(Publicado por Tribuna Italiana en marzo de 2006)![]()
Foto de www.psicofxp.com
Perché alla fine ha deciso di candidarsi nell’UDC. La smentita sulle sue dichiarazioni in una intervista. Nato a Bolzano nel ‘47 emigrato con la famiglia nel ‘50 è socio del Circolo Trentino, ma critica le associazioni. Il Dr. Claudio Zin, primo candidato a deputato por la Unione Democratica Cristiana e di centro (U.D.C.) è una persona nota ai telespettatori di canale 9 e agli ascoltatori di Radio 10. In alcuni programmi delle due emittenti a degli spazi in cui si occupa principalmente di salute e benessere.
Medico nefrologo, ricercatore scientifico e giornalista su argomenti legati alla salute, il dott. Zin, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti in campo medico, è nato a Bolzano nel 1947 ed emigrò con la famiglia in Argentina nel 1950. Nel suo ampio appartamento dove ci accoglie e ci fa sentire comodi, ci sono numerose fotografie della sua famiglia, moglie e quattro figli, dei quali è orgoglioso, due maschi e due femmine.
Tribuna Italiana: Lei è stato richiesto da varie liste, Perché di è deciso a candidarsi nell’UDC?
Claudio Zin: Perché ha un leader carismatico come Pierferdinando Casini presidente della Camera e perché è un partito di centro, moderato e cristiano che oltre tutto ha una struttura di dimensioni quasi umane.
Tribuna: Dicono che il cammino si fa strada facendo e Lei quando è partito con la sua candidatura ha avuto qualche intoppo, come quelle dichiarazioni poco felici su "aiutare agli italiani che si muoiono di fame..."
Zin: Non ho mai fatto tali dichiarazioni. Quel che dissi nell’intervista
fu messo totalmente fuori contesto e ho diritto a pensare che si è trattato di un’operazione di stampa, non so se pagata o spontanea. Ciò che ho detto allora si riferiva puntualmente al dono da parte del governo italiano di fiocchi di patate, col quale si dava l’impressione che in Argentina c’erano italiani che morivano di fame.
Tribuna: E’ un po’ sorprendente che un professionista delle comunicazioni come Lei sia caduto in una trappola del genere.
Zin: Anche se posso sembrare ingenuo e sembri poco credibile, è stato proprio
così, mi hanno teso una trappola.
Tribuna: Dicono anche che Lei non ha una attiva partecipazione nella collettività...
Zin: Non è così. Con i miei genitore frequentavamo la Bellunese e il Circolo
Trentino del quale sono socio. Non sono un out sider, ho vissuto l’associazionismo
e poi, come a tanti della mia generazione, non sono riusciti a trattenermi, anche se certamente ci saranno delle eccezioni. Ho lavorato sodo per raggiungere una certa posizione economica per cui ho la possibilità di investire quel poco che spendo nella mia campagna elettorale. Sono italiano, non sono nato a Quilmes e so cosa rappresenta l’Italia per me, per la mia famiglia, per i miei fratelli che vivono nel Bel Paese e non penso che ci voglia il servizio di leva nelle associazioni per essere candidato.
Tribuna: Nel mese di ottobre proclamavano la sua candidatura nella lista Tremaglia, oggi è candidato dell’UDC. Perché il cambiamento?
Zin: La mia candidatura fu proposta da un gruppo di persone che mi appoggiava come Franco Arena. Portarono la proposta a Tremaglia il quale disse di avere altri candidati. Poi mi presentarono altre alternative, di Forza Italia, di Sangregorio, il quale mi visitò per offrirmi una candidatura a senatore nella sua lista.
Tribuna: Ci parli delle sue proposte elettorali
Zin: La stragrande maggioranza delle proposte dei candidati sono simili. Non condivido alcune, come la promessa di aumentare le pensioni a 800 euro. Mi
sembra insensato. L’economia italiana non riesce a decollare, l’anno scorso la crescita è stata zero e quest’anno si prevede lo 0,2%.. Dobbiamo essere
realisti. L’Italia sta uscendo da una crisi e credo che non possiamo presentarci
al Paramento per reclamare un aumento di 300 euro per tutte le pensioni.
Tribuna: Dicono che i candidati dei partiti politici sono condizionati dalle forze politiche nelle quali sono eletti. Cosa ne pensa?
Zin: L’Italia è una repubblica parlamentare e l’essere parlamentare è molto importante, più ancora se si rappresenta una comunità all’estero. Dove stabilire ponti con la Penisola. Vorrei che la comunità capisse e si renda conto che siamo a una svolta. Nessuno dei candidati si è seduto ancora al Parlamento e la differenza con Claudio Zin, è che appartiene ad un partito che ha 40 parlamentari che appoggeranno le iniziative che porteremo alla Camera. Alla Camera non siederò sul pavimento, ma insieme agli altri membri del mio gruppo e farò parte di un partito che, secondo me, può risolvere molti problemi. Non dovrò fare patti, come altri indipendenti, per sapere dove posso sedermi. Sono capolista dell’UDC e mi sento appoggiato e se sarò eletto, farò cose, non migliori o peggiori degli altri, ma più rapidamente che i candidati indipendenti.
Parla poi del progetto per ricuperare il Teatro Coliseo per la cultura e gli spettacoli italiani, della visione sostanzialmente positiva del progetto PLIA di mille borse di studio per imparare l’italiano, presentato da Pallaro e Merlo e finanziato dalla Fondazione Cassamarche e del fatto che parla bene l’italiano. Al riguardo sostiene che non accetterebbe un candidato che non parli bene l’italiano come si sono visti in altre liste.
Tribuna: Perché un elettore dovrebbe votare Claudio Zin?
Zin: Perché sono una alternativa nuova e mi impegno a fare le cose come si deve. Non ho interessi economici con la comunità italiana, ma mi muove solo l’affetto e posso dire alla gente che farò tutto il possibile perché migliori la situazione degli italiani in Argentina.
12 septiembre 2006
Zin: “Sono una alternativa nuova”
Walter Ciccione
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