.: Anzitutto devo dire che per me è un onore far parte della lista con una personalità come Franco Livini. D’altra parte sono assolutamente d’accordo con la sua proposta,
che egli è in grado di adempiere. Dal canto mio, sto valutando la possibilità di organizzare qualcosa di simile a Rosario e sto analizzando inoltre la possibilità di creare una casa di riposo per i nostri anziani indigenti. Non sono miliardario, ma la mia attività imprenditoriale me lo consentirebbe. Son di quelli che pensano che i soldi non servono
per portarseli nell’aldilà.
T.I.: Quali altre proposte sta valutando?
G.A.: Nel nostro progetto le priorità sono orientate verso gli aspetti sociali,gli anziani in modo particolare, che devono avere la possibilità di usufruire gli stessi diritti dei loro coetanei in Italia. Anche verso i giovani, ai quali dobbiamo offrire le condizioni di lavoro
perché non vadano via e abbiano fiducia nel Paese. Prendo come valida la battuta di un politico argentino che diceva che l’Argentina è condannata al successo.
T.I.: Come vede la campagna elettorale?
G.A.: Credo che ci sono alcuni candidati che fanno promesse che non potranno mantenere. Spero che la gente sappia scegliere. Sono 30 anni che lavoro in favore della collettività e lo faccio con piacere, non sono un politico di professione, ma per vocazione e credo che
questo mi dà un valore di più come candidato.
T.I.: E cosa pensa dei candidati delle altre liste?
G.A.: Non conosco tutti. Con alcuni avvamo stabilito di fare una lista comune e per ragioni che mi sfuggono alla fine non se ne fece nulla. Ma mi lasciò l’amaro in bocca e una pessima impressione sulla loro correttezza. So di altri che hanno una enorme capacità per
passare da una lista all’altra in cerca della loro convenienza personale. Da parte mia sono conseguente coi miei valori e leale a Mirko Tremaglia.
I campanelli dei telefoni suonano continuamente nell’ufficio di Peppe Angeli. Sono telefonate nazionali e internazionali in buona parte di gente che telefona per dare la adesione alla sua candidatura, fatto questo che Angeli cerca di non far trasparire anche se si vede la sua soddisfazione nello sguardo.
Commenta con entusiasmo giovanile i progetti che sta preparando il suo gruppo di lavoro, parla dell’importanza delle cose semplici, dell’amicizia, dei valori della famiglia delle passeggiate a piedi nella sua quinta, della cura del suo orto, del contatto con la natura.
T.I.: Alcuni candidati dicono che Lei è una persona di età per presentarsi candidato.
G.A.: Sa, la gente di età ha esperienza e saggezza. La ho sempre ascoltata con attenzione e ho imparato tanto da loro. In definitiva, l’età non conta, conta lo spirito con cui affrontiamo le sfide.
T.I.: Sicuramente per la sua esperienza potrà far un pronostico su chi saranno i senatori e deputati eletti.
G.A.: Non è facile fare un pronostico del genere, ma credo che potrei dire che al Senato potrebbero arrivare Livini e forse Pallaro. Per la Camera, prenda nota, Angeli e ha buone possibilità anche Merlo. Il terzo mi piacerebbe che fosse eletto in un altro Paese, Brasile
o Uruguay.
T.I.: Perché un elettore dovrebbe scegliere Angeli?
G.A.: Perché è da tanti anni che lavoro per la collettività, la gente mi conosce e sa della mia vita e del mio spirito di servizio. Ho fatto tanto per la nostra comunità a Rosario e ora penso fare molto di più per difendere i diritti degli italiani di tutto il Sud America. Sono certo che se io non fossi Angeli, voterei Angeli.
(Publicado por Tribuna Italiana)

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