(Publicado por Tribuna Italiana el 1º de febrero de 2006)
In seno alla comunità italiana si pensava che l'avvio del nuovo anno sarebbe stato diverso dai precedenti, in quanto, come aveva sottolineato Mirko Tremaglia, "Il 2006 é un anno storico per voi: é la prima volta nella vostra vita che andrete a votare per il Parlamento italiano". Invece le attese sembrano deluse e a poche settimane della data delle elezioni, c'è in molti italiani qui residenti, uno stato d'animo particolare, che si esprime in modo esplicito attraverso espressioni tra le quali prevalgono: delusione, sorpresa e disorientamento. La ragione di questo clima peculiare va cercata nel fatto più che significativo quasi assurdo, visto che viviamo la vigilia elettorale, nella mancanza di liste e candidati.
LA LISTA ASSOCIATIVA
L'eccezione a questa insolita regola è costituita dalla Lista Associativa -MAISA le sigle- cui fanno capo Luigi Pallaro e Ricardo Merlo, i quali manifestano la
loro assoluta indipendenza dai partiti politici, un atteggiamento coerente con i principi sostenuti nel campo dell'Associazionismo e che negli ultimi tempi, coniugando esperienza e nuove generazioni li ha portati in cima alle preferenze degli elettori delle recenti elezioni dei Comites, nelle quali furono i candidati ottenendo il maggior numero di voti di preferenza al mondo. Per quanto riguarda i partiti politici di destra, di sinistra o di centro, facenti parte di coalizioni, la situazione è più complessa per quanto sono soggetti alle direttive che arrivano dall'Italia. Si tratta di una curiosa strategia, che consiste nel coprire con un manto di mistero i nomi dei possibili candidati, provocando in realtà la crescita di un generoso elenco di quelli che si considerano "papabili", che salgono e scendono dalle presunte liste.
Tribuna Italiana, in due fondi del direttore Marco Basti "Pochi candidati" e "Vigilia elettorale" lancia l'allarme su questa strana situazione che al giorno d'oggi non ha ancora subito modifiche sostanziali. Abbiamo preso contatto con diversi rappresentanti di partiti politici che con risposte dirette, con voci od off de record, esprimono le stesse spiegazioni: "Stiamo valutando le candidature; è ancora prematuro nominare candidati; siamo subissati di proposte e interessati; non sappiamo quando si vota e se si vota". Crediamo che questo strano silenzio stampa non benefica nessuno e, al contrario, complica le strategie dei partiti, per quanto diventerà
sempre più difficile dare visibilità ai propri candidati nell'opinione pubblica.
L'eccesso di prudenza e la mancanza di informazione provocano illazioni di ogni genere, il che, sommato alle elevate dosi di "suspense" nella definizione delle liste, finisce per togliere agli elettori la possibilità di partecipare, di confrontare proposte e seguire i necessari dibattiti, cioè i diritti fondamentali dei cittadini nel contesto di una società democratica. Nel nostro caso ricercare informazioni non significa impazienza giornalistica e quando dalle fonti arriva solo silenzio e confusione, come in questo caso, si rischia di generare indifferenza tra gli elettori. I fatti che abbiamo passato in rassegna svelano aspetti fortemente
contraddittorio. La nostra comunità non è solo una tra le più numerose al mondo, ma ha già dimostrato concretamente un forte spirito di partecipazione nelle recenti
prove elettorali, sia per le elezioni dei Comites, sia nelle due tornate referendarie. Ma per ragioni difficili da capire, si presenta suggestivamente orfana di candidati in tempi che, va sottolineato ancora, dovrebbero essere utilizzati appieno in una intensa campagna elettorale, quando siamo già in vista del traguardo, quando è già iniziato il conto alla rovescia.
VISTO E ASCOLTATO
L'argomento di cui ci occupiamo offre alcuni aspetti curiosi e persino coloriti da raccontare. C'è chi afferma che i ritardi nella definizionedelle liste da parte dei partiti non sono frutto di una strategia, ma semplicemente della mancanza di candidati all'altezza, con sufficienti possibilità per garantire la vittoria. Ci sono poi quelli che con ironia sostengono che visto il soffocante caldo estivo, i nostri dirigenti indulgono a un ozio creativo come a una siesta riparatrice. Un programma radiofonico rivolto alla collettività italiana, che rappresenta un partito politico, immerso come gli altri nella ricerca dei candidati, parte a testa bassa contro tutti, rinfacciando il fatto che non sono ancora in condizioni di presentare le liste! Un chiaro esempio che si rifà al rimprovero del Vangelo: "Vedono il fuscello nell'occhio altrui ma non la trave nel proprio! Ci sono poi quelli che con sarcasmo suggeriscono di pubblicare inserzioni pubblicitarie nei quotidiani nazionali per cercare i candidati ideali. Infine ci sono quelli che hanno manifestato giustificata invidia per i connazionali residenti in Spagna, perché il Comites di Madrid ha organizzato un tavolo di dibattito con i candidati del Ctim, della Margherita, dei Ds e di Forza Italia, per far conoscere le rispettive proposte.
SARANNO PROTAGONISTI?
Tornando alle voci che non trovano conferma, agli annunci non ufficiali ma comunque non smentiti, ai "si dice" ci sono nomi, alcuni già noti da tempo, di probabili candidati a Montecitorio e palazzo Madama.
Nel centrodestra, in particolare nel Ctim, viene segnalato Giuseppe Angeli, di Rosario come uno dei più probabili candidati delle liste del Tricolore. E' nota anche l'offerta personale fatta dal Ministro Tremaglia all'ing. Franco Livini, di essere
candidato nella sua lista, così come l'annunciata candidatura del medico giornalista Claudio Zin, che cerca di riprendersi dalle poco felici dichiarazioni fatte in una intervista e la cui nomina è resistita da settori dello stesso Ctim. Per quanto riguarda il centrosinistra, che lunedì ha riunito a Buenos Aires vari possibili precandidati, non ha prodotto ancora nessuna definizione dopo il rifiuto della signora Estela de Carlotto alla proposta avanzata dai Ds. Ad ogni modo tra i nomi che vengono menzionati come possibili candidati di questa coalizione, spicca quello
dell'ex ambasciatore Giovanni Jannuzzi, residente nella Patagonia. Si fa anche il nome di Francisco Rotundo, presidente del Comites di Morón il quale si è detto disponibile a candidarsi così come Alfonso Grassi, presidente delle Acli in Argentina, il quale, pur se non si è ancora manifestato in modo ufficiale, è considerato "candidato in pectore". Sempre per quanto riguarda il centrosinistra, l'ultimo fine di settimana è stato in Argentina il siciliano residente in Brasile, Fabio Porta, proposto candidato dalla socialista UIM. Da Mar del Plata si dice che si presenterà il consigliere del CGIE Adriano Toniut nelle liste del centrosinistra Per quanto riguarda la quota rosa, vengono segnalate Micaela Bracco della Margherita e Maria Rosa Arona e Mirella Giai dei Ds. Graciela Laino, nonostante le offerte che sostiene di aver ricevuto da vari partiti, ha deciso di autoescludersi. Felisa Pomilio, segretaria del Comites di Mar del Plata, si presenterebbe nella lista associativa. Nell'ampio campo delle candidature in liste ancora da definire, si segnalano tra gli altri, anche i nomi dell'imprenditore Eugenio Sangregorio e del presidente del CCI di Olivos Michele D'Angelo. E' evidente che i nomi dei candidati formano il capitolo più interessante, dinamico e sorprendente di questa storia e sicuramente a breve termine potrebbero venire fuori candidature che oggi sembrano impensabili. Come quella annunciata dal citato programma radiofonico, una stravagante notizia che nell'improbabile azzardato caso che si verificasse, sarebbe una vera e propria bomba informativa: la candidatura nelle liste del centrosinistra dell'ex ministro dell'economia dell'Argentina Domingo Cavallo. Comunque al di là della mancanza di notizie sicure sui candidati, i primi sondaggi di opinione confermano le marcate preferenze degli elettori per la lista Associativa, che propone come candidati al Senato e alla Camera Luigi Pallaro e Ricardo Merlo rispettivamente.
E LA NAVE VA!
Si avvicina il tempo di levare le ancore e partire con destinazione al Parlamento italiano. La nave porterà il suo carico di attese e di illusioni, di speranze poste in quelli che saranno eletti. La nave che li porterà è ancora nel porto in attesa
dei privilegiati passeggeri che partiranno disposti a fare tante battaglie quando arriveranno alla terraferma, nelle aule di Montecitorio e di Palazzo Madama. Quando partiranno, molti di noi saremo in quello stesso porto che è testimone del nostro arrivo, decine d'anni fa, a salutare quelli che dovranno difendere i nostri diritti e amministrare con saggezza, le nostre speranze.
12 septiembre 2006
Una singolare campagna elettorale
Walter Ciccione
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