Tre imprenditori pescaresi residenti in Argentina saranno premiati il 12 novembre al Circolo Italiano dalla Camera di Commercio di Pescara. Ma anche il nostro cronista Walter Ciccione ci sarà tra la quarantina di premiati.
TRIBUNA ITALIANA ha considerato interessante la proposta di diventare il legame, il ponte, per collegare le persone nominate a ricevere il Premio “Fedeltà al lavoro e al progresso economico all’estero”, una valida iniziativa del Gr. Uff. Ezio Ardizzi, presidente della Camera di Commercio di Pescara, Abruzzo, un atto di riconoscenza per premiare chi con la serietà dimostrata nel propio lavoro e per le manifestate capacità imprenditoriali e contatti culturali mantenuti con il paese e con l'Italia, ha onorato la terra natia.
Circa 40 pescaresi, residenti dall’estremo nord dell’Argentina, a Salta fino al sud, in Bariloche, o in città come Mendoza, Santa Fe, Rosario, Mar del Plata, La Plata, località del Gran Buenos Aires o nella stessa Città di Buenos Aires, riceveranno questo premio, durante una cerimonia che si svolgerà nei prossimi giorni in questa città. Come si vede, la varietà di luoghi di residenza, può portare a riflettere sullo spirito dell’emigrante, la sua tenacia, la perseveranza, la convinzione per affrontare sfide, caratteristiche in questo caso dei pescaresi, ma chiaramente identità degli italiani in genere.
Abbiamo incontrato tre dei nominati, che abitano vicini tra di loro. Essi sono Piero Iezzi, di Manoppello, stabilitosi in Argentina nel 1947, titolare di una compagnia di assicurazioni, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, presidente dello Sportivo Italiano nel 1973, uno dei fondatori della TRIBUNA ITALIANA nel 1977 e quattro anni fa anche del Centro Abruzzese di Buenos Aires (CABA); Alberto Alberici di Popoli, emigrato nel 1949, ingegnere meccanico, docente universitario e titolare di una impresa industriale fornitrice ed esportatrice di componenti per l’industria petrolifera, socio del CABA; Silvano Alfini di Catignano stabilitosi a Buenos Aires nel 1950, titolare di una impresa edile che costruisce opere in tutta l’Argentina e specialmente nelle province della Patagonia, anche lui socio del CABA.
La riunione si è svolta nella casa della famiglia Iezzi con la premessa di un breve incontro attorno a un buon caffè, che col passare dei minuti è diventata una lunga chiacchierata fra vecchi amici, con le conseguenti storie da condividere. I padroni di casa, esponenti della tradizionale calda accoglienza abruzzese che fondamenta quella definizione di “forte e gentile”, hanno offerto un generoso menù, fatto di piccole porzioni di specialità della cucina regionale abruzzese, che hanno sorpreso il gruppo e specialmente Alberici, il quale, contenendo appena l’emozione, ha ritrovato squisitezze dai nomi persi nel tempo e nella memoria, ricuperati attraverso i sapori e gli aromi inconfondibili della cucina fatta in casa.
Il dialogo si è protratto ameno, condito da ricorrenti espressioni dialettali riprese con nostalgia e da aneddoti, con la condivisione di esperienze comuni, dal punto di partenza, Pescara, al punto di arrivo Buenos Aires, e i ricordi delle prime esperienze nella nuova terra, il dolore dello sradicamento e il progressivo adattamento a un Paese molto ospitale, nonostante i continui contrasti sociali ed economici, determinati dai veloci successi e le brutali cadute delle diverse attività. Storie di vita, con successi e insuccessi, evocazioni del passato, della realtà di oggi e dei progetti per il domani.
Sul piano personale, l’attesa dei padroni di casa per l’imminente arrivo della figlia e la nipote, docente universitaria nata in Argentina e residente a Pescara. Il sogno di Alberici di visitare ogni angolo dell’Abruzzo natio che sta per avverarsi; la gestione legale di Alfini per ricuperare una casa nella costa, che, chissà per quale paradosso, si segnala nella zona per un grande manifesto che dice “Il Gran Sasso”.
Giunti a questo punto, c’è da dire che l’obiettivo iniziale non è stato raggiunto per quanto il cronista che doveva preparare l’articolo è, anche lui un pescarese d.o.c. (di origine certificata) e che, pure lui, è tra quanti riceveranno il meritato riconoscimento.
Per cui, preso dall’emozione dell’incontro, dall’entusiasmo (che dimostra in ogni suo servizio) ha dimenticato l’obiettivo iniziale, non ha preso appunti, ha lasciato da parte le domande e si è intrattenuto, uno in più nel gruppo dei pescaresi, nell’affabile incontro.
In definitiva è stato un anticipo della serata di domenica 12 novembre, quando al Circolo Italiano di Buenos Aires si svolgerà la cerimonia ufficiale di consegna dei Premi, a pescaresi nativi e discendenti. Un evento che quest’anno giunge alla quinta edizione, dopo le precedenti in Australia, Brasile, Canada e Stati Uniti. Per consegnare i premi arriverà a Buenos Aires una importante delegazione della Camera di Commercio di Pescara con a capo il presidente Ezio Ardizzi. Saranno presenti dirigenti delle numerose Associazioni Abruzzesi dell’Argentina ed esponenti della comunità abruzzese così come autorità locali e diplomatiche, imprenditori e invitati speciali.
Agli amici Iezzi, Alberici e Alfini le nostre congratulazioni. Al nostro Walter Ciccione il “perdono” per questa prima mancanza ai suoi doveri e anche a lui le nostre congratulazioni per il meritato riconoscimento. Auguri Walter!
(Nota publicada en Tribuna Italiana el 1/11/2006)
02 noviembre 2006
Emotivo incontro con la nostalgia pescarese
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